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Collane scientifiche

Metis 2022  - Vol. XXIX  1-2/2022

Metis 2022 - Vol. XXIX 1-2/2022

€ 20,00

Presentazione Anche in questo numero, come è consuetudine della rivista, vengono raccolti contributi di genere diverso che coprono un ampio spettro della comunicazione: da quella interpersonale a quella culturale passando per l’informazione giornalistica e a quella online. Il primo contributo Navigare tra le righe, Giancarlo Volpato prende spunto da una corrispondenza epistolare avvenuta tra Macchiavelli e Vettori per mettere a confronto la lettura e l’ascolto, intesi come due modi diversi di leggere. La condivisione attraverso il tempo del piacere della lettura ci accomuna con chi ci ha preceduto e che arrivano a noi attraverso la traccia scritta del loro passaggio terreno, con la quale ci oltrepassano. La scrittura allunga la nostra esistenza a tempi che noi non abbiamo vissuto e porterà ciò che scriviamo oltre il tempo della nostra esistenza materiale. I confini del tempo della vita sono passato, presente e futuro, ma, come scrive Koselleck, l’ordine può mescolarsi. La scrittura è un’invenzione sociale che permette di leggere, di ampliare gli orizzonti del sapere arricchendo i significati dell’esistenza. Ogni forma di scrittura è principalmente la manifestazione di disponibilità al dialogo tra chi legge e chi ha scritto è quello che un musicologo come Jean Molino definiva “livello neutro” della comunicazione. Al quale tutti possono accedere al di là del tempo in cui vivono. Luca Serafini indaga su Oltre il web postmoderno: ripensare il giornalismo online come metanarrazione che vede nei journalism studies l’avvento del web e l’affermazione del giornalismo online come un superamento di un paradigma normativo, riconducibile ai principi della modernità filosofica e scientifica, superamento che va verso un paradigma postmoderno incentrato sulla soggettività e il relativismo. Serafini propone una lettura alternativa a questa epistemologia del giornalismo online, secondo la quale la frammentazione delle audience in reti omofiliche, la formazione di bolle ideologiche e la crescente polarizzazione causata dagli algoritmi, rendono spesso i contenuti che circolano online una riproposizione delle metanarrazioni della modernità, che non corrispondono ai principi di equivalenza delle interpretazioni e di apertura al dialogo propri del postmodernismo. Per questi motivi, si propone una nuova definizione del giornalismo sul web: non un giornalismo postmoderno, ma un compimento in forma soggettiva dei principi alla base del paradigma moderno. Giuseppe Monteduro, Sara Nanetti e Daria Panebianco nel loro saggio Capitale culturale familiare e mobilità studentesca: il valore attribuito dagli studenti all’esperienza universitaria, trattano delle tracce lasciate dal Covid-19 che hanno portato a studiare modalità di partecipazione che altrimenti non sarebbero state considerate: il capitale sociale offerto dalla famiglia si è dimostrato utile sia per la scelta dell’area di studio sia per la modalità di fruizione e di partecipazione. L’università è stata rivalutata come luogo relazionale che comprende le relazioni con gli altri studenti e quelle con i docenti sia come spazio di formazione del ‘proprio’ sguardo sul mondo. La pandemia, nonostante tutto, ha promosso la formazione di una nuova ‘generazione’ sbilanciata in favore degli aspetti relazionali, definita da una ‘socialità ristretta’ che, tuttavia, già stava prendendo piede negli ultimi due decenni. Rachele Reschiglian presenta un lavoro dal titolo: The gendered Zero Waste Movement. A multimodal social-semiotic study nel quale viene esaminto l’impatto delle prestazioni e della rappresentazione ambientalistica online in particolare su Istagram. Il Movimento Rifiuti Zero (MRZ). La ricerca si basa sui dati apparsi su Istagram e i risultati mostrano che la creazione di significato avviene utilizzan­do il genere e la partecipazione politica come risorse semiotiche indicanti il movimento. Si rileva in definitiva che il movimento ambientalista che si presenta come fenomeno sociale multimediale è un esempio di partecipazione politica online di genere. Un’analisi netnografica sul fenomeno dell’Hate Speech nella Manosfera italiana è il titolo del lavoro presentato da Debora Pizzimenti e Fabrizia Pasciuto. Le autrici analizzano l’influenza esercitata dalle piattaforme digitali nell’incentivare e plasmare il fenomeno dell’hate speech. In particolare è stato analizzato il panorama Incel italiano del gruppo che unisce uomini che si definiscono celibi involontari e che individuano nelle donne la causa della loro solitudine. Ciò si traduce in un’espansione di hate speech e impiego di epiteti denigratori nei confronti del genere femminile. Attraverso il metodo Netnografico saranno evidenziate le narrazioni presenti in tali contesti sociali, generatori anche di un proprio vocabolario atto ad alimentare la coesione tra i suoi membri. Matilde Francisca, Davide Gherardi e Giulia Giacomelli presentano un articolo dal titolo Adolescenti e media digitali: mascolinità, sexting e pornografia nel quale indagano sul rapporto tra adolescen­ti e media digitali nella costruzione dell’identità sessuale, di genere e dei rapporti interpersonali. Dalla loro ricerca è emersa una pro­fonda differenza nel modo di rappresentarsi online sui social dettata da modelli educazionali, tendenze e legami omosociali. Emerge diversità tra ragazze e ragazzi per quanto riguarda il sexting e il consumo di materiale pornografico, differenze che, anche se non presentano una definita consapevolezza propongono una evidente differenza di genere. Travisamento culturale o egemonia? Il Codice Magliabechiano ed altre fonti storiche come modello interpretativo di Tristano Volpato analizza un caso particolare di travisamento culturale dovuto all’e­gemonia europea in America che ha coinvolto l’aspetto religioso e identitario di molte popolazioni indigene locali la cui esistenza è rilevata da studiosi che si concentrarono le regioni dell’America centrale e del sud (Messico, in particolare). Tali studiosi furono i principali incaricati di alterare i testi sacri e dare un’immagine distorta dell’identità culturale del tempo. Ne è un esempio il Codice Magliabechiano che, insieme ad altre fonti storiche, rivela la manipolazione della memoria come il modo migliore per screditare l’America Latina, riscrivendone la storia e l’identità. Junji Tsuchiya presenta un lavoro dal titolo: Sociological issues of social control and power in information sciences nel quale sottolinea il controllo sociale che passa attraverso le tecnologie dell’informazione invadendo tutte le aree della vita sociale in quanto le tecnologie stesse si caricano di un notevole potere egemonico. Osserva lo studioso che la saggezza e la conoscenza delle scienze sono sempre associate al ‘potere’. In particolare, lo sviluppo della scienza e della tecnologia moderne, pur esercitando una forte influenza sul pensiero scientifico sociale, ha affinato metodologie per un controllo più approfondito ed efficace del comportamento umano e dell’ordine sociale. La capacità di gestire e di manipolare le informazioni, sia nel mondo reale che in quello virtuale, crea un ‘potere’ politico-economico e socio-culturale sul modo di comunicare che determina e canalizza il comportamento umano, la psicologia e le relazioni sociali. Nella traiettoria storica, la capacità di controllo delle informazioni è sempre stata una fonte di potere. Il ritmo accelerato in tutti i campi tende a controllare l’ambiente sociale, della comunicazione e dei comportamenti e, in definitiva mira a gestire e controllare gli esseri umani stessi. Quanto propone Junji Tsuchiya è molto simile a quanto ha mostrato Tristano Volpato con il codice Magliabechiano nel saggio precedente. L’animo umano tende sempre a prevaricare. Indice ISBN: 9788854955998 Collana: Metis Curatori: Tessarolo Mariselda, Pier Paolo Bellini Edizione: 2022 Stato: disponibile

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Prospettive del contemporaneo

Prospettive del contemporaneo

€ 16,00

Quattro saggi di filosofia che affrontano altrettante prospettive su aspetti diversi del pensiero contemporaneo (scrivere dopo Auschwitz, la democrazia, il tempo nel pensiero giapponese, responsabilità e libertà). Il volume raccoglie i contributi dei docenti protagonisti del primo anno della “Scuola permanente di Filosofia”, un progetto della Biblioteca Civica G. Bedeschi di Arzignano (VI). Il denominatore comune di ciascun intervento è l’intento di porsi in termini di pensiero nei confronti di una contemporaneità che presenta innumerevoli sfaccettature, e che per sua natura sfugge a ogni tentativo di comprensione unilaterale. Senza privilegiare alcun tema, la sfida è stata quella di lasciare alle differenti sensibilità coinvolte l’opportunità di operare un taglio nel nostro presente che non pretende di essere né unico né esaustivo. Si tratta piuttosto di istantanee prese di getto, che mostrano tutt’al più degli scorci, delle angolazioni, e che vorrebbero – se possibile – rimandare a quanto rimane al di fuori dello scatto, far sentire sulla pelle, indirettamente, il rumore di fondo di un presente che non cessa di prenderci alle spalle in modalità sempre più pressanti e urgenti. Se ogni filosofia è figlia del proprio tempo, è anche vero che di quel tempo la filosofia costituisce il pungolo, l’inaspettato e improbabile distacco oltremodo segnato da tutte le passioni del mondo. Alfonso Cariolato ha conseguito il dottorato in Filosofia a Strasburgo e a Padova. Ha pubblicato numerosi saggi in diverse riviste nazionali e internazionali. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: I sensi del pensiero (Lanfranchi, 2004); L’existence nue. Essai sur Kant (Les Éditions de la Transparence, 2009); «Le geste de Dieu». Sur un lieu de l'Éthique de Spinoza. Marginalia de Jean-Luc Nancy (Les Éditions de la Transparence, 2011). Indice Presentazione ISBN: 9788854955400 Collana: Scienze filosofiche Curatore: Alfonso Cariolato Edizione: 2022 Stato: disponibile

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Archivio storico dell'Università di Cagliari Sezione II - Carteggio 1.1 (1848-1851)

Archivio storico dell'Università di Cagliari Sezione II - Carteggio 1.1 (1848-1851)

€ 28,00

Il decimo volume della collana Invenire presenta l’inventario della Sezione II – Carteggio 1.1 (1848-1851) della Regia Università degli Studi di Cagliari, conservata nell’Archivio storico dell’Ateneo cagliaritano. Si tratta del risultato del lavoro di ricerca e riordinamento condotto dai due docenti di Archivistica della stessa Università. L’inventario, elaborato tramite un’applicazione web open source per la descrizione di archivi storici, si propone qui con una rielaborazione editoriale graficamente più snella, che mantiene, però, gli elementi essenziali della descrizione archivistica. I documenti consentono di ricostruire le vicende dell’Ateneo cagliaritano in un periodo strategico per gli assetti futuri dell’istituzione e del funzionamento della macchina amministrativa.    Cecilia Tasca, professore ordinario di Archivistica all’Università di Cagliari, coordina dal 2015 i lavori di riordino, inventariazione, digitalizzazione e studio dei documenti conservati nell’Archivio storico dell’Ateneo. Nell’ambito di queste attività ha pubblicato, nel 2016, Vincenzo Dessì-Magnetti Segretario “storico” della Regia Università di Cagliari (in E. Todde, Governare un Ateneo. Segretari e archivisti al servizio della Regia Università di Cagliari). Nel 2020 ha pubblicato, con Eleonora Todde e Valeria Zedda, La Facoltà di Teologia nell’Archivio storico dell’Università di Cagliari (1764-1873), e La Facoltà di Scienze fisiche, matematiche e naturali nell’Archivio storico dell’Università di Cagliari (1848-1900) con Laura Cogoni ed Eleonora Todde. Andrea Pergola è ricercatore t.d. di Archivistica all’Università degli studi di Cagliari. Negli ultimi anni ha collaborato al riordino, inventariazione, digitalizzazione e studio dei documenti conservati nell’Archivio storico dell’Ateneo. Ha pubblicato il saggio Le memorie del Regio Gabinetto di Storia naturale e Antichità (1801-1806) all’interno del volume Gli stabilimenti scientifici della regia Università di Cagliari. Guida alle fonti I, a cura di Mariangela Rapetti ed Eleonora Todde (Civita Editoriale, Lucca 2022).   Indice Presentazione ISBN: 9788854955035 Collana: Invenire, 10 Autore: Cecilia Tasca, Andrea Pergola Edizione: 2022 Stato: disponibile  

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Cien mil ojos en dos ojos

Cien mil ojos en dos ojos

€ 32,00

Padua 1609: “dos pequeños pedazos de cristal” apuntando al cielo revolucionan la visión, la percepción y la conciencia del mundo. Galileo Galilei abre nuevos caminos al conocimiento. En Padua, donde el científico enseña y transcurre ‘los dieciocho años mejores de toda su vida’ (1592-1610), el ojo y la vista parecen retornar como constantes. Para destacar la centralidad que el ojo ha tenido en la revolución científica llevada a cabo por nuestra Institución, la Universidad de Padua abrió sus puertas (6-8 de junio de 2019) para recibir un encuentro interdisciplinario sobre la imagen del órgano de la vista generador de visiones y miradas, de paradigmas cognoscitivos y estéticos, de esquemas de interpretación y dispositivos emotivo-pasionales en la complejidad y en las intersecciones de los saberes humanos. El coloquio, “Cien mil ojos en dos ojos”. Semántica y representaciones del ojo en el mundo hispánico, se propuso como espacio de diálogo entre estudiosos con diferentes competencias y lenguajes y como terreno privilegiado de contaminaciones y convergencias con el fin de explorar el ojo –físico, simbólico y metafórico– y lo relacionado con él en el campo de la lingüística y de la semiótica, de la literatura y de la comunicación, de la medicina y de la historia de la medicina, de las ciencias, del cine y de las artes visuales, de la filosofía, de la política, del derecho, de la sociología, de la antropología cultural del mundo hispánico. Antonella Cancellier es catedrática de Lingüística y traducción (Lengua española) en la Universidad de Padua (Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali). Carmelo Spadola es docente de Literatura española en la Universidad del Salento (Lecce) (Dipartimento di Studi Umanistici). Antonella Cancellier è professore ordinario di Linguistica e traduzione (Lingua spagnola) all’Università degli Studi di Padova (Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali). Carmelo Spadola è docente di Letteratura spagnola all’Università del Salento (Lecce) (Dipartimento di Studi Umanistici). Il volume è disponibile in Open Acces ISBN: 9788854955639 Collana: Lince-o. Saperi Nomadi 5 Curatori: Antonella Cancellier, Carmelo Spadola Edizione: 2022 Stato: Disponibile

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Le fatiche di Persiles e Sigismunda

Le fatiche di Persiles e Sigismunda

€ 50,00

Il Persiles (1617), romanzo postumo al quale Cervantes lavorò fino agli ultimi giorni di vita, è l’ennesimo cimento dell’autore nella tradizione narrativa nota al suo tempo. Il terreno di confronto è il romanzo greco e l’interlocutore ideale è Eliodoro con le Etiopiche. Cervantes sfrutta a fondo il dispositivo del libro di avventure e, come gli è tipico, segue i personaggi lungo un doppio itinerario di parole che raccontano il mondo e al contempo indagano ragioni e scaturigine dell’arte. Nel viaggio che – tra Atlantico e vecchio mondo, Tule e Roma – compone in una traiettoria lo spazio occidentale noto al tempo, la protagonista femminile si confronta coi propri simulacri figurativi, che si moltiplicano e la pongono di fronte alla vertigine del doppio o la trasformano in una dea equorea che emerge naufraga dai mari. La politica imperiale, intanto, ha spostato il baricentro d’interessi dal Mediterraneo verso le nuove rotte; il mondo è cambiato e Cervantes ne coglie il drammatico significato politico. Giovanni Cara insegna Letteratura spagnola nell’Università di Padova. Si occupa specialmente dei secoli d’oro e di romanzo tra Otto e Novecento. Tra le sue pubblicazioni in volume: Il vejamen in Spagna nella prima metà del XVII secolo (Bulzoni, 2001); Studi su Cervantes (Cleup, 2010); Repertorio delle continuazioni italiane ai romanzi cavallereschi spagnoli con Anna Bognolo e Stefano Neri (Bulzoni, 2013); l’edizione di Tirso de Molina, El condenado por desconfiado /  Dannato perché incredulo, nel volume I su Il teatro dei Secoli d’Oro (Bompiani, 2014). Indice Estratto dell'Introduzione Incipit del Libro primo delle fatiche di Persiles e Sigismunda ISBN: 9788854954823 Collana: La zattera di pietra, 1 Autore: Miguel de Cervantes Curatore: Giovanni Cara Edizione: 2022 Stato: disponibile

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Narrazioni tra Agency, mobilità e dono

Narrazioni tra Agency, mobilità e dono

€ 18,00

Partendo dalla premessa che le migrazioni contemporanee sono parte integrante della storia europea, il libro si propone di fornire al lettore un quadro di ampio respiro ragionando in termini di rotte intraprese, tappe effettuate e frontiere incontrate dai migranti in viaggio verso l’Europa. La seconda parte del testo, quasi a fare da contrappeso alla prima, si concentrerà su un quadro etnografico preciso ovvero su una delle tappe del viaggio, che avrà per scenario la città capitolina, descritta da quattro diverse angolature - mobilità, tempo libero, cibo e dono. Donatella Schmidt PhD in antropologia a Indiana University e post-doc all’Universitè de Paris X, è docente presso l’Università di Padova. Ha maturato esperienza con popolazioni indigene in America del sud e in temi riguardanti lo spazio pubblico, pratiche legate al cibo in contesti migratori e in fenomeni della devozione antoniana. È Principal Investigator del progetto europeo HERA Food2Gather. Giovanna Palutan ha conseguito il dottorato in antropologia all’Università di Genova ed è assegnista all’interno del progetto europeo HERA Food2Gather all’Università di Padova. Si occupa di migrazioni, spazio pubblico e cittadinanza, facendo ricerca in insediamenti informali e centri di accoglienza su temi quali l’agentività e il cibo in contesti di emergenza. Tra le sue pubblicazioni più recenti, i saggi “Thick leisure. Waiting time in a migratory context” (2021) e “Cibo e rifugiati nella città capitolina” (2018). Indice Premessa ISBN: 9788854955189 Collana: Collana di Antropologia Autore: Donatella Schmidt, Giovanna Palutan Edizione: 2022 Stato: Disponibile

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