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Scienze storiche

Il campo di prigionieri inglesi di Ponte San Nicolò

Il campo di prigionieri inglesi di Ponte San Nicolò

€ 0,01

Fin dai primi mesi del 1943 un gruppo di prigionieri di guerra inglesi viene portato a Ponte San Nicolò, a Sud di Padova, dove viene istituito un campo di lavoro agricolo per soldati catturati nel Nord Africa. Dopo pochi mesi, con l’armistizio dell’8 settembre 1943, il campo non viene più sorvegliato, e gli ex prigionieri senza ordini precisi in merito vagano nel territorio, a rischio cattura da parte dei Tedeschi e dei fascisti. Inizia in quei giorni di pericolo e di confusione un vasto movimento di solidarietà che coinvolge molte famiglie del territorio, che in vari modi e a rischio della propria incolumità fornisce vitto, alloggio e protezione a molti giovani soldati, componendo una vicenda di umanità, rimasta troppo a lungo dimenticata, che costituisce una pagina importante della storia della Resistenza e dell’antifascismo del territorio. Le storie qui descritte hanno giovato di varie ricerche su fondi inediti presenti ai National Archives and Record Administration di Washington e al National Archives di Kew Garden, Londra. Emanuele Martino, laureato in Architettura all’Università IUAV di Venezia con una tesi sul recupero della navigazione dei canali di Padova, si occupa di ricerche sulle acque nel territorio di Padova e provincia, e ha pubblicato nel 2014 “Il progetto d’acqua nello spazio urbano”, sul rapporto tra acque e centri storici. Dal 2017 con testimonianze orali e documenti provenienti dagli archivi di Washington e di Londra ha strutturato la ricerca presente in questo volume sul campo di prigionieri inglesi di Ponte San Nicolò con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Indice Premessa ISBN: 9788854959064 Collana: Scienze storiche Autore: Emanuele Martino Edizione 2025 Stato: non disponibile per la vendita. Per informazioni scrivere a info@anpi-padova.it

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«Do omani copà» Italo Cavalli e Gino Luisari nella Resistenza padovana

«Do omani copà» Italo Cavalli e Gino Luisari nella Resistenza padovana

€ 0,01

Attraverso testimonianze orali, fonti giornalistiche e documenti Davide Gobbo d’archivio in gran parte inediti, il lavoro traccia le biografie di due antifascisti padovani, Gino Luisari e l’avvocato Italo Cavalli, dei quali si era quasi persa la memoria nella storia padovana. Accomunati da un tragico destino, i due sono approdati alla Resistenza da esperienze completamente differenti: Luisari dal bracciantato, dal socialismo e dall’antifascismo militante, Cavalli dalla ricca borghesia delle professioni e da un ruolo attivo nel fascismo. Proprio la provenienza da un contesto non in linea con i canoni della Resistenza, ha contribuito a far calare una sorta di damnatio memoriae sull’avvocato padovano, aggravata anche da una vicenda giudiziaria che lo aveva allontanato dalla scena pubblica alla fine degli anni ’20. La ricerca riporta così alla luce non solo la carismatica figura di Italo Cavalli, che negli anni ’20 è stata una personalità di primo piano per il suo ruolo attivo nell’associazionismo sportivo, in quello reducistico e nel mondo degli affari, ma anche il valore della scelta operata dopo l’8 settembre, avvalorata dalle testimonianze dei capi militari della Resistenza veneta e padovana. Il lavoro delinea a tutto tondo anche la dignitosa resistenza morale di Gino Luisari, che prima di approdare alla lotta armata è stato perseguitato, sorvegliato e poi inviato al confino pur in condizioni economiche e fisiche estremamente disagiate. Il volume mette in rilievo anche il contributo militare dato dai due antifascisti alla lotta di Liberazione, ricostruendo le complesse vicende che hanno portato al loro arresto e al loro tragico omicidio. Davide Gobbo insegna italiano e storia nella scuola secondaria di secondo grado. Ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in scienze storiche in età contemporanea nel 2014 presso la Facoltà di scienze politiche dell’Università di Siena. Si è occupato del dibattito su volontariato e terzo settore in Italia nel secondo dopoguerra, pubblicando alcuni saggi sulla rivista «Storia e futuro». Ha collaborato con il Centro per la cultura d’impresa di Milano al Dizionario biografico dei presidenti delle Camere di commercio italiane (1944-2005) e con il Centro studi Ettore Luccini, per il quale ha pubblicato nel 2011 la monografia L’occupazione fascista della Jugoslavia e i campi di concentramento per civili jugoslavi in Veneto. Chiesanuova e Monigo. Sempre con il contributo del Csel, ha pubblicato Tra anarchismo e socialismo. Carlo Monticelli nel movimento operaio italiano (Cierre edizioni, 2013). Ha contribuito inoltre alla stesura dell’Atlante storico della bassa padovana con alcuni brevi saggi sia nel volume L’Ottocento (2013) che nel volume Il primo Novecento (2015). Indice Introduzione ISBN: 9788854959057 Collana: Scienze storiche Autore: Davide Gobbo Edizione 2025 Stato: non disponibile per la vendita. Per informazioni scrivere a info@anpi-padova.it

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Gli archivi dei rettori veneziani

Gli archivi dei rettori veneziani

€ 22,00

Il 12 maggio 1797 cessa di esistere la Repubblica di Venezia. Oggi, i territori che ne hanno fatto parte si trovano divisi tra Italia, Slovenia, Croazia, Montenegro, Albania, Grecia e Cipro. Allo stesso modo, gli archivi dei rettori dei domini veneziani sono di pertinenza di questi Stati e sono stati finora studiati perlopiù in un’ottica locale. Con questo volume intendiamo mostrare come in realtà tali archivi siano uniti da un filo sottile, ancora chiaramente visibile. Le prassi adottate dalle cancellerie dei rettori per produrre e conservare le carte si rincorrono nel tempo, tra medioevo ed età moderna, e nello spazio, tra Terraferma e Stato da Mar. Il quadro che ne risulta sul piano della politica archivistica è quello di una regione documentaria omogenea, cosa che molto ci dice del modo in cui Venezia concepì questo particolare aspetto del governo della sua millenaria Repubblica. Stefano Talamini (Belluno, 1995) ha conseguito il dottorato di ricerca all’Università di Trento con la tesi Guida agli archivi dei rettori della Repubblica di Venezia (sec. XIII-1797). Funzionario archivista all’Archivio di Stato di Venezia, è attualmente assegnista di ricerca all’Università di Torino. Si è occupato della produzione e conservazione di archivi della Repubblica di Venezia tra medioevo ed età moderna, nonché della loro tradizione tra Otto e Novecento. Indice Prefazione di Andrea Giorgi ISBN: 9788854958685 Collana: Diacronie d'archivio, 2 Autore: Stefano Talamini Edizione: 2025 Stato: disponibile dal 30 luglio 2025

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Carraresi e Papafava dei Carraresi

Carraresi e Papafava dei Carraresi

€ 19,00

Alla fine del XVIII secolo l’abate Pietro Ceoldo con una paziente opera di raccolta di documenti relativi ai Carraresi e ai Papafava ha posto fine alla implacabile damnatio memoriae operata dalla Repubblica di Venezia nei confronti degli sconfitti signori di Padova. La finalità di quella ricerca, concretizzatasi nell’Albero della famiglia Papafava, pubblicato a Venezia nel 1801, era dimostrare la discendenza dai Carraresi dei protettori del Ceoldo, in particolare il vescovo di Famagosta Alessandro, Giacomo Papafava Antonini e dei suoi figli. Questa nuova descrizione inventariale del fondo, ceduto dalla famiglia Papafava alla Regione del Veneto e attualmente conservato dall’Accademia Galileiana di scienze, lettere ed arti in Padova, consente di ampliare in misura consistente le possibilità di ricerca e di ricostruzione storica delle vicende non solo della famiglia, ma di territori e di comunità. Giorgetta Bonfiglio-Dosio si occupa di archivi dal 1969: è stata funzionaria direttiva e prima dirigente nell’amministrazione degli Archivi di Stato, professore ordinario di archivistica all’Università di Padova, vicepresidente del Comitato tecnico-scientifico degli archivi e componente del Consiglio superiore beni culturali, consigliere dell’Associazione Nazionale Archivistica Italiana, consigliere e presidente dell’ANAI-Sezione Veneto; insegna come professore a contratto nelle Università di Macerata e di Firenze; è direttore scientifico della rivista «Archivi», presidente dell’associazione Archi-VA Valori Archivistici e socia di numerose accademie e società scientifiche. È autrice di oltre 300 tra monografie e articoli. Beatrice Brunetti è una storica dell’arte con particolare interesse per il Trecento italiano. Dal 2022 si occupa della valorizzazione della Reggia Carrarese e del patrimonio storico-artistico dell’Accademia Galileiana di scienze lettere ed arti in Padova. Cura la divulgazione culturale del ciclo affrescato da Guariento di Arpo nella cappella della Reggia Carrarese, iscritto alla lista del patrimonio mondiale dell’umanità Unesco dal luglio del 2021, assieme agli altri siti de “I cicli affrescati del XIV secolo di Padova”. Ilaria Toschetti, laureata magistrale in Storia e gestione del patrimonio archivistico e bibliografico all’università Ca’ Foscari di Venezia, lavora come bibliotecaria e archivista in Ar/S Archeosistemi Società Cooperativa. Indice Prefazione di Giovanna Zaniolo ISBN: 9788854958302 Collana: Invenire, 13 Autori: Giorgetta Bonfiglio-Dosio, Beatrice Brunetti, Ilaria Toschetti Edizione: 2025 Stato: disponibile

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Araldica studentesca a Padova

Araldica studentesca a Padova

€ 34,00

Al termine di ogni anno accademico, fino al 1687, le due universitates studentesche attive a Padova collocavano sulle volte e le pareti del Bo due cicli araldici gerarchicamente ordinati e riferiti ai membri delle rispettive banche, per un totale annuale di una quarantina di stemmi, disegualmente suddivisi tra gli Artisti e i Giuristi. I circa 3000 stemmi studenteschi tuttora esistenti, cui si uniscono alcune insegne araldiche di docenti e un certo numero di insegne istituzionali dello Studium e delle autorità politiche dell’epoca, costituiscono così nel loro insieme uno dei più vasti corpora araldici paneuropei, ulteriormente integrato da altri apparati araldici, coevi o più recenti, di natura territoriale o celebrativa. Aggiornando e integrando la prima catalogazione contenuta nel volume Gli stemmi dello Studio di Padova del 1983, questa pubblicazione censisce e blasona, alla luce delle ultime scoperte e dei risultati delle più recenti campagne di restauro, tutte le superstiti armi studentesche e non studentesche dello Studio, proponendo una ricostruzione virtuale dei cicli annuali secondo l’originario criterio di ordinamento istituzionale, ora (e a partire dalla metà del XIX secolo) in larga parte sacrificato in favore di una redistribuzione degli stemmi, a scopo spesso meramente decorativo, in diversi punti del Bo e in altre sedi universitarie e non universitarie della città. Alessandro Benedusi si è occupato di araldica studentesca padovana fin dalla sua tesi di laurea triennale, condotta sotto la supervisione di Franco Benucci. La sua tesi di laurea magistrale in Filologia Moderna, dal titolo L’Armoriale Cittadella. Araldica del Seicento Padovano. Uno studio filologico, storico e documentario sulla ‘inedita’ Descrittione di Padoa di Andrea Cittadella (1605) è risultata vincitrice della sesta edizione (2023) del premio di studio ‘Angelo e Sergia Ferro’, bandito dalla rivista «Padova e il suo territorio». Franco Benucci, Studioso senior dell’Università di Padova, già ricercatore di Linguistica presso il Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità, è membro dell’Ateneo Veneto di Scienze Lettere ed Arti, della Societas Veneta di Storia Religiosa, del Centro per la storia dell’Università di Padova, del Centro Studi Antoniani di Padova, della Società Internazionale di Studi Francescani di Assisi e del Centro Studi ‘Robertus de Apulia’ di Irsina (MT), nonché responsabile dei progetti di ricerca interdisciplinare relativi al Corpus dell’epigrafia medievale (CEM) di Padova e alla ‘Donazione de Mabilia’ alla cattedrale di Montepeloso (1454 c.): aspetti epigrafici, iconografia, contesti storici, committenza, tramiti, ricezioni. Unisce agli interessi disciplinari quelli relativi all’araldica e alla storia, arte e cultura della città, della regione e dell’Università, con particolare riguardo alle relative testimonianze monumentali, epigrafiche e documentarie. indice anteprima Nota di Merito al Gran Premio Scudo d’Oro 2025 Il Centro Studi Araldici ha conferito la Nota di Merito al volume "Araldica studentesca a Padova. Cicli, memorie e monumenti del Bo" di Alessandro Benedusi e Franco Benucci. La motivazione (a pag.2) e l'intervista del "Notiziario araldico" ISBN: 9788854957602 Collana: Ithaca - Scienze dell'Interpretazione, 18 Autori: Alessandro Benedusi, Franco Benucci Edizione: 2025 Stato: disponibile

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Fisicità e voce, gesto e ornamento nella comunicazione politica greca fra VI e IV sec. a.C.

Fisicità e voce, gesto e ornamento nella comunicazione politica greca fra VI e IV sec. a.C.

€ 40,00

La comunicazione politica si dipana con molti mezzi, ma uno dei più efficaci è quello che trasmette immediatamente il messaggio precedendo o completando l’interrelazione verbale: si tratta del corpo, della sua gestualità e del suo apparire. La torsione del collo, la posizione delle mani oppure l’abito e l’acconciatura, per esempio, possono trasmettere subito un modo di essere e di pensare, secondo codici chiari e condivisi. Nella concretezza dell’interlocuzione, poi, anche la qualità della voce permette di intercettare tendenze e caratteristiche personali. Questo volume raccoglie i contributi di più studiosi che si sono confrontati su questo tema in relazione alla Grecia antica dall’arcaismo all’età di Alessandro, anche in rapporto al mondo persiano, attraverso le fonti scritte e la documentazione artistica. Alessandra Coppola è professore ordinario di Storia greca presso l'Università degli Studi di Padova. Si occupa del potere e della sua comunicazione nella Grecia classica ed ellenistica e nell'occidente greco; studia inoltre le varie forme di percezione e rappresentazione moderna del mondo greco antico.   Stefano Caneva è professore associato di Storia greca presso l'Università degli Studi di Padova. Si occupa principalmente di storia ellenistica, della comunicazione politica e religiosa nel mondo greco e dell'interazione fra comunità umane e ambiente naturale nel Mediterraneo antico.   Indice Introduzione OPEN ACCESS FILE ISBN: 9788854952980 Collana: ITHACA - Scienze dell´Interpretazione, 17 Curatori: Stefano Caneva, Alessandra Coppola Stato: disponibile

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Contributi archivistici al dibattito europeo sullo Stato nella prima metà del Seicento. Albertino Barison

Contributi archivistici al dibattito europeo sullo Stato nella prima metà del Seicento. Albertino Barison

€ 17,00

Una coincidenza? Nella prima metà del Seicento ben tre autori, tutti veneti, scrivono opere che trattano di archivi: Baldassarre Bonifacio, Albertino Barison, Fortunato Olmo. I primi due, di cui si possiede l’opera, mentre quella del terzo è attualmente data per dispersa, ne trattano in modo differente; entrambi, però, si accostano alla storia degli archivi con un’ottica particolare, che fa riferimento al dibattito europeo sulla natura e sulla fisionomia dello Stato, e individuano, soprattutto il Barison, gli archivi come entità istituzionali indispensabili all’esercizio del potere. I rinvii a una massa impressionante di testi giuridici e letterari dall’antichità al secolo XVII stanno a testimoniare in Barison, canonico della Cattedrale di Padova prima e, poi, vescovo di Ceneda, accademico dei Ricovrati e docente nello Studio patavino, una cultura profonda e una rete di relazioni molto ampia e qualificata, esito ultimo dell’Umanesimo rinascimentale e della tradizione giuridica, che caratterizzano l’ambiente padovano di quegli anni. Giorgetta Bonfiglio-Dosio si occupa di archivi dal 1969: è stata funzionario e primo dirigente nell’amministrazione degli Archivi, professore ordinario di archivistica all’Università di Padova, vicepresidente del Comitato tecnico-scientifico degli archivi e componente del Consiglio superiore beni culturali, consigliere dell’Associazione Nazionale Archivistica Italiana, consigliere e presidente dell’ANAI-Sezione Veneto; insegna come professore a contratto di archivistica nelle Università Ca’ Foscari di Venezia, Macerata, Firenze; è direttore scientifico della rivista «Archivi» ed è socia di numerose accademie e società scientifiche. Indice ISBN: 9788854957374 Collana: Diacronie d'archivio, 1 Autrice: Giorgetta Bonfiglio-Dosio Edizione: 2024 Stato: disponibile dal 6 settembre 2024  

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«E tu, che su quel col giaci». Le ville di Galzignano Terme

«E tu, che su quel col giaci». Le ville di Galzignano Terme

€ 18,00

Il volume raccoglie gli studi condotti su tre ville – corte Sisanda, villa Boggian e villa Giavarina – e vuole essere il primo numero di una serie dedicata a tutte le ville di Galzignano Terme e di Valsanzibio. Il libro si concentra sull’indagine storico-artistica per comprendere l’evoluzione degli edifici e delle loro decorazioni e per mettere in luce la ricchezza di queste residenze di campagna. Il saggio di Osvaldo Orlando, frutto di una ricerca d’archivio iniziata cinquant’anni fa, racconta delle famiglie che hanno posseduto e abitato le ville, in modo da far riemergere dal passato le persone che sono transitate per Galzignano. L’intervento di Elisa Brener espone il suggestivo lavoro di ricostruzione virtuale delle tre ville, così da tornare indietro nel tempo e immergersi nella vita che si svolgeva in paese nel Settecento. La citazione del titolo «E tu, che su quel colle giaci», tratta dal volumetto poetico Galzignano. Stanze (1805) di Antonio Pochini, vuole porre l’attenzione sulla posizione di Galzignano e delle sue ville nel contesto naturale dei Colli Euganei e sulla millenaria fusione dell’uomo con la natura che ha dato forma al paese come appare oggi. Giulio Pietrobelli (1988) è storico dell’arte e attualmente assegnista di ricerca all’Università di Padova. I suoi campi di indagine si concentrano sull’arte rinascimentale veneta. Tra gli interventi editi in pubblicazioni scientifiche si ricordano quelli sull’Odeo Cornaro a Padova (2017, 2021, 2022), sul coro ligneo della chiesa di San Giorgio Maggiore a Venezia (2019) e su quello di Santa Giustina a Padova (2020), mentre è in preparazione una monografia dedicata allo scultore Tiziano Minio. Gli studi dedicati al patrimonio storico-artistico di Padova durante la Seconda guerra mondiale sono confluiti nel volume Ricostruzioni. Ferdinando Forlati a Padova (2020). Sommario Premessa di Alessandra Pattanaro, Università di Padova Premessa di Monica Pregnolato, Soprindetendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Venezia ISBN: 9788854957022 Collana: Museo dei Colli Euganei - Studi e ricerche, 2 Autore: Giulio Pietrobelli Edizione: 2023 Stato: disponibile dal 21 dicembre 2023  

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