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Scienze filosofiche

Contro la pena di morte

Contro la pena di morte

€ 17,00

Giuseppe Pelli, patrizio fiorentino, è una figura di rilievo nell’Illuminismo italiano. In anticipo su Beccaria, la sua critica alla pena di morte appare come la più antica argomentazione organica contro un istituto al tempo universalmente praticato. Riscoperto solo di recente e finora inedito, questo saggio composto sul finire del 1760 documenta la precoce diffusione in Italia della sensibilità abolizionistica e conferma il rilevante contributo offerto dall’Illuminismo italiano nella battaglia contro la pena di morte, non a caso abolita per la prima volta in Toscana nel 1786. Il volume offre l’edizione critica di tale saggio, accompagnata da una puntuale introduzione che ricostruisce sul piano filosofico e giuridico la trama argomentativa di Pelli. Inutile, dannosa e ingiusta, la pena di morte è la cifra specifica dei regimi autoritari; incompatibile con le principali regole della giustizia, è indegna di un governo libero. Philippe Audegean (1969) è maître de conférences all’Università Sorbonne Nouvelle (Paris 3). Fra i massimi esperti di Cesare Beccaria a livello internazionale, è fra l’altro autore del libro Cesare Beccaria, filosofo europeo (Roma 2014). Indice e Prefazione ISBN:9788867872541 Collana: La filosofia e il suo passato 53 Autore: Giuseppe Pelli Curatore: Philippe Audegean Edizione 2014 Stato: Disponibile

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Talete in Parnaso

Talete in Parnaso

€ 22,00

Talete in Parnaso: il titolo esprime in forma emblematica il nesso che nei saggi qui raccolti lega la storiografia filosofica con l’esercizio della letteratura, ovvero il rapporto che intercorre fra il ricorso ai materiali storico-filosofici e la pratica letteraria variamente intesa. A tale rapporto si può guardare da un duplice punto di vista: l’impiego in un contesto letterario di notizie, personaggi e schemi tratti dal patrimonio storico-filosofico, oppure il richiamo, all’interno del genere “storia della filosofia”, a procedimenti espressivi desunti dall’universo letterario e resi funzionali alla narrazione che ha per oggetto i pensatori antichi e moderni. Il riferimento al mitico Parnaso sta quindi ad indicare la varietà di generi letterari in cui le vite e le dottrine dei filosofi vengono trattate o utilizzate: dal florilegio medievale al poema allegorico e alla poesia didascalica, dall’annalistica alle memorie accademiche, dai manuali per la scuola alle opere di intrattenimento culturale fino al racconto breve e al vero e proprio romanzo. Gregorio Piaia (Belluno, 1944) è professore ordinario di Storia della filosofia all’Università di Padova ed è membro dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, dell’Accademia Galileiana di Scienze Lettere ed Arti in Padova e dell’Ateneo di Treviso. La sua attività di ricerca, espressa in oltre 350 pubblicazioni, si è svolta essenzialmente lungo tre direttrici: a) il pensiero politico ed etico-religioso fra tardo Medioevo e Rinascimento; b) la teoria e la storia della storiografia filosofica; c) la cultura filosofica nell’area veneta fra Sette e Ottocento. Ha inoltre collaborato alla nuova edizione della Enciclopedia filosofica (Milano 2006, voll. 12), dirigendo la sezione sul pensiero dei secoli xvii e xviii. ISBN:9788867871049 Collana: La filosofia e il suo passato 49 Autore: Piaia Gregorio Edizione 2013 Stato: Disponibile

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La filosofia universitaria tra XV e XVII secolo

La filosofia universitaria tra XV e XVII secolo

€ 18,00

Dagli anni a cavallo tra XII e XIII secolo, quando i pensatori latini incontrarono le opere fisiche e metafisiche di Aristotele, all’ultimo quarto del XVII, quando la pars valentior degli autori europei volse le spalle ad alcune delle tesi fondamentali della fisica dello Stagirita, le università pubbliche e gli studia degli ordini religiosi furono teatro di una rigogliosa fioritura speculativa. Di questo lungo periodo di tempo, i secoli xiii e xiv sono consueto oggetto di studio da parte degli storici della filosofia medievale; al contrario, l’età che si estende dal XV al XVII secolo è un territorio ancora poco esplorato. In questi secoli, nell’ambito delle università e degli studia in genere un dichiarato tradizionalismo fu tutt’uno con una costante genesi di nuove idee; una moltitudine di scrittori fu protagonista di un impetuoso confronto tra le differenti anime della classicità e del medioevo; i primi risultati del pensiero scientifico moderno vi germogliarono o furono avversati; molti degli elementi fondamentali del pensiero moderno ebbero là i loro natali. Di questa fertile età dai molti nomi – il più celebre e infelice dei quali è certamente “seconda scolastica” – si occupa il presente volume, offrendo al lettore una presentazione del pensiero sviluppatosi in essa e dei legami che lo congiunsero alle altre componenti della cultura europea del tempo. Marco Forlivesi è ricercatore di Storia della Filosofia presso l’Università degli Studi di Chieti e Pescara. I suoi studi concernono prevalentemente la storia della filosofia universitaria tra il XIII e il XVII secolo. È autore di tre monografie e di numerosi saggi in italiano, inglese e francese. Ha curato la pubblicazione di sei volumi tematici ed è condirettore dell’archivio digitale on-line DArIL. Un suo profilo in lingua inglese è disponibile alla pagina internet www.academia.edu/MarcoForlivesi. ISBN:9788867871155 Collana: La filosofia e il suo passato 51 Autore: Marco Forlivesi Edizione 2013 Stato: Disponibile

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Corpo, responsabilità e libertà

Corpo, responsabilità e libertà

€ 16,00

Nel principio di libertà Hans Jonas vede esemplificate le relazioni polari e dialettiche (autonomia/dipendenza, nascita/morte) che costituiscono l’avventura originaria della realtà naturale e raggiungono la loro piena espressione nell’essere umano. A partire da questo leitmotiv della filosofia della biologia di Jonas, viene sviluppata nel volume una linea di ricerca che mira a mettere in dialogo i risultati delle indagini jonasiane su corporeità, finalità e responsabilità con alcuni temi salienti del dibattito filosofico e scientifico contemporaneo. Trova così un’attuazione concreta l’esigenza, espressa da Jonas, di porre il filosofare in «sintonia sempre più stretta con le scienze della natura, dal momento che esse ci dicono cos’è quel modo corporeo con cui il nostro spirito deve concludere una nuova pace». Valentina Chizzola, dottore di ricerca in filosofia, è stata visiting fellow allo Hans Jonas-Zentrum della Freie Universität Berlin e dal 2008 è ricercatrice presso la Fondazione Bruno Kessler (Trento). Le sue ricerche si sono incentrate sulla filosofia della biologia, sugli studi di genere e sulla comprensione della relazione tra filosofia e scienza. I risultati sono apparsi in numerosi saggi su Hans Jonas, sui concetti di natura e cultura nell’ambito dei gender studies e sulla rilevanza delle neuroscienze per la filosofia. ISBN:9788861298811 Collana: La filosofia e il suo passato 45 Autore: Valentina Chizzola Edizione 2012 Stato: Disponibile

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Pensiero implicito e percezione visiva

Pensiero implicito e percezione visiva

€ 15,00

Nell’atto della percezione è forse già implicato un giudizio? Con questa domanda si apre il testo di Jacques Paliard, Pensée implicite et perception visuelle (1949), dedicato allo studio sistematico del “pensiero implicito” nella percezione. La domanda circa la «inizialità» dell’atto percettivo è interrogazione sul fenomeno originario, sul nodo fondamentale in cui cercare il «principio unitivo», ovvero la reciproca dipendenza di sensazione e di intellezione. L’Autore svolge le sue ricerche in un costante dialogo con i grandi autori della storia della filosofia. Egli sviluppa un confronto serrato con le teorie filosofiche e psicologiche relative alla natura della percezione che caratterizzarono gran parte del pensiero francese alla metà del secolo xx. In pagine dense e complesse, Paliard apre la via verso una “nuova intelligibilità” dell’evento percettivo. Jacques Paliard (1887-1953), discepolo di Maurice Blondel, professore di filosofia nelle Università di Marsiglia e di Aix-en-Provence, ha posto al centro della sua indagine il tema della coscienza. In tale ambito si è dedicato in particolare alla filosofia della percezione. Tra i testi più significativi: L’illusion de Sinsteden et le problème de l’implication perceptive (Paris 1930); La pensée et la vie. Recherche sur la logique de la perception (Paris 1951). Ilaria Malaguti (1973) è ricercatrice confermata di Storia della filosofia nell’Università degli studi di Padova. Tra le sue pubblicazioni si segnalano: Jean Brun, pensatore tragico. Per una lettura critica della modernità (Bologna 20122); Per un’«ontologia drammatica». La normativa nel pensiero di Maurice Blondel (Padova 2004); Pensare la vita. Saggio su Jacques Paliard (Padova 2009). ISBN:9788861299665 Collana: La filosofia e il suo passato 48 Autore: Jacques Paliard Curatore: Ilaria Malaguti Edizione 2012 Stato: Disponibile

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Il lavoro storico-filosofico

Il lavoro storico-filosofico

€ 21,00

Per quanto audace e innovativa, la riflessione filosofica non può prescindere dal porsi in relazione con il suo passato, così ricco e vario. Ma una cosa è rivolgersi ai pensatori del passato per affrontare con maggiore consapevolezza un problema filosofico che ci sta a cuore, altre cosa è coglierli nella loro specificità e alterità, anziché appiattirli sulle istanze del nostro presente. È a questa seconda linea che s’ispirano i saggi e gli interventi qui raccolti, che intendono rispondere a due quesiti di fondo: che cosa significa, oggi, «fare storia della filosofia»? E a che serve riproporre un approccio rigorosamente storico alle filosofie del passato? Nel rispondere a tali quesiti emergono le potenzialità formative insite nel «lavoro» storico-filosofico, che non va ridotto a puro metodologismo. Gregorio Piaia (Belluno, 1944) è professore ordinario di Storia della filosofia all’Università di Padova ed è socio dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, dell’Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti in Padova e dell’Ateneo di Treviso. La sua attività di ricerca si è svolta essenzialmente lungo tre direttrici: a) il pensiero politico ed etico-religioso fra tardo Medioevo e Rinascimento (Marsilio da Padova, Niccolò da Cusa, Erasmo da Rotterdam, Tommaso Moro…); b) la teoria e la storia della storiografia filosofica (v. in particolare i contributi alla Storia delle storie generali della filosofia, a cura di G. Santinello [e, a partire dal vol. iv/1, di G. Piaia], Brescia-Padova-Roma 1979-2004, voll. 5 in 7 tomi); c) la cultura filosofica nel Veneto fra Sette ed Ottocento. Ha inoltre collaborato alla nuova edizione della Enciclopedia filosofica (Milano 2006, voll. 12), dirigendo la sezione dei secoli xvii-xviii. ISBN:9788861299290 Collana: La filosofia e il suo passato 47 Autore: Piaia Gregorio Edizione 2012 Stato: Disponibile

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Uomo e persona in Luigi Stefanini

Uomo e persona in Luigi Stefanini

€ 19,00

Con il titolo Uomo e persona in Luigi Stefanini sono qui raccolti i contributi presentati al lvi Convegno di formazione alla ricerca filosofica, organizzato a Padova dal 9 all’11 settembre 2011 dal Centro studi filosofici di Gallarate. Il volume rappresenta la continuazione e il completamento del lv Convegno tenutosi egualmente a Padova nel settembre 2010 e i cui atti sono apparsi in questa stessa collana con il titolo Luigi Stefanini e l’odierna antropologia filosofica. Con la pubblicazione di questi due volumi si intende contribuire all’analisi del ricco dibattito antropologico che attraversa il Novecento e nel quale Luigi Stefanini (1891-1956) si inserì con una vivacità e duttilità sorprendentemente attuali. La ricerca di senso dell’umano, che in Stefanini culmina in una metafisica della persona, viene così a confrontarsi con alcuni degli aspetti più vivi e problematici dell’attuale discorso filosofico, mirando a cogliere e valorizzare la dimensione più profonda del nostro esistere quotidiano. Glori Cappello, già docente al Liceo classico “A. Canova” di Treviso, dal 2007 è presidente della “Fondazione Luigi Stefanini”. Ha dedicato vari saggi ai temi dell’Umanesimo europeo ed è coautrice del Corso di Filosofia (1997; II ed.: Dai presofisti ai postmoderni. Profilo storico del pensiero filosofico e scientifico, 2010). Ha inoltre pubblicato il volume Luigi Stefanini. Dalle opere e dal carteggio del suo archivio (2006). Renato Pagotto, già docente liceale di Storia e Filosofia, è membro della “Fondazione Luigi Stefanini” e al filosofo trevigiano ha dedicato numerosi saggi apparsi su riviste e volumi collettanei. È inoltre autore dei volumi Le cinque piaghe della Chiesa oggi, dopo Rosmini (2005), Brevi pensieri per vivere bene (2005) e Dialoghi filosofici (2009). ISBN:9788861299115 Collana: La filosofia e il suo passato 46 Curatori: Glori Cappello, Renato Pagotto Edizione 2012 Stato: Disponibile

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Matematica e metafisica in Kant

Matematica e metafisica in Kant

€ 8,26

Il nucleo centrale della prima Critica è una “teoria della scienza” e, insieme e in egual misura, una “ontologia”. Oggetto della scienza newtoniana della natura è il “fenomeno”, il quale non consta che di rapporti, e la scienza di un oggetto che consiste interamente di rapporti non può essere che matematica. Ma il fenomeno non è tutta la realtà, anche se è tutto ciò che possiamo conoscere. L’essere del fenomeno non esaurisce l’ordine dell’essere, ma l’ordine dell’essere intelligibile, per il nostro pensiero, è semplicemente il “non essere” del fenomeno. La metafisica è “pensiero negativo”. L’oggetto metafisico si sottrae ad una scienza certa ed evidente, per intuizione o deduzione, che ha nella matematica il suo modello, secondo una concezione che per Kant fu propria di una tradizione di pensiero che risale a Platone e che, attraverso il neoplatonismo antico e poi, in età moderna, il razionalismo cartesiano, giunse sino a Spinoza. Il saggio discute le tesi di Kant sulla metafisica con riferimento, in particolare, alla sua interpretazione della storia della metafisica.   Giuseppe Micheli (Rovereto, 1944), ordinario di Storia della filosofia presso l’Università di Padova, si occupa soprattutto di temi attinenti la filosofia di Kant, la storia della storiografia e la filosofia anglosassone dell’Ottocento. ISBN:887178278X Collana: La filosofia e il suo passato 1 Autore: Micheli Giuseppe Edizione 10/1998 Stato: Disponibile

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San Paolo e la filosofia del Novecento

San Paolo e la filosofia del Novecento

€ 16,00

«Paolo ha parlato ai suoi contemporanei come un figlio del suo tempo. Ma assai più importante di questa verità è quest’altra, che egli parla [...] a tutti gli uomini di tutti i tempi. [...] I nostri problemi, quando li intendiamo bene, sono i problemi di Paolo» (Barth). Questo vale anche, e forse più, per chi vede in Paolo «il tipo antitetico alla “buona novella”, il genio nell’odio [...] un disangelista [...] un falsario» (Nietzsche). In realtà Paolo è una delle risposte decisive dell’Occidente, è punto cruciale nell’intera vicenda storica: per questa ragione non si può fare a meno di tornare costantemente a lui. Il presente volume, dedicato alla Paulusfrage filosofica del Novecento, analizza specificamente i contributi di Nietzsche, Heidegger, Barth, Bultmann, Rosenzweig, Taubes, Badiou, Agamben e Cacciari. Contemporaneamente riprende e approfondisce alcune delle questioni centrali del pensiero di Paolo. Carlo Scilironi insegna Ermeneutica filosofica presso l’Università degli Studi di Padova. Per i tipi della Cleup ha pubblicato: Il nulla nel pensiero contemporaneo (vol. I, 2000; rist. 2003); Nichilismo, sacro e mistero (2002). ISBN:8871787544 Collana: La filosofia e il suo passato 11 Autore: Scilironi Carlo Edizione 2004 Stato: Disponibile

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