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Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche

Scienze dell'antichità, Filologico-Letterarie e Storico-Artistiche
Due mesi di carta 2021/22

Due mesi di carta 2021/22

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Catalogo della mostra DUE MESI DI CARTA Fantastic Bestiary / Paper House Venezia / Ca' Pesaro Galleria Internazionale d'Arte Moderna 22.12.2021 > 01.3.2022 ________ DARIO CESTARO: I SUOI LABORATORI-CANTIERE, LA SUA SCUOLA   Nel suo pluriennale lavoro di docente di Tecnologia della carta all’Accademia di Belle Arti di Venezia, Dario Cestaro ha inteso raccogliere intorno a sé la comunità operosa dei suoi studenti, nella ricerca di materiali e forme. Questa operazione, costantemente ripetuta e intesa a produrre frutti preziosi e durevoli nel tempo, oltre che capace di stimolare negli studenti un’elaborazione originale degli spunti critici offerti dai corsi accademici, mette a frutto i fondamenti teorici presentati e gli espedienti tecnici inerenti al lavoro creativo. Un’opera di costante affinamento che discende dal profilo stesso del docente il quale, come ogni autentico artista, ricercatore e sperimentatore, è sempre proiettato al di là dell’atto creativo e ideativo immediato, nel tentativo di aprire, attraverso sperimentazioni diverse (e ribadendo con questo autenticamente la sua qualità di ‘moderno’), con le correzioni e i cambiamenti di rotta necessari, spazi ‘ulteriori’ alla creatività e alla ricerca. L’interconnessione e lo scambio tra la dimensione domestico-intimistica e segreta della ‘casa’, (oltretutto vissuta e percepita dai suoi studenti con particolare intensità in questo periodo di reclusione forzata) e quella del laboratorio-cantiere, costantemente aperto e attivo, vale a dire, dello spazio di sperimentazione, attrezzato e condiviso, in cui la ‘casa’ si trasforma virtualmente è la cifra stilistica che contraddistingue tutta la produzione di Dario Cestaro, modus operandi da lui sicuramente trasmesso attraverso l’insegnamento. Questa si è rivelata, nell’occasione della produzione delle opere attualmente in esposizione alla Galleria Internazionale di Arte Moderna Ca’ Pesaro, un’impostazione di grande rilevanza teorica e metodologica, se si considera che i suoi studenti hanno prodotto le opere, interamente a casa, nella modalità ‘a distanza’. I lavori sono stati realizzati nell’ambito dei corsi tenuti rispettivamente nel 2019-20 (progetto case: ‘paper house’) e nel 2020-21 (progetto animali: ‘bestiario fantastico’), dove appunto i valori di ‘interno’ ed ‘esterno’ oltreché di ‘materiale’ (espresso nella fattispecie nella forma di plurimaterico), e ‘immateriale’, sembrano combinarsi e scambiarsi di segno, mescolando e potenziando qualità e caratteristiche specifiche. In Cestaro si avverte come fondamentale e prioritaria la ricerca sui materiali e sulle loro potenzialità, espressive. in rapporto ai due progetti: la leggerezza e la fragilità della carta percepita come materiale primario, di facile accessibilità, la cui infinita disponibilità ad essere modellata è il presupposto del primo progetto (quello delle ‘case’), si muta nella scelta di un materiale diverso, il cartoncino in cellulosa, nel caso del ‘bestiario fantastico’ del secondo progetto, che si offre più propriamente alla resa scultorea, dando incisivo risalto a un ben diverso senso di consistenza e resistenza La modulabilità della carta è effetto immediatamente apprezzabile nel progetto delle ‘case’ e mira di fatto ad una ridefinizione del concetto stesso di ‘casa’ e della sua presunta solidità. L’aspetto spesso sbilenco e in equilibrio instabile, sviluppato in altezza, delle case, che mostrano persino strutture ancora smontate e disaggregate (vedi locandina per Un mese di carta), o in abbandono e in di-sfacimento, che ‘saltano su’ (pop- up) da spazi indefiniti e indefinibili, dove la ‘natura’ pare riprendere il sopravvento sulla ‘cultura’, segnala una realtà in movimento, in continuo stato di metamorfosi. E in questa metamorfosi la casa, se può essere intesa come castello o torre, punto di avvistamento e di guardia rispetto all’incursione del reale, è anche luogo di estremo rifugio e protezione e luogo di educazione degli affetti. Nella mostra sono presentate varie tipologie di ‘ case’: sono a tutti gli effetti case le serre (case dei fiori), sono case anche le serre aggiunte alle strutture principali, lo sono le casette per gli uccelli, costruite in cima ad un palo, sono case quelle a forma di fungo (e per di più, rosa, forse per gli abitanti fantastici del bosco). Si presenta come capace di riassumerle tutte il carapace della tartaruga, una ‘casa ‘che è auto prodotta, totalmente connaturata con l’animale stesso, che la porta con sé. Tutte le lezioni offerte dalla pratica dell’’ingegneria della carta’ sono, in questi progetti, ampiamente sfruttate e certamente richiamate: si tratta di rappresentare l’emergere e il manifestarsi in superficie, l’assumere visibilità di quanto è sprofondato in misteriose profondità (come nel libro-scrigno dei pop-up) e nascosto in densi agglomerati e ispessimenti (come, nuovamente, nella tecnica di auto-presentazione e auto-illustrazione utilizzata nei tableaux pop-up), in un perenne lavoro di assestamento, nello scambio di valori e qualità formali diversi. La rivelazione della vita presente nelle case, tratto che segnala la capacità di incidere e modificare la struttura architettonica stessa, è elemento fondamentale della loro presentazione: spesso le case sono rappresentate con finestre illuminate, da cui trapela la luce, non solo per effetti scenografici (e Dario Cestaro nasce come scenografo teatrale), in cui, anche solo resa nella forma di silhouette, si indovina la presenza del-la figura umana, intesa ad animare e permeare l’ambiente. La saldatura tra le operazioni dell’edificare (resi come apertura continua di nuovi cantieri) e dell’abitare, intimamente connesse, è mirabilmente raggiunta da Cestaro in opere ormai famose, nelle presentazioni di edifici e monumenti delle città d’arte quali Venezia, Firenze, Milano e Roma, attraverso la messa a fuoco e l’esibizione delle loro “meraviglie”, cui Cestaro attende, con notevole originalità con un’opera di accurato e paziente smantellamento, anziché di ribadimento, dei valori monumentali e ufficiali delle architetture storiche. Quest’operazione è condotta con fine spirito che si potrebbe definire ironico, mediante l’uso di co-lori sfumati e quasi non esistenti in natura, con l’adozione di prospettive, accostamenti e sovrapposizioni inedite, mescolandoli con spazi abitati (le piazze e le vie, i luoghi di ritrovo, i luoghi di lavoro animati da molti ‘cantieri’) e dunque modificati, animati da presenze umane ed animali, aperti alla possibilità di incontri e conversazioni, evocativi di un’atmosfera ricca di suggestioni, di colori e di suoni che rivela e introduce una dimensione teatrale, nell’interazione tra edifici ricondotti a fondali e prospettive teatrali e tra azioni umane, anche se solo accennate o colte in movimenti bloccati. I concetti sapientemente applicati di resa tridimensionale e di rappresentazione di movimento (anche se il movimento è solo accennato), costituiscono l’opera di Cestaro come una memoria sensuale e sensibile (suoni, colori, sapori, odori), un archivio di gesti, di atteggiamenti e comportamenti, utile a ricostruire tutta un’atmosfera nel concorso di valori formali e aspetti tecnici colti con originalità ideativa e precisione tecnica. Se l’aspetto tecnico e formale di partenza è quello segnalato dal titolo ufficiale: “Due mesi di carta”, che rimanda al precedente “Un mese di carta”, dove la carta assume la necessaria preminenza (salvo a scoprire che il bestiario fantastico è in realtà realizzato nel materiale più consistente e diversamente duttile del cartoncino in cellulosa), il significato del titolo resta tutto da interpretare: ovviamente ci si riferisce alla durata della mostra: per due mesi, ma si potrebbe anche intendere che la contemplazione di queste opere richiederà necessariamente, per uno stesso riguardante, continuativamente due mesi? S’intende che se ne continuerà a parlare, da parte del pubblico, dei critici e della stampa, per due mesi interi? (e forse anche di più?). S’intende che le attività e le strutture che affiancheranno e saranno di supporto e di amplificazione dell’evento saranno operanti per due mesi interi? In ogni modo alla ‘carta’ pur nella sua fragilità, proprio per la sua disponibilità ad essere modellata, per la sua duttilità, viene assegnato un ruolo fondamentale destinato a fornire una testimonianza durevole, incancellabile, autenticamente aere perennius, soprattutto nella ricreazione della realtà in forma animata. L’utilizzazione del cartoncino in cellulosa, per il progetto del ‘bestiario fantastico’, ribadendo anch’essa, rispetto all’utilizzo della carta, la sua qualità di materiale primario, riconducibile al ruolo strutturante che la cellulosa ha in natura nei vegetali, apre nuovi scenari creativi possibili. È il materiale stesso, di cui certamente Cestaro, nella sua ricerca rigorosa, ha approfondito la natura e le funzioni, a suggerire l’adozione di nuove strategie creative nel secondo progetto. Nel bestiario fantastico si trovano insetti, (l’eterea libellula acquista evidenza e corporeità nel suo rivesti-mento scintillante), uccelli che rivelano piumaggi resi consistenti da una pesante embricatura (il gufo rosa con la testa ripiegata; un uccello bianco con piume che sembrano incollate), robusti crostacei dai colori sgargianti, con chele aggressive, ma anche un topolino con indosso un rivestimento di protezione. Rappresentato in solide scaglie, sovrapposte, il piumaggio degli uccelli si presenta come una vera e propria ‘lorica’ protettiva. La ‘lorica’ registra puntualmente il Dizionario Treccani, può avere valenza in zoologia, dove significa “sorta di esoscheletro cuticolare, di aspetto chitinoso che protegge le pareti del corpo dei rotiferi”. La genialità di Cestaro è quella di applicarla, imprevedibilmente, su larga scala, ad animali altri. Non mi sembra improbabile che Dario Cestaro ne fosse a conoscenza al momento di strutturare il progetto del ‘bestiario fantastico’ e di orientarlo verso forme espressive che sfruttano a fondo le potenzialità dei materiali e le suggestioni da questi evocate. La qualità dell’opera di Dario Cestaro così come quella dei suoi studenti è intesa a suscitare la meraviglia, a produrre l’incanto, contemporaneamente esaltando l’apporto cognitivo dei valori estetici. Si potrebbe adattare a lui la definizione che Svevo dà del personaggio di Bloom nell’Ulisse di Joyce: è, senza dubbio, e per nostra fortuna, un “sognatore esattissimo”.   Carla Vaglio Presidente dell’Associazione culturale Collezione Piero Marengo Progetto libro animato e d’artista - Torino Prof. emerito Università di Torino Per informazioni: Dario Cestaro dario@dariocestaro.it www.dariocestaro.it   ISBN: 9788854954687 Collana: Storia dell´arte - Museologia Autore: Dario Cestaro Edizione: 2021 Stato: disponibile presso committente

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Tra ricerca sul campo e studio a tavolino  /  Med terenom in kabinetom

Tra ricerca sul campo e studio a tavolino / Med terenom in kabinetom

€ 40,00

La monografia è dedicata all’accademico Milko Matičetov (1919-2014), il primo studioso sloveno che si è concentrato in modo professionale sulla letteratura popolare, soprattutto quella della zona occidentale dell’area linguistica e culturale slovena, ivi inclusa l’Italia orientale (in primo luogo la Val Resia). Trenta autori dalla Slovenia, Italia, Austria, Croazia e Polonia esaminano e approfondiscono la figura di Milko Matičetov dal punto di vista biografico, etnologico, folkloristico e dialettologico. Marija Stanonik (1947) è ricercatrice emerita del Centro per le Ricerche dell’Accademia Slovena delle Scienze e delle Arti (SAZU) e ha insegnato nelle Università di Lubiana e Maribor. Dal 2021 è membro ordinario della SAZU. Han Steenwijk (1959) insegna nell’Università di Padova. Dal 2021 è membro corrispondente della SAZU. Monografija je posvečena akademiku Milku Matičetovemu (1919-2014), prvemu slovenskemu znanstveniku, ki se je profesionalno osredotočil na slovstveno folkloro, predvsem tisto na zahodnem robu slovenskega jezikovnega in kulturnega prostora, vključno z vzhodno Italijo (predvsem Rezija). Trideset avtorjev iz Slovenije, Italije, Avstrije, Hrvaške in Poljske obravnava Milka Matičetovega z biografskega, etnološkega, folklorističnega in dialektološkega vidika. Marija Stanonik (1947) je zaslužna raziskovalka ZRC SAZU in je predavala na Univerzi v Ljubljani in Univerzi v Mariboru. Od leta 2021 je redna članica SAZU. Han Steenwijk (1959) predava na Univerzi v Padovi. Od leta 2021 je dopisni član SAZU. Indice Premessa di Rosanna Benacchio ISBN: 9788854954502 Collana: Glottologia, Linguistica, Lingue e letterature straniere Curatori: Marija Stanonik, Han Steenwijk Edizione: 2022 Stato: disponibile

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Studi linguistici sul verbo resiano

Studi linguistici sul verbo resiano

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Il presente volume raccoglie una serie di cinque saggi, in traduzione italiana, dedicati al sistema verbale del resiano. Si tratta di un tema recente nell’ambito delle ricerche slavistiche. I contributi descrivono il comportamento del resiano in relazione alle categorie verbali di Aspetto, Tempo, Taxis, Diatesi, considerando anche le loro interrelazioni. Il resiano è messo a confronto con due lingue slave standard, russo e sloveno, e due minoritarie, sloveno carinziano e slavomolisano. Il confronto con russo e sloveno permette di evidenziare i caratteri slavi del resiano, mentre la triangolazione con lo sloveno carinziano e lo slavomolisano, lingue minoritarie esposte al contatto linguistico rispettivamente con le varietà tedesche e romanze, permette di valutare il ruolo svolto dal contatto linguistico tedesco e romanzo nello sviluppo del sistema verbale resiano. Malinka Pila, PhD, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Slavistica all’Università di Padova, con una tesi sull’aspetto verbale in russo e sloveno. Dal 2015 lavora come ricercatrice all’Università di Costanza (Germania), dove è stata collaboratrice nell’ambito del progetto intitolato Der Verbalaspekt in west- und südslavischen Sprachinseln (L’aspetto verbale nelle isole linguistiche slave occidentali e meridionali), occupandosi del sistema verbale del resiano. Indice Premessa ISBN: 9788854955097 Collana: Glottologia, Linguistica, Lingue e letterature straniere Autrice: Malinka Pila Edizione: 2022 Stato: disponibile presso il Comune di Resia

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Nozioni di metrica italiana ed esercizi

Nozioni di metrica italiana ed esercizi

€ 17,00

Il manuale presenta una esposizione semplificata ma completa degli aspetti essenziali della metrica italiana, e si propone di verificare se l’analisi dei testi poetici nei loro aspetti formali sia non soltanto una via obbligata per entrare nello spessore del loro significato, ma anche un metodo più interessante e produttivo nell’attività didattica; in tal senso è pensato per gli insegnanti di Letteratura italiana delle scuole superiori, oltre che per gli studenti universitari di Italianistica. Un elemento caratterizzante, se non il principale, è rappresentato dall’abbondanza di esempi di analisi, che accompagnano l’esposizione dei diversi temi trattati, e che facilitano il compito di costruire un metodo da applicare anche in nuovi contesti. Leonzio Pampaloni ha insegnato per più di trent’anni Letteratura italiana e Storia nella scuola secondaria superiore. Ha pubblicato, con Isnenghi, De Boni e De Paolis, per la casa editrice D’Anna, il manuale di Letteratura e Storia Tesi Antitesi, che ebbe un notevole successo per l’originalità dell’impianto. Il suo interesse per l’Ariosto si è espresso anzitutto con l’edizione dell’Orlando furioso per La Nuova Italia editrice, una edizione con scelta antologica e commento, per facilitare l’approccio ad un poema notoriamente ampio e complesso. Ha prodotto anche alcuni saggi ariosteschi sulla struttura del Furioso, sulla guerra, sui rapporti di Ariosto con Leon Battista Alberti, e altri. Indice Premessa ISBN: 9788854954052 Collana: Glottologia, Linguistica, Lingue e letterature straniere Autore: Leonzio Pampaloni Edizione: 2022 Stato: disponibile da giovedì 14 aprile 2022

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Primo corso di Galego  /  Primeiras clases de Galego

Primo corso di Galego / Primeiras clases de Galego

€ 19,00

Primo corso di Galego è un volume focalizzato sulla lingua d’uso, destinato agli studenti italiani che vogliono imparare il Galego standard parlato e scritto, con incursioni anche nelle varietà dialettali. Il libro, pensato come strumento integrativo sia per i corsi di Lingua e Letteratura galega erogati dalle Università italiane sia per lo studio autonomo, è composto da 18 unità didattiche con la medesima struttura: lettura e comprensione, argomento grammaticale presentato spesso da un punto di vista contrastivo con la lingua italiana, con annessi specifici esercizi e, infine, vocabolario e fraseologia in relazione con il testo di lettura. Alla fine del volume si incontrano le soluzioni degli esercizi e un glossario con le parole tecniche utilizzate nelle diverse unità. Infine, essendo la cultura un elemento chiave dell’identità di qualsiasi territorio, completano il libro alcune annotazioni su diversi aspetti come il Cammino di Santiago, la musica e la gastronomia tipica, annotazioni che permetteranno di conoscere più da vicino la Galizia. Santiago Serantes Blanco si è laureato in Filologia galega all’Universidade de Santiago de Compostela, dove ha anche ottenuto il Master per l’insegnamento nella Scuola Secondaria di I e II grado della Lingua e Letteratura spagnola e galega. È stato lettore di lingua galega all’Università di Padova (2017-2020), ateneo presso il quale continua a tenere corsi di Lingua spagnola. Indice Introduzione di Giovanni Borriero Prologo di María Montes López ISBN: 9788854954366 Collana: Glottologia, Linguistica, Lingue e letterature straniere Autore: Santiago Serantes Blanco Edizione: 2022 Stato: disponibile

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Alberto Biasi Antologia critica 1965-2021

Alberto Biasi Antologia critica 1965-2021

€ 24,00

La storia di un artista è fatta anche della storia della sua critica. Mosso da tale convinzione, il presente volume raccoglie un’ampia selezione di testi sull’opera di Alberto Biasi, cui si aggiungono approfonditi apparati storici e bibliografici. Uno tra i più affascinanti percorsi nell’ambito dell’arte variamente definita “cinetica” o “programmata”, o ancora “optical”, è stato supportato, interpretato e infine storicizzato dai protagonisti della critica e della storia dell’arte contemporanea, quali Giulio Carlo Argan, Umbro Apollonio, Filiberto Menna, Dino Formaggio, Caroline Tisdall, Jolanda Nigro Covre, Giuseppina Dal Canton, Serge Lemoine, Marco Meneguzzo e molti altri. Tante analisi e idee, finora sparpagliate tra cataloghi, fascicoletti e pieghevoli, sono riconsegnate compatte al lettore, che ha così la possibilità di ripercorrere “in diretta” l’intera vicenda dell’artista, guadagnando un livello di approfondimento non altrimenti conseguibile. Alberto Biasi (Padova, 1937) è un protagonista assoluto della storia dell’arte italiana del Secondo Dopoguerra. Tra i fondatori del Gruppo Enne, ha esposto in più di cento mostre personali in prestigiose sedi espositive italiane e straniere. Le sue opere fanno parte di autorevoli musei tra cui il MoMA di New York, la Galleria Nazionale di Roma, l’Hermitage di San Pietroburgo, il Centre Pompidou di Parigi e la Peggy Guggenheim Collection di Venezia. I curatori Guido Bartorelli è docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Padova. Nei libri e negli articoli che ha pubblicato si è occupato di avanguardie storiche, quali il Futurismo e il Cubismo, e delle questioni relative al film e al video d’artista. Ha inoltre curato numerose mostre, tra le quali Alberto Biasi: gli ambienti, presso Palazzo Pretorio di Cittadella (2016). Marta Previti è dottoranda all’Università di Padova con un progetto di ricerca dal titolo Il Gruppo Enne di Padova: confronti e ricerche attraverso gli archivi. È referente dell’Archivio Storico Alberto Biasi, per il quale ha curato il riordino e l’organizzazione sistematica dei documenti. Indice Introduzione di Guido Bartorelli Introduzione di Marta Previti   Daniele Mont D'Arpizio, «la difesa del Popolo», 20-03-2022 ISBN: 9788854954526 Collana: Storia dell´arte - Museologia Curatori: Guido Bartorelli, Marta Previti Edizione 2021 Stato: disponibile

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Giusto di Gand e la Comunione del Duca d’Urbino

Giusto di Gand e la Comunione del Duca d’Urbino

€ 60,00

La Comunione degli apostoli, eseguita a Urbino dal misterioso pittore fiammingo Giusto di Gand per una potente confraternita tuttora esistente, costituisce, con la predella di Paolo Uccello, la Pala del Corpus Domini. Tra le prime tavole a olio dipinte in Italia, è la più imponente di tutto il Quattrocento fiammingo. Solenne e raffinata, l’opera viene descritta da Giorgio Vasari come la “Comunione de ’l Duca d’Urbino”: Federico da Montefeltro, infatti, vi compare ritratto insieme al fratello Ottaviano Ubaldini della Carda. Sotto la loro egida il Ducato conobbe nel Rinascimento un capitolo artistico meraviglioso e cruciale, ancora parzialmente avvolto nel mistero: la Pala è uno dei tasselli che ne aiutano la comprensione. Il libro, frutto di vent’anni di studi e ricerche, si propone dunque di ricostruirne le vicende. Un recupero della memoria passata, attraverso la letteratura artistica, i documenti, la fitta bibliografia e un nuovo studio esegetico. Gli approfondimenti di specialisti internazionali, infine, danno conto della musealizzazione, dello stato di conservazione, dei restauri e della tecnica di questo dipinto affascinante, tuttora enigmatico e avvincente.   Francesca Bottacin è ricercatrice e professoressa incaricata di Storia dell’arte fiamminga e olandese all’Università di Urbino Carlo Bo, e Chercheuse associée al Centre de la Méditerranée moderne et contemporaine dell’Université Côte d’Azur. Già redattrice di «Notizie da Palazzo Albani», direttrice della Summer School Barocco mediterraneo, è nel Comitato scientifico dei «Quaderni della Scuola di Conservazione e Restauro». Ha al suo attivo diversi saggi, monografie e mostre: le sue ricerche sono rivolte principalmente ai rapporti tra pittura neerlandese e italiana, in particolare tra il Veneto e le Marche. Collabora con il Koninklijk Instituut voor het Kunstpatrimonium di Bruxelles e ha studiato i dipinti fiamminghi e olandesi delle collezioni dei principi Grimaldi di Monaco. Numerosi suoi lavori sono poi indirizzati alle donne nell’arte, sia moderna sia contemporanea, alle contaminazioni tra pittura, cinema, danza e fotografia nonché all’arte eco-sostenibile. Ha collaborato con prestigiose università e istituzioni, europee e americane, oltre che con l’Istituto Italiano di Cultura a Mosca, con il museo Pushkin e con l’Accademia del Bolshoi in Russia. Indice Prefazione di Fernando Marías Introduzione   ISBN: 9788854953642 Collana: Storia dell´arte - Museologia Autore: Francesca Bottacin Prefazione: Fernando Marías Edizione 2021 Stato: disponibile

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Io sono Marco, il pittore!

Io sono Marco, il pittore!

€ 19,00

Questo libro racconta la vita e l’opera di un grande artista italiano del Novecento: Francesco Marco Vedoà, bellunese, scomparso a Mirano, in provincia di Venezia, cinquant’anni fa. Perché questa figura è ancora sconosciuta ai più? Perché, anche oggi, “la cultura ufficiale” può essere crudele e faziosa proprio come un tempo, specie se l’interessato, dopo averla conosciuta, decide di farne a meno, pagando fino in fondo il prezzo dell’emarginazione e dell’oblio. Se è vero che l’arte contemporanea, distolta e dispersa da sollecitazioni e interessi i più vari, sta perdendo i suoi valori più autentici, i suoi interpreti più genuini, ecco che in Vedoà possiamo trovare un rifugio e un’alternativa. Un magistrale esempio di coerenza e rigore professionale, unito ad una qualità e maturità delle opere a dir poco impressionante. La sua scoperta è tardiva? Assolutamente no. Ce lo dicono le sue splendide creazioni, ancora tutte da conoscere, confrontare, valorizzare. Paolo Meneguzzo è nato Mirano (VE) nel 1946. Architetto, libero professionista operante in Riviera del Brenta, per molti anni si è dedicato alla pianificazione territoriale, a progetti di restauro e di edilizia minore. Critico verso l’architettura contemporanea che considera troppo esibizionista, velleitaria e sprecona, con l’avvento della pensione, e grazie ai suoi studi classici, ha rivolto i nuovi interessi alla storia locale e alla critica d’arte moderna alla quale, nel 2014, ha dedicato il saggio Arte e non arte. La scoperta del pittore, scultore e ceramista di origine bellunese Francesco Marco Vedoà (è apparso un suo lavoro già nel 1981) lo ha spinto a scrivere la presente biografia, finalizzata a valorizzare la figura e l’opera del grande artista italiano scomparso nel 1971.   Indice Prefazione Anteprime racconto e opere ISBN: 9788854954021 Collana: Storia dell´arte - Museologia Autore: Paolo Meneguzzo Prefazione: Renata Cibin Edizione 2021 Stato: disponibile

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Specchio, memoria, maestro e scuola

Specchio, memoria, maestro e scuola

€ 16,00

Non un libro su Folena ma un percorso personale con Folena, a partire dalla sua storia, dalla sua personalità, dai campi di ricerca storico-linguistica che ha indagato, con un acume e una qualità di scrittura assolutamente eccezionali: gli allievi non solo si riconoscono nei maestri – quando sono grandi maestri – ma più o meno inconsciamente ne seguono le tracce, i percorsi, non certo pretendendo di eguagliarli o competere ma un po’ ricalcarli, prendere le mosse dai loro risultati e cercare di metterli a frutto in proprio. Un pavano (non dei più noti e frequentati ma non irrilevante, Giacomo Morello, amico del protettore di Ruzante, Alvise Cornaro) canta una sua innamorata con quattro sostantivi: «spiegio, smalmuoria, maistro e scuola». Ecco, questo è stato per molti dei suoi allievi Gianfranco Folena, di cui tutti si sono subito “innamorati” alla prima parola: specchio, memoria, maestro e scuola. Ivano Paccagnella, laureato con Gianfranco Folena, dal 1990 al 2017 ha insegnato Storia della lingua italiana all’Università di Padova, dov’è attualmente Professore emerito. Si è occupato specialmente di plurilinguismo rinascimentale, macaronee padovane, dialetti bergamaschi e veneti, Ruzante e gli autori pavani, la trattatistica linguistica, le traduzioni nel Cinquecento. Fra le sue ultime pubblicazioni, Vocabolario del pavano (XIV-XVII secolo) (2012), Tramature. Questioni di lingua nel Rinascimento fra Veneto e Toscana (2013), Un mondo di parole. Tra lingue e dialetti (2017). Indice Premessa ISBN: 9788854953628 Collana: Scienze filologico-letterarie Autore: Ivano Paccagnella Edizione: 2021 Stato: disponibile

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