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Collane scientifiche

Arte e cultura in casa Papafava nei primi tre decenni dell'Ottocento

Arte e cultura in casa Papafava nei primi tre decenni dell'Ottocento

€ 24,00

Gli epistolari di Arpalice di Brazzà (1759-1835), moglie di Giacomo Papafava (1740-1785), dei suoi figli Francesco (1782-1848) e Alessandro (1784-1861), della nuora Luisa Ottoboni dei duchi di Fiano (1799-1836) documentano, oltre a fatti politici e militari, numerosi eventi culturali e artistici di un’epoca caratterizzata dalla convivenza tra l’emergente sentire romantico, che immette nella pittura un nuovo modo di scegliere e rappresentare gli oggetti, le persone e i paesaggi, e il recupero e la riproposizione dell’antico in forme neo-classiche, alimentate dall’entusiamo suscitato dalle consistenti scoperte archeologiche. Tra gli artisti più noti, sui quali le lettere dei quattro Papafava gettano una nuova luce, si possono ricordare Antonio Canova, Rinaldo Rinaldi, Giovanni Darif, Giovanni De Min, Francesco Hayez, Vincenzo Camuccini, Giovanni Migliara, Hendrik Woogd. Molto emerge da questi epistolari su Giovan Battista Belzoni e non mancano accenni a Jean François Champollion. Sono documentate le attività di eruditi, bibliotecari e antiquari, mercanti d’arte, le iniziative teatrali e letterarie, oltre ai viaggi e ai soggiorni dei due fratelli Papafava, di Luisa e del cugino Ascanio di Brazzà. Dai resoconti di avvenimenti e di incontri in tutta Europa risultano evidenti i legami con i nomi più prestigiosi dell’aristocrazia dell’epoca (gli Estehazy, gli Strassoldo, i Ruffo di Calabria, gli Almasi, altre numerose casate asburgiche, friulane, venete, romane e napoletane), con famiglie che hanno espresso esponenti dell’alta burocrazia militare, civile ed ecclesiastica, con donne appartenenti alle élite internazionali, spesso impegnate in attività politiche e artistiche. Dalle lettere esce un quadro sfaccettato della società nei primi tre decenni dell’Ottocento: attraverso le vicende familiari, analizzabili nel loro quotidiano svolgersi, si possono conoscere la mentalità corrente, il modo di vivere la religiosità e di partecipare agli eventi politici, culturali e artistici, la capacità di viaggiare e di guardare con curiosità intelligente luoghi e persone. Giorgetta Bonfiglio-Dosio si occupa di archivi dal 1969: è stata funzionaria direttiva e prima dirigente nell’amministrazione degli Archivi di Stato, professore ordinario di archivistica all’Università di Padova, vicepresidente del Comitato tecnico-scientifico degli archivi e componente del Consiglio superiore beni culturali, consigliere dell’Associazione Nazionale Archivistica Italiana, consigliere e presidente dell’ANAI-Sezione Veneto; insegna come professore a contratto nelle Università di Macerata e di Firenze; è direttore scientifico della rivista «Archivi», presidente dell’associazione Archi-VA Valori Archivistici e socia di numerose accademie e società scientifiche. È autrice di oltre 300 tra monografie e articoli. Claudia Gambino si è laureata in conservazione dei beni culturali, indirizzo archeologico all’Università Cà Foscari di Venezia nel marzo 2004, con una tesi in egittologia. Ha fatto parte del progetto, coordinato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, dall’Università degli studi di Padova e finanziato dalla Regione Veneto, “Egittoveneto. Censimento dei reperti egizi ed egittizzanti della Regione Veneto” in collaborazione con Musei statali, civici e privati nella Regione; ha partecipato a mostre, convegni e iniziative regionali e nazionali volte a promuovere il patrimonio egittologico censito. Dal 2004 collabora con i Musei Civici agli Eremitani di Padova: ha svolto la catalogazione interna della collezione egizia del museo, ha ideato i contenuti per la stazione multimediale dedicata a G.B.Belzoni, ha collaborato alla realizzazione della mostra «L’Egitto di Belzoni, un gigante tra le piramidi», svoltasi a Padova nel 2019-2020, ed è autrice di schede e saggi nel relativo catalogo. In qualità di operatore museale, lavora dal 2015 al Museo Archeologico di Bologna e dal 2005 ai Musei Civici agli Eremitani Premessa Introduzione ISBN: 9788854959989 Collana: Invenire, 14 Autori: Giorgetta Bonfiglio-Dosio, Claudia Gambino Edizione: 2026 Stato: disponibile

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Alla ricerca di una terra delle madri

Alla ricerca di una terra delle madri

€ 18,00

La “terra delle madri”, quella di cui il personaggio di un romanzo di Daria Martelli avverte la millenaria mancanza perfino nel linguaggio, è un concetto nuovo, che sta emergendo alla coscienza del nostro tempo; equivale alla “patria”, etimologicamente “la terra dei padri”, un’espressione densa di significati storici, giuridici e simbolici, che richiama l’appartenenza, l’identità, la partecipazione, il legame profondo con altre persone che le condividano, nonché un ordine simbolico patriarcale. Questa esigenza femminile è il tema più profondo e segreto, sottostante ad altri temi più evidenti e notati, di due romanzi della stessa autrice, More veneto (2017) e Trent’anni dopo (2021), affatto diversi per la vicenda, i personaggi, l’ambientazione. Il saggio presente prende le mosse dai due romanzi, o meglio, dal percorso che essi, dopo la pubblicazione, hanno compiuto tra recensioni e presentazioni pubbliche, interventi orali e scritti di lettori e lettrici, interviste con l’autrice, raccogliendo spunti e stimoli dalla vivace cultura che di solito viene prodotta “intorno” al libro pubblicato, in varie occasioni e in varie forme, sia dall’autore o dall’autrice sia dai lettori e dalle lettrici; tale cultura peraltro di solito va dispersa, in quegli eventi che in una recente stagione gli assessorati cittadini classificavano come “l’effimero”. In questi interventi invero, quando nelle opere si vogliono puntualizzare i “temi”, che offrano motivi di riflessione, si assume anche la narrativa come un mezzo di conoscenza, pur nei suoi specifici modi espressivi. Il saggio sfugge a una catalogazione; è critica o autocritica e filosofia su vari temi connessi, tra divagazioni e associazioni, ricorrendo all’arte della divagazione e usando la libertà delle associazioni mentali. A questa varietà, nonché alle analogie intrinseche di discipline diverse, allude il sottotitolo Letteratura, storia e umanità, accogliendo questo ultimo termine nella valenza polisemica dell’inglese humanities. Daria Martelli è stata assistente presso l’Università di Padova e docente di lettere in ruolo nelle scuole secondarie superiori. Ha collaborato a "Il Gazzettino", a numerose riviste e alla RAI con testi culturali per trasmissioni. Ha fatto parte del Forum d’Ateneo per le politiche e gli studi di genere dell’Università di Padova. È autrice di saggistica in prospettiva storico- antropologica, di narrativa e di teatro. I saggi: La parità simbolica dei generi. Un compito della nostra epoca; Polifonie. Le donne a Venezia nell’età di Moderata Fonte (seconda metà del secolo XVI); Le parole di ieri sulla donna. Una ricerca di genere sulle nostre radici culturali; Scrittrice o scrittore? Una ricerca di genere sulla creatività letteraria; Per l’italiano in Italia. Le opere di narrativa: i racconti Il gioco dei tradimenti; i romanzi Chi perde la sua vita; Le vite di Fabrizia; Il riso della soubrette; More veneto;Trent’anni dopo. Nel volume Teatro. In scena per far riflettere sono raccolti quattordici testi teatrali. Tra quelli più rappresentati: il dramma Le streghe e il suo adattamento a monologo, elaborato dalla stessa autrice, Caterina. Una strega nel Cinquecento; Il giardino veneziano; Donne perdute. Adattamento teatrale di Lettere dalle case chiuse (Lina Merlin e Carla Barberis,1955); Il merito delle donne. Adattamento teatrale del dialogo di Moderata Fonte (1555-1592). www.dariamartelli.it Indice Preambolo RECENSIONI Daniela Domenici in DANIELA E DINTORNI ISBN: 9788854959545 Collana: Scienze Sociali Autrice: Daria Martelli Edizione: 2026 Stato: disponibile

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Palazzo Zacco di Prato della Valle in Padova

Palazzo Zacco di Prato della Valle in Padova

€ 19,00

Palazzo Zacco sorge all’angolo sud ovest di Prato della Valle. Dal 2002 è la sede padovana del Circolo Unificato dell’Esercito, dopo aver ospitato dal 1866 al 1954 il Comando della Divisione Militare Territoriale. L’edificio è sorto sul finire del XIV secolo, al posto di una preesistente casa ad un solo piano, per volontà di Tomaso Guarnerini. Dopo esser stato acquisito dai Campolongo, una ricca famiglia d’imprenditori tessili, con la morte di Bartolomea Campolongo avvenuta nel 1487 passò in eredità ai figli di Giovan Francesco Zacco. Marco e Zacco nel 1540 lo divisero in due unità residenziali e nel 1555 incaricarono l’architetto bergamasco Andrea Moroni (1500ca-1560) di ristrutturarlo. Il ramo discendente da Zacco nel 1653 fu aggregato alla nobiltà veneta e in virtù degli alti comandi assunti nella flotta e nell’armata di terra, ebbe modo di coronare il palazzo con gli otto obelischi piramidali. Nel 1700 Leopoldo I imperatore conferì alla famiglia il titolo di conti. Difficoltà finanziarie costrinsero Costantino Zacco a mettere all’asta il Palazzo, che nel 1839 fu aggiudicato al Collegio armeno “Samuel Moorat” di Venezia. Contrasti politici col governo austriaco impedirono l’avvio del liceo per orfani armeni, così che nel 1854 il comune di Padova lo prese in locazione per conto del Comando della Gendarmeria austriaca. Con l’Annessione del Veneto all’Italia (1866) subentrò il Regio Esercito Italiano. Nel 1904 il Demanio militare lo acquistò, rilevando i diritti in capo al comune di Padova e al Collegio armeno. Nel corso del Novecento gli ambienti interni e il cortile retrostante sono stati adeguati alle nuove destinazioni d’uso (sale di rappresentanza e di intrattenimento, foresteria e ristorazione, parcheggio auto) mantenendo tuttavia inalterato il prospetto su Prato della Valle, la più grande architettura della città di Padova del XVIII secolo. Claudio Grandis, nato a Padova nel 1956, ha pubblicato oltre settanta lavori su argomenti relativi alla storia cittadina e alla provincia, in particolare su temi quali i mulini ad acqua, la navigazione interna, le ville dei Colli Euganei. Collaboratore di alcune riviste periodiche, svolge il suo lavoro di ricerca prevalentemente presso gli Archivi di Stato di Padova e Venezia. Indice Prefazione Autore: Claudio Grandis ISBN: 9788854959774 Collana: Scienze Storiche Edizione: 2026 Stato: disponibile

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Logica (1692)

Logica (1692)

€ 25,00

Con il proprio Tractatus logicae parvae iuxta mentem Scoti, pubblicato a Salamanca nel 1692, la nobildonna spagnola Baltasara Petronila Arce y Suárez, vissuta tra il XVII e il XVIII secolo, si è conquistata il posto d’onore di “prima donna nella storia della logica”. Nonostante tale primato, tuttavia, né lei né la sua opera sono state sinora oggetto di uno studio sistematico. Questo volume presenta per la prima volta il testo integrale del Tractatus, preceduto da un’ampia introduzione finalizzata ad agevolarne la comprensione e articolata in tre parti: biografia e formazione intellettuale dell’autrice; contesto storico-filosofico nel quale s’inserisce il Tractatus; analisi generale dell’opera. Oltre a delineare struttura e contenuti dell’opera, viene esaminato l’apporto specifico in essa della pratica della disputa e vengono identificate tutte le fonti espressamente utilizzate da Baltasara. Lelio Paolo Panzone, dottore magistrale in filosofia, ha in passato pubblicato su tematiche pertinenti alla filosofia della politica e alla filosofia dell’educazione. Attualmente sviluppa la propria ricerca nell’ambito della storia della logica, in particolare di Età moderna, e si occupa del rinnovamento della didattica delle lingue classiche. Indice Prefazione/Foreword di Luca Gili Premessa Presentazione ISBN: 9788854959521 Collana: La filosofia e il suo passato, 83 Curatore: Lelio Paolo Panzone Edizione: 2026 Stato: disponibile

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I cicli affrescati del XIV secolo di Padova: catalogazione e conservazione / Padua’s fourteenth-century fresco cycles: cataloguing and conservation

I cicli affrescati del XIV secolo di Padova: catalogazione e conservazione / Padua’s fourteenth-century fresco cycles: cataloguing and conservation

€ 26,00

Il saggio analizza le metodologie di catalogazione e conservazione applicate ai cicli affrescati del XIV secolo di Padova sito Patrimonio Mondiale UNESCO. La prima parte della ricerca ha evidenziato la frammentarietà e disomogeneità delle schede catalografiche esistenti, sottolineando la necessità di una standardizzazione conforme alle normative ICCD. Nella seconda parte l’autrice sottolinea l’importanza della conservazione preventiva, basata su una conoscenza approfondita e sistematica del bene, promuovendo strategie conservative condivise. Attraverso un’analisi storica e diagnostica, il lavoro invita ad affrontare la tutela dei cicli affrescati padovani come un sistema integrato e interconnesso, in cui catalogazione e conservazione siano strumenti sinergici di valorizzazione culturale e sostenibilità gestionale. This essay examines the cataloguing and conservation methodologies applied to Padua’s fourteenth-century fresco cycles, a UNESCO World Heritage Site. The first part of the research highlights the fragmented and inconsistent nature of the existing catalogue records, emphasising the need for standardisation in accordance with ICCD (Central Institute for Cataloguing and Documentation) regulations. In the second part, the author stresses the importance of preventive conservation, grounded in a thorough and systematic understanding of the heritage, and promotes shared conservation strategies. Through historical and diagnostic analysis, the study advocates treating Padua’s fresco cycles as an integrated and interconnected system, in which cataloguing and conservation function as complementary tools for cultural enhancement and sustainable management. Moira Pegoraro è Specialista in Beni architettonici e del Paesaggio, con indirizzo di ricerca sulla vulnerabilità sismica delle superfici dipinte dell’architettura. Si è occupata dello studio degli affreschi di Giusto de’ Menabuoi al Battistero di Padova, svolto collaborando con la Soprintendenza al cantiere ministeriale di restauro. È laureata in Storia delle arti e conservazione dei beni artistici e ha conseguito la qualifica professionale di collaboratore restauratore dei beni culturali. Dal 2025 è funzionario storico dell’arte presso il Ministero della Cultura. Moira Pegoraro is a specialist in architectural and landscape heritage, with a research focus on the seismic vulnerability of painted architectural surfaces. She has carried out a study on the frescoes by Giusto de’ Menabuoi in the Baptistery of Padua Cathedral, in collaboration with the Superintendency local heritage authority during a ministerial restoration project. She holds a degree in Art History and the Conservation of Cultural Heritage and has obtained the professional qualification of Restoration Technician of Cultural Heritage. Since 2025, she has been an art historian at the Italian Ministry of Culture. Anteprima Indice Il volume è disponibile in Open Access ISBN: 9788854959743 Collana: Quaderni del Patrimonio Mondiale n. 1 Autrice: Moira Pegoraro Edizione: 2026 Stato: disponibile

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Iscrizioni medievali latine e volgari delle province di Padova e Rovigo (secc. VI-XII)

Iscrizioni medievali latine e volgari delle province di Padova e Rovigo (secc. VI-XII)

€ 35,00

Il volume comprende l’edizione con ampia illustrazione storica, contestuale, paleografica e linguistica di 49 iscrizioni medievali, tra il VI e il XII secolo, latine e volgari delle province di Padova e Rovigo (32 ancora esistenti e 17 deperditae; 20 relative a Padova città, 11 ad altri comuni della provincia e 18 ai vari centri del Polesine). Franco Benucci, Studioso senior dello Studium Patavinum, già Ricercatore di Linguistica presso il Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova, è membro dell’Ateneo Veneto di Scienze Lettere ed Arti, della Societas Veneta di Storia Religiosa, del Centro per la storia dell’Università di Padova, del Centro Studi Antoniani di Padova, della Società Internazionale di Studi Francescani di Assisi e del Centro Studi ‘Robertus de Apulia’ di Irsina (MT), nonché responsabile dei progetti di ricerca interdisciplinare relativi al Corpus dell’epigrafia medievale (CEM) di Padova e alla ‘Donazione de Mabilia’ alla cattedrale di Montepeloso (1454 c.): aspetti epigrafici, iconografia, contesti storici, committenza, tramiti, ricezioni. Unisce agli interessi disciplinari quelli relativi all’araldica e alla storia, arte e cultura della città, della regione e dell’Università, con particolare riguardo alle relative testimonianze monumentali, epigrafiche e documentarie. indice introduzione ISBN: 9788854959231 Collana: Scienze storiche Autore: Franco Benucci Edizione: 2026 Stato: disponibile

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Viaggi e viaggiatori

Viaggi e viaggiatori

€ 28,00

Viaggiatori per mestiere, per fede religiosa, per affari e tardivamente per puro piacere; diplomatici, pellegrini, soldati, missionari, schiavi, intellettuali, esuli per decreto o per scelta, prigionieri, naufraghi o turisti. Come l’etimologia di talune soluzioni linguistiche intorno a viaggio, voyage, travel, viaje testimonia (trepalium, viaticum), la delocalizzazione e lo spostamento non sempre sono percepiti come positivi e spesso implicano il trasporto altrove di una parte concreta o astratta delle radici o di una parte simbolica di esse, proprio come un travagliato viatico. Il viaggio è sradicamento ma anche adattamento; separazione o nuova unione; ponte su un abisso tra due sponde; scontro a fil di spada o incontro in punta di penna; creazione di straordinari vocabolari multilinguistici come nel caso delle lingue franche mediterranee; esperienza, invenzione, scoperta e – non da ultima – intensa fucina di racconti sulle molte vie della seta che si sono tracciate in direzioni diverse. Giovanni Borriero insegna Filologia romanza all’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Si occupa principalmente di lirica (galego-portoghese, occitanica, italiana), di romanzo francese e di retorica medievali, su cui ha pubblicato numerosi contributi scientifici in Italia e all’estero. Giovanni Cara insegna Letteratura spagnola all’Università di Padova. Si occupa specialmente dei secoli d’oro, con particolare attenzione al romanzo, al teatro e alla poesia burlesca. Per questa collana ha curato una traduzione commentata del Persiles di Cervantes. Rachele Fassanelli insegna Lingua e letteratura galega all’Università di Padova, dove dirige il Centro di Studi Galeghi. Si occupa principalmente, in ambito medievale, di lirica trobadorica galego portoghese e letteratura franco-italiana; ha inoltre pubblicato contributi sulla poesia e la narrativa galega moderna e contemporanea. Barbara Gori insegna Letteratura portoghese all’Università di Padova. È traduttrice di opere in prosa e poesia, tra cui i sonetti di Antero de Quental e di Manuel Alegre e la poesia di Ângelo de Lima. Ha al suo attivo libri, saggi e articoli sulla letteratura portoghese, soprattutto sulle due generazioni della Modernità portoghese e in particolare sulla figura e l’opera di Mário de Sá-Carneiro al quale ha dedicato, oltre a numerosi studi, la traduzione di tutta la sua opera in prosa (2015), un’estesa monografia (2019) che, nel 2022, è stata pubblicata anche in lingua portoghese e la traduzione della corrispondenza con Pessoa (2025). Indice Nota all'edizione ISBN: 9788854958579 Collana: La zattera di pietra, 6 Curatori: Giovanni Borriero, Giovanni Cara, Rachele Fassanelli, Barbara Gori Edizione: 2026 Stato: disponibile

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Poesie chimiche. Poemas químicos

Poesie chimiche. Poemas químicos

€ 27,00

Sui passi di Isabelle Stengers e di Ilya Prigogine, Premio Nobel per la Chimica 1977, sostenitori della nuova alleanza tra discipline, Mario Markus (Santiago del Cile, 1944) incarna fortemente, in una sinergia interdisciplinare di saperi e di pratiche, di etica ed estetica, l’integrazione come sistema in dialogo. L’illustre scienziato emerito presso il Max-Planck-Institut di Dortmund e professore emerito dell’Università di Dortmund, originale e appassionato interprete dalle tante anime di un nuovo umanesimo e di una concezione integrale della conoscenza, grazie a un lucido pensiero poetante ci accompagna attraverso la Tavola periodica di Mendeleev nell’affascinante mondo degli elementi chimici e ci regala questo singolare e magnifico libro che con efficacia mette insieme informazione scientifica e segno poetico. Da un’energia creativa straordinaria, sgorgano queste 125 Poesie chimiche, forme emozionali della conoscenza. Questo volume si inserisce nel progetto PRIN 2022 (Progetto di Rilevante Interesse Nazionale) su Transmedialità: media, scienza, generi, arti nella poesia panispanica (1980-2022). Mario Markus (Santiago del Cile, 1944) è professore emerito all’Università di Dortmund. Figlio di genitori tedeschi, in Cile dal 1939. Già responsabile di un gruppo di ricerca presso il Max-Planck-Institut di Fisiologia Molecolare di Dortmund, membro corrispondente dell’Accademia Cilena delle Scienze, ha pubblicato oltre 170 lavori scientifici. Dagli anni ’80, Mario Markus integra la scienza con l’arte attraverso la creazione di opere prodotte da formule matematiche. La speculazione scientifica e la sua applicazione estetica sfociano nel libro Una fórmula = Una imagen. Gráficas asombrosas con su PC (2009), con un commento di Ilya Prigogine, Premio Nobel per la Chimica 1977. Dove si intrecciano arte, scienza e tecnologia si inserisce anche Sciencia et Ars. La fuerza pictórica de cristales súperplanos (2019) sull’universo dei cristalli bidimensionali e della chimica supramolecolare. La sua creazione letteraria in lingua spagnola include tre libri di poesia (Poemas de invierno, 1990; Punzadas, 2007; Poemas químicos. Un poema sobre cada elemento, 2010), un romanzo di fantascienza/scienza possibile Bilis Negra (2001) trasformato in fumetto (2006) e, in tedesco, un’autobiografia (2021). In lingua tedesca, completano la sua produzione non strettamente scientifica vari libri dove emergono gli interessi intermediali e interdisciplinari e la sua preoccupazione per la comunicazione e la diffusione della conoscenza. Nel 2022, Mario Markus istituisce il Premio Mario Markus per le Scienze Ludiche in collaborazione con la Gesellschaft Deutscher Chemiker (GDCh), la Società Chimica Tedesca. Antonella Cancellier è professore ordinario di Linguistica e traduzione (lingua spagnola) all’Università degli Studi di Padova (Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali). Indice Presentazione a cura di Antonella Cancellier Prefazione di Flávia Álvares Il volume è disponibile in Open Access ISBN: 9788854959347 Collana: Lince-o. Saperi Nomadi 9 Autore: Mario Markus Cura e traduzione: Antonella Cancellier Edizione: 2026 Stato: Disponibile

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Note per un’educazione civica alla montagna

Note per un’educazione civica alla montagna

€ 20,00

Sono rinvenibili alcuni orizzonti assiomatici nello sforzo di ricognizione analitica e di tematizzazione teorica sviluppato in questo volume. Il primo riguarda lo statuto epistemologico di una possibile “educazione alla montagna”; questa è, di prevalenza, si sostiene, un’educazione civica, un’educazione, cioè, che è preminentemente educazione giuridica o non è. Il secondo riguarda l’opzione tematica relativa alla montagna come realtà socio-territoriale da prediligere per promuovere la consapevolezza dell’intreccio di due indiscutibili crisi generali: la crisi ambientale e la crisi educativa. Entrambe le crisi, nella loro estrema complessità ed intensità sfidante, possono, si spera, essere affrontate anche in ragione di una prospettiva educativa che, pur non soffocata dal pangiuridicismo tipico della cultura giuridica occidentale, riscopra la forza pedagogica del sapere giuridico, soprattutto nell’ambito di una, decisiva, educazione ambientale. In questo quadro concettuale viene ad emersione la montagna come “palestra educativa”, ovvero come dimensione di una pedagogia del territorio e per il territorio che si accredita come occasione di crescita civile, di sviluppo culturale, di promozione della qualità sociale. Educare alla montagna significa, allora, riscoprire i caratteri assiologici della montagna a sostegno di quelle ricadute assiopratiche cruciali per affrontare i rischi esiziali delle crisi in corso. Partire dalla montagna, insomma, per arginare, per via educativa, il progressivo degrado ambientale e sociale che, un giorno dopo l’altro, assedia, disumanizzandola, la nostra convivenza. Stefano Piazza (1960), Specialista in Istituzioni e tecniche di tutela dei diritti umani presso la Scuola di specializzazione triennale in Istituzioni e tecniche di tutela dei diritti umani dell’Università di Padova e Dottore di ricerca in Pianificazione territoriale e politiche pubbliche del territorio allo IUAV-Venezia, è docente dall’a.a. 2020-2021 nel Master IDeE – Insegnare Diritto ed Economia. Metodologie didattiche e formazione permanente nella scuola superiore, promosso dal Dipartimento di Diritto Privato e Critica del Diritto dell’Università di Padova e, dall’a.a. 2022-2023, è docente a contratto di Politica economica per la didattica delle scienze giuridiche-economiche nel corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza del medesimo ateneo. Ha insegnato, come docente a contratto, nelle Università di Trieste e di Padova e presso la SSIS del Veneto, sede di Verona, dove è stato Tutor Coordinatore di Discipline giuridiche ed economiche presso il TFA (Tirocinio formativo attivo) nell’a.a. 2014-2015. Indice Premessa ISBN: 9788854959262 Autore: Stefano Piazza Edizione: 2026 Stato: disponibile

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