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La filosofia e il suo passato

La filosofia e il suo passato
Sturzo interprete di Blondel

Sturzo interprete di Blondel

€ 19,00

Dopo l’entusiasmo giovanile con cui accolse L’Action, Luigi Sturzo manifesta un nuovo interesse per la filosofia di Maurice Blondel sin dai primi anni del suo esilio londinese. Tale interesse si intensifica a cominciare dal 1934, quando ha inizio una feconda corrispondenza tra i due pensatori, interrotta dalla guerra. È in questo periodo che Sturzo pubblica tre «penetranti» scritti: A french philosopher (1934); Un problème d’orientation sociale dans la «pensée» de Maurice Blondel (1935); Maurice Blondel’s «La Pensée». The Philosophy of «L’élan spirituel» (1936). Quasi ignorati dalla critica blondeliana e poco considerati dagli studiosi di Sturzo, questi saggi (qui analizzati e riproposti nella redazione originaria in lingua italiana, fino ad ora inedita), testimoniano non solo una insolita perspicacia interpretativa della filosofia di Blondel; essi rivelano anche un profondo legame con il pensiero del filosofo francese, che dà ragione della singolare modalità con cui Sturzo utilizza le tesi blondeliane nelle sue maggiori opere di sociologia scritte in questi anni.   Anna Vittoria Fabriziani, già professore associato di Storia della filosofia all’Università di Padova, si occupa soprattutto di temi riguardanti la filosofia francese tra Ottocento e Novecento, con una preminente attenzione al dibattito epistemologico e ai modelli di spiegazione dell’azione umana. Tra i suoi scritti recenti: Blondel e i neotomisti. Momenti di un dibattito epistemologico, Soveria Mannelli 2005; Per una «logica della sensazione». Il giovane Blondel tra psicofisiologia e filosofia, Padova 2012; Per una epistemologia della testimonianza. L’approccio «antiriduzionista» di Ernest Naville (in E. Naville, La logica della testimonianza, a cura di A.V. Fabriziani, Padova 2015).   Indice Prefazione ISBN: 9788854952416 Collana: La filosofia e il suo passato 73 Autore: Anna Vittoria Fabriziani Edizione 2020 Stato: Disponibile

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Filosofia trascendentale e orizzonte pratico nell'ultimo Fichte

Filosofia trascendentale e orizzonte pratico nell'ultimo Fichte

€ 26,00

Negli ultimi anni della filosofia di Fichte (1762-1814), il rapporto tra sapere e vita assume una centralità inedita, divenendo il nucleo portante del sistema della Dottrina della scienza. Il presente volume è dedicato all’interrogazione di questo rapporto con cui il trascendentale fichtiano si radicalizza all’insegna dello scambio con l’orizzonte pratico. Attraverso l’analisi dei corsi dedicati all’etica (1812) e alla filosofia applicata (1813), si getta luce su un nuovo senso dell’agire che sfocia da un lato in una morale della creazione affrancata dall’idea dell’imperativo categorico e dall’altro in una politica del trascendentale basata sull’educazione e non più sul Diritto. In entrambi i casi, l’orizzonte pratico manifesta l’eccedenza con cui il reale impedisce la chiusura autoreferenziale del sistema e allo stesso tempo consente al sapere di riaprirsi alla vita.   Giacomo Gambaro (Padova, 1990) è assegnista di ricerca nel Dipartimento FISPPA dell’Università di Padova. Si occupa di filosofia trascendentale con particolare riferimento al pensiero di J. G. Fichte, di cui ha curato l’edizione italiana della Dottrina della scienza 1813 (Roma 2018). Ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università La Sapienza di Roma con una tesi sul pensiero della differenza sessuale a partire dagli scritti di Carla Lonzi.   Indice Prefazione di Marco Ivaldo ISBN:9788867879700 Collana: La filosofia e il suo passato, 72 Autore: Giacomo Gambaro Edizione 2020 Stato: Disponibile

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L'irrazionalità del pensabile

L'irrazionalità del pensabile

€ 22,00

Emil Lask (1875-1915) è stato un protagonista a lungo dimenticato della filosofia tedesca dell’inizio del XX secolo, il cui pensiero si colloca tra neokantismo, fenomenologia e filosofia della vita. Ebreo convertito al protestantesimo, morto quarantenne nella prima guerra mondiale, fu allievo di Rickert e Windelband, influenzato da Husserl, Weber e Simmel, e recepito da Lukács e dal giovane Heidegger. Questo libro ricostruisce la sua vicenda filosofica e biografica seguendo il filo conduttore del concetto di “irrazionalità”. In appassionate analisi logiche e gnoseologiche, Lask spinge il pensiero fino ai confini del pensabile, per sottoporre la logica a una critica che ne metta in luce gli invalicabili limiti. La ricerca sul valore teoretico nella sua pura essenza culmina nel riconoscimento dell’irriducibile autonomia della vita immediata.   Antonino Spinelli svolge attività di insegnamento e di ricerca presso la Eberhard Karls Universität Tübingen. Le sue pubblicazioni spaziano dalla fenomenologia all’idealismo tedesco (Fichte e Schelling) e alla filosofia antica (Platone). Ha tradotto in italiano Problemi fondamentali della fenomenologia (1919-1920) di Heidegger (Quodlibet, 2017) e scritti minori di Schelling e Hegel. È curatore di diversi volumi, tra cui Selbstbewegung und Lebendigkeit. Die Seele in Platons Spätwerk (De Gruyter, 2016).   Indice Prefazione di Manfred Lask ISBN:9788867879816 Collana: La filosofia e il suo passato 67 Autore: Antonino Spinelli Edizione 2019 Stato: Disponibile

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Avventure della possibilità

Avventure della possibilità

€ 19,00

Essere o concetto, idea o realtà? O nessuno dei due? Nulla sembra più sfuggente, per il pensiero filosofico, del possibile. Se da un lato esso appare inconsistente, “quasi niente” (sono soprattutto i neoplatonici ad averne sottolineato l’affinità con il nulla), dall’altro però si impone alla riflessione, prigioniera di un’insuperabile circolarità, come il suo necessario presupposto. Non sarà proprio questa circolarità un indizio del fatto che il possibile è mescolato all’essere (e innanzitutto all’essere del pensiero) a tal punto che separarli equivarrebbe a separare la luce dall’ombra? Che cos’è in fondo la “meraviglia” del filosofare se non l’esperienza di un pensiero “possibile”? La scommessa di una filosofia del possibile è allora quella di liberare da un reale appiattito sull’esistente la carica eversiva delle sue possibilità inespresse. Nessuna sorpresa dunque che al possibile si leghino le speranze escatologiche dell’umanità irredenta. Dispositivi quali la critica e l’utopia, ma anche il pensiero teologico, hanno come principale bersaglio proprio il monolite dell’esistente innalzato a “destino”, poiché infine la ricerca del possibile non è altro che l’avventura stessa della filosofia. Martino Dalla Valle (Camposampiero - PD, 1976) è docente di ruolo nelle Scuole medie superiori e collabora con la Scuola di dottorato dell’Università di Padova. Carlo Scilironi (Sondrio, 1954) è docente di Ermeneutica filosofica e di Filosofia teoretica e pensiero teologico all’Università di Padova.​​​​​​​ Indice e Prefazione ​​​​​​​ ISBN:9788854950467 Collana: La filosofia e il suo passato Autori: Martino Dalla Valle, Carlo Scilironi Edizione: 2019 Stato: disponibile

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Della filosofia o del non sapere

Della filosofia o del non sapere

€ 18,00

Il libro, teso tra la grande tradizione socratico-platonica del sapere di non sapere, segno e misura della finitezza dell’uomo, e la sua riproposizione kantiana, ruota attorno a due fuochi, l’essere e la verità, e sostiene la tesi che essere e nulla siano «concetti limite». Il testo procede in costante dialogo con le forme più essenziali e rigorose del pensiero contemporaneo, soprattutto con la declinazione dell’essere come possibilità di Heidegger e con quella dell’essere come necessità di Severino; rivendica con forza l’irriducibilità dell’essere all’ente e del pensiero al linguaggio; e mostra le ragioni che soggiacciono alle diverse soluzioni del problema del vero: la soluzione predicativa (Aristotele), la soluzione post-predicativa (Hegel) e la soluzione ante-predicativa (Heidegger). In appendice è riprodotto il testo sulla struttura dell’essere che segna il terminus a quo della presente riflessione. Carlo Scilironi (Sondrio, 1954) insegna Ermeneutica filosofica e Filosofia teoretica e pensiero teologico all’Università di Padova. Ha pubblicato: Ontologia e storia nel pensiero di Emanuele Severino (1980), Atto, destino e storia (1988), Possibilità e fondamento della fede (1988), Note sulla semantica ontologica e sull’ermeneutica del Novecento (1989), Il volto del prossimo (1991), Destino e fede (1994), In cammino verso l’uomo (1994), Note intorno al problema della verità (1999), Il nulla nel pensiero contemporaneo (2000), Nichilismo, sacro e mistero (2002), Il «De praedestinatione» di Giovanni Scoto Eriugena (2005), Essere e trascendenza (2011), Note intorno al problema della morte (2018). Indice e Prefazione ​​​​​​​ ISBN:9788854950832 Collana: La filosofia e il suo passato Autore: Carlo Scilironi Edizione: 2019 Stato: disponibile

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Teoria e pratica della storiografia filosofica in Germania fra Sette e Ottocento

Teoria e pratica della storiografia filosofica in Germania fra Sette e Ottocento

€ 22,00

I contributi qui riuniti ruotano intorno a due visuali fra loro complementari, che si riferiscono all’“oggetto” e al “soggetto” del lavoro storico-filosofico: nella prima rientrano i saggi sull’interpretazione di autori particolarmente significativi come Nicolò Cusano, Pietro Pomponazzi, Cartesio, Kant e Hegel, mentre alla seconda vanno ricondotti i temi relativi alla storia della teoria storiografica, come la questione degli «inizi del filosofare», l’idea di una storia «filosofica» della filosofia elaborata agl’inizi del Settecento e il passaggio dalla storiografia illuministica a quella ispirata a Kant e a Hegel. Viene in tal modo ricostruito un quadro di relazioni che rende più agevole la messa a fuoco del fondamentale apporto tedesco alla moderna storiografia filosofica, nel suo vitale e non sempre tranquillo intreccio con l’indagine più propriamente filosofica. L’attività scientifica di Mario Longo (Arcole - VR, 1948), già professore ordinario di Storia della filosofia all’Università di Verona, si è incentrata sulla storiografia filosofica tedesca fra Settecento e Novecento, collaborando in particolare alla Storia delle storie generali della filosofia, diretta da Giovanni Santinello e Gregorio Piaia e apparsa in cinque volumi tra il 1979 e il 2004, di cui è in corso la traduzione inglese. Contestualmente ha coltivato l’interesse per la storia delle idee, con riferimento a temi di filosofia della storia (Nazione e nazionalismo. La parabola di un’idea tra Kant, Herder e Fichte, Aracne, Roma 2018), della politica e della religione. Indice Prefazione ISBN:9788854950740 Collana: La filosofia e il suo passato 69 Autore: Mario Longo Edizione 2019 Stato: Disponibile

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La filosofia e la sua storia

La filosofia e la sua storia

€ 60,00

Gregorio Piaia si è formato presso l’Università di Padova, dove si laureò il 17 febbraio 1968 con una tesi coordinata da Carlo Giacon sul tema dell’averroismo politico nel pensiero di Marsilio da Padova. Tra i suoi maestri è da ricordare ancora Giovanni Santinello, del quale fu il principale collaboratore nel guidare il gruppo di lavoro formato da giovani studiosi impegnati nel progetto di una grande Storia delle storie generali della filosofia, uscita in prima edizione in lingua italiana tra il 1979 e il 2004 ed ora in corso di traduzione e aggiornamento in lingua inglese. La vita “pubblica” di Piaia si è svolta essenzialmente nella sua funzione di professore universitario, all’inizio come docente in formazione presso l’Università di Padova, poi quale professore associato presso l’Università di Verona, infine dal 1987 di nuovo a Padova, dove in qualità di professore ordinario tenne per quasi trent’anni la cattedra di storia della filosofia. Padova, Verona, il Veneto: certamente questi sono stati i riferimenti territoriali entro i quali si è compiuta la carriera accademica del bellunese Piaia. Ma egli estese ben presto l’ambito della sua attività di docente oltre questi limiti geografici, in Europa e nelle Americhe. Lo stesso spirito di apertura ha animato l’attività scientifica di Gregorio Piaia, che non si è svolta in limiti territoriali o di scuola precisi ma all’interno di una vasta “repubblica delle lettere” dai contorni più internazionali che nazionali: ne è testimonianza il suo ruolo di direttore o redattore di importanti riviste e la sua presenza nelle più rilevanti società di promozione degli studi filosofici e storico-filosofici. Non meno degna di nota, infine, è la sua costante attenzione e disponibilità nei confronti dei giovani studiosi. Il presente volume intende essere modesto segno della stima di cui gode e dell’ampiezza dei suoi interessi di ricerca. Indice Premessa ISBN: 9788867877638 Collana: La filosofia e il suo passato 64 Curatore Tomo I: Marco Forlivesi Curatori Tomo II: Mario Longo, Giuseppe Micheli Edizione: 2017 Stato: Disponibile

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La scoperta del senso

La scoperta del senso

€ 22,00

«Ogni coscienza è coscienza-di...». Con questa breve sentenza Edmund Husserl mise al centro della sua filosofia la questione dell’intenzionalità: il problema della relazione tra la coscienza e i suoi oggetti. Nelle sue analisi fenomenologiche egli impiegò sovente gli enigmatici concetti di senso e noema per designare il ‘contenuto ideale’ su cui poggia il rapporto tra il pensiero e ciò che è pensato. Il presente volume ricostruisce la genesi di questi concetti nel periodo che si estende dalle Ricerche Logiche (1901) fino a Idee I (1913). Tramite la dettagliata analisi di testi noti e manoscritti tuttora inediti, l’autore avanza la proposta di rileggere l’idealismo fenomenologico-trascendentale di Husserl proprio a partire dalla centralità del ‘regno’ del senso: lo spazio d’intersezione tra esperienza e linguaggio, tra la dimensione concreta dei vissuti e quella, astratta, dei puri significati. Matteo Settura (Brescia, 1988) ha conseguito il Dottorato di ricerca in Filosofia nell’Università di Padova. Tra il 2015 e il 2016 ha svolto un periodo di studio e ricerca presso lo Husserl-Archiv di Leuven. Si occupa di fenomenologia, filosofia trascendentale, filosofia francese contemporanea, teoria critica. Ha pubblicato diversi saggi in volumi collettanei e articoli su riviste specializzate. Dirige la rivista «Rivoluzioni Molecolari. Percorsi di pensiero critico». Indice Introduzione ISBN:9788867879663 Collana: La filosofia e il suo passato 65 Autore: Matteo Settura Edizione 2018 Stato: Disponibile

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I generi dell'aristotelismo volgare nel Rinascimento

I generi dell'aristotelismo volgare nel Rinascimento

€ 20,00

Intorno alla metà del Cinquecento il mercato librario fu progressivamente saturato da un’ampia gamma di volgarizzamenti aristotelici. Traduzioni, parafrasi, commenti, compendi, dialoghi, trattati, lezioni accademiche, ma anche prediche, poesie, oroscopi, ricette, manuali pratici: sono solo alcune delle forme di comunicazione filosofica nelle quali gli intellettuali rinascimentali si cimentarono, aprendosi a un nuovo pubblico di lettori. Gli studi raccolti in questo volume si soffermano sulla poliedricità dei generi letterari che caratterizza l’aristotelismo volgare rinascimentale, nel quale diverse pratiche espositive si combinano e si contaminano in modi spesso assai imprevedibili e perciò particolarmente interessanti da indagare. Marco Sgarbi (1982) è professore associato di Storia della filosofia nell’Università Ca’ Foscari Venezia. È stato principal investigator del progetto ERC Starting Grant 2013 intitolato “Aristotle in the Italian Vernacular: Rethinking Renaissance and Early-Modern Intellectual History (c. 1400-c. 1650)”. È editor della rivista Philosophical Readings, della Encyclopedia of Renaissance Philosophy e della serie Bloomsbury Studies in the Aristotelian Tradition. Indice Premessa ISBN:9788867879892 Collana: La filosofia e il suo passato 66 Autore: Marco Sgarbi Edizione 2018 Stato: Disponibile

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