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Un divertissement dove il sorriso polarizza la riflessione. Figli di buona nonna si anima lungo una struttura a sottosezioni autonome ma legate da una progressione enigmatica. L‘autore utilizza la figura di nonna Nerina come correlativo oggettivo di un gioco dialettico, attingendo a conversazioni, commenti, espressioni tipiche del lessico dialettale “neriniano” quotidiano costruendo un viaggio ironico e autoironico che trasforma i proverbi popolari in quesiti esistenziali: tra gatti, ranocchi e un registro linguistico che spazia con disinvoltura dal termine “bustrofedico” al più schietto “Poro omo... Date ’na sparada!”, l‘opera ricompone frammenti di cultura pop e speculazione colta. Schopenhauer, Platone e Capo Plaza compaiono come ologrammi stilizzati, invitando il lettore in uno spazio di fantasia che trasforma i “non luoghi“ quotidiani in spazi d‘incontro autentici.
Un libro “presuntuoso” nel senso più nobile e letterale del termine: capace di presumere, ovvero di anticipare con il pensiero ciò che potrebbe essere, l‘impossibile e l‘immaginato. Non un libro che vuole insegnare, ma un‘opera che vuole far sorridere di gusto.
Angel Lost nasce a Padova nel luglio del 1998. Dopo la maturità scientifica sceglie di iscriversi all‘Università degli Studi di Padova e consegue la laurea triennale in Lettere Moderne e la laurea magistrale in Linguistica. Successivamente ottiene un master di primo livello in “Psicologia organizzativa, delle istituzioni e dei gruppi”. Attratto da sempre dalla possibilità di scrivere e di esprimersi in varie forme, Figli di buona nonna è la sua prima pubblicazione.
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