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Between the lines
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Le opere di Beatrice Zagato parlano della storia degli uomini ma anche di quella delle cose. Zagato domina la materia: le sue stratificazioni ricordano l’intreccio della memoria. Salgono in superficie grumi di significato, consistenze di pensiero. A volte il passato squarcia la tela: affiorano antiche sofferenze che Zagato amorevolmente ricuce, sutura, ricompone. Il suo procedimento artistico è medicamentoso. Allo stesso tempo ardito, impietoso. L’approccio alla tela sempre frontale, perentorio, assertivo: una tela non è che una tela, così Zagato la pulisce, toglie, strofina, scarta, dribbla e poi ritorna al materiale grezzo, senza orpelli, senza inganni. Non cerca mai una zona franca. Allora, solo di fronte a quel vero, che non cede alla lusinga del dolore, interviene con determinazione di bianchi bianchi – e Burri le sorride – e gialli e rosa e marroni. Il colore è verità, è sostanza nel nome; e non mentisce. Come un’onda di colore – il mare è elemento spesso evocato; della sua potenza immaginifica Zagato racconta con pesci opalescenti come fossili o guizzanti d’oro – la materia si sovrappone e si piega, e si srotola in colla e carta e ancora spago e legno e chiodi e argenti e oro. Segni nitidi senza alcun pretesto, solo l’urgenza della scarcerazione, perché il dolore lascerebbe delle tracce, ferite aperte e lacrime stagnanti. Con gesti semplici e decisi Zagato medica, cicatrizza l’urlo e lo inchioda – con certezza – che non possa scivolare fuori: il suo tempo è già stato, ora v’è quello della cura. Scacciato il chiodo, crocifisso il verbo, incollata la parola, la tela ora è di nuovo corpo vivo e ha la sua storia; e ha la sua memoria. Il processo creativo di Zagato è taumaturgico: la pittrice risarcisce, rianima, rifonde di vita il dolore, la paralisi. Il soffrire ha lasciato il suo segno ma è diventato canto. Estremamente interessanti questi lavori di Zagato, struggenti e poetici questi suoi componimenti medicamentosi. E anche quando Zagato si confronta con il figurativo – sulla soglia di un recente processo di sperimentazione – l’approccio alla tela non è mai scontato: perché la tela volteggia, s’invola, s’alza, s’impenna e poi raccoglie il segno nella figura appena tratteggiata. Ritorna anche in questo approccio più formale il bisogno di togliere, pulire, decantare e poi, unguento lenitivo, ritrovare la verità della figura: con sincerità commovente e disarmante. Between the lines: Beatrice Zagato from Barcellona to Scuderie of Palazzo Moroni Beatrice Zagato’s work speaks of the history of men and the objects they relate to. Zagato masters the use of materials: their layers remind us of the intricacies of memory. They rise to the surface as if lumps of meaning with the suppleness of thoughts. Zagato deals with past pains, which at times break through the canvas, by earnestly healing and repairing them. Her methods are methodical, and at the same time brave and implacable. She approaches the canvas in a decisive and honest way, and always assertive that the canvas is but a piece of cloth, she is free to create, remove, crease and discard it only to return to the raw material without frills. Confronted with a truth and not giving in to pain, she acts with the determination a pure white gives as well as yellows, pinks and browns – and Burri smiles. Colours never lie. They are what their name says they are. Just like a wave of colour – the sea, an element often evoked by artists due to its strong imagery is retold by Zagato as iridescent fish seemingly fossilized or flickering with gold – the canvas alternates between moments where it superimposes and folds itself, as if unravelling over glue and paper, continuing to coil through wood, nails, silver and gold. She works with clear symbols and no deceptions, only revealing the urgency of liberation, since pain leaves traces behind, stagnant tears and open wounds. With simple, but decisive gestures, Zagato heals the scream, restraining it with the certainty that it cannot slip away: it has had its time and now has to be relieved. Removing all superfluous elements, the canvas is now a living entity with its own story and its own memory. Zagato’s creative process is purifying: she finds reconciliation by pouring life back into pain. Ultimately, suffering has left its mark but it has turned into a melody. These methodical techniques render Zagato’s work extremely interesting, poignant and poetic. Zagato has taken a recent iconic approach in her work – after a period of experimentation with portraits – where the closeness to the canvas is never taken for granted, as it is in constant dynamic flow, picking up the imprints of the sketched imaged. Even in this approach, the need to create, shed and purify still remains and the true figure is finally discovered amidst a moving and disarming sincerity. Barbara Codogno ISBN:9788867870813 Collana: Storia dell´arte - Museologia Autore: Beatrice Zagato Curatore: Barbara Codogno Edizione 2013 Stato: Disponibile
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Vai al carrelloPhantazontes
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Il significato di PHANTAZONTES racchiuso nel titolo di questa monografia collettiva si spiega con la traduzione dal verbo greco phantazo, che significa “immaginazione visiva”. Attraverso approcci metodologici diversi, ma complementari, gli autori dei quattro saggi qui raccolti affrontano il problema delle “visioni” dell’arte bizantina, proponendo altrettanti percorsi conoscitivi incentrati sui temi dell’immagine, della tradizione testuale, dei condizionamenti storici e storiografici, nonché sui processi cognitivi e che sono alla base della percezione e della ricezione bizantina tra antichità e modernità. prefazione di Herbert L. Kessler con i contributi di Aglae Pizzone e Ivan Foletti Valentina Cantone si è dottorata in Storia dell’arte nell’Università di Padova nel 2006. I suoi interessi scientifici sono rivolti all’iconografia medievale, all’illustrazione libraria e ai rapporti tra Bisanzio e l’Islam. Attualmente tiene il corso di Storia dell’arte bizantina, su incarico del Dipartimento dei Beni Culturali dell’ateneo patavino. Silvia Pedone si è dottorata in Storia dell’Arte nell’Università di Tor Vergata. Membro del gruppo di ricerca, finanziato dal Ministero degli Esteri (PRIN), che lavora da anni in Turchia, svolge le sue ricerche soprattutto in ambito medievale e bizantino. Lavora da diversi anni presso il Ministero dei Beni Culturali nella sede della Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Corsini a Roma. ISBN:9788867870653 Collana: Storia dell´arte - Museologia Autrici: Valentina Cantone, Silvia Pedone Edizione 2013 Stato: Disponibile
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Vai al carrelloRicCAA13
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Catalogo della mostra RicCAA13 Cantiere Arte Ambientale Padova, ex Macello 26 maggio – 23 giugno 2013 www.riciclarti.it Un cantiere sempre aperto Il “Cantiere” è arrivato al traguardo della quinta edizione, la prima a cadenza Biennale, e con il nuovo nome di RicCAA, acronimo del precedente “Riciclarti-Cantiere Arte Ambientale”. È un rinnovamento che mantiene la struttura del progetto, cioè di cantiere sempre aperto ed attivo, che ne amplia il raggio di azione diventando internazionale nella chiamata degli artisti e nella diffusione, nel coinvolgimento del territorio, scendendo sempre più in profondità nell’affrontare i temi guida a cui sono invitati a confrontarsi i partecipanti alla Mostra: l’Arte, la creatività e il rapporto tra l’uomo e tutto il circostante, in una visione di sostenibilità rinnovabile e duratura. Il problema ambientale è il problema delle relazioni, e quindi trasversale a tutti gli aspetti della condizione umana. RicCAA vuole essere un punto di incontro dove permettere e favorire la riflessione su tutte le implicazioni che tali relazioni comportano, attraverso gli occhi degli artisti e dei designers presenti alla Mostra, provocando uno spostamento di visione, un cambio di parametri, e mettendo in campo l’energia sempre rigenerabile dell’Arte. Ogni edizione è per me una sfida molto stimolante seppure molto impegnativa, nel creare il giusto terreno dove questo confronto possa essere generativo. Proporre, organizzare, curare e allestire una mostra collettiva di tale specie, significa per la mia esperienza di artista creare un unico organismo composto da tutte le specifiche visioni, producendo dialoghi tra le pluralità, percorsi di comunicazione e di comprensione non solo delle singole opere, ma anche dell’opera viva che nasce dal loro insieme. Si apre così uno spazio che diventa luogo terzo, tra opere ed osservatore, dove ognuno confronta i propri sentimenti e i propri convincimenti. Tra le opere di artisti e designers presenti alla mostra si possono individuare diversi filoni e campi di indagine: dal rapporto stretto con la natura, all’ecologia della mente e dell’ambiente interiore, rivisitazioni di esperienze di trash art, impronte della memoria, visioni e proposizioni di un futuro reale e possibile nella compatibilità delle varie forme dell’esistente, ricerca estetica e funzionale del riuso dei materiali, prassi di vita analizzate con autoironia consapevole, analisi e interrogativi su paesaggi attuali e futuri, artificiali e naturali, domande poste dalle tradizionali e nuove tecnologie, e altro. Diversi i linguaggi e i media usati, il bando di selezione stesso non poneva limiti, diversi i paesaggi sociali contemporanei, ci si muove tra ragione e sentimento, tra memoria e conflitti, emotività intima e pragmatiche soluzioni, tra rigorosità e contaminazioni. Inoltre, come corpo vivo, la Mostra è anche generatrice di approfondimenti ed eventi collaterali aperti al territorio: è un contenitore d’Arte dalla forte matrice culturale, produce ricerca, comunicazione e conoscenza attraverso la mostra stessa, ma anche attraverso le varie proposte di partecipazione: i laboratori artistici, lo stage per giovani curatori in collaborazione con l’Università, la collaborazione con la libreria La Feltrinelli di Padova per la presentazione di libri e i loro autori su “ambienti” poco indagati: l’ecologia delle relazioni un libro di Sofia Loos; e, a seguito della partecipatissima serata della scorsa edizione, un ulteriore approfondimento sulla relazione tra arte e nuovi media, con Domenico Quaranta introdotto da Guido Bartorelli. Quindi la presentazione di uno degli artisti fuori concorso e del suo lavoro fotografico fatto nella zona del disastro di Fukushima. Un percorso visivo a cura delle partecipanti allo stage per “Giovani Curatori” su Ana Mendieta: una importante artista poco nota. E infine una serata di teatro con l’attore Vasco Mirandola: il paesaggio attraverso le letture di testi di giovani poeti del nordest. È in questa prospettiva di socialità diffusa, che assume forte significato l’essere artista come “co-responsabile” nel dare senso al nostro agire e alle sue conseguenze, e coinvolgendo inevitabilmente anche il visitatore, per produrre attraverso le opere e la loro energia un modo di impegnarsi nell’esistenza. (dalla presentazione di Marisa Merlin, ideatrice e curatrice della mostra) ISBN:9788867870547 Collana: Storia dell´arte - Museologia Curatore: A cura di Marisa Merlin Edizione 2013 Stato: Disponibile
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Vai al carrelloART//TUBE
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100 video amatoriali di YouTube, scelti in virtù della loro forza creativa, proiettati in una mostra d'arte. 5 video di artisti – Botto & Bruno, Stefano Cagol, Nicola Gobbetto, Kensuke Koike e ZimmerFrei – realizzati appositamente per essere fruiti su YouTube. Tale doppio spostamento incrociato costituisce il provocatorio esperimento di Art//Tube, mirato a porre la questione di cosa sia la creatività oggi e chi ne siano i protagonisti. Come definire lo specifico dell'artista stretto tra la concorrenza non più solo dei media tradizionali ma anche di quelli nuovi, che hanno offerto a folle di dilettanti un formidabile canale d'intervento e visibilità? A partire da questo esperimento il presente saggio/catalogo giunge a descrivere l'attuale 'estetica della partecipazione': un'estetica trascinata in un inarrestabile dilagare dal raffreddamento di definizione che caratterizza quanto troviamo disponibile online – video ma anche film, musica, foto e così via. Perché quando la definizione si abbassa sotto una certa soglia, succede che noi tutti, artisti e non, avvertiamo vigoroso il richiamo a contribuire. L'Autore Guido Bartorelli (Padova, 1972) insegna Storia dell'arte contemporanea all'Università di Padova. Nel volume 'Numeri Innamorati. Sintesi e dinamiche del Secondo Futurismo' (Torino, 2001) e in diversi articoli si è occupato dell'arte delle avanguardie storiche, con approfondimenti nel campo del futurismo, del cubismo, dell'astrattismo. Segue inoltre con particolare interesse le tendenze dell'arte più attuale sulle quali ha pubblicato, sempre con CLEUP, 'I miei eroi. Note su un decennio di arte da Mtv a YouTube 1999-2009' (Padova, 2010). ISBN:9788861299603 Collana: Storia dell´arte - Museologia Autore: Bartorelli Guido Edizione 2012 Stato: Disponibile IL CANALE YOUTUBE DI ART//TUBE DUE LIBRI NERD - "I miei eroi" e "Art//Tube" di Guido Bartorelli
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Vai al carrelloFigures dans un paysage
€ 15,00
Inscritta negli interstizi del dipinto, suscitata dalla pittura stessa, la scrittura con cui Michel Butor completa l’opera del pittore François Garnier in questo livre d’artistes inedito, depositato alla Bibliothèque nationale de France, sembra mimare visivamente sinuosità e ritmo delle immagini rappresentate. Ma al di là della spettacolarità dell’incontro delle due arti, Figures dans un paysage. Sédimentation è un’iconologia fantastica in cui la parola di Butor interpreta e supera la “poesia silenziosa”, come direbbe Simonide di Ceo, dell’opera pittorica che descrive. Scivolando nello spazio dei colori e delle forme, essa vi trova il luogo di una metamorfosi; desiderosa di incontrare l’immagine, essa sembra inseguire tenacemente quello che ha da dire. Grazie alla rilettura del testo butoriano offerta dal momento traduttivo, al risuonare del suo senso reso possibile dall’eco di un nuovo testo, il commento che segue esplora il valore straniante, sorprendente e inatteso, di un envol des phrases che, benché fatto di momenti di congiunzione e di adesione alle immagini, è trasformativo e creatore e pone in primo piano l’infinita apertura della parola poetica. Francesca Todesco è dottore di ricerca in Francesistica e da diversi anni svolge attività didattica e di ricerca in Lingua, Letteratura e Cultura Francese. Ha pubblicato numerosi saggi sulla letteratura francofona post-coloniale, fra i quali, per i tipi della Cleup, La lingua di A. Serhane. Scrivere il Marocco oggi (2008). Da tempo si interessa, oltre che alla poesia e ai livres d’artistes di M. Butor, all’opera letteraria di J.-J. Rousseau, cui sta dedicando alcuni nuovi studi critici. ISBN: 9788861299696 Collana: Storia dell´arte - Museologia Curatore: Francesca Todesco Edizione: 2012 Stato: disponibile
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Vai al carrelloAugmented Place
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La mostra Augmented Place. L’arte aumenta la realtà arricchisce una centralissima piazza padovana di sei opere immateriali, che si aggiungono alla statua di bronzo di Cavour che vi si innalza da fine Ottocento. È da qualche tempo che l’arte pubblica sta provando un inconfessato desiderio di emulazione nei confronti dei monumenti dei secoli passati. A lungo disdegnati e incolpati di retorica, oggi si riconosce loro il merito di aver saputo instaurare, proprio in virtù di quella retorica, una relazione virtuosa con i loro contemporanei. Riattivare tale relazione è la difficile sfida cui sono chiamati gli artisti Alterazioni Video, Fausto Falchi, Gregory Fong, IOCOSE, Antonio Riello e Cosimo Terlizzi. Allo scopo essi si avvalgono non dei materiali della tradizione, nobilissimi ma anche molto onerosi, ma bensì della leggerezza dei dati elettronici, trasmessi nell’area della piazza tramite wi-fi e recepiti dal telefonino dei passanti. Il presente saggio/catalogo riflette su questa sfida, focalizzando alcune tra le problematiche che con più forza chiedono all’arte attuale una risposta. Guido Bartorelli (Padova, 1972) insegna Storia dell'arte contemporanea all'Università di Padova. Nel volume Numeri Innamorati. Sintesi e dinamiche del Secondo Futurismo (Torino, 2001) e in diversi articoli si è occupato dell'arte delle avanguardie storiche, con approfondimenti nel campo del futurismo, del cubismo, dell'astrattismo. Segue inoltre con particolare interesse le tendenze dell'arte più attuale sulle quali ha pubblicato, sempre con CLEUP, I miei eroi. Note su un decennio di arte da Mtv a YouTube 1999-2009 (Padova, 2010). ISBN:9788861299382 Collana: Storia dell´arte - Museologia Curatore: Bartorelli Guido Edizione 2012 Stato: Disponibile
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Vai al carrelloPercorsi della critica d'arte
€ 25,00
L´idea originale è quella di presentare la storia della critica d´arte attraverso una discussione capace di mettere in luce una trama, di produrre le coordinate di un campo d´azione difficile da circoscrivere ma ordinato all´interno con esauriente minuzia. ISBN:887178152X Collana: Storia dell´arte - Museologia Autore: Bernabei Franco Edizione 12/1995 Stato: Disponibile
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Vai al carrelloFerrara nell'età di Alfonso I
€ 9,00
ISBN:8871791177 Collana: Storia dell´arte - Museologia Autore: Ballarin Alessandro Edizione 2000 Stato: Solo Presso Editore
€ 9,00
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