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Storia dell'arte - Museologia

Storia dell'arte - Museologia
Impronte vegetali

Impronte vegetali

€ 0,01

Il volume è il catalogo della mostra 'Impronte vegetali. Arte ceramica contemporanea' Cattedrale ex Macello 2 giugno - 1 luglio 2018 Padova L’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova presenta la quinta edizione della rassegna di ceramica contemporanea d’autore, che si inserisce nell’ambito di Universi Diversi, il format con il quale l’Amministrazione comunale manifesta la propria volontà di promuovere Padova Città d’Arte attraverso un’offerta culturale estesa ed articolata. Per secoli relegata fra le arti minori, la ceramica ha conosciuto una profonda evoluzione, consolidandosi, specie a partire dal secolo scorso, in forma d’arte autonoma dialogando con le avanguardie ed integrandosi con altre espressioni artistiche e linguaggi, in un’attitudine di ricerca e sperimentazione continue. Arte antichissima quella della ceramica ma capace di aprirsi alla contemporaneità ed interrogarsi sui grandi temi che interessano il nostro tempo. La Cattedrale dell’ex Macello, affascinante esempio di archeologia industriale restaurata e trasformata in spazio espositivo, ben si presta ad accogliere la mostra Impronte Vegetali ideata e curata da Mara Ruzza. Quattordici maestri di provenienza nazionale ed internazionale propongono una riflessione sul tema del rapporto fra contesto urbano e Natura: una natura che anche se arginata e soffocata, sempre si rigenera, anarchica, si esibisce generosa, si reinventa in forme inedite e sorprendenti. Ognuno degli artisti presenti esprime, in relazione al proprio vissuto e al proprio percorso di ricerca, un’ idea di natura/giardino urbano: luogo privilegiato, in cui l’individuo può ritrovare se stesso, aprirsi al mistero della bellezza, accedere ad una dimensione piu’ vivibile, basata sui ritmi naturali. Una tematica che, grazie all’utilizzo di materiali eterogenei ed al recupero di tecniche antiche quali il bucchero, il kintsugi, la ceramica primitiva, si traduce, attraverso una sorta di processo alchemico di trasformazione, in opere profondamente evocative, capaci di unire passato e presente, tradizione e contemporaneità. Andrea Colasio Assessore alla Cultura Comune di Padova ISBN:9788867879304 Collana: Storia dell´arte - Museologia Autore: Ruzza Mara (a cura di) Edizione 2018 Stato: Solo Presso Committente

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Collected notes on underground cinema, art and performance

Collected notes on underground cinema, art and performance

€ 25,00

Traduzione dal libro: Scritti Sparsi. 1964 – 2014   La cultura degli anni ’60-’70 è stata per l’autore stimolo grandissimo per avvicinare personaggi dell’arte, del cinema e della letteratura. In Italia è il tempo in cui da Napoli, a Milano, a Padova si aggregano intellettuali e artisti che vogliono mutare e rinnovare i canoni dell’estetica. Nascono così gruppi e cooperative in cui la sperimentazione diviene la parola d’ordine. Vedi la Cooperativa del Cinema Indipendente che si crea a Napoli nel 1967 con Adamo Vergine e a Padova nel 1970 con lo stesso Luginbühl, oppure il Gruppo N che sperimenta una nuova arte, quella cinetica e programmata, o il gruppo poetico dei Novissimi tra cui Sanguineti e Balestrini. L’autore ricorda incontri con personaggi come Pier Paolo Pasolini o Sylvano Bussotti allora invitati dal Centro Universitario Cinematografico dell’Università di Padova, oppure ci fa assaporare l’atmosfera parigina pregna di vivaci interessi della libreria Shakespeare & Company o della vecchia cantina Tabou, dove artisti e intellettuali nostalgici dell’esistenzialismo, si ritrovavano. Molti sono i ricordi anche famigliari che riaffiorano nella mente di dell’autore. La scrittura, a volte polemica ma sempre attenta a persone e fatti, ci riporta al periodo in cui le ultime avanguardie hanno operato.   Sirio Luginbühl (1937-2014) fino da giovane ha rivolto i suoi interessi alle esperienze di avanguardia nel campo della letteratura e del cinema. Nel 1970 fonda la Cooperativa Cinema Indipendente. Nel 1974 scrive Cinema underground oggi, la prima opera che si occupa del cinema sperimentale europeo. Nel 1988 per promuovere opere su pellicola o nastro fuori dai normali circuiti, costituisce la CINEMA&VIDEO INDIPENDENTE PADOVA. I suoi film sono stati presentati a Festival internazionali. Ha pubblicato: Cinema underground oggi (Mastrogiacomo editore; Lo schermo negato, Shakespeare&Co (; Videotape, arte, tecnica, storia (Mastrogiacomo editore. Nel 2013 è stato invitato a L’Avanguardia Intermedia, al Mart di Trento e Rovereto.   La curatrice: Flavia Randi, laureata in Filosofia, si occupa di didattica e pubblica articoli su vari riviste della scuola. A metà degli anni ’80 inizia la sua lunga collaborazione con il Comune di Padova nell’ambito del ViviPadova – Un’aula grande come la città. Pubblica guide per ragazzi per il Museo Nazionale Atestino, per il Museo Archeologico Nazionale di Altino e Padova una città per i ragazzi. Nel 2009 ha scritto Dove si posò l’Arca. L’Armenia, A.D.L.E , testo illustrato da Sirio Luginbühl Attualmente si occupa dell’archivio e dei film del marito Sirio. Biografia Introduzione ISBN:9788867879731 Collana: Storia dell´arte - Museologia Autore: Sirio Luginbühl Curatore: Flavia Randi Edizione 2018 Stato: Disponibile

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Alberto Bortoluzzi. L'eredità dello sguardo

Alberto Bortoluzzi. L'eredità dello sguardo

€ 18,00

Catalogo della mostra Alberto Bortoluzzi. L’eredità dello sguardo 15 novembre 2018 – 13 gennaio 2019 Padova, Galleria Cavour     Se esiste – come esiste – un genius loci, un’ispirazione naturale che possiamo dire venga dal colore e dalla luce, capace di dare forma alla pittura di un territorio, può dirsi lo stesso di un talento od una vocazione che collega le generazioni di una famiglia di artisti? Su questa suggestione è nata, nell’intento dei suoi organizzatori e curatori, questa mostra intitolata non a caso “L’eredità dello sguardo”. Per la sua prima importante personale Alberto Bortoluzzi espone i suoi lavori assieme a quelli dello zio Millo junior, di cui è stato allievo, e del bisnonno Millo senior. Siamo nel solco di una tradizione paesaggistica tipicamente veneta, espressa nei canoni di epoche differenti. Di Millo Bortoluzzi senior, che fu giovanissimo docente di paesaggio all’Accademia di Belle Arti di Venezia e fu presente alle prime edizioni della Biennale, gli stessi musei civici cittadini conservano una pregevole veduta degli anni ’20. Di Millo Bortoluzzi junior si segnalano le valli ve­nete, le lagune, i casoni nei paesaggi dai colori spesso accesi e il segno corsivo. Al giovane Alberto, che fonde gli echi di sguardi familiari con il dinamismo e la libertà formale contemporanee, va l’augurio di un personale successo, a partire da questa originale e interes­sante esposizione. Andrea Colasio, Assessore alla Cultura del Comune di Padova     Alberto Bortoluzzi nasce a Padova il 6 ottobre 1988. Erede di una importante tradizione artistica familiare, è pronipote di Millo Bortoluzzi Senior e nipote ed allievo di Millo Bortoluzzi Junior nel cui studio muove i primi passi verso la pittura. Nel 2008 si diploma presso il Liceo Artistico “A. Modigliani” di Padova. Nel 2013 si diploma in pittura con competenze in restauro presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia dove, nel 2016, consegue il secondo diploma in discipline pittoriche. Dopo aver esposto i suoi lavori in alcune mostre a Padova e provincia, nel 2017 inaugura la Giorgio Chinea Art Cabinet di Padova con una sua personale, divenendo di fatto il primo artista della galleria con cui collabora già dal 2016 con diversi progetti tra cui “Regine d’Ampezzo” presentato a Cortina nell’inverno del 2017. Lavora nel suo studio a Padova in via Vescovado n. 62. L'eredità dello sguardo ISBN:9788867879991 Collana: Storia dell´arte - Museologia Curatore: Giorgio Chinea Edizione: 2018 Stato: Disponibile

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Flora, fauna, zombie e supereroi

Flora, fauna, zombie e supereroi

€ 16,00

Flora, fauna, zombie e supereroi Catalogo della mostra Serra Dei Giardini, Venezia 1 dicembre 2018 – 11 dicembre 2018 Flora, fauna, zombie e supereroi è una mostra in cui i partecipanti agli atelier della Fondazione Martin Egge Onlus presentano le loro creazioni. La scoperta, da parte dei ragazzi degli atelier della Fondazione, di questa nuova realtà per loro - la Serra dei Giardini Castello - ha messo al lavoro ogni autore, offrendo spunti tematici alle invenzioni di ognuno. Invenzioni che hanno assunto la forma di animali veri e fantastici attraverso il progetto Zoographer di Matteo Stocco e che nel corso della mostra vedremo animarsi in proiezioni digitali. Ciascun autore trova in "Flora, fauna, zombie e supereroi" il suo spazio soggettivo che mette in gioco esponendo e continuando a dialogare con l’ambiente della Serra nei momenti degli atelier programmati, di pittura e di video-animazione, che lo vedranno partecipe. La Fondazione Martin Egge Onlus si occupa di bambini, adolescenti e giovani adulti con disturbi dello spettro autistico. In particolare la Fondazione realizza delle attività in atelier artistici basati su criteri inclusivi miranti a facilitare i legami sociali tra i partecipanti. Flora, fauna, zombie e supereroi è un progetto della Fondazione Martin Egge Onlus, in collaborazione con Microclima e Zoographer. Indice Presentazioni ISBN:9788854950191 Collana: Storia dell´arte - Museologia Progetto: Fondazione Martin Egge Onlus (in collaborazione con Microclima e Zoographer) Coordinamento: Chiara Mangiarotti Edizione: 2018 Stato: Disponibile

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Mascherare la Maschera

Mascherare la Maschera

€ 18,00

Questo catalogo dovrebbe servire per una mostra espositiva, resa attraverso un’organizzazione complessiva. Nelle immagini proposte è contenuto un abbozzo iconico, da completare e migliorare tutti assieme. Si è prodotta un’anagogia attraverso l’arte figurativa. La cosa di per sé non è affatto originale, originale è il tipo di proposta e i modi con cui è presentata. L’amicizia tra il pittore-scultore Gian Pietro Ceoldo e lo scrivente, ha reso immaginabile e possibile questo tentativo, iconograficamente molto diverso da tutte le altre interpretazioni visive su questo tema, ottenute da altri autori. Diverso perché risulta ‘otticamente inverso’ (invertito rispetto alla tradizione è il posto dell’osservatore). Il tratto di vita vissuta dai due co-autori, dialogando per mezzo di Gesù e sul senso dell’arte, ha concesso di pensare in immagini, che fanno vedere una forma storica del mistero della crocefissione. La crocefissione è il soggetto proposto e l’oggetto analizzato in icone e parole, intese a far meditare, anche occultando. Al pensare icone e parole ha contribuito originariamente Adelfino, partendo da un progetto su bozzetti; a renderle nella forma illustrata nel catalogo, Gian Pietro. Ora i due contributi sono una cosa sola. Adelfino Frison (Padova,1948), dopo aver intrapresi e abbandonati, a fine anni ’60, gli studi in Architettura allo I.U.A.V. di Venezia, nel 1975 si è laureato a Padova in Scienze Agrarie. Presso quella Università è stato tecnico del Centro di contabilità e di gestione per le imprese agricole. Nel 2000 è diventato ricercatore di Economia e Estimo presso il Dipartimento TeSAF dell’Università patavina, tenendo corsi, tra i quali quelli di Economia dei mercati dei prodotti agroalimentari e di Cultura professionale, collaborando a progetti di ricerca nel settore dei prodotti agroalimentari, pubblicando libri e ricerche su riviste specializzate. È consulente di imprese agrarie. È studioso senior dell’ateneo patavino. È curatore di mostre d’arte figurativa, di cui pubblica i cataloghi, e crea opere di pittura e di scultura. Dal 2002 è baccelliere in teologia. In questa scheda ha parlato di sé in terza persona, perché non si conosce bene (figurarsi gli altri...). Introduzione ISBN: 9788854950375 Collana: Storia dell'arte - Museologia Autore: Adelfino Frison Edizione: 2019 Stato: Disponibile

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GR Giovanna Ricotta

GR Giovanna Ricotta

€ 30,00

GR | GIOVANNA RICOTTA a cura di Guido Bartorelli e Silvia Grandi Palazzo Pretorio, Cittadella (Padova) 6 giugno - 10 ottobre 2015 Con la suggestiva personale GR|GIOVANNA RICOTTA riapre la sede espositiva di Fondazione Palazzo Pretorio. I lavori, esposti nel prestigioso Palazzo, danno seguito ad un progetto di rinnovamento ed integrazione di spazi, alcuni dei quali già attivi precedentemente, altri resi agibili da tale intervento. Seguendo una linea precisa e determinata del concept progettuale, pensato e strut­turato dal Cda della Fondazione, il Palazzo concentrerà al suo interno opportunità diverse e funzionali ad un’idea contemporanea del “fare cultura”. I molteplici linguaggi artistici, intrecciati profondamente con il nostro vivere quoti­diano, che già oggi ci appartengono e che inevitabilmente tracceranno il nostro prossimo futuro, avranno qui la possibilità di essere indagati, confrontati e illustrati nelle loro molteplici sfaccettature, permettendo una comprensione più consapevole dell’uomo in rapporto a se stesso e a ciò che lo circonda. L’intervento tecnico di revisione e restauro del Palazzo permetterà di continuare con eventi espositivi di “qualità” al piano nobile, mentre la recente attivazione del secon­do e terzo piano soppalcato offrirà ulteriori opportunità polifunzionali, quali attività laboratoriali, cicli di incontri e conferenze, progetti di residenze per artisti, workshop formativi, spazi espositivi site specific dedicati ai giovani, possibilità di interagire con le scuole del territorio. Crediamo sia importante stimolare questa sfida tutt’altro che semplice da affrontare e accettarla con consapevolezza, cercando di contribuire il più e il meglio possibile per connotare di identità il nostro “tempo”, frammentato e pervaso da inquietudini che solo cultura e coscienza possono placare. Aprire, anzi “riaprire” con la mostra GR|GIOVANNA RICOTTA ci è parsa la scelta più coerente e in assoluta linea di continuità con quanto sopra detto, il linguaggio e le tematiche pregne di contenuto che l’artista affronta con il proprio lavoro multimedia­le contemporaneo, entrano in risonanza con le domande che da sempre l’essere ed il vivere pone ad ognuno di noi, svelando e mettendo sul tappeto della vita, proprio come nei tappeti performativi da lei usati, l’anima e la sua nudità, dando l’opportu­nità di un confronto e di una riflessione a quanti, sensibilmente, a ciò vorranno aprirsi. Un ultimo pensiero va a quanti a vario titolo collaborano con la Fondazione, con un ringraziamento particolare e sentito al Direttore amministrativo Alice Castellan che, grazie alla sua competenza e pazienza, rende possibile lo svolgersi dei vari eventi dal punto di vista burocratico e gestionale, ai componenti del Consiglio di amministra­zione della Fondazione, Margherita Gabrielli, consigliere scelto dal Comune di Cit­tadella, e Adriano Rabacchin, consigliere scelto dalla Fondazione CARIPARO (soci fondatori di Fondazione Palazzo Pretorio), con il contributo di idee e di tempo dei quali si è reso possibile lo svilupparsi di questo progetto. E infine un grazie all’artista Giovanna Ricotta e ai due curatori della mostra, Guido Bartorelli e Silvia Grandi, che sapientemente hanno costruito e seguito dal punto di vista scientifico l’evento espositivo. Piergiuseppe Baggio Presidente Fondazione Palazzo Pretorio Indice ISBN:9788867874590 Collana: Storia dell´arte - Museologia Curatori: Bartorelli Guido, Silvia Grandi Edizione 2015 Stato: Disponibile

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Ritratti e autoritratti surrealisti

Ritratti e autoritratti surrealisti

€ 23,00

Sin dalla fase aurorale del movimento surrealista, il concetto di autorialità è caratterizzato dalla collaborazione a più mani, non solo nell’ambito della scrittura automatica ma anche e soprattutto in quelle pratiche artistiche collettive che tendono ad appropriarsi, in modo ludico e creativo, dei nuovi media tecnologici (fotografia, fotomontaggio, cinema). In tale contesto, fotografarsi e manipolare fotograficamente la propria immagine sembra diventare un’imprescindibile esigenza espressiva, una frenesia collettiva, una sorta di cemento che ricompatta il gruppo surrealista intorno ad impossibili sfide creative. I ritratti e gli autoritratti dei surrealisti appaiono avvolti da un’aura di mistero e sembrano sigillare segreti ed enigmi incomprensibili (L’enigma di una giornata è appunto il titolo di un dipinto dechirichiano che fa da sfondo a un ritratto di André Breton eseguito da Man Ray all’inizio degli anni Venti); tuttavia, se ricondotti all’orizzonte concettuale del movimento, possono improvvisamente diventare molto eloquenti… Alessandro Nigro insegna Storia della critica d’arte nell’Università di Firenze. Ha dedicato studi monografici ad Alfred Kubin, alle teorie del paesaggio (edizione critica italiana delle Lettere sulla pittura di paesaggio di Carl Gustav Carus) e alla Minimal Art. Ha pubblicato saggi sulla grafica dei visionari tra Otto e Novecento (Charles Meryon, Grandville, Max Klinger), sui territori di confine tra arte e psichiatria (Hans Prinzhorn), sul teatro futurista di Balla e Depero e sulle relazioni tra arte e critica negli anni Sessanta (George Kubler). Ha inoltre ideato e curato un volume monografico dedicato alle riviste d’arte europee negli anni Venti e Trenta (Sfogliare il modernismo, «Ricerche di Storia dell’arte», 2014). Nell’ambito della storia del collezionismo ha pubblicato uno studio sui rapporti tra Bernard Berenson e i mercanti d’arte orientale a Parigi («Studi di Memofonte», 2015). Indice Premessa ISBN:9788867872497 Collana: Storia dell´arte - Museologia Autore: Alessandro Nigro Edizione 2015 Stato: Disponibile

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