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Collane scientifiche

Avventure della possibilità

Avventure della possibilità

€ 19,00

Essere o concetto, idea o realtà? O nessuno dei due? Nulla sembra più sfuggente, per il pensiero filosofico, del possibile. Se da un lato esso appare inconsistente, “quasi niente” (sono soprattutto i neoplatonici ad averne sottolineato l’affinità con il nulla), dall’altro però si impone alla riflessione, prigioniera di un’insuperabile circolarità, come il suo necessario presupposto. Non sarà proprio questa circolarità un indizio del fatto che il possibile è mescolato all’essere (e innanzitutto all’essere del pensiero) a tal punto che separarli equivarrebbe a separare la luce dall’ombra? Che cos’è in fondo la “meraviglia” del filosofare se non l’esperienza di un pensiero “possibile”? La scommessa di una filosofia del possibile è allora quella di liberare da un reale appiattito sull’esistente la carica eversiva delle sue possibilità inespresse. Nessuna sorpresa dunque che al possibile si leghino le speranze escatologiche dell’umanità irredenta. Dispositivi quali la critica e l’utopia, ma anche il pensiero teologico, hanno come principale bersaglio proprio il monolite dell’esistente innalzato a “destino”, poiché infine la ricerca del possibile non è altro che l’avventura stessa della filosofia. Martino Dalla Valle (Camposampiero - PD, 1976) è docente di ruolo nelle Scuole medie superiori e collabora con la Scuola di dottorato dell’Università di Padova. Carlo Scilironi (Sondrio, 1954) è docente di Ermeneutica filosofica e di Filosofia teoretica e pensiero teologico all’Università di Padova.​​​​​​​ Indice e Prefazione ​​​​​​​ ISBN:9788854950467 Collana: La filosofia e il suo passato Autori: Martino Dalla Valle, Carlo Scilironi Edizione: 2019 Stato: disponibile

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Della filosofia o del non sapere

Della filosofia o del non sapere

€ 18,00

Il libro, teso tra la grande tradizione socratico-platonica del sapere di non sapere, segno e misura della finitezza dell’uomo, e la sua riproposizione kantiana, ruota attorno a due fuochi, l’essere e la verità, e sostiene la tesi che essere e nulla siano «concetti limite». Il testo procede in costante dialogo con le forme più essenziali e rigorose del pensiero contemporaneo, soprattutto con la declinazione dell’essere come possibilità di Heidegger e con quella dell’essere come necessità di Severino; rivendica con forza l’irriducibilità dell’essere all’ente e del pensiero al linguaggio; e mostra le ragioni che soggiacciono alle diverse soluzioni del problema del vero: la soluzione predicativa (Aristotele), la soluzione post-predicativa (Hegel) e la soluzione ante-predicativa (Heidegger). In appendice è riprodotto il testo sulla struttura dell’essere che segna il terminus a quo della presente riflessione. Carlo Scilironi (Sondrio, 1954) insegna Ermeneutica filosofica e Filosofia teoretica e pensiero teologico all’Università di Padova. Ha pubblicato: Ontologia e storia nel pensiero di Emanuele Severino (1980), Atto, destino e storia (1988), Possibilità e fondamento della fede (1988), Note sulla semantica ontologica e sull’ermeneutica del Novecento (1989), Il volto del prossimo (1991), Destino e fede (1994), In cammino verso l’uomo (1994), Note intorno al problema della verità (1999), Il nulla nel pensiero contemporaneo (2000), Nichilismo, sacro e mistero (2002), Il «De praedestinatione» di Giovanni Scoto Eriugena (2005), Essere e trascendenza (2011), Note intorno al problema della morte (2018). Indice e Prefazione ​​​​​​​ ISBN:9788854950832 Collana: La filosofia e il suo passato Autore: Carlo Scilironi Edizione: 2019 Stato: disponibile

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Il colore di parole in movimento

Il colore di parole in movimento

€ 20,00

Oltre a essere accomunati da numerose affinità, i tre scrittori studiati in questo volume anticipano temi e stilemi che saranno propri delle avanguardie. Lewis Carroll, Oscar Wilde e Virginia Woolf si dedicano con grande innovatività a considerazioni e sperimentazioni intorno al concetto di tempo, nutrono un profondo interesse per le teorie e le tecniche pittoriche, sono essi stessi buoni disegnatori, sono autori di studi scientifici solidi e originali e, nel rifiutare la mera rappresentazione della realtà fenomenica, hanno come obiettivo comune il superamento del figurativismo mimetico. Tutti e tre si dimostrano altresì attratti dal genere della vanitas, dai significati legati allo specchio, dalla mitologia classica, dal simbolismo del mondo naturale e dall’idea di circolarità e sdoppiamento. La cultura del Rinascimento, inoltre, è fonte di ispirazione e soggetto della maggior parte delle opere, sia critiche che narrative, di Wilde e Woolf.  Milena Romero Allué insegna letteratura inglese all’Università di Udine. Studia in particolare il rapporto tra letteratura e arti visive, la percezione visiva, l’estetica del giardino, l’approccio scientifico e la tradizione di matrice ermetico-alchemica. Ha pubblicato Art is the Tree of Life. Parola e immagine in Marvell e Blake (2000), Qui è l’Inferno e quivi il Paradiso. Giardini, paradisi e paradossi nella letteratura inglese del Seicento (2005), Immagini della mente. Scrittura e percezione visiva nella letteratura inglese del Rinascimento (2016). È anche autrice di saggi su numerosi autori del Rinascimento inglese. Indice ISBN:9788854950955 Collana: Scienze filologico-letterarie Autrice: Milena Allué Edizione 2019 Stato: Disponibile

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Il mito dell'Italia nella letteratura romena dell'Ottocento

Il mito dell'Italia nella letteratura romena dell'Ottocento

€ 27,00

Il volume prende le mosse dall’osservazione che nell’Ottocento molti sono gli scrittori e intellettuali romeni legati alla penisola italiana. Già dal 1808, quando il poeta Asachi salutava Roma madre del suo popolo e signora del mondo, si associava all’Italia un sistema di metafore familiari destinate a una certa diffusione nella stampa italiana di metà secolo, con Mazzini, che considerava la nazione romena una figlia perduta dell’impero romano. Se Roma, con la Colonna Traiana, era la città più presente nel mito, la Venezia romantica pervade la poesia di Alecsandri, mentre Firenze è narrata come città d’arte da Alecsandri e come culla di carbonari da Filimon. Tre sono così le coordinate cui si lega il mito: l’Italia patria degli antenati dei romeni, l’Italia museo dell’Europa da studiare, italiani e romeni alleati nella lotta contro gli imperi per l’indipendenza nazionale.   Alexandra Vranceanu Pagliardini insegna Letteratura comparata all’Università di Bucarest e ha insegnato nelle Università di Saint-Etienne e Padova. Ha studiato i rapporti testo-immagine e la letteratura dell’esilio. Ha pubblicato Les aventures de l’ekphrasis dans la fiction contemporaine (2011), Meridiani della migrazione nella letteratura romena da Ureche a Cioran (2012), ha curato Text(e)/Image. Interferences. Etudes critiques (2009), Migrazione e patologie dell’humanitas nella letteratura europea contemporanea (2012), Terra aliena. L’esilio degli intellettuali europei (2013), Rifondare la letteratura nazionale per un pubblico europeo. Da un’idea di G. Mazzini (2015). Indice e Introduzione ISBN:9788854951471 Collana: Romanistica Patavina Autrice: Alexandra Vranceanu Pagliardini Edizione 2019 Stato: Disponibile

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Archivio storico dell'Università di Cagliari

Archivio storico dell'Università di Cagliari

€ 32,00

l secondo volume della collana Invenire presenta l’inventario della Sezione I (1764-1848) della Regia Università degli Studi di Cagliari, conservata nell’Archivio storico dell’Ateneo cagliaritano. Si tratta del risultato del lavoro di ricerca e riordinamento condotto dalle due ricercatrici di Archivistica della stessa Università. L’inventario, elaborato tramite un’applicazione web open source per la descrizione di archivi storici, si propone qui con una rielaborazione editoriale graficamente più snella, che mantiene, però, gli elementi essenziali della descrizione archivistica. Questo volume è a tutti gli effetti un punto di partenza e sarà presto seguito dalla pubblicazione degli inventari relativi alla Sezione II (1848-1946).     Mariangela Rapetti ed Eleonora Todde sono ricercatrici t.d. di Archivistica all’Università degli Studi di Cagliari. Negli ultimi anni hanno lavorato, anche in qualità di assegniste di ricerca e con il coordinamento di Cecilia Tasca, al riordino, inventariazione e studio dei documenti conservati nell’Archivio storico dell’Ateneo. Nell’ambito di queste attività hanno pubblicato, insieme, ‘La stanza per vestirsi dei signori professori’. Guida all’Archivio storico dell’Università degli Studi di Cagliari (2016) e, rispettivamente, i volumi La riconquista dei saperi. Il pareggiamento dell’Università di Cagliari, con nota storica di Giancarlo Nonnoi e Governare un Ateneo. Segretari e archivisti al servizio della Regia Università di Cagliari, con nota storica di Cecilia Tasca, entrambi pubblicati nel 2016 all’interno della collana La memoria ritrovata, curata da Mariarosa Cardia e Luciano Marrocu. Hanno inoltre partecipato alla pubblicazione del volume Gli archivi delle Università. Firenze, Cagliari, Salerno, a cura di Laura Giambastiani (2018). INDICE e PRESENTAZIONE di Giorgetta Bonfiglio-Dosio ISBN:9788854951242 Collana: Invenire, 2 Autrici: Mariangela Rapetti, Eleonora Todde Edizione 2019 Stato: Disponibile  

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Archivio Papafava dei Carraresi Antonini. Amministrazione dei beni e contabilità

Archivio Papafava dei Carraresi Antonini. Amministrazione dei beni e contabilità

€ 24,00

Con questo volume si inaugura una collana pensata per accogliere strumenti descrittivi di archivi, soprattutto inventari, realizzati con impostazione scientifica da professionisti del settore, che ultimamente – a causa anche della diffusione di descrizioni online – trovano poche sedi di accoglienza. In questo caso si tratta dell’inventario del fondo «Amministrazione dei beni e contabilità» del grande complesso archivistico della famiglia padovana Papafava dei Carraresi Antonini: in tutto 717 unità archivistiche, prodotte fra il 1705 e il 1927 anche da altre famiglie (Testa, Trento, Antonini) confluite per via matrimoniale in Papafava. La descrizione di questo fondo è un’ulteriore tappa del lungo percorso iniziato nel 1990 con il primo elenco sommario. I documenti consentono di ricostruire non solo le vicende familiari, ma un articolato contesto socio-economico, comprendente la storia del paesaggio, le colture agrarie, le iniziative pre e proto industriali di un ampio territorio veneto e friulano. Autrice: Giorgetta Bonfiglio-Dosio si occupa di archivi dal 1969, in ruoli differenti: è stata funzionario e primo dirigente nell’amministrazione archivistica, professore ordinario di archivistica all’Università di Padova, vicepresidente del Comitato tecnico-scientifico degli archivi e componente del Consiglio superiore beni culturali, consigliere nazionale dell’ANAI (Associazione Nazionale Archivistica Italiana), consigliere e presidente dell’ANAI-Sezione Veneto; è attualmente, dopo il pensionamento, professore a contratto di archivistica nelle università Ca’ Foscari di Venezia, Macerata, Firenze, direttore scientifico della rivista «Archivi», socia di numerose accademie e società scientifiche. Indice e Introduzione ISBN:9788854950887 Collana: Invenire Autore: Bonfiglio-Dosio Giorgetta Edizione 2019 Stato: Disponibile  

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Patate in laguna e altrove...

Patate in laguna e altrove...

€ 15,00

Tra gli alimenti giunti dall’America al seguito di Cristoforo Colombo un posto di primo piano è occupato dalla patata che, come il mais, ha integrato quelli che fino ad allora erano stati gli alimenti di base, contribuendo a sfamare generazioni di indigenti. Non riscuote tuttavia un immediato successo. Osteggiata perché si crede che delle sue foglie si cibino le streghe per volare, o più realisticamente perché contiene una consistente dose di solanina che provoca effetti allucinogeni, rimane per molto tempo relegata nei giardini conventuali e ‘dei semplici’. Saranno gli ‘anni della fame’ dell’inizio dell’Ottocento a imporla sulle tavole degli italiani, grazie alle coraggiose sperimentazioni di possidenti illuminati che ne vedono con lungimiranza le opportunità alimentari ed economiche. Per il Veneto, singolare l’esperienza del patrizio veneziano Pietro Antonio Zorzi che nelle sabbie salmastre dell’isola della Giudecca pone a coltura diversi nuovi incroci, aprendo la strada a varietà locali recentemente rivalutate.   Marina Scopel si occupa di storia della gastronomia e dell’alimentazione, con particolare attenzione a tematiche conviviali riferite all’area veneta. Ha collaborato con la rivista «Appunti di gastronomia» diretta da Claudio Benporat con numerosi articoli, frutto di ricerche d’archivio su documenti inediti. In Cucina e convivialità a Padova nel Quattrocento (Trento 2017) ha pubblicato la descrizione di fastosi conviti tratti da un ricettario manoscritto composto sullo scorcio del secolo. Presentazione ISBN: 9788854950726 Collana: Homo edens. Alimentarsi tra cultura, paesi e regioni Autore: Marina Scopel Edizione: 2019 Stato: disponibile

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