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Collane scientifiche

Un odàr a pranzo

Un odàr a pranzo

€ 16,00

Tre tracce si svolgono e si intersecano in questo volume. La prima – il testo – è il cibo. Il pane e la carne, la frutta e il riso, il latte e il miele. Il vino e le grappe. Cibi antichi e continuamente rinnovati da scambi e influenze reciproche con altri territori, come avviene per il cibo di ogni cultura sussistente e aperta al mondo. Eredità forte e trasformazioni inclusive. La seconda traccia – il contesto – è dunque il territorio. Armenia: un territorio dalla geografia che si è evoluta in una lunga storia, in modo intenso e a volte drammatico, generando una territorialità che è prodotto della cultura ma anche fattore di quella stessa cultura. Impronta e matrice. La terza traccia è il camminare – il codice – che espone al mondo con modalità umili e potenti: ti obbliga a provare a dare senso alle cose – ai cibi – in cui ti imbatti per caso. Giorno dopo giorno.   Pierpaolo Faggi (1949) ha insegnato Geografia umana all’Università di Padova e in altri Atenei. I suoi interessi di ricerca riguardano il rapporto uomo-ambiente nella «diagonale arida», dal Senegal all’Asia Centrale. Tra le pubblicazioni principali: La desertificazione. Geografia di una crisi ambientale, Milano, Etaslibri, 1991; Conflitti ambientali. Genesi, sviluppo, gestione, Milano, Unicopli, 1999 (curatela con A. Turco); La Vallée du Sourou (Burkina Faso). Genèse d’un territoire hydraulique dans l’Afrique soudano-sahélienne, Paris, L’Harmattan, 2003 (con J. Bethemont e T. P. Zoungrana). Da alcuni anni, collateralmente ma non troppo, si dedica al camminare come esperienza territoriale, soprattutto nella regione pedecaucasica e nei Balcani. Indice Premessa ISBN: 9788854952102 Collana: Homo edens. Alimentarsi tra cultura, paesi e regioni, 3 Autore: Pierpaolo Faggi Edizione: 2020 Stato: disponibile

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La lingua transispanica del trauma

La lingua transispanica del trauma

€ 23,00

Questo volume si configura come un viaggio corale e plurivoco entro diverse latitudini della mappa cangiante che è la letteratura soprattutto contemporanea in lingua spagnola, esplorata nella sua resa – ricorrente, multiforme, insistente – di una violenza di Stato percepita come trauma collettivo mal sepolto e riveniente. Attraverso sei sezioni che circoscrivono diversi spazi e modalità di narrazione della memoria dolorosa, obiettivo dei contributi contenuti al suo interno è la ricostruzione delle costanti espressive e formali di una lingua letteraria transnazionale che sembra concepita non come mero filtro, bensì come catalizzatore di una operazione complessa di ricomposizione dell’identità. La lingua transispanica del trauma intende omaggiare in questo modo, mettendo le due sponde del mondo ispanoparlante in comunicazione produttiva, la lunga attività di ricerca e insegnamento di Donatella Pini, amica, maestra e collega dei vari autori. Maura Rossi insegna Letteratura spagnola contemporanea nel Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università di Padova, dove ha conseguito il suo dottorato europeo con una tesi sulla presenza e persistenza della guerra civile nella narrativa spagnola ultracontemporanea. I suoi interessi di ricerca spaziano tra la tematica post-traumatica nel romanzo e racconto spagnoli del Novecento e dei primi anni Duemila, la scrittura dissidente dell’esilio spagnolo e della transizione, e le recenti proposte narrative relazionate con l’attuale crisi economica Indice Introduzione   ISBN: 9788854952379 Collana: Sghiribizzi - Biblioteca d'Ispanistica 11 Curatrice: Maura Rossi Edizione 2020 Stato: Disponibile

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Studi sul Rinascimento

Studi sul Rinascimento

€ 27,00

Questa raccolta di studi di Fernando Bandini documenta un campo settoriale e specifico della sua attività di storico della lingua e della letteratura. Bandini ha dedicato alla cultura rinascimentale vicentina, alla ricostruzione di una storia letteraria e dialettale poco frequentate dalla critica, com’è quella degli epigoni di Ruzante trapiantati dagli Euganei ai Berici, mezzo secolo di fedeltà, con studi monografici essenziali e interventi analitici, magari discontinui e frammentari ma sempre acuti e raffinati. Per Bandini la storia letteraria di Vicenza inizia con il Rinascimento e con Trissino, anche se la qualità artistica che a questi manca è raggiunta dai “pavani vicentini” della sua cerchia, a partire dagli autori delle Quattro parti delle rime in lingua rustica padovana, Giovan Battista Maganza, Agostino Rava, Marco Thiene, ossia, con nomenagia pavana, Magagnò, Menon, Begotto: con un catalogo di autori che si allarga progressivamente fino a tutto il Seicento e oltre. Fernando Bandini (Vicenza, 1931-2013) è stato professore di «Filologia romanza» e poi di «Stilistica e metrica italiana» all’Università di Padova dal 1972 al 1996. È riconosciuto come uno dei grandi poeti del Novecento (In modo lampante, 1962, Per partito preso, 1965, Memoria del futuro, 1969, La mantide e la città, 1979, Santi di Dicembre, 1994, Meridiano di Greenwich, 1998, Dietro i cancelli e altrove, 2007, Quattordici poesie, 2010, Un altro inverno, 2012). Poeta in latino, è stato vincitore del Certamen poeticum Hoeufftianum di Amsterdam e del Certamen vaticanum. La sua intera opera poetica è ora raccolta in Tutte le poesie, a cura di R. Zucco, Mondadori (Oscar Baobab), Milano 2018. È stato acuto interprete letterario (Groto, Foscolo, Nievo, Leopardi, di cui ha dato un finissimo commento dei Canti riedito a più riprese dal 1975, Pascoli, i poeti simbolisti e liberty). Critico militante, ha scritto su Jahier, Moretti, Montale, Noventa, Sereni, Raboni, padre Turoldo, con particolare attenzione alla linea veneta: Valeri, Piovene, Parise, Meneghello, Comisso, Rigoni Stern, Neri Pozza. Nel 2010 è stato insignito del Premio del Presidente, nell’ambito del Premio Viareggio; nel 2012 ha vinto il Premio Librex Montale. È stato Presidente dell’Accademia Olimpica di Vicenza dal 2003 al 2011. Indice Un ricordo personale di Fernando Bandini di Gaetano Thiene, Presidente dell'Accademia Olimpica di Vicenza ISBN:9788854951259 Collana: Romanistica Patavina Autore: Fernando Bandini Edizione 2020 Stato: Disponibile

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Filosofia trascendentale e orizzonte pratico nell'ultimo Fichte

Filosofia trascendentale e orizzonte pratico nell'ultimo Fichte

€ 26,00

Negli ultimi anni della filosofia di Fichte (1762-1814), il rapporto tra sapere e vita assume una centralità inedita, divenendo il nucleo portante del sistema della Dottrina della scienza. Il presente volume è dedicato all’interrogazione di questo rapporto con cui il trascendentale fichtiano si radicalizza all’insegna dello scambio con l’orizzonte pratico. Attraverso l’analisi dei corsi dedicati all’etica (1812) e alla filosofia applicata (1813), si getta luce su un nuovo senso dell’agire che sfocia da un lato in una morale della creazione affrancata dall’idea dell’imperativo categorico e dall’altro in una politica del trascendentale basata sull’educazione e non più sul Diritto. In entrambi i casi, l’orizzonte pratico manifesta l’eccedenza con cui il reale impedisce la chiusura autoreferenziale del sistema e allo stesso tempo consente al sapere di riaprirsi alla vita.   Giacomo Gambaro (Padova, 1990) è assegnista di ricerca nel Dipartimento FISPPA dell’Università di Padova. Si occupa di filosofia trascendentale con particolare riferimento al pensiero di J. G. Fichte, di cui ha curato l’edizione italiana della Dottrina della scienza 1813 (Roma 2018). Ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università La Sapienza di Roma con una tesi sul pensiero della differenza sessuale a partire dagli scritti di Carla Lonzi.   Indice Prefazione di Marco Ivaldo ISBN:9788867879700 Collana: La filosofia e il suo passato, 72 Autore: Giacomo Gambaro Edizione 2020 Stato: Disponibile

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Metis 2020  - Vol. XXVII 1/2020

Metis 2020 - Vol. XXVII 1/2020

€ 20,00

Nel numero 1 del 2020 c’è un cambiamento nella co-direzione di Metis: il prof. Pier Paolo Bellini subentra al prof. Angelo Boccato che ha fatto parte della direzione di Metis a partire dal 2016 dandoci un importante e costante apporto nelle incombenze di vario tipo che si incontrano nel dirigere una rivista. Il prof. Pier Paolo Bellini insegna all’Università del Molise, oltre a essere nel comitato scientifico della rivista, è stato più volte tra gli  autori. In questo numero della rivista, per l’occasione presenta, su invito, un lavoro dal titolo Il “segno artistico”: una prospettiva sociologica. Si tratta di una riflessione su quella che è la specificità dell’arte e cioè la sua prevalenza polisemica, che si realizza con la ricercata pluralità di significati. Anche Ilaria Riccioni in Notes on Weber, Lukács and Adorno on Culture (Part I) si addentra nella capacità di costruire e di consolidare la realtà sociale attraverso l’istituzionalizzazione dell’arte e della cultura e lo fa seguendo le riflessioni dei tre classici della sociologia presenti nel titolo. Veronika K. Katermina nel suo articolo Political Content of Social Movements in the Context of New Media ci offre un resoconto del contenuto politico dei social media considerando gruppi che partecipano attivamente al processo di comunicazione. L’autrice studia in particolar modo le caratteristiche linguistico-discorsive del contenuto politico dei movimenti sociali. Tale linguaggio consente di vedere le nuove tendenze presenti nell’attuale spazio comunicativo dei social media. Segue, quindi, l’articolo di Rebeca Andreina Papa riguardante, ancora una volta i social media, dal titolo La relazione online al tempo dei social network, fra intimità digitali e aggressività. L’autrice indaga il fatto che con la diffusione dei social media le relazioni sembrano far prevalere interazioni profondamente intime o situazioni di odio e di violenza online e lo fa indagando le narrazioni identitarie realizzate nelle relazioni in rete. Segue l’articolo di Antonia Cava e di Marco Centorrino relativo al Social food. Esperienza del gusto e culture mediali in cui gli autori espongono uno degli argomenti più attuali, anche in sociologia della comunicazione, in cui il cibo si presenta come un elemento importante della cultura, specialmente nell’uso di linguaggi particolari che generano universi simbolici che si riflettono sia su nuovi stili di consumo, che investono l’aspetto identitario, sia sull’apertura di nuovi mercati. Chiude il numero 1 del XXVII volume Maria Rita Bartolomei con l’articolo dal titolo Il corpo parla: la verginità raccontata dagli adolescenti che porta a nostra conoscenza i risultati di una ricerca che sembra indagare un mito del passato rappresentato dal ‘mito della verginità’ che, invece, ha per molte culture umane, una forte persistenza anche nell’odierna società e mostra come, nonostante l’intrusione (organizzata) sulla corporalità e sulla personalità della donna, possa ancora sembrare un buon metodo per ‘stare assieme’ nella società. Interessante quindi leggere che cosa ne pensano i giovani di varie nazionalità su questo argomento.   ISBN: 9788854952256 Collana: Metis Curatori: Tessarolo Mariselda, Pier Paolo Bellini Edizione: 2020 Stato: Disponibile

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Identità e formazione

Identità e formazione

€ 18,00

La domanda di fondo che sottende il presente lavoro riguarda i processi attraverso i quali i membri della comunità mebengokré, che vivono lungo il fiume Bakajá nel Brasile Centrale, definiscono un’idea di soggettività in relazione con il Sé e con l’Altro. Nel corso di questa ricerca, infatti, emerge cosa significhi essere “propriamente soggetti” attraverso il rapporto con l’Altro, sia esso costituito dal mondo indigeno, da quello non indigeno o dal mondo non umano. Tale processo dialogico viene a delineare così un movimento di permanente rielaborazione e di continui aggiustamenti, in un “divenire” delle forme che assume l’idea di soggetto sia individuale che collettivo. Paride Bollettin, laureato all’Università di Padova, ha conseguito il Dottorato in antropologia culturale all’Università degli Studi di Siena nel 2011. Ha lavorato poi come ricercatore e docente in Italia, in Brasile e in Inghilterra. Attualmente è professore visitante all’Universidade Federal da Bahia (Brasile) e Honorary Research Fellow all’University of Durham (UK). Ha pubblicato decine di articoli in riviste specializzate e in libri. Per la casa editrice Cleup ha curato il volume Lévi-Strauss visto del Brasile (con Renato Athias) e la raccolta in tre volumi Etnografie Amazzoniche. Indice Prefazione Introduzione ISBN:9788854952157 Collana: Collana di studi di americanistica 6 Autore: Paride Bollettin Edizione 2020 Stato: Disponibile

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