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Scienze matematiche, fisiche e naturali

Scienze Matematiche, Fisiche E Naturali
PLaNCK! N. 16 - Gennaio 2019

PLaNCK! N. 16 - Gennaio 2019

€ 7,00

PLaNCK! N. 16 - Gennaio 2019 Rivista quadrimestrale ISSN 2284-0761 italiano/inglese L’evoluzione è la più bella storia che sia mai stata raccontata. Da dove veniamo? Qual è il posto dell’uomo nella natura? Sono domande che la mente umana si pone da sempre. La risposta ha la forma di un albero, il grande albero della vita, pieno di ramoscelli verdi (le specie), di snodi tra un ramo e l’altro (gli antenati comuni) e di rami secchi (le specie estinte). Il primo insegnamento dell’evoluzione, infatti, è che siamo tutti parenti e tutti differenti. Ogni essere vivente, dal vermicello alla balena, è legato da una parentela che affonda nella notte dei tempi. Se siamo tutti cugini significa che l’evoluzione non è una scala di progresso con animali che stanno sopra, superiori, e animali che stanno sotto, inferiori. Ogni specie in natura è un’esplorazione di possibilità, una storia unica, un tentativo riuscito, ma imperfetto, di sopravvivere nell’ambiente. Imperfetto perché l’evoluzione non è un ingegnere che mette a punto una macchina impeccabile, ma un artigiano che fa quello che può con il materiale a disposizione. L’evoluzione è bricolage. Il primo a capire tutto questo fu un mite naturalista inglese che nell’Ottocento viveva nelle campagne del Kent, dopo aver circumnavigato il globo per cinque anni: Charles R. Darwin. Di lui sappiamo che non amava gli steccati disciplinari: si interessava di geologia, di zoologia, di botanica, di geografia, di antropologia. L’evoluzione ha questo fascino supplementare: è l’unica teoria scientifica che ci fa volare nel tempo e nello spazio, che spiega fenomeni accaduti milioni di anni fa, grazie ai fossili, e fenomeni che si possono osservare in diretta ancora oggi, sotto il vetrino in laboratorio o passeggiando in una foresta. Lo spirito osservativo e la pazienza permisero a Darwin di afferrare il segreto più intimo dell’evoluzione: la diversità individuale. Non c’è un organismo uguale a un altro. Ciascuno è portatore di differenze casuali (oggi sappiamo dovute a mutazioni genetiche) che permettono di avere maggiori o minori possibilità di sopravvivere e di raggiungere l’età adulta, di riprodursi e quindi di trasmettere ai discendenti le proprie differenze. Non è necessario essere campioni del mondo: basta mimetizzarsi un po’ meglio, correre un po’ più veloce. Nell’evoluzione infatti non sopravvive sempre il più forte, ma anche il più flessibile, il più cooperativo, o qualche volta, semplicemente, il più fortunato! Telmo Pievani Sommario Per essere sempre aggiornati su attività, eventi e contattare la redazione di PLaNCK! www.planck-magazine.it Comitato Scientifico Dipartimento di Fisica e Astronomia Prof. Alberto Carnera Dott. Stefano Ciroi Prof.ssa Ornella Pantano Prof. Giulio Peruzzi Dott.ssa Cinzia Sada Dipartimento di Scienze Chimiche Dott. Massimo Bellanda Dott.ssa Laura Orian Dott. Giacomo Saielli Dott.ssa Elisabetta Schievano Redazione Direttore responsabile: Andrea Frison Caporedattore: Marta Carli Responsabile progetto: Agnese Sonato Testi a cura di: Marta Carli, Agnese Sonato, Gianluca Pozza, Marco Maggioni Versione inglese: Anna Morato Revisione: Petra Spataro, Andrea Frison Fumetto: Bianca Maria Scotton (disegni), Maurizio Marinaro e Gianluca Pozza (testi) Progetto grafico: Stefano Pozza Fotografia: Agnese Sonato Sito Web: Maurizio Marinaro (ComIn!Solutions) Blog: Ilaria Trento ISBN:9788854950030 Collana: PLaNCK! Autore: Associazione Accatagliato Edizione 2019 Stato: Disponibile

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PLaNCK! N. 6 - Settembre 2015

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PLaNCK! - N. 6 - Settembre 2015 Rivista quadrimestrale ISSN 2284-0761 italiano/inglese L’accoppiata matematica e computer può sembrare strana...forse perché ci scordiamo che la parola anglosassone “computer”, benché entrata nel vocabolario italiano, significa letteralmente “calcolatore”. Tanto è vero che i primi computer e la teoria stessa che li governa sono stati ideati, studiati e realizzati da matematici. Se poi intendiamo i computer in senso lato (includendo anche smartphone e tablet) e pensiamo a quanto siano entrati a far parte di tantissimi aspetti economici e sociali della vita quotidiana, abbiamo un’ulteriore e concreta conferma di quanto il nostro mondo sia impregnato di matematica. Vi serve qualche esempio? Il primo riguarda la diagnostica per immagini, come la TAC. Dal punto di vista matematico, sottoporsi ad una TAC significa risolvere un “problema inverso”. In parole povere, vorremmo acquisire informazioni sulla struttura interna del nostro corpo in modo indiretto e non invasivo, cioè attraverso strumenti che forniscano misurazioni. I dati acquisiti sono combinati in un modello matematico, che ci permette di ricreare al computer un’immagine dei nostri organi. Il secondo esempio riguarda la pianificazione di operazioni chirurgiche. Un’area di ricerca molto recente consiste nel modellizzare in maniera sempre più precisa il movimento dei fluidi (ad esempio il sangue) nel corpo umano. Tenendo in considerazione i difetti di alcuni organi (ad esempio il cuore), e dopo aver svolto simulazioni al computer, si può definire il punto migliore in cui intervenire chirurgicamente (ad esempio con un bypass) e l’effetto che tale operazione può avere sul paziente. Entrambi questi esempi sono eloquenti nel mostrare quanto un uso corretto della matematica e del computer possa influenzare in modo immediato il nostro progresso e la qualità della nostra vita. Il matematico inglese Alan Turing è considerato il padre del computer e, recentemente, il film “The Imitation Game” ha ripercorso le affascinanti circostanze che portarono alla costruzione di uno dei primi computer moderni. Alan Turing fu anche tra i primi a stabilire, più di settant’anni fa, cosa può e cosa non può essere calcolato: questi limiti saranno validi per sempre, anche per il più potente super-computer che saremo in grado di costruire. Gli articoli e le attività proposte in questo numero di PLaNCK! Aiuteranno i più piccoli e i più grandi a prendere consapevolezza della matematica nascosta dietro ai nostri computer. Buona lettura! Silvia Gazzola Sommario Per essere sempre aggiornati su attività, eventi e contattare la redazione di PLaNCK! www.planck-magazine.it Comitato Scientifico Dipartimento di Fisica e Astronomia Prof. Alberto Carnera Dott. Stefano Ciroi Prof.ssa Ornella Pantano Prof. Giulio Peruzzi Dott.ssa Cinzia Sada Dipartimento di Scienze Chimiche Dott. Massimo Bellanda Dott.ssa Laura Orian Dott. Giacomo Saielli Dott.ssa Elisabetta Schievano Redazione Direttore responsabile: Andrea Frison Caporedattore: Marta Carli Responsabile progetto: Agnese Sonato Testi a cura di: Marta Carli, Agnese Sonato, Gianluca Pozza, Marco Maggioni Versione inglese: Anna Morato Revisione: Petra Spataro, Andrea Frison Fumetto: Bianca Maria Scotton (disegni), Maurizio Marinaro e Gianluca Pozza (testi) Progetto grafico: Stefano Pozza Fotografia: Agnese Sonato Sito Web: Maurizio Marinaro (ComIn!Solutions) Blog: Ilaria Trento ISBN:9788867874422 Collana: PLaNCK! Autore: Associazione Accatagliato Edizione 2015 Stato: Disponibile

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PLaNCK! N. 7 - Gennaio 2016

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PLaNCK! - N. 7 - Gennaio 2016 Rivista quadrimestrale ISSN 2284-0761 italiano/inglese C’è una filastrocca di Gianni Rodari che si intitola “Ci vuole un fiore”. Un bravo musicista, Sergio Endrigo, l’ha trasformata in una canzone altrettanto bella - ascoltatela, se vi capita! - che dice: “Le cose di ogni giorno raccontano segreti a chi le sa guardare ed ascoltare. Per fare un tavolo ci vuole il legno per fare il legno ci vuole l’albero per fare l’albero ci vuole il seme per fare il seme ci vuole il frutto per fare il frutto ci vuole un fiore ci vuole un fiore, ci vuole un fiore, per fare un tavolo ci vuole un fio-o-re.” Se questi due Maestri me lo consentono, vorrei prenderla a prestito per presentarvi il protagonista di questo numero di PLaNCK!: l’atomo! Già, perché se chiedete a un fisico cosa serve per fare un tavolo, vi risponderà… “atomi”! Gli atomi sono i mattoncini di cui è fatto tutto ciò che ci circonda e si attaccano tra loro con una colla molto speciale, che noi fisici chiamiamo “forza elettromagnetica”, un po’ come il cemento fissa tra loro i mattoni di un muro. Atomi: oggettini piccoli, ma tanto piccoli, microscopici. Anzi, più piccoli: con un microscopio non riusciamo infatti a vederli! Pensate che in un fiore ce ne sono circa 100.000.000.000.000.000. 000.000, cioè un numero con… 23 zeri! Qualche fantastilione, direbbe zio Paperone…Anche se non li vediamo abbiamo però capito come sono fatti: un atomo è come un piccolo sole - che si chiama nucleo - con attorno dei pianeti, che si chiamano elettroni. E, cosa sorprendente se pensiamo a quanto duri sono gli oggetti solidi (c’è solo Harry Potter che passa attraverso i muri, noi è meglio che non ci proviamo...), un atomo è in gran parte vuoto! Piccolissimo, quasi vuoto… sembrerebbe proprio un oggettino da niente! Eppure, di questi oggetti quasi vuoti sono fatte le stelle, le montagne, tutto ciò che ci circonda. E, se noi fisici riusciremo a copiare quello che fa il sole - cioè fondere tra loro i nuclei degli atomi - potrebbero anche fornirci un’energia infinita e pulita. Vi è venuta allora un po’ di curiosità di conoscere meglio il signor Atomo? Spero di sì e quindi… buona lettura! Ah, dimenticavo: anche ai fisici piacciono i fiori! Piero Martin Sommario Per essere sempre aggiornati su attività, eventi e contattare la redazione di PLaNCK! www.planck-magazine.it Comitato Scientifico Dipartimento di Fisica e Astronomia Prof. Alberto Carnera Dott. Stefano Ciroi Prof.ssa Ornella Pantano Prof. Giulio Peruzzi Dott.ssa Cinzia Sada Dipartimento di Scienze Chimiche Dott. Massimo Bellanda Dott.ssa Laura Orian Dott. Giacomo Saielli Dott.ssa Elisabetta Schievano Redazione Direttore responsabile: Andrea Frison Caporedattore: Marta Carli Responsabile progetto: Agnese Sonato Testi a cura di: Marta Carli, Agnese Sonato, Gianluca Pozza, Marco Maggioni Versione inglese: Anna Morato Revisione: Petra Spataro, Andrea Frison Fumetto: Bianca Maria Scotton (disegni), Maurizio Marinaro e Gianluca Pozza (testi) Progetto grafico: Stefano Pozza Fotografia: Agnese Sonato Sito Web: Maurizio Marinaro (ComIn!Solutions) Blog: Ilaria Trento ISBN:9788867874910 Collana: PLaNCK! Autore: Associazione Accatagliato Edizione 2016 Stato: Disponibile

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PLaNCK! N. 9 - Settembre 2016

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PLaNCK! - N. 9 - Settembre 2016 Rivista quadrimestrale ISSN 2284-0761 italiano/inglese In India ci sono ancora tanti villaggi sperduti dove trovare acqua pulita è un problema quasi irrisolvibile fino a causare la morte di tanti bambini. Ci sono molte tecnologie per purificare l’acqua, ma tutte sono troppo costose. Proprio qui, un giorno, il signor Tata, padrone di un’industria indiana omonima, entrò nel proprio centro ricerche di nanotecnologie e disse al suo capo scienziato “Dobbiamo creare un purificatore di acqua che costi meno di 5000 rupie (circa 60 €)”. Quel giorno gli scienziati avranno pensato che il signor Tata fosse un pazzo! Come si fa a creare un purificatore d’acqua così economico? La soluzione sta nelle nanotecnologie e ve la darò tra poco. Ora vediamo cos’è la nanotecnologia, cioè la tecnologia che sfrutta materiali, oggetti e fenomeni che avvengono nella scala dei nanometri. Un nanometro è la miliardesima parte di un metro. Cosa significa dividere un metro per un miliardo di volte? Pensate alla terra, sì proprio al nostro pianeta. Pensate al suo equatore. Ora se lo divideste per un miliardo di pezzettini tutti uguali cosa otterreste? Avreste un oggetto delle dimensioni di una coccinella. Se ora facessimo la stessa operazione con un uomo, e lo dividessimo per un miliardo di volte, otterremmo qualcosa delle dimensioni di un po’ di nanometri! Ecco cosa è il nanometro. Ma perché le cose in quelle dimensioni sono così importanti? Andiamo a vedere chi c’è a quelle dimensioni: ci troviamo proteine, DNA, ribosomi e tanti altri oggetti bellissimi. Toccatevi un attimo le mani, respirate, guardatevi intorno, fate un bel pensiero. Gli esseri viventi si differenziano dalle cose non-viventi perché tutti posseggono delle piccole macchine che permettono lo sviluppo delle funzioni vitali. Queste macchine sono quelle i cui nomi vi ho dato prima, e sono tutte grandi un po’ di nanometri. Ecco perché la nanotecnologia è così importante, è una scienza e tecnologia che guarda ad una scala di cose quasi magiche… Torniamo ora alla nostra storia iniziale. L’idea che venne alla squadra di nanotecnologi in India è semplice. Dovete sapere che uno dei modi principali per purificare l’acqua è quello di usare dei filtri basati sulle nanoparticelle di silica, delle palline dello stesso materiale di cui sono fatti i vetri, grandi pochi nanometri. Per fare queste palline servono dei metodi costosi ma si trovano anche nella buccia dei chicchi di riso, la rendono dura e resistente agli attacchi degli insetti. I contadini in India, pagano perché queste bucce una volta tolte dai chicchi di riso vengano portate via e buttate. Oggi l’azienda del signor Tata prende le bucce, le brucia e dalle ceneri estrae le nanoparticelle di silica, che poi usa per fare il purificatore d’acqua. Costa così poco che anche i villaggi poveri d’India possono comprarlo! In questo numero di PLANCK! troverete tante belle letture su vari aspetti della nanotecnologia, che spero vi divertiate a leggere. Mentre lo fate pensate alle proteine che vi permettono di trasformare i segnali che gli occhi mandano al cervello in parole. Quelle proteine sono degli oggetti nanotecnologici. Francesco Stellacci Sommario Per essere sempre aggiornati su attività, eventi e contattare la redazione di PLaNCK! www.planck-magazine.it Comitato Scientifico Dipartimento di Fisica e Astronomia Prof. Alberto Carnera Dott. Stefano Ciroi Prof.ssa Ornella Pantano Prof. Giulio Peruzzi Dott.ssa Cinzia Sada Dipartimento di Scienze Chimiche Dott. Massimo Bellanda Dott.ssa Laura Orian Dott. Giacomo Saielli Dott.ssa Elisabetta Schievano Redazione Direttore responsabile: Andrea Frison Caporedattore: Marta Carli Responsabile progetto: Agnese Sonato Testi a cura di: Marta Carli, Agnese Sonato, Gianluca Pozza, Marco Maggioni Versione inglese: Anna Morato Revisione: Petra Spataro, Andrea Frison Fumetto: Bianca Maria Scotton (disegni), Maurizio Marinaro e Gianluca Pozza (testi) Progetto grafico: Stefano Pozza Fotografia: Agnese Sonato Sito Web: Maurizio Marinaro (ComIn!Solutions) Blog: Ilaria Trento ISBN:9788867876099 Collana: PLaNCK! Autore: Associazione Accatagliato Edizione 2016 Stato: Disponibile

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PLaNCK! N. 8 - Maggio 2016

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PLaNCK! - N. 8 - Maggio 2016 Rivista quadrimestrale ISSN 2284-0761 italiano/inglese Le molecole possono essere costituite da due o più atomi uguali o diversi tra loro in una struttura che ne caratterizza le funzioni chimiche o fisiologiche. Ci sono più di 100 elementi conosciuti nella tavola periodica per cui si può pensare che il limite al numero di molecole possibili sia determinato dal numero di atomi disponibili. Ma pensate che la combinazione di alcuni elementi come il carbonio, l’idrogeno, l’ossigeno, l’azoto, lo zolfo e il fosforo ha prodotto più di 16 milioni di molecole, se contiamo sia quelle di origine naturale sia quelle artificiali prodotte in laboratorio. Ci sono molecole semplici come l’acqua o l’ossigeno molecolare dell’aria che respiriamo. Ma esistono molecole molto più complesse come l’emoglobina, la proteina che nel nostro sangue trasporta l’ossigeno alle cellule. E alcune molecole noi le “sentiamo” tutti i giorni! Basta pensare al profumo soave del ciclamino o all’odore pungente e sgradevole della cimice verde delle piante che sono dovuti a molecole diverse che vengono rilasciate nell’aria e percepite dal nostro sistema olfattivo. E ancora il gusto di carne arrostita, di pancetta affumicata, o il sapore di pane appena uscito dal forno sono dovuti ad altrettante molecole. Nel loro mondo incredibilmente affollato, gli insetti non possono riconoscersi a vista per cui utilizzano la percezione di piccolissime quantità di molecole speciali, chiamate feromoni, rilasciate in atmosfera da ciascuna specie. Sul versante delle molecole non naturali, create da chimici che si possono definire davvero degli architetti molecolari, spiccano i farmaci, i coloranti, i catalizzatori o i prototipi di dispositivi e macchine a livello molecolare che in un futuro non molto lontano potranno avere ricadute importanti nel campo dei calcolatori e della medicina. Buon viaggio tra le molecole di PLaNCK! ricordando che la vita sul nostro pianeta ha basi molecolari i cui meccanismi di fondo, nonostante la grande biocomplessità, sono relativamente semplici e regolati da interazioni deboli tra le molecole e variazioni della loro forma… come sta avvenendo proprio ora! Mentre stai leggendo queste parole i tuoi occhi utilizzano una molecola chiamata retinale per convertire la luce visibile in impulsi nervosi. Michele Maggini Sommario Per essere sempre aggiornati su attività, eventi e contattare la redazione di PLaNCK! www.planck-magazine.it Comitato Scientifico Dipartimento di Fisica e Astronomia Prof. Alberto Carnera Dott. Stefano Ciroi Prof.ssa Ornella Pantano Prof. Giulio Peruzzi Dott.ssa Cinzia Sada Dipartimento di Scienze Chimiche Dott. Massimo Bellanda Dott.ssa Laura Orian Dott. Giacomo Saielli Dott.ssa Elisabetta Schievano Redazione Direttore responsabile: Andrea Frison Caporedattore: Marta Carli Responsabile progetto: Agnese Sonato Testi a cura di: Marta Carli, Agnese Sonato, Gianluca Pozza, Marco Maggioni Versione inglese: Anna Morato Revisione: Petra Spataro, Andrea Frison Fumetto: Bianca Maria Scotton (disegni), Maurizio Marinaro e Gianluca Pozza (testi) Progetto grafico: Stefano Pozza Fotografia: Agnese Sonato Sito Web: Maurizio Marinaro (ComIn!Solutions) Blog: Ilaria Trento ISBN:9788867875603 Collana: PLaNCK! Autore: Associazione Accatagliato Edizione 2016 Stato: Disponibile

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PLaNCK! N. 10 - Gennaio 2017

PLaNCK! N. 10 - Gennaio 2017

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PLaNCK! - N. 10 - Gennaio 2017 Rivista quadrimestrale ISSN 2284-0761 italiano/inglese Cos’è, una cellula? Beh, non c’è dubbio: è l’unità fondamentale di quella particolare organizzazione della materia che chiamiamo vita. Però, se possibile, è anche di più: è, per dirla con Theodosius Dobzhansky, la prima manifestazione di un trascendimento evolutivo. Quello che ha consentito alla materia di passare da una dinamica fisica e chimica a una dinamica biologica. Di più: la cellula è la metafora e la prima concreta rappresentazione di una caratteristica intrinseca del vivente: la complessità. La complessità nella cellula va individuata in tre caratteristiche che non troviamo nelle unità della materia non vivente: la diversità, lo scambio, il cambiamento. Prendiamo in considerazione le unità fondamentali della materia allo stato fisico: gli elettroni (più in generale i leptoni) e i quark. Ebbene, ogni elettrone è identicamente uguale a se stesso. E così un quark up è identicamente uguale a un quark up. Lo stesso possiamo dire, in buona sostanza, per l’unità fondamentale della chimica: la molecola. Una molecola di idrogeno elementare è del tutto omologa a un’altra molecola di idrogeno elementare. Non così la cellula: non ce n’è una uguale a un’altra. Poco o molto, ogni cellula è diversa dall’altra. La diversità, dunque, distingue il biologico fin dalla sua struttura più elementare. Analogo il discorso sulla capacità di scambio di materia tra l’unità fondamentale e l’ambiente. L’elettrone certamente interagisce con l’ambiente, ma non acquisisce né cede materia. La molecola di idrogeno certamente interagisce con l’ambiente scambiando materia, ma solo a patto di trasformarsi in qualcos’altro. La cellula scambia continuamente materia con l’ambiente che la circonda, restando se stessa. Il cambiamento, infine. Un elettrone non cambia mai. Né cambia una molecola di idrogeno (se non per trasformarsi in qualcos’altro). La cellula cambia continuamente, pur restando se stessa. È questo cambiamento continuo della cellula che è, letteralmente, la vita. Ogni cellula è diversa dall’altra, ogni cellula interagisce continuamente con l’ambiente restando se stessa, ogni cellula cambia continuamente. Ogni cellula, dunque, ha una dinamica complessa: non è possibile prevedere con esattezza come sarà una cellula domani, anche se a posteriori è sempre possibile spiegare precisamente come e perché è cambiata. La cellula, dunque, ha una storia. Unica e irripetibile. Ecco perché la cellula non è solo l’unità fondamentale, ma anche la metafora della vita, che è quell’organizzazione particolare della materia caratterizzata dalla diversità, dalle relazioni e dal cambiamento. In una parola, dalla complessità. Pietro Greco Sommario Per essere sempre aggiornati su attività, eventi e contattare la redazione di PLaNCK! www.planck-magazine.it Comitato Scientifico Dipartimento di Fisica e Astronomia Prof. Alberto Carnera Dott. Stefano Ciroi Prof.ssa Ornella Pantano Prof. Giulio Peruzzi Dott.ssa Cinzia Sada Dipartimento di Scienze Chimiche Dott. Massimo Bellanda Dott.ssa Laura Orian Dott. Giacomo Saielli Dott.ssa Elisabetta Schievano Redazione Direttore responsabile: Andrea Frison Caporedattore: Marta Carli Responsabile progetto: Agnese Sonato Testi a cura di: Marta Carli, Agnese Sonato, Gianluca Pozza, Marco Maggioni Versione inglese: Anna Morato Revisione: Petra Spataro, Andrea Frison Fumetto: Bianca Maria Scotton (disegni), Maurizio Marinaro e Gianluca Pozza (testi) Progetto grafico: Stefano Pozza Fotografia: Agnese Sonato Sito Web: Maurizio Marinaro (ComIn!Solutions) Blog: Ilaria Trento ISBN:9788867876105 Collana: PLaNCK! Autore: Associazione Accatagliato Edizione 2017 Stato: Disponibile

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Una vita per l'Università. La testimonianza – postuma – di Cesare Pecile

Una vita per l'Università. La testimonianza – postuma – di Cesare Pecile

€ 0,01

La pubblicazione di questo volume ha le sue radici nella iniziativa promossa dallo stesso Cesare Pecile quando era preside della Facoltà di Scienze dell’Uni­versità di Padova. Si trattava della pubblicazione di una serie di volumi destinata a descrivere lo sviluppo della Facoltà attraverso la testimonianza viva di alcuni dei suoi membri più rappresentativi delle diverse aree scientifiche. In questo modo, egli intendeva promuovere e mantenere viva presso i membri della Facoltà la con­sapevolezza del clima culturale e scientifico che aveva favorito lo sviluppo delle diverse aree disciplinari fino a fare della Facoltà di Scienze di Padova la prima in Italia per giudizio indipendentemente espresso da diversi organismi. […] Se, per un verso, è opportuno ricordare il filo di continuità che lega la pubbli­cazione di questo volume agli altri della serie pubblicati dalla Facoltà, va per altro verso evidenziato che i contenuti e le finalità del presente volume si distaccano per impostazione e finalità da quelli dei volumi che lo hanno preceduto. Infatti, la storia personale ed accademica di Cesare Pecile va ben oltre l’ambito della Facoltà e traccia il profilo dell’Università di Padova, dell’istituzione universitaria in Italia, del lavoro scientifico e culturale in relazione al ruolo che lui ha svolto nei diversi contesti. Sul piano scientifico, è di interesse notevole la ricostruzione che l’autore Angelo Bassani ci offre dell’evoluzione che la ricerca chimica in Italia ha mostrato nei decenni tra i ’50 e gli ’80 del secolo scorso. Si è trattato della omologazione dei canoni del lavoro scientifico a quelli dei paesi più avanzati e, per conseguenza, dell’apertura a un confronto internazionale ricco di stimoli. Tutto questo avveniva intersecandosi con le trasformazioni che, negli Stati Uniti e in Europa, avvenivano nelle accademie e nei rapporti sociali in senso più lato fino sfociare nei movimenti politici che hanno preceduto e si sono manifestati nel ’68 e negli accadimenti che sono seguiti nei decenni successivi. Queste vicende hanno fatto parte del vissuto di Cesare Pecile, testimone acuto e capace di valutare criticamente i diversi aspetti di quanto stava accadendo. La biografia più prettamente scientifica esemplifica come sono andati evolven­do i rapporti e le strutture accademiche a partire dagli Istituti mono-cattedra fino alla costituzione dei moderni Dipartimenti universitari, con la contestuale nascita e lo sviluppo di nuove tematiche e nuovi gruppi di ricerca. La personalità di Pe­cile ha impresso un forte impulso programmatico a questa evoluzione, in parte basato sulla esperienza da lui vissuta a Berkeley con grande sensibilità e apertura culturale. Alla realizzazione di questo programma, egli ha assicurato una dedizio­ne incondizionata e una generosità scevra dagli interessi personalistici che spesso rappresentano un limite dell’azione accademica. […]   Dalla Presentazione di Renato Bozio Indice Presentazione ISBN:9788867877317 Collana: Collana di memorie e autobiografie della Facoltà di Scienze dell’Università di Padova Volume 6 Autore: Angelo Bassani Edizione 2017 Stato: Disponibile presso Scuola di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

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