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La “terra delle madri”, quella di cui il personaggio di un romanzo di Daria Martelli avverte
la millenaria mancanza perfino nel linguaggio, è un concetto nuovo, che sta emergendo
alla coscienza del nostro tempo; equivale alla “patria”, etimologicamente “la terra
dei padri”, un’espressione densa di significati storici, giuridici e simbolici, che richiama
l’appartenenza, l’identità, la partecipazione, il legame profondo con altre persone che
le condividano, nonché un ordine simbolico patriarcale. Questa esigenza femminile è il
tema più profondo e segreto, sottostante ad altri temi più evidenti e notati, di due romanzi
della stessa autrice, More veneto (2017) e Trent’anni dopo (2021), affatto diversi per la
vicenda, i personaggi, l’ambientazione.
Il saggio presente prende le mosse dai due romanzi, o meglio, dal percorso che essi,
dopo la pubblicazione, hanno compiuto tra recensioni e presentazioni pubbliche, interventi
orali e scritti di lettori e lettrici, interviste con l’autrice, raccogliendo spunti e
stimoli dalla vivace cultura che di solito viene prodotta “intorno” al libro pubblicato,
in varie occasioni e in varie forme, sia dall’autore o dall’autrice sia dai lettori e dalle
lettrici; tale cultura peraltro di solito va dispersa, in quegli eventi che in una recente
stagione gli assessorati cittadini classificavano come “l’effimero”. In questi interventi
invero, quando nelle opere si vogliono puntualizzare i “temi”, che offrano motivi di
riflessione, si assume anche la narrativa come un mezzo di conoscenza, pur nei suoi
specifici modi espressivi.
Il saggio sfugge a una catalogazione; è critica o autocritica e filosofia su vari temi connessi,
tra divagazioni e associazioni, ricorrendo all’arte della divagazione e usando la libertà
delle associazioni mentali. A questa varietà, nonché alle analogie intrinseche di discipline
diverse, allude il sottotitolo Letteratura, storia e umanità, accogliendo questo ultimo termine
nella valenza polisemica dell’inglese humanities.
Daria Martelli è stata assistente presso l’Università di Padova e docente di lettere in ruolo
nelle scuole secondarie superiori. Ha collaborato a "Il Gazzettino", a numerose riviste e alla
RAI con testi culturali per trasmissioni. Ha fatto parte del Forum d’Ateneo per le politiche
e gli studi di genere dell’Università di Padova. È autrice di saggistica in prospettiva storico-
antropologica, di narrativa e di teatro. I saggi: La parità simbolica dei generi. Un compito
della nostra epoca; Polifonie. Le donne a Venezia nell’età di Moderata Fonte (seconda metà del
secolo XVI); Le parole di ieri sulla donna. Una ricerca di genere sulle nostre radici culturali;
Scrittrice o scrittore? Una ricerca di genere sulla creatività letteraria; Per l’italiano in Italia. Le
opere di narrativa: i racconti Il gioco dei tradimenti; i romanzi Chi perde la sua vita; Le vite di
Fabrizia; Il riso della soubrette; More veneto;Trent’anni dopo. Nel volume Teatro. In scena per
far riflettere sono raccolti quattordici testi teatrali. Tra quelli più rappresentati: il dramma Le
streghe e il suo adattamento a monologo, elaborato dalla stessa autrice, Caterina. Una strega
nel Cinquecento; Il giardino veneziano; Donne perdute. Adattamento teatrale di Lettere dalle
case chiuse (Lina Merlin e Carla Barberis,1955); Il merito delle donne. Adattamento teatrale
del dialogo di Moderata Fonte (1555-1592).
www.dariamartelli.it
Indice
Preambolo
RECENSIONI
Daniela Domenici in DANIELA E DINTORNI
ISBN: 9788854959545
Collana: Scienze Sociali
Autrice: Daria Martelli
Edizione: 2026
Stato: disponibile