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Metis

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Metis 2021  - Vol. XXVIII  2/2021 -5%

Metis 2021 - Vol. XXVIII 2/2021

€ 20,00 € 19,00

Il primo contributo di Nidia Batic, La ricerca-azione per migliorare l’efficacia della comunicazione in classe, tratta di una “ricerca azione” e porta nel campo di una ricerca empirica finalizzata al miglioramento delle pratiche comunicative in classe scolastica, soprattutto a livello di comprensione dei contenuti trasmessi dagli insegnanti e dell’attenzione e del rispetto ottenuto dagli allievi. L’ibrido giornalistico. Per una nuova axiologia della notizia dentro le logiche della piattaforma, di Ivo Stefano Germano, ci conduce ad approfondire un tema attuale della comunicazione pubblica, quello legato alla stampa quotidiana, affrontando, in particolare, la grande scossa tellurica subita dal giornalismo tradizionale con l’avvento dei social media, arrivando ad analizzare le nuove dinamiche di “polarizzazione” nell’arena pubblica. Nel contributo di Monica Pascoli Una città racconta la sua storia: Palmanova, la comunicazione viene invece analizzata nella sua dimensione “narrativa”, dimensione capace di ricostruire, simbolicamente, l’identità di luoghi che acquistano un valore aggiunto (di significato e anche economico) grazie alla “realtà aumentata” creata dalla narrazione stessa (verbale e non verbale). In continuità con queste tematiche, l’articolo successivo si focalizza sulla capacità comunicativa di costruire e validare l’“immaginario”, peculiare potenzialità umana sia a livello individuale che collettivo. Nello specifico, Rosemary Serra analizza le Rappresentazioni e immaginari degli Stati Uniti e dell’Italia dei nuovi immigrati italiani a New York. Attraverso una ricerca empirica, affronta il tema dei cosiddetti “nuovi migranti italiani”, di come, nella città di New York, Stati Uniti e Italia diventano temi di costruzioni dell’immaginario, rappresentazioni biunivoche che pescano la loro fonte creativa nell’appartenenza identitaria storica. Covid, i media non vogliono esperte. La narrazione della pandemia al femminile, di. Marco Ferrazzoli e Laura Marozzi, prende spunto dall’emergenza sanitaria per far emergere come i mezzi di informazione cartacei e di informazione online rappresentino una preziosa fonte di dati esplicativi dell’attuale divario di genere, prendendo in esame la “visibilità” delle ricercatrici. Indice ISBN: 9788854954731 Collana: Metis Curatori: Tessarolo Mariselda, Pier Paolo Bellini Edizione: 2021 Stato: disponibile

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Metis 2021  - Vol. XXVIII  1/2021 -5%

Metis 2021 - Vol. XXVIII 1/2021

€ 20,00 € 19,00

Il primo articolo dal titolo Complexity of dialogues on the net è di Mariselda Tessarolo: l’ipotesi di partenza è che i dialoghi ibridi derivino dall’interconnessione e dalla co-performatività, che consentono la messa in scena di identità private e pubbliche nonché di performance on line e off line; nel secondo contributo dal titolo Nomads in the agora: an art project addressing ethnic discrimination, Raluca Levonian tratta di un aspetto particolare del museo nell’attuale società rumena che, oltre a promuovere l’apprendimento, incoraggia a diventare agenti di cambiamento sociale; il terzo articolo scritto da Antonella Pocecco, intitolato I media nella costruzione della memoria: la pluralizzazione del ricordo, esplora la rilevanza del ruolo dei mezzi di comunicazione di massa inte­si come veri ‘attivatori’ della memoria nella sfera pubblica; Il quarto contributo di Marco Ferrazzoli e Laura Marozzi dal titolo Protagonisti ed esclusi. La rappresentazione mediatica degli stakeholder nella pandemia, presenta una ricerca quali-quantitativa relativa alla presenza di alcuni soggetti sociali portatori di interessi vengono qui analizzate 18 aree tematiche relative all’informazione collegata al Covid-19 prodotte dal Corriere della Sera nelle sue testate on line e cartacea. Tristano Volpato presenta un lavoro dal titolo Mazunte: un esempio di comunicazione interculturale nel sud-ovest del Pacifico messicano. In questo lavoro viene studiato il gruppo di immigra­ti italiani che vivono nello stato di Oaxaca nel Messico, gruppo che si pone come un’eccezione rispetto ad altre comunità italiane che hanno preferito un’auto-esclusione per difendere la propria italianità. Indice ISBN: 9788854953901 Collana: Metis Curatori: Tessarolo Mariselda, Pier Paolo Bellini Edizione: 2021 Stato: disponibile

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Metis 2020  - Vol. XXVII  2/2020

Metis 2020 - Vol. XXVII 2/2020

€ 20,00

Nel primo articolo, di Giovanni Maddalena, che ha come titolo Obelisks, lines of identity, and selfies. Do indexes provide a good account for intuition? vengono messe in relazione l’indicalità di Peirce e l’intuizione di Kant che sottolineano una notevole differenza nella loro ‘visione’ della sinteticità. L’autore presenta questa relazione utilizzando l’obelisco, la linea d’identità nei grafi esistenziali di Peirce e il selfie. Il secondo contributo di un gruppo internazionale di studiosi di varie università: Elena Makarova e Agamali K. Mamedov della Lo­monosov Moscow State University, Federico Neresini e Renato Stella dell’Università di Padova, infine, Cosimo Marco Scarcelli dell’Università di Venezia, intitolato From the virtual identity to the internet of body ha lo scopo di indagare la connessione tra corpo e media digitali seguendo l’esperienza, senza precedenti, della rivoluzione dell’informazione le cui tecnologie invadono le pratiche quo­tidiane, aggredendo l’organismo sociale e contribuendo a rendere ancor più difficile la comprensione di questo tempo straordinario. Il terzo articolo, di Pier Paolo Bellini: Trascendenze quotidiane: la creatività come ‘capacità di nessi’, tratta la creatività come di una potenzialità che appartiene a tutti gli individui, applicabile a molti aspetti della vita in quanto parte integrante dell’adattamento umano ai cambiamenti. L’autore utilizza in particolar modo una chiave di lettura psico-sociologica che gli permette di rilevare le dinamiche socio-relazionali dei cambiamenti stessi. Segue il lavoro di Guerino Nuccio Bovalino dal titolo L’apocalisse virale. Nuove riconfigurazioni della relazione uomo, tecnologia e natura al tempo del Covid-19 che analizza l’attuale pandemia alla luce della duplice dimensione medica e mediologica che il termine stesso evoca. L’autore mette in rilievo la crisi del pensiero progressista e delle tecnoutopie utilizzando riferimenti della sociologia dell’immaginario e della sociologia politica. L’articolo di Luca Serafini intitolato La partecipazione polarizzata: informazione popolare e discussione democratica nella sfera pubblica digitale mette in rilievo come i linguaggi dell’informazione costituiscono un allargamento della discussione democratica dentro la sfera pubblica. Chiude il volume il contributo di Andrea Lombardinilo dal titolo ‘Presence is absence’. Communication and rhetoric in Paolo Sorrentino’s The Young Pope articolo nel quale l’autore si propone di mettere in luce la modalità comunicativa che il giovane papa, Pio xiii, protagonista del serial di Sorrentino, intende attuare con i fedeli attraverso l’assenza di immagini, di partecipazione ecc. una vera e propria ‘retorica al contrario’. Indice Presentazione ISBN: 9788854953307 Collana: Metis Curatori: Tessarolo Mariselda, Pier Paolo Bellini Edizione: 2020 Stato: Disponibile

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Metis 2020  - Vol. XXVII 1/2020

Metis 2020 - Vol. XXVII 1/2020

€ 20,00

Nel numero 1 del 2020 c’è un cambiamento nella co-direzione di Metis: il prof. Pier Paolo Bellini subentra al prof. Angelo Boccato che ha fatto parte della direzione di Metis a partire dal 2016 dandoci un importante e costante apporto nelle incombenze di vario tipo che si incontrano nel dirigere una rivista. Il prof. Pier Paolo Bellini insegna all’Università del Molise, oltre a essere nel comitato scientifico della rivista, è stato più volte tra gli  autori. In questo numero della rivista, per l’occasione presenta, su invito, un lavoro dal titolo Il “segno artistico”: una prospettiva sociologica. Si tratta di una riflessione su quella che è la specificità dell’arte e cioè la sua prevalenza polisemica, che si realizza con la ricercata pluralità di significati. Anche Ilaria Riccioni in Notes on Weber, Lukács and Adorno on Culture (Part I) si addentra nella capacità di costruire e di consolidare la realtà sociale attraverso l’istituzionalizzazione dell’arte e della cultura e lo fa seguendo le riflessioni dei tre classici della sociologia presenti nel titolo. Veronika K. Katermina nel suo articolo Political Content of Social Movements in the Context of New Media ci offre un resoconto del contenuto politico dei social media considerando gruppi che partecipano attivamente al processo di comunicazione. L’autrice studia in particolar modo le caratteristiche linguistico-discorsive del contenuto politico dei movimenti sociali. Tale linguaggio consente di vedere le nuove tendenze presenti nell’attuale spazio comunicativo dei social media. Segue, quindi, l’articolo di Rebeca Andreina Papa riguardante, ancora una volta i social media, dal titolo La relazione online al tempo dei social network, fra intimità digitali e aggressività. L’autrice indaga il fatto che con la diffusione dei social media le relazioni sembrano far prevalere interazioni profondamente intime o situazioni di odio e di violenza online e lo fa indagando le narrazioni identitarie realizzate nelle relazioni in rete. Segue l’articolo di Antonia Cava e di Marco Centorrino relativo al Social food. Esperienza del gusto e culture mediali in cui gli autori espongono uno degli argomenti più attuali, anche in sociologia della comunicazione, in cui il cibo si presenta come un elemento importante della cultura, specialmente nell’uso di linguaggi particolari che generano universi simbolici che si riflettono sia su nuovi stili di consumo, che investono l’aspetto identitario, sia sull’apertura di nuovi mercati. Chiude il numero 1 del XXVII volume Maria Rita Bartolomei con l’articolo dal titolo Il corpo parla: la verginità raccontata dagli adolescenti che porta a nostra conoscenza i risultati di una ricerca che sembra indagare un mito del passato rappresentato dal ‘mito della verginità’ che, invece, ha per molte culture umane, una forte persistenza anche nell’odierna società e mostra come, nonostante l’intrusione (organizzata) sulla corporalità e sulla personalità della donna, possa ancora sembrare un buon metodo per ‘stare assieme’ nella società. Interessante quindi leggere che cosa ne pensano i giovani di varie nazionalità su questo argomento.   ISBN: 9788854952256 Collana: Metis Curatori: Tessarolo Mariselda, Pier Paolo Bellini Edizione: 2020 Stato: Disponibile

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Metis 2019  - Vol. XXVI 2/2019

Metis 2019 - Vol. XXVI 2/2019

€ 20,00

La rivista è nata nel 1994 con lo scopo di mettere in evidenza il continuo scambio tra “Metis” e il “Logos” incoraggiando in tal modo il pluralismo degli studi e della ricerca nel campo della comunicazione. Il pluralismo si riferisce non solo a un confronto tra discipline, ma anche a un confronto costante tra generazioni di studiosi che hanno come punto di riferimento la comunicazione e la società. The journal was founded in 1994, with the aim to highlight the continuous exchange between “Metis” and “Logos”, thus encouraging the pluralism of the research in the field of communication. Pluralism is understood here not only as an exchange between various scientific domains, but also as a constant debate between different generations of scientists, whose work focuses on issues concerning communication and society. I contributi Pentti Määttänen, Embodied Mind in Pragmatism Alfonsina Scarinzi, Narrative Discontinuities, Mind-Body Continuity and the Lived Body: Enacting the Motifs of a Story Pier Paolo Bellini, La comunicazione artistica come urgenza polisemica Andrea Lombardinilo, Habermas e l’immaginario dell’Europa unita: note su Heine Domenico Carzo & Assunta Penna, Comunicazione pubblica e Open government: istituzioni, tecnologie e cittadini connessi   Indice Presentazione dei Direttori scientifici ISBN: 9788854951709 Collana: Metis Curatori: Tessarolo Mariselda, Angelo Boccato Edizione: 2019 Stato: Disponibile

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Metis 2019  - Vol. XXVI 1/2019

Metis 2019 - Vol. XXVI 1/2019

€ 20,00

Music and national heritage: Ada’s thankful voice to Portugal è un articolo scritto su richiesta della direzione di Metis in conside­razione della specificità del Fado che rappresenta una comunica­zione complessa che coinvolge non solo il suono e il canto, ma l’identità di un popolo. Il Fado, infatti, rappresenta la nazionalità portoghese, ne è un vero e proprio marcatore culturale. Ne sono artefici la storia locale che è stata un tessuto speciale capace di trasformare quella musica, quel tipo di canzone in un’espressione musicale che si riflette nella vita culturale con conseguenze che penetrano nella vita sociale. L’articolo porta le firme di Maria Espírito Santo, Maria de São José Côrte-Real nota etnomusicologa. Anche la violenza contro le donne può avere nella comunicazio­ne e nell’informazione verso e all’interno dei servizi pubblici e privati un’arma per combattere la violenza e per proteggere le vit­time. Conoscere significa ‘parlare di’ e questo sembra uno dei modi migliori per non lasciare sole le donne. Di questo tratta l’ar­ticolo di Edlira Ngjeçi Shima dal titolo Setting up of criteria for the access of services provided by Shelters/Safe Houses. Fiammetta Fanizza presenta un lavoro su Il network ‘Ristoranti Pugliesi in Italia’: cibo quale patrimonio culturale e sociale diffuso in cui il cibo parla di identità, di legami e assorbe una grande parte di quella comunicazione emotiva che appartiene a ciascuno di noi. Attraverso il cibo vengono rilevati bisogni umani molto forti come la creazione, l’innovazione, ma anche aspettative e aspirazioni. Sara Monaci e Caterina Mazza presentano un articolo dal titolo Exploring driving factors underlying jihadist radicalisation among youth in cui trattano di come avviene la radicalizzazione jihadista tra i giovani. Importante in questo è sia il ruolo che assumono i Social Media, che facilitano il formarsi di echo chambers, sia le modalità di narrazione preponderanti indipendentemente dalla loro veridicità. Le autrici sottolineano anche il ruolo settario dei media tradizionali. Mario Tirino propone un articolo dal titolo La ragnatela del mito. Adolescenza, nostalgia e supereroismo in Spider Man tra fumet­to e cinema in cui il mito di questo super-eroe che, negli anni Ses­santa intercettava le ansie dei teenager con avventure basate sul cambiamento identitario, viene messo in contrapposizione, attra­verso le riproposte di questo stesso mito fatte all’inizio del nuovo secolo, in un contesto socioculturale assai diverso.     Indice   ISBN:9788854951143 Collana: Metis Curatori: Tessarolo Mariselda, Angelo Boccato Edizione: 2019 Stato: Disponibile

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Metis 2018

Metis 2018

€ 20,00

Gli articoli presenti in questo numero sono Autonomia e autori­tà: gestioni postmoderne di un fragile equilibrio di Pier Paolo Bellini che mette sotto la lente l’autorità che si realizza sempre come ‘rela­zione sociale’ evidenziandone le dimensioni complesse, ma necessa­rie per realizzare la convivenza sociale. Andrea Lombardinilo con The media rethoric of the ‘dismantled university’: Rome students from protests to clashes discute su come i giornali hanno rappresentato le proteste studentesche avvenute a Roma il 14 marzo del 2017 dopo la conferenza ‘Università italiana, Università europea?’. Veronica V. Katermina in Manipulation in mass media discourse: language prac­tices mette in risalto un problema molto dibattuto riguardante i cambiamenti che investono le funzioni linguistiche e la loro ricadu­ta nella società. Per tale motivo la lingua è anche un indicatore di situazioni sociali e politiche portando a comprenderne la manipola­zione. Amedeo Boros e Salvatore Frisina in Conflitto di classe, come in un film. Un laboratorio di storytelling per la riduzione creativa dei conflitti nelle scuole costruiscono assieme agli studenti alcuni stru­menti di riflessione basati sui nuovi metodi narrativi. Plamena Val­cheva in Narratives-in-interaction and leader identity construction in the youth organization aiesec discute su come la posizione gerarchi­ca del leader, la leadership e l’identità del leader possono essere resi visibili nella narrativa-in-interazione giovanile, attingendo a piccole narrazioni come se fossero ‘siti’ di lavoro sull’identità e sul­la gestione del significato. Daniele Morciano in Per una sociologia critica della relazione comunicativa nel lavoro giovanile analizza, at­traverso la sociologia critica, l’importanza che assumono nell’ap­prendimento del lavoro giovanile le relazioni comunicative tra pari, quelle intergenerazionali e la riflessività. Infine, Alessandro Porro­vecchio in Percorsi di ricerca interdisciplinare. Il caso del rapporto tra condizione fisica e sociabilità mette in evidenza la relazione tra forma fisica e salute collettiva e come influenzano la forma fisica alcune caratteristiche della socializzazione e del consumo culturale.   Indice ISBN:9788867879649 Collana: Metis Curatori: Tessarolo Mariselda, Angelo Boccato Edizione: 2018 Stato: Disponibile

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Metis 2016

Metis 2016

€ 20,00

Questo numero inizia con un interessante articolo di Pierpaolo Bellini dal titolo Sociologia della realizzazione: mettere gli altri ‘al loro posto’ che sviluppa un argomento di particolare importan­za perché tratta, da un originale punto di vista, la costruzione identitaria nostra e degli altri. Andrea Lombardinilo con The ‘vir­tuist’ society. Pareto and the myth of immoral representations in­terpreta alla luce di un saggio di Pareto, un avvenimento che qualche tempo fa ha fatto molto discutere, come per esempio la copertura dei nudi dei Musei Capitolini di Roma. Il terzo contri­buto di Valentina Pajola e di Eleonora Bordon dal titolo L’immi­grazione nel linguaggio giornalistico: un’analisi longitudinale ha per fulcro una ricerca sul linguaggio usato da due quotidiani ita­liani sul tema attualissimo degli sbarchi di immigrati in Italia. Sempre sul tema dell’immigrazione Angela Tessarolo in Politiche d’asilo ed etica weberiana: come il fenomeno migratorio eviden­zia il pluralismo dei valori, aggiunge alle posizioni politiche ri­guardanti l’emigrazione, l’etica della responsabilità e della convinzione, anche alla luce delle politiche d’asilo. Alessia Alessandri analizza tre quotidiani, uno italiano, uno tedesco e un altro ingle­se, con l’intento di rilevare un’eventuale stereotipizzazione degli italiani e/o dell’Italia. Simile nell’intento è l’articolo Stereotipi nazionali nei quotidiani di tre Paesi europei di Marilena Distefa­no in Come sono visti gli italiani dall’estero? Un contributo che si focalizza sugli stereotipi attribuiti agli italiani da resoconti di vario tipo francesi, tedeschi e statunitensi tra cui la pubblicità e il cinema. Un lavoro meticoloso è quello svolto da Graziella Paglia­no in Presenze e letture di Francesco De Sanctis che si è focaliz­zata sulle tracce lasciate dal famoso critico letterario a duecento anni dalla sua nascita. Sempre su un aspetto particolare del campo artistico, Emanuele Stochino propone un lavoro sugli affreschi di una chiesa in provincia di Rimini, affreschi affidati a uno street artist e a una fumettista. Nonostante le controversie sulla defini­zione di arte, queste inusuali forme espressive sono state conside­rate dai responsabili della Chiesa, in grado di rappresentare episo­di della vita di santi e di essere esposte all’interno di un luogo sacro. Francesco Giorgino in Elogio della Sociologia della Comu­nicazione mette in evidenza la capacità della Sociologia della comunicazione di produrre analisi scientifica capace di intercetta­re quei cambiamenti della società che interessano tutto il sistema della comunicazione da quello personale a quello telematico. In­fine, Roberta Maeran e Marco Marcati si occupano di Il mobbing in azienda: la comunicazione organizzativa disfunzionale, avva­lendosi dello status quo relativo al mobbing e alle conseguenze che questa ‘comunicazione patologica’ ha sia in contesto lavora­tivo che familiare. Indice e Presentazione ISBN:9788867875566 Collana: Metis 2016 Curatori: Tessarolo Mariselda, Angelo Boccato Stato: Disponibile

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