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Musica - Discipline dello spettacolo

Musica - Discipline dello spettacolo
Due vite di Lutero

Due vite di Lutero

€ 14,00

Ho lottato per l’uguaglianza degli uomini? Ho lottato per strappare i poveri al loro miserabile stato? Non ho fatto nulla per favorire l’uguaglianza I poveri sono rimasti poveri e i ricchi sempre più ricchi Non credo di aver migliorato il mondo, ma questo solo Dio può farlo Perché ci si continua a interrogare sul passato e sui personaggi che hanno fatto la storia? Per rispondere alle zone d’ombra che ogni epoca lascia dietro di sé o per guardare indietro alla luce di quel che è venuto dopo e che non sempre rispecchia le premesse oppure, ancora, per cogliere dell’animo umano il lato oscuro e innominabile e cercarne le ragioni. Paolo Zanetti, è stato docente di Storia e Filosofia al Liceo classico, di Italiano nelle Scuole medie e lettore di Lingua italiana presso l’Università di Damasco in Siria. Ha effettuato ricerche sull’età medievale e moderna con particolare interesse per la storia locale. Ha partecipato alla fondazione della rivista «Perimmagine» diretta da Riccardo Toffoletti collaborando con numerosi articoli. Oliviero De Zordo, già docente di Armonia, Contrappunto, Fuga e Composizione nei Conservatori di Venezia e di Padova, ha fondato e diretto per un decennio l’Ottetto di musica antica “Il Convivio Musicale”. Dal 2001 dirige l’“Ensamble Kaleidos” per il quale compone, ricerca ed elabora musiche di ispirazione popolare internazionale, nonché classiche e jazz. Le sue composizioni spaziano dalla musica sacra vocale alla musica elettronica. Svolge anche attività concertistica come solista al pianoforte e ai sintetizzatori. Prefazione ISBN:9788867873067 Collana: Musica - Discipline dello spettacolo Autore: Paolo Zanetti Edizione 2014 Stato: Disponibile

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Frottole libro Primo

Frottole libro Primo

€ 42,00

Nel 1997 il Comitato per la pubblicazione di fonti relative a testi e monumenti della cultura musicale veneta, istituito presso gli Atenei di Padova e Venezia e presieduto da Giulio Cattin, diede inizio all’edizione critica del corpus di frottole stampato da Ottaviano Petrucci tra il 1504 e il 1514. L’iniziativa intendeva mettere a disposizione degli studiosi, dei musicisti e degli esecutori una sezione consistente di quella straordinaria letteratura poetico-musicale che, tra la fine del Quattrocento e i primi due decenni del Cinquecento, si diffuse nelle corti dell’Italia settentrionale. Su tale obiettivo, principalmente, si dovrebbero misurare e valutare i risultati finora raggiunti con la restituzione integrale del Libro sexto, del Libro septimo, del Libro octavo, del Libro nono e del Libro undecimo, ad opera delle edizioni critiche curate rispettivamente da Antonio Lovato, Lucia Boscolo, Francesco Facchin, Francesco Luisi e Giovanni Zanovello. L’impresa, portata avanti nell’arco di un lungo periodo, ha vissuto una progressiva evoluzione nell’applicazione dei criteri inizialmente adottati, determinata dalle problematiche poste soprattutto dai testi, che costituiscono un impasto linguistico unico, dove la varietà e l’espressività degli idiomi volgari si mescolano con le ricercatezze lessicali della lirica colta e con il modello della lingua latina, le variazioni e le citazioni dotte si intersecano con quelle popolari e con i detti e le sentenze paremiologiche, mentre la sperimentazione metrica si alterna al recupero di forme tipiche dell’ars nova del Trecento e della cultura classica sia in latino che in volgare. Fin dall’inizio, infatti, la particolare natura dei testi ha suggerito di preferire il criterio conservativo a quello del loro ammodernamento per non snaturare un linguaggio eccezionalmente ricco e vivace, documento unico e irripetibile del primo tentativo di costruire una poesia degna di essere intonata polifonicamente. Il rigore filologico, però, rischiava di rendere incomprensibili e ardui da eseguire numerosi brani, soprattutto a studiosi, lettori e cantori di altri paesi. Perciò, senza rinunciare ai criteri scientifici, nel corso dell’operazione sono stati introdotti diversi correttivi, al fine di assicurare la possibilità di avvicinare ed eseguire questi canti anche a chi specialista non è. Considerati i rilievi e le osservazioni di quanti si dedicano allo studio e alla pratica di questo repertorio, i cambiamenti più evidenti introdotti nelle edizioni fin qui pubblicate hanno interessato innanzi tutto i criteri editoriali, scelti per rendere accessibili i testi e le intonazioni. Con una redazione più flessibile e attenta alle esigenze pratiche, si è cercato di unire il rigore filologico-scientifico con una consultazione agevole dell’apparato critico e con un’informazione possibilmente completa e funzionale all’intelligibilità dei testi. Le osservazioni relative ad ogni composizione sono state riunite in un’unica scheda e nell’edizione dei testi sono stati eliminati i possibili fraintendimenti, come le consuetudini grafiche di sapore umanistico che, risultando ininfluenti sulla pronuncia, sono state emendate secondo l’uso moderno. Per quanto tecnicamente possibile, nell’edizione delle musiche è stata aggiunta una più ampia quantità di testo sotto le note ed è stata semplificata l’organizzazione in battute, riducendo la suddivisione delle misure ai più comuni tempi semplici e composti. Il progetto iniziale prevedeva che l’operazione dovesse concludersi con l’edizione del Libro quinto, attualmente in fase di elaborazione. In realtà, l’esperienza acquisita, la metodologia maturata e la grande quantità di nuove informazioni raccolte durante lo studio preparatorio dei cinque libri pubblicati in questi quindici anni, hanno reso evidente la necessità di rimettere mano anche ai primi quattro libri, già oggetto delle edizioni parziali curate da Rudolf Schwartz (1935, Libri I e IV) e da Gaetano Cesari, Raffaello Monterosso e Benvenuto Disertori (1954, Libri I, II e III). Non è solo questione di colmare i limiti, le imprecisioni e le carenze di quelle imprese ormai storiche e, per certi aspetti, pionieristiche; si tratta, invece, di restituire l’intera produzione frottolistica del Petrucci sulla base di dati sicuri, utilizzando le conoscenze e le acquisizioni offerte dai numerosi studi prodotti negli ultimi decenni da qualificati studiosi. Completando la pubblicazione di una serie organica di testi in italiano antico, si pensa di rendere quelle testimonianze musicali ancora pienamente fruibili sulla base di criteri aggiornati, senza disattendere le esigenze dei moderni esecutori. Data la particolare importanza del Libro primo, con il quale Ottaviano Petrucci iniziò a diffondere la conoscenza delle forme poetiche della frottola e dei principali autori delle relative intonazioni polifoniche, è stato indispensabile affinare ulteriormente e rendere più efficaci gli strumenti editoriali attraverso la cura ancor più rigorosa, se possibile, dell’apparato critico, approfittando del livello notevolmente accresciuto delle informazione da affidare alle note ai testi e alle musiche, curando la completezza e la precisione delle osservazioni, badando alla funzionalità delle trascrizioni. Le note ai testi e alle musiche sono state redatte con procedure sistematiche, nell’intento prioritario di fornire tutti i riscontri ritenuti necessari per una piena comprensione delle poesie nelle loro specificità sintattico-lessicali e per una corretta interpretazione dei processi di formazione e sviluppo delle intonazioni. Nello stesso tempo, le osservazioni sono state organizzate con l’obiettivo di mettere a fuoco gli aspetti che possono risultare utili ad apprezzare la natura e la varietà di queste composizioni in rapporto non solo all’intero corpus frottolistico del Petrucci, ma anche al contesto culturale e sociale al quale in origine esso fu destinato. Nell’assiduo impegno di ricerca e di valutazione dei dati raccolti è stata di fondamentale aiuto la massa delle informazioni critiche e bibliografiche accumulate durante il lavoro svolto per realizzare l’edizione dei libri precedenti. Quelle conoscenze hanno sorretto lo sforzo di condurre un’analisi esaustiva, ma anche più consapevole e mirata, degli elementi costitutivi delle composizioni. Ad esempio, è stato possibile approfondire le ragioni e chiarire con riscontri puntuali le modalità che hanno visto il genere frottolistico contribuire in misura significativa alla complessa operazione di rigenerazione delle forme antiche, promossa dai circoli umanistici. In particolare, il processo di ripresa e rivisitazione dei modelli testuali e musicali è stato documentato individuando e verificando la natura dei percorsi seguiti, ottenendo spesso riscontri originali e inattesi. Inoltre, la comparazione tra le informazioni già disponibili e quelle acquisite durante questo lavoro editoriale, ha permesso di fissare con maggiore sicurezza anche i punti di partenza e le direzioni lungo le quali sono stati formati i libri successivi che, in un cammino quasi a ritroso, sono stati rivisitati nel continuo confronto con le frottole del Libro primo. L’auspicio è che questi ulteriori apporti e i nuovi risultati emersi possano favorire una conoscenza ancora più completa di un capitolo centrale per la storia della musica e una sua valutazione critica più solida e approfondita. Non aveva ancora ricevuto una risposta soddisfacente la richiesta, avanzata da più parti, di poter disporre in queste edizioni della restituzione integrale dei testi sottoposti alla notazione musicale. Da un punto di vista tecnico il problema rimane difficilmente risolvibile in partitura, soprattutto nel caso delle forme chiuse, e gli esiti finora ottenuti si sono dimostrati solo parzialmente corrispondenti alle aspettative. Per questa ragione è stato scelto di aggiungere all’edizione critica un’appendice musicale in cui tutte le strofe di ogni singola composizione sono sottoposte alla linea melodica della sola voce del Canto: lo scopo è di fornire una guida pratica e sicura soprattutto per gli esecutori. Forse questa, come altre soluzioni adottate per favorire una migliore fruibilità del contenuto delle Frottole libro primo, non garantirà ancora risultati definitivi; tuttavia, essa intende rappresentare un ulteriore contributo affinché un repertorio così singolare possa essere meglio compreso, apprezzato e adeguatamente riproposto. Antonio Lovato Presidente del Comitato per la pubblicazione di fonti relative a testi e monumenti della cultura musicale veneta ISBN:9788867871148 Collana: Musica - Discipline dello spettacolo Autore: Petrucci Ottaviano Edizione critica a cura di Cristina Di Zio Zanolli Note ai testi e osservazioni a cura di Antonio Lovato Edizione 2014 Stato: Disponibile

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Con gli occhi della luce

Con gli occhi della luce

€ 17,00

La posizione di Mariano Fortuny nel contesto delle riforme della scena primo novecentesca è stata generalmente sottovalutata dagli storici del teatro. Se ai dispositivi scenotecnici e illuminotecnici da lui ideati sono state riservate minuziose descrizioni, altrettanto non si può affermare per il versante più strettamente teorico della sua proposta. Il volume si propone di dipanare, almeno in parte, alcuni nodi cruciali, come l’identificazione delle fonti di formazione e d’ispirazione dell’artista che hanno esercitato un’influenza determinante sulla sua produzione, o gli apporti che i suoi congegni (e la sua teoresi) hanno offerto alle poetiche coeve e successive. Dallo studio dei materiali emerge come la sperimentazione di Fortuny costituisca un punto di svolta tra Otto e Novecento, senza dubbio erede di una tradizione ma allo stesso tempo fucina per le poetiche della modernità. Marzia Maino svolge attività di ricerca nel Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università di Padova, dove insegna a contratto Teoria e storia della scenografia. Nelle sue ricerche ha indagato l’utilizzo della luce in scena con particolare attenzione all’ambito rinascimentale e a quello primo novecentesco. Si è occupata dell’équipe di artisti e artigiani coinvolti nell’inaugurazione del Teatro Olimpico di Vicenza (1585) e ha approfondito la poetica teatrale di Mariano Fortuny, contribuendo anche al catalogo della mostra Fortuny. El mago de Venecia (Barcellona, 2010). Indice e Introduzione ISBN:9788867872220 Collana: Musica - Discipline dello spettacolo Autore: Marzia Maino Edizione 2014 Stato: Disponibile

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Michele Sambin performance tra musica, pittura e video

Michele Sambin performance tra musica, pittura e video

€ 30,00

Questa è la prima monografia su Michele Sambin, pioniere da oltre quarant’anni della performance nel suo dialogo con le arti, fino al video e al digitale. Musica, teatro, disegno, pittura, cinema, uso creativo della luce sono esplorati da questo artista soprattutto nel loro essere “dal vivo”, nell’unicità della dimensione del tempo reale, indagato in modi del tutto originali nella dialettica che esso instaura con i mezzi di riproducibilità tecnica, in un dialogo fra tempo che fugge e tempo che consuma, volatilità dell’evento e sua fissazione su un supporto, corpo che agisce e corpo rappresentato, strumenti classici ed elettronica. Sambin fa tutto questo a partire dagli anni Settanta e continua a farlo – in varie forme – oggi. La sua attività è confluita, per buona parte del suo percorso, in quella del Tam Teatromusica, a Padova, di cui è stato uno dei fondatori: ma il volume intende far luce proprio sul suo originale apporto, sul suo percorso di artista, a partire dagli anni precedenti al Tam per arrivare alle odierne realizzazioni e agli attuali progetti. I saggi Il libro raccoglie testi di vari studiosi e studiose che indagano i territori dell’arte di Sambin: il video-teatro, il cinema sperimentale, il disegno e la pittura, la dimensione performativa nel rapporto col mezzo elettronico, la ricerca sulle relazioni suono-immagine, la vividezza dell’uso creativo del digitale e della luce. Ma tutto questo in un orizzonte di ampio respiro, che aiuti chi legge a capire una stagione culturale, un’epoca di scoperte e di veloci transizioni e metamorfosi tecnologiche, un quadro fluido, in cui dialogano l’utopia e l’infrazione, l’irriverenza e la serietà dell’impegno, il gioco e la sfida che da culturale si fa anche, in senso ampio e nobile, politica: con la proposta di sguardi e di ‘posture’ differenti, sia come autori sia come spettatori. Al libro, nato come strumento di conoscenza – con contributi tutti inediti – del percorso di Sambin, si è dato una forma che possa contenere e legare i vari ambiti della sua arte inserendoli nei contesti di riferimento: da quello locale (denso di risonanze importanti e d’avanguardia) a quello nazionale e internazionale. Le parole dello stesso Sambin ci introducono a questo viaggio, attraverso una lunga conversazione iniziale con Lisa Parolo che illumina percorsi biografici e formazione culturale. I testi successivi fanno luce sui contesti di riferimento, individuando assonanze e intuizioni, anticipazioni e ricchezze di esperienze artistiche: la figura di Sambin dialoga con quelle di artisti di altri Paesi, con l’attività di centri di produzione e diffusione italiani, con un tessuto di scoperte stimolanti, impegnative, che si sviluppa fra i luoghi della sua formazione, la rete di esperienze italiane, le intuizioni e le opere di artisti europei e statunitensi (nei testi di Silvia Bordini, Sandra Lischi, Lisa Parolo). Si entra poi nell’intreccio fra le arti: la pregnanza dell’annotazione grafica e della produzione pittorica, in un approccio a un’idea estesa di pittura (in modi diversi, trattano questo tema i testi di Riccardo Caldura e di Andreina Di Brino). Roberto Calabretto affronta il tema centrale della musica: in Sambin e nel contesto delle ricerche novecentesche, anche nel modo di intendere lo strumento come protesi del corpo, sia esso sax, violoncello o dispositivo elettronico. Bruno Di Marino esplora le caratteristiche della produzione sperimentale in pellicola, fra sguardo ereticamente documentario e sinfonia visiva, mentre Francesca Gallo affronta l’opera di Sambin dal punto di vista delle pratiche performative, fra gesto e improvvisazione coniugata con una ben studiata preparazione, musica e pittura. Cristina Grazioli dedica la sua riflessione agli usi creativi e dinamici della luce in Sambin: un medium fondamentale, dalle tecniche più arcaiche e “naturali” a quelle elettroniche e digitali; e Anna Maria Monteverdi affronta le forme, le evoluzioni, i modi e i luoghi (dalla galleria alla scena al carcere) che assume in Sambin quel teatro multimediale di cui è esponente particolare e che svilupperà poi anche nella lunga esperienza del Tam. Il volume si chiude con una riflessione oggi più che mai opportuna e urgente a cura di Lisa Parolo sulle modalità di ricostruzione e conservazione di opere d’arte complesse come quelle di cui il libro tratta; il testo è seguito da un’accurata schedatura delle opere, raccontate anche nella loro storia ed evoluzione nel tempo che permette una fruizione (anche) in rete adeguata agli intrecci fra le arti e alla processualità della pratica artistica di Sambin, con indicazioni anche più generali. La veste grafica Un libro così, che racconta i continui sconfinamenti da un’arte all’altra, non poteva avere una veste ‘tradizionale’. Né poteva essere eluso lo splendore iconografico del lavoro di Sambin, la bellezza delle sue immagini, oltre la loro valenza di testimonianza e di prezioso documento. La varietà di opere – dai manufatti artigianali fino al segno digitale, passando per le foto, le registrazioni video, i bozzetti, i disegni veri e propri, la pittura, i momenti degli spettacoli, gli appunti – mostra il talento di Sambin non solo nella dimensione performativa ma anche nel costruire, nel lasciare tracce, nel dipingere e progettare mondi che restano nel tempo. Sambin ha creato in queste pagine un percorso visivo che accompagna quello degli autori dei testi, riuscendo a creare una galleria di immagini funzionali e insieme bellissime (molte sono inedite o realizzate per il volume) che creano cortocircuiti imprevisti e che si snodano fittamente di pagina in pagina come un film, una partitura, uno spettacolo. I destinatari Il libro è rivolto a diversi tipi di fruitori: docenti e studenti universitari di teatro, cinema, belle arti, musica, arti elettroniche, cinema sperimentale, multimedialità. A studiosi delle varie discipline affrontate e a quanti vogliano approfondire la storia della videoarte e del videoteatro in Italia, nonché una intera stagione culturale nel suo rapporto fra dimensione locale e quadro internazionale. Operatori culturali, direttori di festival, galleristi: sia per il suo apparato informativo (schede delle opere) sia in quanto “libro d’artista” a pieno titolo. È, quindi, rivolto anche agli artisti, e a quanti amano i bei libri. Indice e Introduzione ISBN:9788867872398 Collana: Musica - Discipline dello spettacolo Curatori: Sandra Lischi e Lisa Parolo Edizione 2014 Stato: Disponibile

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Lo stato delle cose - Duemila13

Lo stato delle cose - Duemila13

€ 16,00

Al suo secondo numero, Lo stato delle cose. Cinema e altre derive torna a riflettere sui film della contemporaneità. Film di genere, opere d’autore e produzioni per il grande pubblico trovano spazio in queste pagine, disegnando traiettorie che talora si intersecano alla luce di temi quali la memoria, la riscrittura, l’ombra e la rappresentabilità della morte. Accanto ai saggi sui film, prendono forma le “derive” verso altri ambiti e linguaggi in un inedito dialogo con il cinema, le sue narrazioni, la sua teoria. Lo stato delle cose su: Amour – Tutto parla di te – C’era una volta in Anatolia e Post-Tenebras Lux – Oblivion – Django Unchained – Molto forte, incredibilmente vicino – Materia oscura – Hunger Games – Zombi e mondo norreno – Tino Sehgal e Claudio Parmiggiani. Indice e Introduzione Collana coordinata da Giorgio Tinazzi A cura di Denis Brotto, Alessia Castellani, Luciano De Giusti, Giulia Lavarone, Paola Mura, Nicola Orio, Manlio Piva, Farah Polato, Rosamaria Salvatore, Alberto Scandola Partecipano inoltre Adone Brandalise, Mario Brenta, Gian Piero Brunetta, Roberto Calabretto, Saveria Chemotti, Cesare De Michelis, Luca Giuliani, Giangiorgio Pasqualotto, Roberto Zemignan ISBN:9788867872145 Collana: Musica - Discipline dello spettacolo Curatori: Giorgio Tinazzi et al. Edizione 2014 Stato: Disponibile

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Cesare Pollini tra Padova e Luvigliano

Cesare Pollini tra Padova e Luvigliano

€ 15,00

Presentazione di Maria Nevilla Massaro Direttore del Conservatorio “Cesare Pollini” di Padova La ricorrenza del centenario della morte del musicista padovano Cesare Pollini (1858-1912) era certamente un’importante occasione per approfondire e scoprire nuovi aspetti di questa figura di pianista, didatta, compositore. Come altre personalità del suo tempo, egli fu assai celebre negli anni in cui visse e svolse la sua attività artistica, ma sarebbe oggi del tutto dimenticato, se il suo nome non fosse stato attribuito – subito dopo la sua morte - all’Istituto musicale cittadino, poi divenuto l’attuale Conservatorio di Musica di Padova. L’istituzione porta dunque a tutt’oggi il nome di un musicista che fu da molti rispettato, ammirato e ricordato da allievi e amici per i suoi indiscutibili meriti, acquisiti nell’ambiente musicale e culturale padovano e italiano. Questa pubblicazione promossa dall’Associazione “Roberto Ferruzzi” fa parte di un vasto progetto celebrativo avviato dal Conservatorio grazie al contributo della Regione del Veneto e alla collaborazione di numerosi Enti e Associazioni culturali, con la finalità di favorire una maggiore e più diffusa conoscenza della biografia e della personalità artistica del musicista, valorizzando i numerosi spunti e argomenti di studio e di interesse esecutivo già emersi dalle indagini e dalle manifestazioni del 2008. In quell’occasione, legata alla ricorrenza del 150° anniversario della nascita di Cesare Pollini, con la realizzazione di numerosi concerti, di un Convegno di studi, nonché la pubblicazione di un volume di “testimonianze”, si tentò per la prima volta di fare il punto sulle sue opere e su tutta la sua attività, delineandone le capacità di compositore, concertista, didatta, ma anche di organizzatore artistico e direttore della Scuola. Come spesso accade, furono certamente più gli argomenti aperti che quelli risolti, e su molti di questi era opportuno ritornare, per svilupparne gli aspetti, le connessioni, le curiosità suscitate. Le nuove iniziative attivate dal Conservatorio di Padova a partire dall’autunno del 2012 prevedono una serie di concerti (che si estendono fino al dicembre 2013), con la partecipazione di studenti, docenti e altri interpreti di prestigio, ma anche un rinnovato fervore di studi, tenuto conto tra l’altro dalla sopravvenuta acquisizione di nuovi materiali documentari e dell’interesse di interpreti e musicologi verso il musicista e la sua epoca, anche nel rapporto con altri autori italiani ed europei. L’obiettivo principale del progetto è quello di offrire l’esecuzione dei principali lavori compositivi di Cesare Pollini (i due brani per orchestra, la Suite op. 3 per violino violoncello e pianoforte, la Sonata e numerosi brevi pezzi pianistici), affiancati da opere di autori italiani ed europei legati alla sua cultura, di trasmetterne testimonianza attraverso la registrazione di un CD monografico, e di sviluppare infine una ricerca più sistematica sull’artista e sulla scuola da lui diretta per molti anni. Tali iniziative sono affiancate dalle proposte dell’Associazione Ferruzzi, che nel nome del pittore che ha risieduto a Torreglia ed è stato amico del Pollini ha voluto collaborare al complessivo progetto con alcuni concerti, eseguiti nella Villa Pollini di Luvigliano e nella vicina e maestosa Villa dei Vescovi, promuovendo la pubblicazione di questo volumetto, il cui corpo fondamentale è costituito dal contributo storico-biografico elaborato da Giorgio Ronconi. È un testo che ricostruisce le origini e le vicende della famiglia Pollini, l’ambiente culturale padovano, le amicizie e gli affetti del musicista: notizie assai utili per accostarsi non solo al pensiero e alla vita di una persona molto schiva e riservata, ma anche alla realtà del suo tempo e a ciò che in essa rappresentava, specie attraverso i ricordi di chi lo conobbe e lo ebbe come maestro e collaboratore. “Maestro d’arte e di vita”, come si dice di persona che non si è limitata a trasmettere insegnamenti tecnici, ma che si è proposta come figura artistica e morale di riferimento. Lo confermano le parole pronunciate all’indomani di una morte precoce quanto inaspettata, prime a consegnarci la testimonianza di una personalità colta, raffinata e sensibile, forte tuttavia del suo rigore e delle sue scelte ideali. ISBN:9788861299177 Collana: Musica - Discipline dello spettacolo Curatore: Giorgio Ronconi Edizione 2013 Stato: Disponibile

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Vent'anni di musica elettronica all'università di Padova. Il Centro di sonologia computazionale

Vent'anni di musica elettronica all'università di Padova. Il Centro di sonologia computazionale

€ 18,00

Questo volume del 2002 presenta una raccolta di saggi di storia e analisi della musica elettroacustica da Teresa Rampazzi al CSC – Centro di Sonologia Computazionale dell'Università di Padova, dagli anni Sessanta al 2000. Laura Zattra ripercorre le ricerche tecnologiche e artistiche sviluppate dai ricercatori Giovanni Battista Debiasi, Giovanni De Poli, Graziano Tisato e Alvise Vidolin e da compositori tra cui James Dashow, Luigi Nono, Wolfgang Motz, Salvatore Sciarrino, Fausto Razzi. Fiorella Sassanelli, Carlo De Pirro e Stefano Marcato presentano alcune interviste ai fondatori del centro di Padova e l’analisi di un brano di Marco Stroppa. Seguono la bibliografia ragionata, la lista dei brani realizzati e degli articoli scientifici, le biografie dei compositori e un indice dei nomi.   Contenuti: 1. Introduzione (Giovanni Battista Debiasi - Sergio Durante)   Prima parte. Storia, documenti e testimonianze 2. Prima del CSC (Laura Zattra) - pp. 13-40 3. Il Centro di Sonologia Computazionale (CSC): l'istituzione, le strutture operative, la musica, la ricerca (Laura Zattra) - pp. 41-102 4. Testimonianze dei fondatori - pp. 103-125 a. Intervista a Giovanni De Poli (Fiorella Sassanelli) b. Intervista a Graziano Tisato (Fiorella Sassanelli) c. Intervista a Alvise Vidolin (Fiorella Sassanelli) d. Intervista a James Dashow (Carlo De Pirro) 5. Persone ed opere (Laura Zattra) - pp. 127-158   Seconda parte. Dalla sintesi all'analisi. Opere allo specchio 6. Voce ed elettronica: il contesto storico e il contributo del CSC (Fiorella Sassanelli) - pp. 161-747 7. La realizzazione dei suoni sintetici in 'Traiettoria' di Marco Stroppa (Stefano Marcato) - pp. 175-89 8. L'analisi di opere elettroacustiche: una bibliografia ragionata con riferimento al CSC (Fiorella Sassanelli) - pp. 191-197 9. Bibliografia dei contributi scientifici (Laura Zattra) - pp. 199-214 10. Indice dei nomi   I curatori Sergio Durante è ordinario di Filologia musicale all’Università di Padova. Si occupa di musica del Sei-Settecento, aspetti di musica strumentale e di teoria dell'opera, etnomusicologia, musica elettronica. È membro del Mozart Akademie di Salisburgo e direttore del Lessico italiano del canto. Sue pubblicazioni recenti: Dramma Giocoso: Post-Millennial Encounters with the Mozart/Da Ponte Operas (con S.Rohringer e J.Webster, 2012), Studi su Mozart e il Settecento (2007). Laura Zattra si è formata a Padova, Trento e alla Sorbona. Si occupa di musica dei secc. XX-XXI e collabora con istituzioni e università in Italia e all’estero. Ha pubblicato Renata Zatti. Invenzione musicale (2012), Studiare la computer music (2011), Musica e famiglia (2010), Presenza storica di Luigi Nono (con A.I.De Benedictis, 2011) e saggi. ISBN:9788867870448 Collana: Musica - Discipline dello spettacolo Curatori: Sergio Durante, Laura Zattra Edizione 2002 Stato: non Disponibile

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Il pensiero dell'Arte/The thought of Art

Il pensiero dell'Arte/The thought of Art

€ 30,00

Il basso lirico Maurizio Muraro, attualmente in carriera nei più importanti teatri internazionali in vista del traguardo dei vent’anni di attività ha sentito il desiderio di scrivere un testo che affronti varie tematiche attraverso analisi, approfondimenti e suggestioni personali. La già estesa discografia e filmografia di Maurizio Muraro si è così arricchita di questo testo di riflessioni sulla creazione artistica, sull'amore, le radici, la maturità. È il viaggio di chi vive alla ricerca dell'Arte come un Argonauta ricerca il Vello D'oro. Il lavoro è completato da un CD che raccoglie diciassette arie, accompagnate al pianoforte dal Maestro Lanza, che ricalcano e sviluppano le tematiche scelte. Mariantonella Volpe è docente di Letteratura Italiana e Storia in un Istituto Superiore ed ha insegnato anche Storia dell'Arte in vari Istituti d'Arte e Licei Classici. Laureata in Lettere Moderne ed in Storia dell'Architettura e dell'Urbanistica, ha pubblicato volumi a carattere storico, artistico-urbanistico (La casa del vino e del gioco, MPedizioni, Oidallap, Università di Padova) ed informatico. Ha operato per molti anni, in ambito nazionale ed internazionale, come creativa e copywriter pubblicitaria. Il cantante lirico Maurizio Muraro, basso, vincitore di numerosi ed importanti Premi lirici internazionali, è da quasi vent’anno in carriera nei più prestigiosi teatri di tutto il mondo: Metroplitan di New York, Covent Garden di Londra, Operà Bastille di Parigi, Scala di Milano, Arena di Verona, NNT di Tokyo, Deutscheoper di Berlino, Staatsoper di Vienna, Muenchen, Amburgo... Interpreta ruoli di principale importanza sotto la guida di direttori d'orchestra di fama internazionale. CON CD MUSICALE ALLEGATO Brani Franz List - 3 sonetti del Petrarca Aaron Copland - 2 Old American Songs Johannes Brahms - 3 Lieder Ermanno Wolf-Ferrari - 3 canti per basso da Il Canzoniere Op. 17 Reynaldo Hahn - 2 ariette da Venezia Ralph Vaughan Williams - 2 Songs of Travel Ludwig van Beethoven - Aus Goethe's Faust Ottorino Respighi ISBN:9788867870196 Collana: Musica - Discipline dello spettacolo Autore: Maurizio Muraro Curatore: Mariantonella Volpe Edizione 2013 Stato: Disponibile

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Il filo

Il filo

€ 16,00

La saldezza perdurante dell’amore, una trepida pietà, una volontà testarda di capire il mistero che si occulta nell’intimo di ogni creatura, la ricerca di un senso indubbio che leghi i segmenti di tempo attraversati per farne una storia necessaria e comunque luminosa, un bisogno di dialogo, liberato da ogni reticenza, che si espanda oltre l’estrema e irrevocabile separazione dall’amata, imposta dalla morte, sono le motivazioni che hanno presieduto alla selezione di questo epistolario, emblematicamente da Amelio Cicuttini intitolato Il filo. Afferratone il bandolo e di tappa in tappa, di nodo in nodo, fino in fondo dipanato il complesso gomitolo, colta nelle varie stagioni della vita, ci si trova davanti la personalità morale e artistica di Renata Zatti, con i suoi sogni di giovinezza, con la sua maturazione di donna e di madre, con gli imperativi da lei a sé stessa imposti, fonte di dedizione senza riserve verso i suoi cari, e soprattutto sempre più rifulge una tenace e assidua consacrazione alla musica che ne sublimò l’intenso sentire e trovò il naturale compimento nello slancio creativo, da cui derivarono innumerevoli e originali composizioni. ISBN:9788867870073 Collana: Musica - Discipline dello spettacolo Curatore: Amelio Cicuttini Edizione 2013 Stato: Disponibile

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