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Ingegneria Civile e Architettura

Ingegneria Civile e Architettura
Le scuole di Willem Marinus Dudok ad Hilversum

Le scuole di Willem Marinus Dudok ad Hilversum

€ 15,00

Il contributo di questo saggio è volto ad aprire una riflessione sull’opera dell’architetto olandese Willem Marinus Dudok la cui figura appare oggi dimenticata dalla critica contemporanea. Eppure la sua statura può essere affiancata, senza temere, al prestigio di architetti come Hendrik Petrus Berlage, padre della cultura architettonica razionalista olandese, o Michel de Klerk, massimo esponente della nota Scuola di Amsterdam. Si potrebbe dire, non a torto, che Dudok rappresenti il superamento delle posizioni antitetiche di Hendrik Petrus Berlage e Michel de Klerk portandole a compimento in una sintesi tra oggettivo e soggettivo, tra classico e romantico, nella consapevolezza che, tuttavia, l’eccesso di schematismo non è mai adeguato e sufficiente a spiegare le molteplici sfumature o sfacettature dell’esperienza. Questo scritto, non a caso, conclude le fatiche di un percorso di ricerca che ha attraversato, affrontandole, tanto l’opera di Hendrik Petrus Berlage quanto l’opera di Michel de Klerk e si pone pertanto a coronamento di una trilogia incentrata sull’esemplarità di figure che hanno occupato un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’architettura razionale, oltre i confini della patria, con un afflato di ampio respiro internazionale. Alessandro Dalla Caneva (Feltre, 1973) si è laureato in Architettura all’Università iuav di Venezia con Gino Malacarne, del quale è stato assistente prima presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia poi presso la Facoltà di Architettura “Aldo Rossi” dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, sede di Cesena. Allo iuav ha conseguito anche il titolo di Dottore di Ricerca in Composizione Architettonica, xxi ciclo, i cui esiti sono pubblicati in Le origini della forma (Padova 2011). È autore, inoltre, di Progetti urbani (Padova 2012). Attualmente collabora presso il diceadell’Università di Padova come cultore della materia al corso di Composizione Architettonica e Urbana 2. Indice e Introduzione ISBN:9788867871551 Collana: Ingegneria civile e architettura Autore: Dalla Caneva Alessandro Edizione 2014 Stato: Disponibile

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Interpretazioni per la salvaguardia delle Ville Venete

Interpretazioni per la salvaguardia delle Ville Venete

€ 20,00

La casa come luogo del privato, dell’intimità dell’individuo, storicamente si identifica con la figura femminile, o meglio con quanto di femminile c’è in ogni essere umano, luogo dell’anima. E qual è la casa ideale se non la villa veneta? In essa non c’è contrapposizione tra interno ed esterno, ma fluidità di spazi, concetto tra l’altro, estremamente attuale. Pur nella solidità dei suoi costrutti, essa rimane un involucro trasparente, poiché rapportata, attraverso continui assi visuali, alle prospettive esterne. In essa un vestibolo può divenire un pergolato ed un salotto una radura, tra alberi e colline inghirlandate di frutta e fiori. Per non parlare dei grandi miti affrescati che ci sprofondano nei paesaggi della cultura classica, fondamento della civiltà occidentale. Le figure femminili che spesso inserisco nelle mie interpretazioni, si identificano in qualche modo con gli organismi architettonici, vi si rispecchiano, anch’esse trasparenti. Le Ville Venete sono creature cresciute assieme all’ambiente naturale, con il tempo hanno preso il carattere dei propri abitanti, e questi, per certi aspetti, sembrano impersonificare, in un rapporto simbiotico, le caratteristiche delle loro dimore. Più passano gli anni più divengono vive, il tempo le rende più affascinanti, le integra con il contesto. Esse rimangono testimoni dello svolgersi della storia, dei piccoli e grandi fatti quotidiani con i loro eventi più o meno gioiosi. Ne portano le tracce, i segni. Questo tipo di architettura nasce che è semplicemente fatta di muri che hanno determinate misure, un determinato costo, col tempo acquista una vera personalità. La Villa Veneta si carica così di significati, ha sempre più cose da raccontare, da insegnare, vive della relazione con l’ambiente naturale; azzarderei a dire come i personaggi nei dipinti del Giorgione e degli artisti veneti che ne seguono. Palladio in fondo ha realizzato in architettura ciò che lo stesso Giorgione ha fatto in pittura: una continuità, uno scambio, un connubio tra mondo umano, vegetale ed animale. Si potrebbe anche affermare che Palladio abbia anticipato di 400 anni il concetto che dell’architettura aveva Frank Lloyd Whrigt. La villa diviene così un essere organico, un organismo vivente. Essa ha una vita ben più lunga della nostra, ma non è autonoma! È affidata alle nostre mani. Prendendocene cura difendiamo meglio anche noi stessi. Essa è a tal punto parte della nostra terra, che Andrea Palladio in base alle forme del paesaggio progettava le proprie creature. Il Veneto non sarebbe più lo stesso senza le ville. Esse sono le eccellenze del nostro entroterra. Motivo per cui siamo conosciuti ed imitati da 500 anni in tutto il mondo. Perfino l’architettura istituzionale degli USA si è ispirata al Palladio. Queste ville esprimono la civiltà veneta: l’amore per Agricoltura con la A maiuscola, come filosofia, un vivere in armonia con il creato, con i cicli e le forze della natura; Agricoltura come mito, luogo ove ritrovare noi stessi, le nostre origini più antiche, come Arcadia, poesia e amore per i meravigliosi doni della natura, oggi più preziosi che mai... Questo discorso diviene infatti sempre più attuale ed importante più che in passato, poiché nel ‘500 tutto era naturale, oggi, sempre meno… Le silouettes femminili in rapporto di estatica contemplazione, oppure come veneri in posizione di armoniosa distensione, hanno a volte il colore delle facciate delle ville, spesso il colore della luce e del cielo. Esse stanno ad indicare una sorta di spirito del luogo, un genio del luogo, sembrano rimanere lì come testimoni, a difesa e protezione. Un genius loci. Il colore rosso talvolta ci sottolinea però anche un’emergenza... Il femminile allora assume l’immagine di un “prendersi cura di”, a tutela e salvaguardia della vita, anche di queste “speciali vite”… L’abnegazione che Giuseppe Mazzotti ha profuso a difesa delle Ville Venete arrivando a far approvare nel 1958 la Legge di tutela n. 243 con l’istituzione dell’Ente Ville Venete, deve continuare, poiché esse, proprio perché sono “vive”, hanno bisogno di continua attenzione e cura. Lucia Tomasi di Conegliano è nata e vissuta per lungo tempo accanto alla fornace di famiglia, divenuta mito nel proprio immaginario, identificandosi con la creatività stessa, con la passione per la ricerca e il costruire. Laureata in architettura all’Università degli Studi di Firenze, ha fatto svariate esperienze in campo progettuale, quindi ha optato per una scelta di pura creatività, divenendo architetto-artista. Ha insegnato Disegno Geometrico, Progettazione di Architettura-Arredamento, Modellistica e quindi Disegno e Storia dell’arte. È collaboratrice di “abcveneto.com” rivista on-line per l’arte e la cultura nel Triveneto. È assorbita dall’impegno a promuovere, con la propria sensibilità creativa, la grande architettura italiana all’estero attraverso numerose esposizioni internazionali, interpretando in modo personale e inedito le opere e i loro autori, alla luce di una competenza che le deriva dalla sua formazione d’architetto, di docente e d’artista. Per l’ architettura veneta di Andrea Palladio ha ricevuto il Premio Ambiente 35ª edizione, San Marino 2.6.2011 e ha pubblicato Architetture dell’anima, omaggio a palladio (Ed. Alari 2008). Per il barocco romano ha partecipato alla New York Expò, febbraio 2009, con Crisolart Gallery di Barcellona e ha partecipato nel 2011, 2012 e nel 2013 alla Giornata del Contemporaneo con A.M.A.C.I. Associazione Musei Arte Contemporanea Italiani. Per il rinascimento fiorentino ha ricevuto il Premio Fiorino D’oro, Firenze Palazzo Vecchio 4.12.2010. È membro di Italia Nostra e dell’ Accademia di San Lazzaro di Roma del cui consiglio direttivo è presidente Claudio Strinati, Direttore Generale del Ministero dei Beni Culturali e vice-presidente Daniele Radini Tedeschi. ISBN:9788867871384 Collana: Scienze storiche Autore: Lucia Tomasi Edizione 2013 Stato: Disponibile

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Metodi numerici per l’analisi sismica di dighe a gravità e opere accessorie

Metodi numerici per l’analisi sismica di dighe a gravità e opere accessorie

€ 18,00

    Le dighe sono sempre state grandi opere strategiche in grado di stupire chiunque si fermi dinanzi al loro sviluppo. Eppure anche queste opere sono state e tutt’ora rappresentano un oggetto di studio con l’intento di formulare modelli numerici in grado di prevederne il comportamento sotto svariate condizioni di carico. L’avvento dell’informatica e di sistemi sempre più evoluti e potenti hanno permesso al progettista di formulare nuove tecniche d’analisi veloci e in grado di compiere verifiche in un tempo molto contenuto. È vero, altresì, che tale progresso ha portato a un utilizzo sempre minore della ragione fondamentale, invece, nel progettare. Questo volume evidenzia come per le dighe sia necessario un ragionamento generale a monte e che ogni singola analisi strutturale deve essere frutto di una attenta valutazione delle condizioni al contorno accompagnate da un’analisi per passi.   Ennio Casagrande (Nervesa della Battaglia – TV), laureato in Ingegneria civile idraulica all’Università di Padova, apre un proprio studio di ingegneria occupandosi di consulenze nell’ambito della progettazione strutturale, idraulica e inerente il rischio sismico. Collabora attivamente con la società Casagrande Costruzioni Edili con la quale ha avviato diverse ricerche nell’ambito della progettazione strutturale. Per i tipi della Cleup ha pubblicato Introduzione all’analisi automatica di sistemi strutturali composti da funi (2011). www.gruppocasagrande.it Il Gazzettino ISBN:9788867871520 Collana: Ingegneria civile e architettura Autore: Ennio Casagrande Edizione 2013 Stato: Disponibile

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Palazzo Roverella a Rovigo

Palazzo Roverella a Rovigo

€ 30,00

Il rinascimentale palazzo Roverella a Rovigo è emblematico della storia della sua città, posata in un crocevia geografico, politico e culturale. È il risultato della combinazione degli esiti dell’eccezionale esperienza rossettiana a Ferrara, delle vicende della famiglia dei Roverella e dell’influenza del mondo dell’arte e dei mecenati della repubblica di Venezia. Il restauro di cui parla questo libro, intrapreso nel corso di un lungo periodo, ha restituito la dimora padronale originaria offrendola alla fruizione di tutti, come bene comune, luogo identitario, adeguata sede dell’eccezionale collezione d’arte dell’Accademia dei Concordi di Rovigo. Giovanni Vio, architetto, ha insegnato composizione architettonica e urbanistica presso l’Università IUAV di Architettura di Venezia. Associato dal 1990 con gli architetti Ettore Vio e Lucia Fassina, ha affrontato temi di restauro e di allestimento museale tra i quali l’illuminazione del palazzo della Ragione a Padova e la mostra degli Arazzi della Basilica di San Marco a Venezia. Tra le pubblicazioni: Quite Place (Cleup 2011); Stella d’acqua. Politiche e riflessioni per il recupero di Forte Marghera a Venezia (Cleup 2009); Senza Tempo (Il Poligrafo 2006); Venezia, Marghera, Mestre e ritorno (Marsilio Editori 2005). Indice, Presentazione e Introduzione ISBN:9788867871414 Collana: Ingegneria civile e architettura Curatore: Vio Giovanni Edizione 2013 Stato: Disponibile

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Metamorfosi negate

Metamorfosi negate

€ 18,00

Nel corso dei primi decenni del XIX secolo, Giuseppe Jappelli (1783-1852), in veste di ingegnere inserito nei ranghi dell’amministrazione statale o come professionista, elaborò numerosi progetti di attrezzature urbane per la città di Padova, che se costruiti avrebbero contribuito a modificare il volto della città. Delle idee dell’architetto rimangono comunque numerosi disegni e tavole grafiche. Il volume propone un’analisi di questa stagione creativa, condotta con gli strumenti critici della storia storia dell’architettura e della rappresentazione. Si tratta di elaborazioni che nascono dall’incontro tra ricerca accademica e attività didattica. A fianco dei saggi che inquadrano criticamente la cultura architettonica del tempo e le concezioni jappelliane, vengono presentate visualizzazioni grafiche dei progetti condotti con sistemi di rappresentazione usuali, ricostruzioni in 3D e tavole che simulano in computer graphic l’inserimento dell’edificio nel contesto urbano, così come se fosse stato realizzato. Stefano Zaggia è ricercatore di Storia dell’architettura nel Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università di Padova. Si occupa in particolare di storia dell’architettura e di storia urbana in età moderna e contemporanea. Tra le sue pubblicazioni: L’Università di Padova nel Rinascimento. La costruzione del palazzo del Bo e dell’Orto Botanico (Marsilio 2003); Architetture universitarie: collegi per studenti e palazzi dello Studio, in Il Rinascimento italiano e l’Europa, (a cura di D. Calabi e E. Svalduz, Angelo Colla Editore 2010). Ha curato i volumi: Fare la città. Salvaguardia e costruzione urbana a Venezia in età moderna (Bruno Mondadori 2006); Il rilievo per la conoscenza. Il complesso d’Ingegneria di Daniele Donghi (con A. Giordano, Cleup 2011). ISBN:9788867870288 Collana: Ingegneria civile e architettura Curatore: Stefano Zaggia Edizione 2013 Stato: Disponibile

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Quarta dimensione

Quarta dimensione

€ 17,00

In Quarta dimensione, spazio geometrico e spazio proiettivo si teorizza e dimostra la geometria e la tangibilità dello spazio a quattro dimensioni con un corpo di disegni analitici che esplicano le potenzialità dei sistemi geometrici definiti con quattro assi direzionali in cui la logica geometrica è l’unica regola che determina la teoria che qui si espone. Il ragionamento è sviluppato in sezioni distinte tra loro intrecciate e comunicanti secondo questa articolazione: dimostrazione dello spazio e unità fondamentale della quarta dimensione; sviluppo del sistema proiettivo geometrico nella spazio a quattro dimensioni; sviluppo di geometrie specifiche nello spazio a quattro dimensioni; definizione di solidi nello spazio a quattro dimensioni; assonometrie e prospettive con costruzione geometrica; prospettive di alcune architettura nello spazio a quattro dimensioni. Collocarsi all’interno dello spazio a quattro dimensioni richiede una modificazione dei punti di riferimento nella percezione delle coordinate dello spazio fisico tangibile. Raffaele Pividori, architetto, ha dedicato molti anni a sviluppare un ragionamento analitico autonomo sulla quarta dimensione. Suoi sono i progetti di: “Parco Urbano dell’Adige”; “Progettazione delle Piazze A. Moro e I° Maggio e Via A. Gramsci” a Fiumicello (Ud); “Progettazione di edificio da adibire a Centro Visite ed Antiquarium del Foro a Aquileia”; “Complesso Edilizio Universitario a Cagliari”; “Progettazione del Padiglione Italia Expo 2015”. Tra le pubblicazioni: contributi all’interno di Piccoli Progetti (a cura di Francesco Tentori, Cluva 1990); La Città al Limite (1990); all’interno di Il luogo degli incontri. La piazza nella città veneziana (a cura di G.P. Bolzani, Cev 1993); Analisi prezzi e dettagli costruttivi in bioedilizia (Alinea editrice, 2008); Valutazione delle aree edificabili e soggette ad esproprio (Il Sole 24 ORE 2010). ISBN:9788867870523 Collana: Ingengeria civile e architettura Autore: Raffaele Pividori Edizione 2013 Stato: Disponibile

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Tecnica delle costruzioni

Tecnica delle costruzioni

€ 15,50

ISBN:887178698XCollana: Ingegneria civile e architetturaAutore: Bernardini A., Vescovi U. Edizione 10/1993Stato: Disponibile

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