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Scienze matematiche, fisiche e naturali

Scienze Matematiche, Fisiche E Naturali
PLaNCK! N. 18 - Settembre 2019

PLaNCK! N. 18 - Settembre 2019

€ 7,00

PLaNCK! N. 18 - Settembre 2019 Rivista quadrimestrale ISSN 2284-0761 italiano/inglese   Lettera ai più grandi  |  di Pietro Greco L'epica del futuro Ci sono due modi di approcciare il futuro: uno tragico, l’altro epico. Il modo tragico consiste nell’alzare le mani di fronte alla difficoltà di costruirlo, il futuro, e dichiarare che sia quel che sia. Quello epico consiste invece nel considerare aperto il futuro, nel cercare di prevedere come sarà a partire dalle condizioni del presente e nel cercare, per quanto possibile, di renderlo un futuro desiderabile. Diciamo subito che l’opzione epica è l’unica in campo. Che lo vogliamo o no, noi scegliamo il futuro nel quale vivremo noi, i nostri figli e i figli dei nostri figli. Dunque, diamoci da fare e cerchiamo di prevedere come potrà essere il futuro da qui a fine secolo. I grandi cambiamenti che si intravedono all’orizzonte sono di tre tipi: demografico, ecologico, tecnologico. Tutti gli scenari demografici prevedono un aumento della popolazione mondiale, che potrebbe toccare e anche superare i 10 miliardi di persone da qui al 2100. Ci sarà più gente e, nella gran parte del mondo, con un’età abbastanza avanzata. Quindi dobbiamo già da adesso porci il problema, assolutamente inedito, di come governare una società numerosa e anziana. Il secondo cambiamento riguarda il clima. Il mutamento è già in atto. E alcuni scenari in regime di business as usual prevedono un aumento della temperatura media del Pianeta di 3 o anche di 4 °C rispetto all’epoca preindustriale. Con effetti importanti sugli ecosistemi e sulla società umana. Se vogliamo indirizzare il clima verso un futuro desiderabile o il meno indesiderabile possibile dobbiamo intervenire ora, qui e subito, e seguire le indicazioni dell’IPCC: agire per contenere l’aumento della temperatura media del Pianeta entro 1,5 °C. Il che significa transitare rapidamente dal paradigma energetico fondato sui combustibili fossili a quello fondato sulle fonti rinnovabili e carbon free. Il terzo cambiamento riguarda l’innovazione tecnologica, soprattutto nel campo dell’intelligenza artificiale. Si annuncia come un cambiamento epocale. Dovremo iniziare già da ora a governarlo, per sfruttarne le enormi opportunità e impedire che ci travolga. L’approccio epico al futuro impone una crescente conoscenza. E, dunque, una fiducia critica, ma solida, nella scienza. ​​​​​​​   Sommario Per essere sempre aggiornati su attività, eventi e contattare la redazione di PLaNCK! www.planck-magazine.it   Comitato Scientifico Dipartimento di Fisica e Astronomia prof. Alberto Carnera prof. Ornella Pantano prof. Giulio Peruzzi prof. Cinzia Sada prof. Antonino Milone   Dipartimento di Scienze Chimiche Dr. Massimo Bellanda Dr. Laura Orian Dr. Giacomo Saielli Dr. Elisabetta Schievano Redazione e collaboratori Direttore Responsabile: Andrea Frison Coordinatrici editoriali: Agnese Sonato e Marta Carli Redazione: Agnese Sonato, Marta Carli, Andrea Frison, Marco Maggioni, Serena Maule, Kira Karelina, Sarah Libanore, Martina Tardivo, Marco Barbujani, Gianluca Pozza, Bianca Maria Scotton, Laura Paneghetti, Francesco Zani Fumetto: Bianca Maria Scotton e Gianluca Pozza Versione inglese: Laura Paneghetti Segreteria di redazione e pubbliche relazioni: Serena Maule Progetto grafico: Stefano Pozza, Andrea Frison e Francesco Zani Impaginazione: Francesco Zani Sito web: Maurizio Marinaro (ComIn! Solutions) Consulenza: Roberto Paura A questo numero hanno collaborato: Ilaria Ampollini, Pamela Pergolini, Francesco Coghi, Matteo Serra, Manuel Ballatore, Cristina Pozzi e Cristina Di Francesco, Roberto Paura ISBN:9788854950054 Collana: PLaNCK! Autore: Associazione Accatagliato Edizione 2019 Stato: Disponibile

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PLaNCK! N. 17 - Maggio 2019

PLaNCK! N. 17 - Maggio 2019

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PLaNCK! N. 17 - Maggio 2019 Rivista quadrimestrale ISSN 2284-0761 italiano/inglese Fu il filosofo Cartesio, nel XVII secolo, a teorizzare una rigida separazione tra la parte materiale che genera i processi cognitivi (il cervello) e la parte immateriale (la mente). Oggi, grazie allo sviluppo delle neuroscienze sappiamo che non esiste pensiero separato dal cervello: anche i nostri pensieri, le nostre emozioni e i sentimenti sono fenomeni biologici, che possono essere studiati e compresi con gli strumenti della scienza. Per farlo dobbiamo capire come funziona l’unita del sistema nervoso, ovvero il neurone, ma anche come i diversi neuroni si specializzano in un determinato compito, come comunicano tra loro e con il mondo esterno. Il cervello, chiuso nella scatola cranica, e in realta l’organo che piu interagisce con l’ambiente in cui viviamo. Anzi, possiamo dire che l’ambiente lo trasforma, lo plasma. Un famoso studio condotto negli anni ’90 da ricercatori dello University College di Londra permise per esempio di scoprire che i tassisti della capitale britannica avevano un maggior volume di materia grigia nella regione posteriore dell’ippocampo e minore in quella anteriore rispetto ai non guidatori di taxi. L’ippocampo e la regione del cervello impegnata nei compiti di memoria e apprendimento e la parte posteriore ha un ruolo importante nella memoria spaziale, quella che ci permette di orientarci. I tassisti londinesi, in quegli anni in cui i navigatori satellitari ancora non esistevano, dovevano imparare la complessa toponomastica della capitale britannica per ottenere la licenza. Non solo: maggiori erano gli anni trascorsi al volante, piu grande era l’ippocampo. Il loro lavoro, il loro modo di interagire con l’ambiente aveva cambiato non solo le loro capacita di memoria, ma anche la conformazione del loro cervello. Questo fenomeno, noto col nome di plasticita cerebrale, e alla base dell’evoluzione nelle conoscenze sul funzionamento del cervello umano. Il XXI secolo ha visto anche una nuova rivoluzione nel mondo delle neuroscienze: le emozioni, che fino a pochi decenni fa non erano considerate studiabili dal punto di vista scientifico (perche non si conoscevano bene le strutture cerebrali che le generano) oggi sono oggetto di ricerca neuroscientifica. Si e ridotta la separazione tra quelle che un tempo erano considerate malattie puramente neurologiche (come i danni cerebrali da ictus) e quelle che rientrano nel campo della psichiatria, un tempo considerate quasi alla stregua di “malattie dell’anima”. C’e ancora qualcosa che non abbiamo capito sul funzionamento del cervello umano? Ci sono tante cose ancora ignote ma una, in particolare, agita il sonno dei ricercatori: come si genera la coscienza e perche l’uomo, piu di qualsiasi altro animale, sembra dotato di una capacita superiore di pensare a se stesso come essere pensante (io so che sto pensando). Ai misteri della coscienza sono dedicati grandi progetti di ricerca che, in futuro, potrebbero permetterci di capire finalmente che cosa fa di noi umani degli esseri cosi speciali.   Daniela Ovadia ​​​​​​​   Sommario Per essere sempre aggiornati su attività, eventi e contattare la redazione di PLaNCK! www.planck-magazine.it   Comitato Scientifico Dipartimento di Fisica e Astronomia Prof. Alberto Carnera Dott. Stefano Ciroi Prof.ssa Ornella Pantano Prof. Giulio Peruzzi Dott.ssa Cinzia Sada Dipartimento di Scienze Chimiche Dott. Massimo Bellanda Dott.ssa Laura Orian Dott. Giacomo Saielli Dott.ssa Elisabetta Schievano Redazione Direttore responsabile: Andrea Frison Caporedattore: Marta Carli Responsabile progetto: Agnese Sonato Testi a cura di: Marta Carli, Agnese Sonato, Gianluca Pozza, Marco Maggioni Versione inglese: Anna Morato Revisione: Petra Spataro, Andrea Frison Fumetto: Bianca Maria Scotton (disegni), Maurizio Marinaro e Gianluca Pozza (testi) Progetto grafico: Stefano Pozza Fotografia: Agnese Sonato Sito Web: Maurizio Marinaro (ComIn!Solutions) Blog: Ilaria Trento   ISBN:9788854950047 Collana: PLaNCK! Autore: Associazione Accatagliato Edizione 2019 Stato: Disponibile

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PLaNCK! N. 4 - Gennaio 2015

PLaNCK! N. 4 - Gennaio 2015

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PLaNCK! - N. 4 - Gennaio 2015 Rivista quadrimestrale ISSN 2284-0761 italiano/inglese Bentornati cari lettori di PLaNCK!, siete pronti ad un viaggo nel tempo? Un momento, avete capito male: non si tratta di andare indietro nel tempo, ma di scoprire cos’è il tempo e come viene utilizzato nella scienza. A dire il vero partiremo da lontano, da quando un popolo antico, guardando il cielo, ha pensato bene di costruire un calendario... Poi faremo amicizia con uno scienziato un po’ originale che ha scoperto una teoria importantissima per la scienza moderna... chi sarà? La parola “relatività” vi dice niente? Anche misurare il tempo non è uno scherzo da poco: va bene i calendari, ma se ho bisogno di una misura più precisa? Diciamo precisa al milionesimo di secondo? Un orologio così preciso esiste, cari lettori, e andremo a scoprire come funziona. Ma non fatevi strane idee: non è sufficientemente piccolo da essere allacciato a un polso! Decisamente più semplice è costruire una meridiana: carta pennarelli e sì, tanto sole! Buona avventura alla scoperta del tempo! Sommario Per essere sempre aggiornati su attività, eventi e contattare la redazione di PLaNCK! www.planck-magazine.it Comitato Scientifico Dipartimento di Fisica e Astronomia Prof. Alberto Carnera Dott. Stefano Ciroi Prof.ssa Ornella Pantano Prof. Giulio Peruzzi Dott.ssa Cinzia Sada Dipartimento di Scienze Chimiche Dott. Massimo Bellanda Dott.ssa Laura Orian Dott. Giacomo Saielli Dott.ssa Elisabetta Schievano Redazione Direttore responsabile: Andrea Frison Caporedattore: Marta Carli Responsabile progetto: Agnese Sonato Testi a cura di: Marta Carli, Agnese Sonato, Gianluca Pozza, Marco Maggioni Versione inglese: Ilaria Trento, Francesca Amato, Marta Carli, Agnese Sonato Revisione: Petra Spataro, Andrea Frison Fumetto: Bianca Maria Scotton (disegni), Maurizio Marinaro e Gianluca Pozza (testi) Progetto grafico: Stefano Pozza Fotografia: Agnese Sonato Sito Web: Maurizio Marinaro (ComIn!Solutions) Blog: Ilaria Trento Copertina: Flaminia Spinelli ISBN:9788867873326 Collana: PLaNCK! Autore: Associazione Accatagliato Edizione 2015 Stato: Disponibile

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PLaNCK! N. 13 - Gennaio 2018

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PLaNCK! - N. 13 - Gennaio 2018 Rivista quadrimestrale ISSN 2284-0761 italiano/inglese La parola “innovazione”, oggi, è sulla bocca di tutti. Termini come start-up, spin-off, industria 4.0 ricorrono sempre più spesso nei mezzi di informazione e nelle dichiarazioni di esponenti politici e imprenditori. Il rischio è quello di cadere in una “retorica dell’innovazione” che dà una rappresentazione caricaturale della ricerca come “campo dei miracoli” di Pinocchio, in cui basta seminare cinque monete per raccoglierne il giorno dopo migliaia in termini di crescita economica; trascurando il carattere di felice imprevedibilità dei processi di ricerca e delle loro potenziali ricadute, i benefici in direzioni spesso inattese, i tempi incerti e non necessariamente compatibili con le aspettative degli investitori. In Per un pugno di idee, raccontando le storie di innovazioni che hanno lasciato un segno profondo nelle nostre vite, ho cercato di mostrare che l’innovazione è in realtà un processo più concreto, spesso tortuoso, e anche per questo affascinante. Un diffuso stereotipo vede romanticamente l’innovatore come un genio individuale e solitario, chiuso nel proprio laboratorio, da cui lancia idee che immediatamente attecchiscono nel mercato e nella società. L’innovazione è in realtà sempre un processo collettivo che ci vede tutti coinvolti, se non altro come utilizzatori. Pensate ai media digitali contemporanei: il successo di colossi come Google o Facebook è possibile grazie a chi vi contribuisce ogni giorno, più o meno consapevolmente, fornendo i propri dati in cambio di servizi. L’innovazione è anche qualcosa di più e di diverso da “nuova tecnologia”. Alcune innovazioni che hanno radicalmente trasformato il mondo, come la disinfezione delle mani in chirurgia – introdotta contro lo scetticismo dei colleghi a metà ‘800 da Semmelweis – erano dal punto di vista tecnico estremamente semplici. Non basta una buona idea o una buona tecnologia per fare innovazione: bisogna che questa entri in cortocircuito con un cambiamento nella società e nella cultura. In questo senso il premio Nobel, concepito dall’inventore e imprenditore Alfred Nobel nel 1895, è stato una grande innovazione, forse la più grande da parte di un uomo che aveva ben 355 brevetti. La scienza, come l’innovazione, resta per il grande pubblico un’entità perlopiù astratta e imperscrutabile. Attraverso le figure e le storie delle scienziate e degli scienziati premiati, il premio Nobel ha contribuito a dargli un volto, influenzando profondamente l’immagine pubblica della scienza da oltre un secolo a questa parte. Massimiano Bucchi, professore di Scienza, Tecnologia e Società, Università di Trento. Sommario Per essere sempre aggiornati su attività, eventi e contattare la redazione di PLaNCK! www.planck-magazine.it Comitato Scientifico Dipartimento di Fisica e Astronomia Prof. Alberto Carnera Dott. Stefano Ciroi Prof.ssa Ornella Pantano Prof. Giulio Peruzzi Dott.ssa Cinzia Sada Dipartimento di Scienze Chimiche Dott. Massimo Bellanda Dott.ssa Laura Orian Dott. Giacomo Saielli Dott.ssa Elisabetta Schievano Redazione Direttore responsabile: Andrea Frison Caporedattore: Marta Carli Responsabile progetto: Agnese Sonato Testi a cura di: Marta Carli, Agnese Sonato, Gianluca Pozza, Marco Maggioni Versione inglese: Anna Morato Revisione: Petra Spataro, Andrea Frison Fumetto: Bianca Maria Scotton (disegni), Maurizio Marinaro e Gianluca Pozza (testi) Progetto grafico: Stefano Pozza Fotografia: Agnese Sonato Sito Web: Maurizio Marinaro (ComIn!Solutions) Blog: Ilaria Trento ISBN:9788867878376 Collana: PLaNCK! Autore: Associazione Accatagliato Edizione: 2018 Stato: Disponibile

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Posizionamento Satellitare e Determinazione orbitale

Posizionamento Satellitare e Determinazione orbitale

€ 18,00

La navigazione satellitare è una delle tecnologie in maggiore espansione e con prospettive di mercato di indubbio interesse. La miniaturizzazione della componentistica fa sì che l’hardware possa essere integrato in una varietà di dispositivi che vanno dal telefono cellulare alla macchina operatrice oppure a un sistema di guida autonoma. Per lo studente che si domanda “Ma come funziona?” occorre prevedere un percorso didattico che chiarisca i molteplici aspetti della tecnologia, e non si limiti agli aspetti di puro utilizzo. Questo testo rappresenta una sintesi dell’esperienza didattica maturata in diversi anni di insegnamento del corso di Navigazione Satellitare per gli studenti di Ingegneria Aerospaziale dell’Università di Padova. L’obbiettivo principale è di tracciare una linea espositiva nella quale compaiono elementi di geodesia e cartografia, analisi statistica dei dati, meccanica celeste, modello delle misure satellitari, architettura di sistema. Le nozioni teoriche sono corredate da numerose esercitazioni numeriche, la maggior parte delle quali si basa su dati osservativi reali. Il testo non si limita al sistema americano GPS, ma considera tutte le costellazioni attualmente disponibili, quali Glonass (Russia), Galileo (Europa), BeiDou (Cina), QZSS (Giappone), NAVIC (India). Viene quindi privilegiata la prospettiva che nel prossimo futuro la navigazione satellitare avvenga in modo multi-costellazione. Le cognizioni acquisite dallo studente permettono di proporsi come interlocutore qualificato a uno spettro ampio di aziende e organi istituzionali in Italia e all’Estero. Alessandro Caporali ha una laurea in Fisica (Università di Padova) e un Dottorato tedesco in Astrofisica (Max Planck Institut fuer Physik und Astrophysik). Ha iniziato la sua attività scientifica nella geodesia satellitare presso i centri NASA Marshall Space Flight Center e Goddard Space Flight Center con l’inseguimento laser di satelliti passivi. Al MIT/Department of Earth and Planetary Sciences ha contribuito allo sviluppo dei primi ricevitori GPS per uso civile. Negli anni ’80 e ’90 ha sviluppato per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana e diverse Aziende del settore il software per il ricevitore GPS italiano e sensori interferometrici di assetto e direzione. Ha collaborato con Mariperman e con il Centro NATO SACLANT di La Spezia per lo sviluppo di sistemi di posizionamento automatico di boe. Sistemi automatici di calcolo di reti geodetiche ad estensione nazionale sono infine stati sviluppati per il monitoraggio della deformazione della crosta terrestre in aree sismiche. Attualmente presta servizio come Professore Ordinario di Geofisica della Terra Solida presso il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova. Indice Introduzione ISBN:9788867878895 Collana: Scienze della terra Autore: Alessandro Caporali Edizione: 2018 Stato/info: Disponibile

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Sistemi dinamici meccanici -15%

Sistemi dinamici meccanici

€ 18,00 € 15,30

Questo volume ha origine da anni di insegnamento della Meccanica Razionale (che oggi spesso si denota con Fisica Matematica) nel corso di laurea in Matematica. Accanto agli argomenti classici, caratterizzanti la materia, sono proposti altri aspetti culturali che solo apparentemente possono apparire accademici o astratti. In realtà, spesso, l’individuazione degli aspetti locali e globali di talune formulazioni di teoremi classici della Meccanica (per esempio in teoria della stabilità o nella teoria di Legendre) offre una lettura squisitamente fisica, più profonda e chiarificante. Franco Cardin è professore ordinario di Fisica Matematica presso il Dipartimento di Matematica “Tullio Levi-Civita” dell’Università degli Studi di Padova. Ha insegnato Meccanica Razionale, Fisica Matematica, Modelli Fisico Matematici, Meccanica Superiore, Topologia, Chimica e Matematica e Symplectic Mechanics nel Curriculum internazionale ALGANT. Ha collaborato con la Scuola Galileiana di Studi Superiori dell’Università di Padova con gli insegnamenti di Calcolo e Geometria Differenziale. I suoi interessi di ricerca coinvolgono i sistemi dinamici discreti e continui, la geometria e la topologia simplettica, il calcolo delle variazioni e l’equazione di Hamilton-Jacobi. Da alcuni anni partecipa a ricerche su problemi applicati di trasporto ottimo con un gruppo interdisciplinare internazionale. Ha sviluppato contatti con il mondo del lavoro extra universitario con ricercatori di Esteco ed EnginSoft e ha condiviso con Aprilia Racing tesi di laurea con stage in azienda. È socio dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti. Indice ISBN:9788867878796 Collana: Scienze matematiche, fisiche e naturali Autore: Franco Cardin Edizione 2018 Stato: Disponibile

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PLaNCK! N. 14 - Maggio 2018

PLaNCK! N. 14 - Maggio 2018

€ 7,00

PLaNCK! N. 14 - Maggio 2018 Rivista quadrimestrale ISSN 2284-0761 italiano/inglese Due sorelle. Questo sono arte e scienza Nate assieme in quel lontano giorno in un cui un uomo preistorico dipinse un bisonte sulla parete di una caverna. Lo aveva osservato bene, quell’animale, al punto da rappresentarlo con una cura delle proporzioni e dei dettagli degni di uno zoologo e una sensibilità per i colori e un piacere della forma propri di un artista. Arte e scienza, dunque, sono inseparabili. Eppure c’è chi le considera contrapposte: un malinteso piuttosto comune che le danneggia entrambe perché ne lascia sfuggire l’evidente parentela. Tutt’e due, infatti, ci spiegano davanti agli occhi il mondo, lo traducono in linguaggio, ne svelano i meccanismi. Ogni opera d’arte contiene dentro tanta scienza così come ogni concetto scientifico è, a suo modo, un’espressione artistica. Però, da brave sorelle, arte e scienza hanno due personalità diverse nonostante l’aria di famiglia. L’arte ci parla della realtà attraverso metafore visive; usa il colore, le forme, lo spazio per raccontare e allo stesso tempo emozionare. L’arte non dà certezze, non dà risposte. Fa solo domande. La scienza, invece, usa formule, diagrammi, classificazioni, schemi: immagini ordinate e razionali dotate di una perfezione non meno seducente di quella di un’opera d’arte. Rispetto all’arte, però, la scienza cerca delle risposte definitive, semplici e chiare. Se arte e scienza sono sorelle è perché hanno gli stessi genitori. E infatti sono figlie della creatività e della perseveranza. Senza la capacità di ragionare in modo creativo, attraverso pensieri rivoluzionari, non ci sarebbero nuove invenzioni né nuove forme artistiche. Senza la perseveranza scienziati e artisti si arrenderebbero di fronte al primo fallimento di un esperimento o davanti al primo rifiuto da parte del pubblico di una mostra. È giusto che queste sorelle tornino a frequentarsi di più. Soprattutto a scuola, dove creatività e perseveranza non devono smettere mai di guidarci nei tanti affascinanti viaggi verso la conoscenza. Emanuela Pulvirenti Sommario Per essere sempre aggiornati su attività, eventi e contattare la redazione di PLaNCK! www.planck-magazine.it Comitato Scientifico Dipartimento di Fisica e Astronomia Prof. Alberto Carnera Dott. Stefano Ciroi Prof.ssa Ornella Pantano Prof. Giulio Peruzzi Dott.ssa Cinzia Sada Dipartimento di Scienze Chimiche Dott. Massimo Bellanda Dott.ssa Laura Orian Dott. Giacomo Saielli Dott.ssa Elisabetta Schievano Redazione Direttore responsabile: Andrea Frison Caporedattore: Marta Carli Responsabile progetto: Agnese Sonato Testi a cura di: Marta Carli, Agnese Sonato, Gianluca Pozza, Marco Maggioni Versione inglese: Anna Morato Revisione: Petra Spataro, Andrea Frison Fumetto: Bianca Maria Scotton (disegni), Maurizio Marinaro e Gianluca Pozza (testi) Progetto grafico: Stefano Pozza Fotografia: Agnese Sonato Sito Web: Maurizio Marinaro (ComIn!Solutions) Blog: Ilaria Trento ISBN:9788867878383 Collana: PLaNCK! Autore: Associazione Accatagliato Edizione 2018 Stato: Disponibile

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PLaNCK! N. 15 - Settembre 2018

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PLaNCK! N. 15 - Settembre 2018 Rivista quadrimestrale ISSN 2284-0761 italiano/inglese “A ognuno di noi tocca la sua parte” Per soddisfare le proprie necessità, l’uomo sfrutta l’ambiente dalla sua comparsa sulla Terra e sin da quei primissimi istanti la trasformazione delle risorse vegetali, animali, minerali e idriche ha comportato la produzione di rifiuti. Questi rifiuti, per centinaia di migliaia di anni, sono stati di modesta entità e hanno avuto per lo più breve durata e un bassissimo impatto sugli ecosistemi. A un certo punto della nostra storia però qualcosa è cambiato: abbiamo iniziato a sfruttare più risorse di quante la terra possa ricostituirne nel lasso di tempo necessario a utilizzarle, a produrre materiali (come per esempio le materie plastiche o i rifiuti radioattivi) che rientreranno nel ciclo naturale solo tra centinaia e in alcuni casi migliaia di anni, a competere con la natura nel causare disastri di proporzioni planetarie. La civiltà umana, la cui evoluzione continua a poggiare sulle risorse ambientali, ha smesso di fare i conti con le necessità delle altre specie viventi, si è eretta con protervia sugli altri abitanti del pianeta per sfruttarli e accaparrarsi tutte le risorse disponibili. L’esperienza comune e la scienza ci dicono però oggi che stiamo esagerando e che i comportamenti che abbiamo adottato nei confronti della natura si stanno ritorcendo contro di noi. Il clima sta cambiando, l’inquinamento ha raggiunto soglie pericolose, gli oggetti che non usiamo più ci stanno sommergendo e stanno persino entrando nella catena alimentare. Ed è sempre un problema di rifiuti. Lo sono i cambiamenti climatici, dovuti alla produzione di CO2, un rifiuto della combustione di gas, carbone e metano (tra le altre cose) di cui ci serviamo per produrre energia. Lo è l’inquinamento, che altro non è che la dispersione nell’ambiente dei rifiuti pericolosi prodotti dall’uomo. Lo sono ovviamente i rifiuti stessi, sulla cui gestione c’è ancora molto da migliorare. Per fortuna il processo è già iniziato. La ricerca procede spedita e ci indica già le direzioni da seguire: riutilizzare le materie prime grazie al riciclo, cercare nuove forme di approvvigionamento energetico, rimediare i danni dell’inquinamento. Non solo alla scienza ma alle nostre abitudini di tutti i giorni, tuttavia, è affidato il compito di riportare la presenza dell’umanità sulla terra nei limiti della sostenibilità. A ognuno di noi tocca la sua parte ed è importante prenderne coscienza senza delegare il problema agli altri. Alessandra Viola Sommario Per essere sempre aggiornati su attività, eventi e contattare la redazione di PLaNCK! www.planck-magazine.it Comitato Scientifico Dipartimento di Fisica e Astronomia Prof. Alberto Carnera Dott. Stefano Ciroi Prof.ssa Ornella Pantano Prof. Giulio Peruzzi Dott.ssa Cinzia Sada Dipartimento di Scienze Chimiche Dott. Massimo Bellanda Dott.ssa Laura Orian Dott. Giacomo Saielli Dott.ssa Elisabetta Schievano Redazione Direttore responsabile: Andrea Frison Caporedattore: Marta Carli Responsabile progetto: Agnese Sonato Testi a cura di: Marta Carli, Agnese Sonato, Gianluca Pozza, Marco Maggioni Versione inglese: Anna Morato Revisione: Petra Spataro, Andrea Frison Fumetto: Bianca Maria Scotton (disegni), Maurizio Marinaro e Gianluca Pozza (testi) Progetto grafico: Stefano Pozza Fotografia: Agnese Sonato Sito Web: Maurizio Marinaro (ComIn!Solutions) Blog: Ilaria Trento ISBN:9788867878390 Collana: PLaNCK! Autore: Associazione Accatagliato Edizione 2018 Stato: Disponibile

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A spasso per la matematica

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"Il Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università di Parma, ora confluito nel Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche, ha una lunga tradizione di attività divulgative in senso molto ampio. Queste attività sono state coordinate dalla Commissione per l’Immagine della Matematica e per l’Orientamento e in parte finanziate nell’ambito del Piano Nazionale Lauree Scientifiche, PLS in breve. Le attività organizzate in tale contesto sono molteplici: gare matematiche di vario tipo (Rally Matematico Transalpino, Olimpiadi della Matematica, Coppa Nash e Kovalevskaja), seminari divulgativi rivolti al grande pubblico, ai docenti o agli studenti, interventi divulgativi su siti on–line, YouTube, giornali, radio e fumetti, mostre permanenti ospitate nel nostro plesso (museo del personal computer, mostra di Pitagora), cicli di lezioni universitarie per studenti delle scuole superiori interessati ad iscriversi ai corsi di laurea in matematica o in fisica e molti altri. Le attività principe del PLS di matematica a Parma sono probabilmente costituite dagli Stages di Matematica per studenti del penultimo anno della scuola superiore, nei quali vari aspetti della Matematica vengono affrontati per mezzo di seminari e conferenze, e i Laboratori PLS; questi ultimi sono realizzati in collaborazione con i docenti delle scuole superiori del nostro bacino e normalmente coinvolgono gli studenti per circa 15–20 ore di didattica frontale e laboratori. Dal 2010 ogni quattro anni, puntuali nell’anno dei mondiali, pubblichiamo un volume che raccoglie per iscritto alcune esperienze svolte nel quadriennio precedente. Dopo l’edizione 2010 (Progettare Lavorare Scoprire – PLS Parma 2006–2010, a cura di Paola Vighi) e l’edizione 2014 (Uno sguardo matematico sulla realtà. Laboratori PLS Parma 2010–2014, a cura di Marino Belloni e Alessandro Zaccagnini) in questo volumetto abbiamo raccolto i testi di alcune esperienze di questo tipo, realizzate fra il 2014 e il 2018." Dall'Introduzione Indice ISBN:9788854950337 Collana: Scienze matematiche, fisiche e naturali Curatori: Alberto Saracco, Alessandro Zaccagnini Edizione 2018 Stato: Disponibile Presso Università di Parma - Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche

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