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Catalogo

Cronotopie urbane

Cronotopie urbane

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Le città non sono soltanto un intreccio di strade e di edifici, ma la sedimentazione visibile del tempo che le attraversa: esse sono, in senso profondo, “la forma del tempo”. In questo paesaggio stratificato, la sala cinematografica si impone come un landmark tanto nella geografia urbana quanto nelle mappe cognitive della collettività. Non è un semplice contenitore di immagini, ma uno spazio ad alta densità simbolica, un autentico cronotopo in cui dimensione spaziale e temporale si intrecciano producendo esperienza condivisa e memoria sociale. L’analisi della sala cinematografica "Ai Bersaglieri" si colloca in questa cornice interpretativa. Essa non si limita alla ricostruzione architettonica o gestionale dell’edificio, ma si estende a una riflessione sul cinema come luogo di aggregazione e di socialità, specchio sensibile delle trasformazioni del clima culturale e politico del paese. Ne emerge una storia intrecciata, segnata da sopravvivenze e rinascite, da crisi e ridefinizioni: città e sala cinematografica appaiono come protagonisti inseparabili, legati da un rapporto di reciproca modellazione. La storia dell’una si riflette inevitabilmente nella storia dell’altra. Oggi, molte di queste sale sono chiuse, trasformate in supermercati o abbandonate. La loro chiusura è il segno tangibile della fine di un certo tipo di socialità e del trionfo della modernità digitale. Le sale che resistono diventano spesso centri culturali resilienti, cronotopi della resistenza comunitaria. In questa prospettiva si colloca anche il Cinema "Ai Bersaglieri". Indice Presentazione ISBN: 9788854959538 Collana: Scienze storiche Autori: Marilena Giora, Loris Tasso Edizione: 2026 Stato: informazioni sulla pubblicazione e sulla sua disponibilità presso Biblioteca comunale di Spinea

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I sogni in fondo all'oceano

I sogni in fondo all'oceano

€ 15,00

Per decenni, la figura di Orione Lincetto è rimasta racchiusa in pochi frammenti fotografici e nel racconto di un incubo notturno: una madre che si sveglia di soprassalto, sentendo il figlio annegare nel buio, proprio nei giorni in cui il transatlantico Laconia colava a picco nell’Oceano Atlantico. La verità su quel giovane strappato alla vita a vent’anni è rimasta a lungo custodita in una scatola, dimenticata in un comò, densa di lettere dal fronte africano. A distanza di tempo, quelle pagine sono state finalmente riaperte, rivelando non la cronaca grigia del conflitto, ma l’animo vibrante di un ragazzo generoso e ironico che usava parole leggere per non far pesare alla madre i pericoli della guerra e cercava di sostenere da lontano la famiglia. Nel memoir I sogni in fondo all’oceano, il ricordo privato si fa narrazione universale. Tra le righe di un carteggio intimo e commovente, questo volume restituisce un volto, un’identità e una voce al ritratto di una giovinezza spezzata, i cui desideri si sono inabissati il 12 settembre del 1942, lasciando come unica traccia pubblica un nome inciso sul marmo del monumento ai caduti di Padova. Anna Mingardo, nata a Padova, ha lavorato nella Biblioteca Marciana di Venezia e nell’Archivio di Stato di Piacenza. Spinta dalla passione per la poesia, ha pubblicato due sillogi: Le parole dell’anima. Poesie (Padova, 2019) e I giorni e la speranza. Raccolta di poesie (Youcanprint, 2024). Mirella Mingardo ha lavorato alla Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, dedicandosi nel tempo alla cura di numerose ricerche sulla storia del movimento femminile e di quello operaio del Novecento. Il suo contributo scientifico si traduce in un vasto catalogo di saggi e contributi apparsi in riviste specializzate. Tra i suoi scritti recenti si segnalano Rosa Menni Giolli (1889-1975), Le arti e l’impegno (Enciclopedia delle donne, 2020), Cronache rivoluzionarie a Milano 1912-1923. Dalla sinistra socialista alla Sinistra comunista (Pagine marxiste, 2022) e Rita Majerotti. La lunga militanza. Dagli esordi all’immediato secondo dopoguerra (Pagine marxiste, 2022). Indice Presentazione Introduzione ISBN: 9788854959644 Collana: Narrativa Autrici: Anna e Mirella Mingardo Edizione: 2026 Stato: disponibile

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I cicli affrescati del XIV secolo di Padova: catalogazione e conservazione / Padua’s fourteenth-century fresco cycles: cataloguing and conservation

I cicli affrescati del XIV secolo di Padova: catalogazione e conservazione / Padua’s fourteenth-century fresco cycles: cataloguing and conservation

€ 26,00

Il saggio analizza le metodologie di catalogazione e conservazione applicate ai cicli affrescati del XIV secolo di Padova sito Patrimonio Mondiale UNESCO. La prima parte della ricerca ha evidenziato la frammentarietà e disomogeneità delle schede catalografiche esistenti, sottolineando la necessità di una standardizzazione conforme alle normative ICCD. Nella seconda parte l’autrice sottolinea l’importanza della conservazione preventiva, basata su una conoscenza approfondita e sistematica del bene, promuovendo strategie conservative condivise. Attraverso un’analisi storica e diagnostica, il lavoro invita ad affrontare la tutela dei cicli affrescati padovani come un sistema integrato e interconnesso, in cui catalogazione e conservazione siano strumenti sinergici di valorizzazione culturale e sostenibilità gestionale. This essay examines the cataloguing and conservation methodologies applied to Padua’s fourteenth-century fresco cycles, a UNESCO World Heritage Site. The first part of the research highlights the fragmented and inconsistent nature of the existing catalogue records, emphasising the need for standardisation in accordance with ICCD (Central Institute for Cataloguing and Documentation) regulations. In the second part, the author stresses the importance of preventive conservation, grounded in a thorough and systematic understanding of the heritage, and promotes shared conservation strategies. Through historical and diagnostic analysis, the study advocates treating Padua’s fresco cycles as an integrated and interconnected system, in which cataloguing and conservation function as complementary tools for cultural enhancement and sustainable management. Moira Pegoraro è Specialista in Beni architettonici e del Paesaggio, con indirizzo di ricerca sulla vulnerabilità sismica delle superfici dipinte dell’architettura. Si è occupata dello studio degli affreschi di Giusto de’ Menabuoi al Battistero di Padova, svolto collaborando con la Soprintendenza al cantiere ministeriale di restauro. È laureata in Storia delle arti e conservazione dei beni artistici e ha conseguito la qualifica professionale di collaboratore restauratore dei beni culturali. Dal 2025 è funzionario storico dell’arte presso il Ministero della Cultura. Moira Pegoraro is a specialist in architectural and landscape heritage, with a research focus on the seismic vulnerability of painted architectural surfaces. She has carried out a study on the frescoes by Giusto de’ Menabuoi in the Baptistery of Padua Cathedral, in collaboration with the Superintendency local heritage authority during a ministerial restoration project. She holds a degree in Art History and the Conservation of Cultural Heritage and has obtained the professional qualification of Restoration Technician of Cultural Heritage. Since 2025, she has been an art historian at the Italian Ministry of Culture. Anteprima Indice Il volume è disponibile in Open Access ISBN: 9788854959743 Collana: Quaderni del Patrimonio Mondiale n. 1 Autrice: Moira Pegoraro Edizione: 2026 Stato: disponibile

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Sul futuro del corpo

Sul futuro del corpo

€ 15,00

Sul futuro del corpo, la mostra curata da Barbara Codogno, riunisce alla Galleria Civica Cavour di Padova diciassette tra i più autorevoli protagonisti della nuova figurazione internazionale, in un’esposizione che vanta 55 importantissime opere, molte di grandi dimensioni. In un tempo in cui il corpo è continuamente esposto, misurato, corretto, colonizzato e omologato, la mostra torna a interrogarlo nella sua dimensione più concreta e insieme più enigmatica: come luogo dell'identità e della memoria. Ogni giorno affidiamo l’immagine del nostro corpo ad algoritmi e dispositivi che lo registrano, lo interpretano, lo archiviano e lo rendono infinitamente riproducibile. Mai come oggi il corpo è stato così visibile e, paradossalmente, così distante dall'esperienza vissuta. La rappresentazione tende a sostituire la presenza, mentre l'immagine rischia di prevalere sull'esperienza. In questa frattura risuona il richiamo di “Magnifica Humanitas”, l’enciclica di Papa Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale che invita a rimettere al centro la dignità irriducibile dell’umano. Un pensiero che attraversa anche la mostra, là dove il corpo non è immagine da consumare né dato da ottimizzare, ma presenza viva, vulnerabile e relazionale. Sul futuro del corpo è domanda aperta. Quale spazio resta all'esperienza incarnata quando l'identità tende a coincidere sempre più con la sua rappresentazione? La mostra suggerisce che proprio la pittura e la scultura, linguaggi antichi e insieme radicalmente contemporanei, possano ancora proporre uno dei luoghi più fertili da cui osservare queste trasformazioni. Per restare umani. Barbara Codogno è nata a Padova, dove vive e lavora. Giornalista, scrive per le pagine culturali del "Corriere del Veneto". Laureata in filosofia con una tesi su René Girard, ha continuato a indagare i temi del sacro, della violenza, del capro espiatorio e della mimesi, intrecciando filosofia, antropologia, mitologia e storia delle religioni. Critica e curatrice, si occupa di arte contemporanea. Ha scritto poesie, racconti e romanzi. Tra le sue pubblicazioni l’antologia poetica Metrolieder (Apogeo Editore), Tutti i figli della serva (Gaffi Editore). Per i tipi della Cleup ha pubblicato la raccolta di racconti Cosa sognano le donne, P.C.R. Per colpa ricevuta. Due favole per adulti e Il dio dei Topi. Prefazione a cura di Andrea Colasio Presentazione a cura di Barbara Codogno Rassegna Stampa Il Gazzettino del 30 luglio 2026 di Ines Thomas ISBN: 9788854959620 Collana: Storia dell'arte - Museologia Curatrice: Barbara Codogno Edizione: 2026 Stato: disponibile

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PLaNCK! N. 38 - giugno 2026 - settembre 2026

PLaNCK! N. 38 - giugno 2026 - settembre 2026

€ 8,50

PLaNCK! N. 37 - N. 38 - giugno 2026 - settembre 2026 Rivista quadrimestrale ISSN 2284-0761 italiano/inglese Spazio e tempo / Space & Time __________ LETTERA AI PIÙ GRANDI Tanti spazi, tanti tempi... Spazio e tempo sono concetti all’apparenza intuitivi, che crediamo di conoscere in modo immediato. Quando, nel 1687, Isaac Newton pubblica la sua opera fondamentale, i Principia, egli ritiene che non sia necessario darne una definizione, «in quanto notissimi a tutti». Subito dopo, però, spiega che bisogna distinguere lo spazio e il tempo “volgari” (cioè quelli che dipendono dalle nostre osservazioni imperfette o dalla percezione dei sensi) da quelli veri e propri. Questi ultimi, per Newton, sono assoluti, identici per tutti: «Il tempo assoluto, vero, matematico, in sé e per sua natura senza relazione ad alcunché di esterno, scorre uniformemente»; «Lo spazio assoluto, per sua natura senza relazione ad alcunché di esterno, rimane sempre uguale e immobile». Insomma, in questa prospettiva, spazio e tempo sono una specie di cornice fissa, lo sfondo immutabile di tutti gli eventi dell’Universo. Questa visione dello spazio e del tempo è molto naturale e vicina al senso comune. Per oltre due secoli, dopo Newton, è stata la visione condivisa dalla fisica per descrivere i fenomeni del mondo naturale. Tuttavia, all’inizio del Novecento, questa idea di uno spazio e di un tempo fissi e immutabili è stata sconvolta dall’arrivo della teoria della relatività di Albert Einstein. Per la fisica moderna, lo spazio e il tempo non sono né assoluti né immutabili. Entrambi si deformano e variano a seconda dello stato di moto dell’osservatore e della distribuzione di massa ed energia. Anche la simultaneità tra eventi perde il suo carattere universale, così come le nozioni di passato, presente e futuro. Non c’è un unico orologio che ticchetti per tutti nello stesso modo, e lo spazio si incurva attorno alle masse, modificando il cammino della luce e dei corpi materiali e dando origine ai fenomeni gravitazionali. Nella visione einsteiniana, ormai verificata innumerevoli volte negli esperimenti in laboratorio e nelle osservazioni astronomiche, lo spazio e il tempo non sono neanche separabili, ma formano un’unica entità: lo spaziotempo. Come scrisse nel 1908 il grande matematico Hermann Minkowski, uno dei primi a comprendere l’importanza della relatività e le sue conseguenze: «D’ora in poi, lo spazio e il tempo, considerati singolarmente, sono condannati a svanire come semplici ombre, e solo una specie di unione tra i due conserverà una realtà indipendente». Se tutto questo ci sembra astratto e lontano dal senso comune, è solo perché non ci muoviamo a velocità prossime a quelle della luce o non viviamo nei pressi di oggetti estremi come i buchi neri: se così fosse, persino i nostri sensi coglierebbero direttamente la natura sconcertante dello spaziotempo. Eppure, gli effetti della relatività entrano nella vita di tutti i giorni senza che ce ne accorgiamo: per esempio, quando utilizziamo le mappe sui nostri smartphone, i satelliti GPS devono tener conto del diverso scorrere del tempo previsto dalla relatività per fornire posizioni accurate. Amedeo Balbi Amedeo Balbi Amedeo Balbi è professore associato di Astronomia e Astrofisica all’Università di Roma Tor Vergata. Autore di oltre cento pubblicazioni scientifiche, ha dato contributi significativi in diversi ambiti dell’astrofisica teorica, dalla cosmologia all’astrobiologia. Da molti anni è attivo nella divulgazione scientifica e ha pubblicato numerosi libri di successo. Il suo impegno nella comunicazione della scienza gli è valso vari riconoscimenti, tra cui il Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica (2015), il Premio Asimov (2021), il Premio Galileo (2023) e il Premio Lacchini (2024). ______ Indice Il Team di PLaNCK! Per essere sempre aggiornati su attività, eventi e contattare la redazione di PLaNCK! www.planck-magazine.it Comitato Scientifico Dipartimento di Fisica e Astronomia prof. Alberto Carnera prof. Ornella Pantano prof. Giulio Peruzzi prof. Cinzia Sada prof. Antonino Milone Dipartimento di Scienze Chimiche Dr. Massimo Bellanda Dr. Laura Orian Dr. Giacomo Saielli Dr. Elisabetta Schievano REDAZIONE E COLLABORATORI Direttore Responsabile: Andrea Frison Coordinatrice editoriale: Agnese Sonato Redazione: Agnese Sonato, Marta Carli, Sarah Libanore, Martina Tardivo, Marco Barbujani, Francesco Zani, Bianca Maria Scotton, Serena Maule, Laura Paneghetti, Andrea Frison Fumetto Disegnatrice: Bianca Maria Scotton Assistente colorist: Gioia Beghin Sceneggiatrici: Bianca Maria Scotton, Agnese Sonato Illustrazione di copertina: Sofia Poiana Versione inglese: Laura Paneghetti Segreteria di redazione e pubbliche relazioni: Serena Maule, Martina Tardivo, Sarah Libanore Progetto grafico e impaginazione: Francesco Zani Testata: Stefano Pozza ISBN: 9788854958982 Collana: PLaNCK! Curatore: Associazione Accatagliato Edizione: 2026 Stato: disponibile

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Tipologia dei pascoli delle malghe venete e trentine

Tipologia dei pascoli delle malghe venete e trentine

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I pascoli alpini rappresentano oggi un fondamentale baluardo di conservazione della biodiversità e dei paesaggi agricoli tradizionali europei. Questo testo si configura come un manuale tecnico-scientifico di riferimento per la comprensione e la valorizzazione dei pascoli dell’arco alpino orientale ma è allo stesso tempo un invito a guardare a queste vegetazioni non come una risorsa statica o un residuo del passato, ma come un sistema dinamico e complesso che richiede competenze specifiche per essere preservato. La struttura rigorosa dell’opera coniuga in un approccio multifunzionale agronomia, botanica e conoscenze vegetazionali e si propone come strumento operativo per la conservazione di ecosistemi complessi e fragili. La suddivisione dei pascoli in quattro macro-categorie (pingui e nitrofili, magri neutro-basifili, magri acidofili e torbiere basse) permette una classificazione precisa che riflette la complessità geologica e pedologica del territorio considerato. Gli autori non ignorano i problemi legati ai più recenti fattori di rischio per la conservazione dei pascoli quali l’uso eccessivo di alimenti concentrati, i danni da cinghiale e l’uso improprio di risemine con varietà commerciali che minacciano l’integrità genetica delle praterie native. Particolarmente preziosa è l’inclusione delle chiavi floristiche di riconoscimento, del repertorio fotografico delle principali specie dei pascoli e dei numerosi allegati tecnici. Tutti questi strumenti trasformano il volume anche in una guida pratica per l’analisi “in campo” dei pascoli utile ai fini della pianificazione e a fornire a conduttori delle malghe, professionisti e decisori politici i criteri necessari per una gestione che garantisca la sostenibilità economica senza compromettere l’integrità naturalistica. Michele Scotton è docente di Alpicoltura presso l’Università di Padova. Ha svolto ricerche sulla vegetazione e gestione sostenibile dei prati e pascoli naturali e seminaturali dell’Italia nord-orientale di cui ha studiato anche la produzione di seme e le tecniche di restauro ecologico ai fini del recupero naturalistico di praterie e aree degradate di pianura e montagna. Angelo Pecile, già responsabile dell’Unità Risorse Foraggere e Produzioni Zootecniche del Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione E. Mach, dal 1981 si è occupato di consulenza e divulgazione a favore degli operatori della filiera foraggero-zootecnica e lattiero casearia della provincia di Trento dove ha promosso numerosi studi sui prati e pascoli seminaturali. Fabrizio Clementel lavora come Collaboratore Tecnico presso il Centro di Ricerca Foreste e legno del CREA (ex ISAFA) – Trento. Per molti anni si è occupato della caratterizzazione tipologica e produttiva della vegetazione delle malghe alpine. Ha maturato esperienze di ricerca anche nel settore della pianificazione forestale e nell’analisi di dati telerilevati. Allegato 1. Chiave floristica di identificazione dei principali tipi di pascolo delle malghe venete e trentine. Allegato 2. Chiave floristica di identificazione dei principali tipi e sottotipi di pascolo delle malghe venete e trentine. Allegato 3. Sintesi dei possibili riferimenti fitosociologici dei tipi di vegetazione considerati. Allegato 4. Valore foraggero e indice specifico (valore pastorale) delle specie vascolari presenti nei pascoli delle malghe venete e trentine. Allegato 5a. Categorie, tipi e sottotipi di vegetazioni e relative specie indicatrici riportate in Ziliotto et al. (2004). Allegato 5b. Descrizione sintetica dei tipi e sottotipi di vegetazione riportati in Ziliotto et al. (2004). Scotton-Pecile-Clemente ISBN:9788861298767 Collana: Scienze agrarie, veterinarie e biologiche Autore: Michele Scotton, Angelo Pecile, Fabrizio Clementel Edizione: 2026 Stato: Disponibile solo presso Dipartimento di Agronomia Animali Alimenti Risorse Naturali e Ambiente dell'Università di Padova

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Elide:il tempo del coraggio

Elide:il tempo del coraggio

€ 18,00

Dopo aver conquistato i lettori con Elide, Mariella Favaretto firma un nuovo romanzo sequel in cui ritroviamo la tenace protagonista pronta ad affrontare una passaggio cruciale della vita: quello dalla giovinezza alla maturità e ne seguiremo il cammino dal salotto alla fabbrica, dal “secolo lungo” al “secolo breve”. Siamo negli anni Dieci. Elide non è più la giovinetta che subisce le scelte altrui, ora è una donna che può contare sulla forza della propria autonomia e finalmente sceglie: Giuliano, un compagno di vita indimenticabile; le amicizie tra donne che condividono i suoi ideali di libertà e soprattutto sceglie di schierarsi. Il fulcro del racconto è ambientato tra le mura del cotonificio Makò, dove il pulviscolo del cotone egiziano si mescola alle rivendicazioni della classe operaia. Qui Elide comprende che l’istruzione non è un mero privilegio per signorine di buona famiglia, ma è l’unica vera difesa contro il potere e la rassegnazione. La sua battaglia per fondare una scuola dedicata i figli degli operai diventa il simbolo di una nuova sfida: convincere le madri che un futuro diverso è possibile. Con uno stile che fonde il rigore della ricerca storica, arricchito dall’uso sapiente del dialetto e la sensibilità psicologica di chi ha dedicato la vita all’insegnamento, l’autrice delinea il ritratto di una donna moderna. Elide: il tempo del coraggio è un’opera che celebra la libertà di scelta delle donne, ricordandoci che solo con la conoscenza possiamo sottrarci al silenzio e uscire dai confini delineati da altri. Mariella Favaretto, mestrina, laureata in lettere e specializzata in Filologia moderna presso l’Università di Padova, è stata insegnante nella scuola secondaria. Dopo la frequentazione di alcuni corsi di scrittura creativa la sua passione per la narrazione si è concretizzata con la pubblicazione di I miei calzettoni rossi (Andrea Oppure Editore, 2005), Il filo spezzato (Alcione Editore, 2008) e nel 2014 del suo romanzo d’esordio Vite fatte di niente (Alcione Editore), nel 2021 Elide (Cleup). I suoi racconti sono presenti nelle raccolte Cucina di Storie curate da Annalisa Bruni, Lucia De Michieli e Anna Toscano dal 2008 al 2013, e nelle raccolte prodotte dal concorso “Quello che le donne non dicono…” della Compagnia di arti e mestieri di Pordenone, 2013/2015. Ha avuto diverse segnalazioni di merito in Premi nazionali e internazionali. Nel 2013 seconda classificata per la sezione “racconto breve” del Premio Internazionale S. Marco della L.A.P.S. di Venezia. Indice Prefazione ISBN: 9788854959446 Collana: Narrativa Autrice: Mariella Favaretto Edizione: 2026 Stato: disponibile

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Contrada Santa Croce

Contrada Santa Croce

€ 17,00

Memorie di un piccolo mondo antico, oggi per lo più scomparso... Pagine che oggi, a cento anni dalla nascita del Maestro Tiazzoldi, vengono affidate al lettore più anziano perché vi si riconosca e al giovane lettore perché la memoria non vada perduta. Tiziano Tiazzoldi, nato a Belluno il 10 gennaio 1924, secondogenito di tre fratelli, cresce in un sereno nucleo familiare e consegue il diploma magistrale durante gli anni difficili del secondo conflitto mondiale. Dopo l’8 settembre 1943 entra con il fratello nella Resistenza, aderendo al “Comando Piazza” in coordinamento con gli alleati britannici. Nel dopoguerra inizia la carriera di maestro e, nel 1952, sposa l’amata Iole. La sua esistenza si divide da allora tra l’insegnamento, gli affetti e l’impegno sociale. Spirito eclettico e di profonda fede – coronata dal diploma in Scienze Religiose –, coltiva l’amore per la natura e la montagna accanto a una colta passione per l’arte e i libri antichi, di cui diviene fine collezionista. Padre esemplare, nonno saggio e maestro capace di cogliere con profondo rispetto l’essenza dell’animo umano, si spegne serenamente nel 2017. Indice Prefazione di Benedetta de Mari ISBN: 9788854959316 Collana: Narrativa Autore: Tiziano Tiazzoldi Edizione: 2026 Stato: disponibile

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Lo sport e alcuni suoi aspetti idoneativi e riabilitativi

Lo sport e alcuni suoi aspetti idoneativi e riabilitativi

€ 20,00

Che impatto ha l’attività fisica sul nostro cuore e fino a che punto possiamo spingerci? In questo volume, l’autore esplora i nodi cruciali della medicina dello sport, guidando il lettore attraverso elementi fondamentali per la salute e la sicurezza di atleti e appassionati. Il testo mette in risalto l’importanza vitale di una corretta interpretazione dell’elettrocardiogramma (ECG) a riposo e sotto sforzo, uno strumento che, insieme all’anamnesi e all’esame obiettivo, si rivela essenziale per diagnosticare tempestivamente cardiopatie silenti nei giovani o cardiopatie ischemiche negli adulti durante le visite di idoneità. L’analisi si estende poi a temi di forte attualità e rilevanza clinica, come l’utilità della riabilitazione psico-fisica nei pazienti affetti da patologie croniche e la comprensione dei dispositivi salvavita, tra cui pacemaker e defibrillatori impiantabili, con cui anche molti atleti si trovano oggi a convivere. Viene inoltre dato ampio spazio alla prevenzione e alla consapevolezza dei fattori di rischio acquisiti, ricordando al lettore che non bisogna per forza ammalarsi per comprendere l’importanza di proteggere le funzionalità cardio-vascolari, polmonari e renali strettamente interconnesse. Arricchito da riflessioni generali sul mondo dello sport e da un profondo focus dedicato agli atleti con disabilità – capaci di affrontare con coraggio una doppia sfida, contro i propri limiti e contro gli avversari – il libro solleva infine un interrogativo aperto e affascinante: quanti anni di attività intensa può tollerare un cuore prima di esporsi al rischio di scompenso o è sempre necessaria una predisposizione genetico-familiare? Un’opera indispensabile per chiunque voglia fare dello sport una scelta di vita consapevole. Gaspare Lisciandra (Gela, 1957) vive e lavora a Oderzo (TV). Medico dello sport e libero professionista, è iscritto all’Associazione Medico-Sportiva (AMS) di Treviso e socio ordinario della Federazione Medico-Sportiva Italiana (FMSI). In questo volumemette a disposizione del lettore la sua esperienza sul campo, unendo rigore scientifico e passione per la tutela della salute nello sport. Indice Introduzione ISBN: 9788854959651 Collana: Scienze mediche Autore: Gaspare Lisciandra Edizione: 2026 Stato: disponibile

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