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Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche

Scienze dell'antichità, Filologico-Letterarie e Storico-Artistiche
La ricerca della bellezza

La ricerca della bellezza

€ 20,00

Un invito a scoprire la bellezza. Un decalogo che va dalla sociologia all’arte, dalla moda alla biologia,dalla luce al suono, dall’architettura al design e dalla cosmesi alla fotografia, per scoprire il filo che unisce ogni esperienza umana e dà un valore profondo alla nostra esistenza. Una guida curiosa per le nostre esperienze, per le scoperte quotidiane, per l’intreccio di relazioni ed avvenimenti che significano il vivere nostro con gli altri, nella scoperta continua e nella meraviglia della vita. La bellezza non è semplicemente un’immagine, una canzone, un profumo, un viso o una realtà che salta improvvisamente agli occhi: ha bisogno del nostro sentire, delle nostre esperienze per trasformarsi in quell’emozione potente che non ci stanca mai. Abbiamo bisogno del bello, ma anche il bello ha bisogno di noi per realizzarsi ed essere riconosciuto. Una relazione continua che, via via, spazia in ogni dimensione della vita, nell’intimità di ciascuno. È un’avventura per tutti, un viaggio di emozioni, immagini e riflessioni alla ricerca senza tempo della bellezza. Mattia Caon nato e cresciuto a Padova, ha 25 anni. L’interesse e la curiosità per la moda si manifestano prestissimo e negli anni dell’adolescenza collabora con diversi brand italiani. A 17 anni scopre la passione per la fotografia e passa dall’altra parte dell’obiettivo, iniziando così il suo percorso di fotografo amatoriale. I suoi scatti rubano emozioni e sentimenti custoditi nel profondo dei soggetti che fotografa. Si laurea all’Università Ca’ Foscari di Venezia in Economia e Commercio, che arricchisce con una magistrale in Design della Comunicazione alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano; città dove risiede per qualche anno cogliendo e sviluppando gli aspetti più innovativi del marketing, come quelli legati alle nuove tecnologie, ai social media e alla loro influenza nella moda, nella comunicazione e nelle relazioni. Questo è il suo primo libro.   Indice Introduzione   ISBN: 9788854955820 Collana: Storia dell´arte - Museologia Autore: Mattia Caon Edizione: 2022 Stato: disponibile

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Il concetto di σωφροσύνη nell’etica e nella cultura greco-arcaica

Il concetto di σωφροσύνη nell’etica e nella cultura greco-arcaica

€ 15,00

Questo volumetto, che nasce dalla rivisitazione di una tesi di laurea, è indubbiamente frutto di competenze professionali e didattiche maturate nel tempo, ma soprattutto di un interesse profondamente nutrito e coltivato per il mondo dell’antica Grecia. Di essa viene qui indagata la particolare concezione etica, di stampo intellettualistico, tipicamente espressa dal lessema σωφροσύνη nei suoi chiari elementi costitutivi di ascendenza indoeuropea. In tale ambito, attraverso l’analisi puntuale dei testi e dei contesti dall’epica omerica fino alla prima lirica, in un quadro storicamente e culturalmente compreso fra l’VIII e il VI sec. a.C., si delineano i prodromi di un processo evolutivo che vedrà il significato del termine volgersi dalla primigenia accezione di "saggezza pratica obbediente a criteri dettati da sana ragione" verso sfumature semantiche sempre più attinenti alla sfera spirituale, fino ad assumere col passar del tempo il senso derivato di "virtuosa temperanza, oculata prudenza, habitus comportamentale scaturente da una dote dell’animo". Si conclude che uno studio approfondito del lessema nelle sue varie sfaccettature, esteso fino al periodo ellenistico e affrontato con gli stessi metodi di ricerca, ispirati coerentemente alla semantica strutturale di saussuriana memoria, potrebbe forse aprire nuovi insospettati orizzonti nella conoscenza della civiltà greca considerata in tutta la sua complessità.   Rocco Pagliani, nato a Foggia nel 1948, risiede e opera a Padova sin dal 1975. Laureato in Lettere Classiche, ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento di Materie Letterarie, Latino e Filosofia nei Licei. Chiusa l’esperienza lavorativa pluriennale presso un noto Istituto di Credito, è tornato nel 1995 all’insegnamento nelle scuole pubbliche, congedandosi nel 2016 per sopraggiunti limiti d’età. Il suo esordio in ambito letterario risale alla pubblicazione della sua prima silloge poetica dal titolo Brandelli (Cleup, 2013), alla quale ha fatto seguito l’edizione di una seconda raccolta di componimenti lirici, intitolata Frantumi (Cleup, 2018). Sua è la stesura della sezione introduttiva nel libro di A. Garbetta, Profilo storico, geomorfologico ed ecosistemico della Zona Umida di Margherita di Savoia (Cleup, 2020). Prossima è l’edizione di una terza silloge, che avrà titolo Ritagli, e di una sua traduzione commentata del racconto Cane e Padrone di Thomas Mann. Indice Prefazione Introduzione ISBN:9788861299962 Collana: Scienze Filologico-letterarie Autore: Rocco Pagliani Edizione 2022 Stato: Disponibile

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30 per 10

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Il volume è il catalogo della mostra '30x10. Arte ceramica contemporanea. Tributo ai cicli affrescati del XIV secolo di Padova' Padova, Scuderie di Palazzo Moroni 9 luglio - 28 agosto 2022 "Un titolo emblematico, “30x10”: dieci anni della rassegna dedicata alla ceramica contemporanea, in una moltiplicazione il cui risultato dà 300, il secolo celebrato dall’iscrizione nel Patrimonio Mondiale, nel luglio 2021, dei cicli affrescati di Padova del XIV secolo. La suggestione di una rilettura degli affreschi padovani con occhi moderni, e con un linguaggio altro, è unica, così come lo sono i risultati di questa sfida. E le personalità diverse dei ceramisti coinvolti declinano le molte chiavi di lettura proposte dalla curatrice Mara Ruzza in forme eterogenee. Lascio ai testi in catalogo il compito di approfondire questi aspetti: mi preme invece sottolineare ancora una volta, ce ne fosse il bisogno, lo straordinario risultato raggiunto dalla nostra città con l’iscrizione nel Patrimonio Mondiale, suggello di un lavoro corale durato molti anni, per il quale sono dovuti molti ringraziamenti. E grazie anche a chi con cura, attenzione, creatività e rispetto ha voluto portare il suo tributo nella forma di un’opera d’arte, rinnovando un appuntamento ormai tradizionale e atteso con il linguaggio della ceramica." Andrea Colasio Assessore alla Cultura Comune di Padova 30x10 forme del tempo   ISBN: 9788854955295 Collana: Storia dell´arte - Museologia Autore: Ruzza Mara (a cura di) Edizione 2022 Stato: Solo Presso Committente

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"Fraseologia"/Phraseologie in itlienisch-deutschen Gespräch

€ 16,00

Von “Sprache und Sprechen in Alltagsgespräch und Alltagsrede” bis zur “Kunst des guten Sprachgebrauchs in Wort und Schrift”, umfasst der Begriff Phraseologie die gesamte “tradierte” Bandbreite der geschichtlich gewordenen Ausdrucksweise einer Kultursprache im Spannungsfeld von Sprachnormen und Sprachvariationen. Als Spiegel der Traditionen des Formulierens ist Phraseologie ein wesentlicher, identitätsstiftender Bestand einer Kultursprache. Das Buch enthält Überlegungen, Lesarten und Fragestellungen, die – am Beispiel des Begriffs fraseologia (Phraseologie) und der Wortfamilie frase – dieses weite “Grenzgebiet” der Sprachkultur durchforsten. Die eingeschlagenen Wege verlaufen allerdings auf Pfaden, die nicht markiert waren. Der Band richtet sich an den sprachkundigen und sprachinteressierten Leser, der die Herausforderung in der Sprache und durch die Sprache sucht. Er versteht sich als Handreichung für die “Indiana Jones” der Sprachkultur, den ständigen Grenzbewegungen zwischen Sprachen und Kulturen ausgesetzt, Spurensucher und Fährtenleser zugleich. Sonia Marx (PhD DPhil) ist o. Univ. Prof. für Germanistik an der Fakultät für Bildungswissenschaften der Universität Padua. Forschungsschwerpunkte: Geschichte und Theorie der Übersetzung, Probleme der Rezeption, Mehrsprachigkeit, Sprach- und Kulturkontakt. Indice ISBN: 9788861290228 Collana: Glottologia, Linguistica, Lingue e letterature straniere Autore: Sonia Marx Edizione: 2006 Stato: disponibile

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Genio e Accademia

Genio e Accademia

€ 18,00

Nel mondo occidentale grande rilievo ha assunto nei secoli la parola ‘genio’, e non si fatica a capire il perché, dal momento che i maggiori contributi nella storia delle arti e delle scienze sono quasi sempre ascritti alla creatività di individui ai quali la società tributa grandi onori. Questo testo compie una sorta di identikit del genio musicale, prendendo avvio da una serie di curiosi dati biografici che sembrano apparire con una certa frequenza nei diversi resoconti storici: ne esce fuori una figura a tratti enigmatica, in più di qualche caso rispondente allo stereotipo romantico del genio sregolato e folle. Questo testo è, però, soprattutto un’indagine musicologica che tenta di mettere in luce, per così dire, il laboratorio e gli strumenti di lavoro di cui si serve il grande compositore. L’opposizione alle ‘regole’ scolastiche e accademiche, l’amore per la libertà e la creatività sembrano essere delle costanti nell’operare dei grandi musicisti, che attuano vere e proprie rivoluzioni di stile, rinnovando i linguaggi e anticipando, anche di diversi secoli, la musica del futuro.     Giulio Andreetta è diplomato in pianoforte e laureato in Musicologia. Ha studiato con pianisti rinomati a livello internazionale affermandosi in vari concorsi di pianoforte e composizione. Ha suonato per prestigiose istituzioni in Italia e all’estero. Alcune sue composizioni sono state recentemente pubblicate dall’editore Armelin di Padova. Ha inoltre inciso per la casa discografica Velut Luna un album di composizioni originali per pianoforte. In ambito musicologico ha pubblicato due monografie sul minimalismo musicale.   Indice ISBN: 9788854953826 Collana: Musica - Discipline dello spettacolo Autore: Giulio Andreetta Edizione: 2022 Stato: disponibile

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Corgnùi

Corgnùi

€ 25,00

Questo volume raccoglie scritti di ambito linguistico e dialettologico a firma di diversi studiosi da tutto il mondo, uniti dal desiderio di rendere omaggio a Maria Teresa Vigolo, figura centrale della dialettologia padovana, in occasione del suo 70° compleanno. Il volume si compone di due sezioni, legate agli ambiti di interesse della festeggiata. Forme, struttura e diasistema: contributi di Stephan Schmid, Diego Pescarini, Laura Vanelli, Tommaso Balsemin, Enrico Castro, Loredana Corrà, Paola Benincà, Jacopo Garzonio, Cecilia Poletto, Francesco Avolio, Marta Maddalon, Michele Cosentino. Storia, etimologia e significati: contributi di John B. Trumper, Michele A. Cortelazzo, Paola Barbierato, Ivano Paccagnella, Enzo Croatto, Lorenzo Tomasin, Vittorio Formentin, Glauco Sanga, Luca Rigobianco, Franco Benucci, Carla Marcato, Hiroshi Kubo, Paolo D’Achille, Kevin De Vecchis, Nicola De Blasi, Michele Loporcaro. La Postfazione, ovvero due ricordi, è affidata a Ester Cason e a Paola Mura. Davide Bertocci è professore associato di Glottologia e Linguistica presso l’Università di Padova. Si occupa di linguistica storica e di morfologia, con particolare riferimento alle lingue classiche e all’evoluzione latino-italoromanzo. Enrico Castro ha conseguito il Dottorato di ricerca in Linguistica (Padova/Losanna) e attualmente è post-doc a Losanna. Si occupa di dialettologia e mutamento linguistico, con particolare attenzione alla morfologia e al lessico. Silvia Rossi ha conseguito il Dottorato di ricerca in Linguistica (Padova) e si occupa di microvariazione dei dialetti italiani, con particolare attenzione alla morfosintassi delle espressioni locative. Indice Corgnùi. Studi in onore di Maria Teresa Vigolo ISBN: 9788854954816 Collana: Glottologia, Linguistica, Lingue e letterature straniere Curatori: Davide Bertocci, Enrico Castro, Silvia Rossi Edizione: 2022 Stato: disponibile

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L’ affermazione dell’arte al femminile a Venezia

L’ affermazione dell’arte al femminile a Venezia

€ 18,00

Nel 2022, per la sezione di Venezia della FIDAPA (Federazione Donne Arti Professioni e Affari) ricorre il settantesimo anniversario della sua fondazione; al fine di celebrare questa ricorrenza, in linea con gli obiettivi statutari dell’associazione, le socie hanno deciso di dar vita a un progetto editoriale che trae spunto dalla tesi magistrale di una giovane studentessa. Chiara Cristante ha approfondito le peculiarità della sezione di Venezia, riportando alla luce interessanti materiali d’archivio che delineano il primo decennio di attività. L’affermazione dell’arte al femminile a Venezia 1952-1962. Il primo decennio di storia della FIDAPA si pone l’obiettivo di consegnare alla Storia un prezioso documento di ricerca atto a testimoniare la spiccata vocazione artistica della sezione lagunare, ma anche di ricostruire parte dell’archivio storico della sezione portato via dalla furia dell’acqua granda, il 4 novembre del 1966. Un libro dal taglio storico che amplia l’indagine dell’autrice arricchendola con una cronistoria delle attività espositive degli ultimi venticinque anni, anni in cui la sezione rivive una nuova e animata stagione artistica, una conferma che tra gli scopi della FIDAPA c’è il sostegno alle donne e, nello specifico a Venezia, la promozione di quelle che operano nel settore delle arti. Completa il percorso un capitolo dedicato a Luigina De Grandis, una delle artiste più rappresentative del primo decennio di fondazione della FIDAPA di Venezia; è un tributo a una pittrice, Maestra del colore, che ha saputo dare un notevole impulso all’arte firmata al femminile sia in termini di ricerca artistica sia per quanto concerne la sua capacità di trainare, con iniziative mirate, il gruppo delle artiste veneziane attive negli anni Cinquanta e Sessanta, nonché un omaggio della sua sezione FIDAPA in vista delle celebrazioni del centenario della nascita che si terranno nel 2023. Chiara Cristante, nata in provincia di Pordenone nel 1989, dopo il liceo sociopsicopedagogico si laurea nel 2016 in Storia dell’arte presso l’Università degli studi di Padova. Ha lavorato nel campo didattico ed educativo sia in Italia che all’estero. Lavora come insegnante. Daniela Rossi vive e lavora tra il Veneto e la Calabria è curatrice editoriale indipendente e professionista della scrittura; studiosa di teorie, tecniche e linguaggi dei media, ha insegnato per un decennio Storia della grafica e della grafica pubblicitaria presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Esperta del settore editoriale.   Indice Presentazione Nota della curatrice Introduzione ISBN: 9788854955127 Collana: Storia dell´arte - Museologia Autore: Chiara Cristante Curatrice: Daniela Rossi Edizione 2022 Stato: disponibile

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Due mesi di carta 2021/22

Due mesi di carta 2021/22

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Catalogo della mostra DUE MESI DI CARTA Fantastic Bestiary / Paper House Venezia / Ca' Pesaro Galleria Internazionale d'Arte Moderna 22.12.2021 > 01.3.2022 ________ DARIO CESTARO: I SUOI LABORATORI-CANTIERE, LA SUA SCUOLA   Nel suo pluriennale lavoro di docente di Tecnologia della carta all’Accademia di Belle Arti di Venezia, Dario Cestaro ha inteso raccogliere intorno a sé la comunità operosa dei suoi studenti, nella ricerca di materiali e forme. Questa operazione, costantemente ripetuta e intesa a produrre frutti preziosi e durevoli nel tempo, oltre che capace di stimolare negli studenti un’elaborazione originale degli spunti critici offerti dai corsi accademici, mette a frutto i fondamenti teorici presentati e gli espedienti tecnici inerenti al lavoro creativo. Un’opera di costante affinamento che discende dal profilo stesso del docente il quale, come ogni autentico artista, ricercatore e sperimentatore, è sempre proiettato al di là dell’atto creativo e ideativo immediato, nel tentativo di aprire, attraverso sperimentazioni diverse (e ribadendo con questo autenticamente la sua qualità di ‘moderno’), con le correzioni e i cambiamenti di rotta necessari, spazi ‘ulteriori’ alla creatività e alla ricerca. L’interconnessione e lo scambio tra la dimensione domestico-intimistica e segreta della ‘casa’, (oltretutto vissuta e percepita dai suoi studenti con particolare intensità in questo periodo di reclusione forzata) e quella del laboratorio-cantiere, costantemente aperto e attivo, vale a dire, dello spazio di sperimentazione, attrezzato e condiviso, in cui la ‘casa’ si trasforma virtualmente è la cifra stilistica che contraddistingue tutta la produzione di Dario Cestaro, modus operandi da lui sicuramente trasmesso attraverso l’insegnamento. Questa si è rivelata, nell’occasione della produzione delle opere attualmente in esposizione alla Galleria Internazionale di Arte Moderna Ca’ Pesaro, un’impostazione di grande rilevanza teorica e metodologica, se si considera che i suoi studenti hanno prodotto le opere, interamente a casa, nella modalità ‘a distanza’. I lavori sono stati realizzati nell’ambito dei corsi tenuti rispettivamente nel 2019-20 (progetto case: ‘paper house’) e nel 2020-21 (progetto animali: ‘bestiario fantastico’), dove appunto i valori di ‘interno’ ed ‘esterno’ oltreché di ‘materiale’ (espresso nella fattispecie nella forma di plurimaterico), e ‘immateriale’, sembrano combinarsi e scambiarsi di segno, mescolando e potenziando qualità e caratteristiche specifiche. In Cestaro si avverte come fondamentale e prioritaria la ricerca sui materiali e sulle loro potenzialità, espressive. in rapporto ai due progetti: la leggerezza e la fragilità della carta percepita come materiale primario, di facile accessibilità, la cui infinita disponibilità ad essere modellata è il presupposto del primo progetto (quello delle ‘case’), si muta nella scelta di un materiale diverso, il cartoncino in cellulosa, nel caso del ‘bestiario fantastico’ del secondo progetto, che si offre più propriamente alla resa scultorea, dando incisivo risalto a un ben diverso senso di consistenza e resistenza La modulabilità della carta è effetto immediatamente apprezzabile nel progetto delle ‘case’ e mira di fatto ad una ridefinizione del concetto stesso di ‘casa’ e della sua presunta solidità. L’aspetto spesso sbilenco e in equilibrio instabile, sviluppato in altezza, delle case, che mostrano persino strutture ancora smontate e disaggregate (vedi locandina per Un mese di carta), o in abbandono e in di-sfacimento, che ‘saltano su’ (pop- up) da spazi indefiniti e indefinibili, dove la ‘natura’ pare riprendere il sopravvento sulla ‘cultura’, segnala una realtà in movimento, in continuo stato di metamorfosi. E in questa metamorfosi la casa, se può essere intesa come castello o torre, punto di avvistamento e di guardia rispetto all’incursione del reale, è anche luogo di estremo rifugio e protezione e luogo di educazione degli affetti. Nella mostra sono presentate varie tipologie di ‘ case’: sono a tutti gli effetti case le serre (case dei fiori), sono case anche le serre aggiunte alle strutture principali, lo sono le casette per gli uccelli, costruite in cima ad un palo, sono case quelle a forma di fungo (e per di più, rosa, forse per gli abitanti fantastici del bosco). Si presenta come capace di riassumerle tutte il carapace della tartaruga, una ‘casa ‘che è auto prodotta, totalmente connaturata con l’animale stesso, che la porta con sé. Tutte le lezioni offerte dalla pratica dell’’ingegneria della carta’ sono, in questi progetti, ampiamente sfruttate e certamente richiamate: si tratta di rappresentare l’emergere e il manifestarsi in superficie, l’assumere visibilità di quanto è sprofondato in misteriose profondità (come nel libro-scrigno dei pop-up) e nascosto in densi agglomerati e ispessimenti (come, nuovamente, nella tecnica di auto-presentazione e auto-illustrazione utilizzata nei tableaux pop-up), in un perenne lavoro di assestamento, nello scambio di valori e qualità formali diversi. La rivelazione della vita presente nelle case, tratto che segnala la capacità di incidere e modificare la struttura architettonica stessa, è elemento fondamentale della loro presentazione: spesso le case sono rappresentate con finestre illuminate, da cui trapela la luce, non solo per effetti scenografici (e Dario Cestaro nasce come scenografo teatrale), in cui, anche solo resa nella forma di silhouette, si indovina la presenza del-la figura umana, intesa ad animare e permeare l’ambiente. La saldatura tra le operazioni dell’edificare (resi come apertura continua di nuovi cantieri) e dell’abitare, intimamente connesse, è mirabilmente raggiunta da Cestaro in opere ormai famose, nelle presentazioni di edifici e monumenti delle città d’arte quali Venezia, Firenze, Milano e Roma, attraverso la messa a fuoco e l’esibizione delle loro “meraviglie”, cui Cestaro attende, con notevole originalità con un’opera di accurato e paziente smantellamento, anziché di ribadimento, dei valori monumentali e ufficiali delle architetture storiche. Quest’operazione è condotta con fine spirito che si potrebbe definire ironico, mediante l’uso di co-lori sfumati e quasi non esistenti in natura, con l’adozione di prospettive, accostamenti e sovrapposizioni inedite, mescolandoli con spazi abitati (le piazze e le vie, i luoghi di ritrovo, i luoghi di lavoro animati da molti ‘cantieri’) e dunque modificati, animati da presenze umane ed animali, aperti alla possibilità di incontri e conversazioni, evocativi di un’atmosfera ricca di suggestioni, di colori e di suoni che rivela e introduce una dimensione teatrale, nell’interazione tra edifici ricondotti a fondali e prospettive teatrali e tra azioni umane, anche se solo accennate o colte in movimenti bloccati. I concetti sapientemente applicati di resa tridimensionale e di rappresentazione di movimento (anche se il movimento è solo accennato), costituiscono l’opera di Cestaro come una memoria sensuale e sensibile (suoni, colori, sapori, odori), un archivio di gesti, di atteggiamenti e comportamenti, utile a ricostruire tutta un’atmosfera nel concorso di valori formali e aspetti tecnici colti con originalità ideativa e precisione tecnica. Se l’aspetto tecnico e formale di partenza è quello segnalato dal titolo ufficiale: “Due mesi di carta”, che rimanda al precedente “Un mese di carta”, dove la carta assume la necessaria preminenza (salvo a scoprire che il bestiario fantastico è in realtà realizzato nel materiale più consistente e diversamente duttile del cartoncino in cellulosa), il significato del titolo resta tutto da interpretare: ovviamente ci si riferisce alla durata della mostra: per due mesi, ma si potrebbe anche intendere che la contemplazione di queste opere richiederà necessariamente, per uno stesso riguardante, continuativamente due mesi? S’intende che se ne continuerà a parlare, da parte del pubblico, dei critici e della stampa, per due mesi interi? (e forse anche di più?). S’intende che le attività e le strutture che affiancheranno e saranno di supporto e di amplificazione dell’evento saranno operanti per due mesi interi? In ogni modo alla ‘carta’ pur nella sua fragilità, proprio per la sua disponibilità ad essere modellata, per la sua duttilità, viene assegnato un ruolo fondamentale destinato a fornire una testimonianza durevole, incancellabile, autenticamente aere perennius, soprattutto nella ricreazione della realtà in forma animata. L’utilizzazione del cartoncino in cellulosa, per il progetto del ‘bestiario fantastico’, ribadendo anch’essa, rispetto all’utilizzo della carta, la sua qualità di materiale primario, riconducibile al ruolo strutturante che la cellulosa ha in natura nei vegetali, apre nuovi scenari creativi possibili. È il materiale stesso, di cui certamente Cestaro, nella sua ricerca rigorosa, ha approfondito la natura e le funzioni, a suggerire l’adozione di nuove strategie creative nel secondo progetto. Nel bestiario fantastico si trovano insetti, (l’eterea libellula acquista evidenza e corporeità nel suo rivesti-mento scintillante), uccelli che rivelano piumaggi resi consistenti da una pesante embricatura (il gufo rosa con la testa ripiegata; un uccello bianco con piume che sembrano incollate), robusti crostacei dai colori sgargianti, con chele aggressive, ma anche un topolino con indosso un rivestimento di protezione. Rappresentato in solide scaglie, sovrapposte, il piumaggio degli uccelli si presenta come una vera e propria ‘lorica’ protettiva. La ‘lorica’ registra puntualmente il Dizionario Treccani, può avere valenza in zoologia, dove significa “sorta di esoscheletro cuticolare, di aspetto chitinoso che protegge le pareti del corpo dei rotiferi”. La genialità di Cestaro è quella di applicarla, imprevedibilmente, su larga scala, ad animali altri. Non mi sembra improbabile che Dario Cestaro ne fosse a conoscenza al momento di strutturare il progetto del ‘bestiario fantastico’ e di orientarlo verso forme espressive che sfruttano a fondo le potenzialità dei materiali e le suggestioni da questi evocate. La qualità dell’opera di Dario Cestaro così come quella dei suoi studenti è intesa a suscitare la meraviglia, a produrre l’incanto, contemporaneamente esaltando l’apporto cognitivo dei valori estetici. Si potrebbe adattare a lui la definizione che Svevo dà del personaggio di Bloom nell’Ulisse di Joyce: è, senza dubbio, e per nostra fortuna, un “sognatore esattissimo”.   Carla Vaglio Presidente dell’Associazione culturale Collezione Piero Marengo Progetto libro animato e d’artista - Torino Prof. emerito Università di Torino Per informazioni: Dario Cestaro dario@dariocestaro.it www.dariocestaro.it   ISBN: 9788854954687 Collana: Storia dell´arte - Museologia Autore: Dario Cestaro Edizione: 2021 Stato: disponibile presso committente

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Tra ricerca sul campo e studio a tavolino  /  Med terenom in kabinetom

Tra ricerca sul campo e studio a tavolino / Med terenom in kabinetom

€ 40,00

La monografia è dedicata all’accademico Milko Matičetov (1919-2014), il primo studioso sloveno che si è concentrato in modo professionale sulla letteratura popolare, soprattutto quella della zona occidentale dell’area linguistica e culturale slovena, ivi inclusa l’Italia orientale (in primo luogo la Val Resia). Trenta autori dalla Slovenia, Italia, Austria, Croazia e Polonia esaminano e approfondiscono la figura di Milko Matičetov dal punto di vista biografico, etnologico, folkloristico e dialettologico. Marija Stanonik (1947) è ricercatrice emerita del Centro per le Ricerche dell’Accademia Slovena delle Scienze e delle Arti (SAZU) e ha insegnato nelle Università di Lubiana e Maribor. Dal 2021 è membro ordinario della SAZU. Han Steenwijk (1959) insegna nell’Università di Padova. Dal 2021 è membro corrispondente della SAZU. Monografija je posvečena akademiku Milku Matičetovemu (1919-2014), prvemu slovenskemu znanstveniku, ki se je profesionalno osredotočil na slovstveno folkloro, predvsem tisto na zahodnem robu slovenskega jezikovnega in kulturnega prostora, vključno z vzhodno Italijo (predvsem Rezija). Trideset avtorjev iz Slovenije, Italije, Avstrije, Hrvaške in Poljske obravnava Milka Matičetovega z biografskega, etnološkega, folklorističnega in dialektološkega vidika. Marija Stanonik (1947) je zaslužna raziskovalka ZRC SAZU in je predavala na Univerzi v Ljubljani in Univerzi v Mariboru. Od leta 2021 je redna članica SAZU. Han Steenwijk (1959) predava na Univerzi v Padovi. Od leta 2021 je dopisni član SAZU. Indice Premessa di Rosanna Benacchio ISBN: 9788854954502 Collana: Glottologia, Linguistica, Lingue e letterature straniere Curatori: Marija Stanonik, Han Steenwijk Edizione: 2022 Stato: disponibile

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