0

Riepilogo carrello

Il tuo carrello è vuoto

Prodotti nel carrello: 0
Totale Prodotti: € 0,00

Prosegui al carrello

Scienze filosofiche

Corpo, responsabilità e libertà

Corpo, responsabilità e libertà

€ 16,00

Nel principio di libertà Hans Jonas vede esemplificate le relazioni polari e dialettiche (autonomia/dipendenza, nascita/morte) che costituiscono l’avventura originaria della realtà naturale e raggiungono la loro piena espressione nell’essere umano. A partire da questo leitmotiv della filosofia della biologia di Jonas, viene sviluppata nel volume una linea di ricerca che mira a mettere in dialogo i risultati delle indagini jonasiane su corporeità, finalità e responsabilità con alcuni temi salienti del dibattito filosofico e scientifico contemporaneo. Trova così un’attuazione concreta l’esigenza, espressa da Jonas, di porre il filosofare in «sintonia sempre più stretta con le scienze della natura, dal momento che esse ci dicono cos’è quel modo corporeo con cui il nostro spirito deve concludere una nuova pace». Valentina Chizzola, dottore di ricerca in filosofia, è stata visiting fellow allo Hans Jonas-Zentrum della Freie Universität Berlin e dal 2008 è ricercatrice presso la Fondazione Bruno Kessler (Trento). Le sue ricerche si sono incentrate sulla filosofia della biologia, sugli studi di genere e sulla comprensione della relazione tra filosofia e scienza. I risultati sono apparsi in numerosi saggi su Hans Jonas, sui concetti di natura e cultura nell’ambito dei gender studies e sulla rilevanza delle neuroscienze per la filosofia. ISBN:9788861298811 Collana: La filosofia e il suo passato 45 Autore: Valentina Chizzola Edizione 2012 Stato: Disponibile

Aggiungi al carrello

16,00

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello
Pensiero implicito e percezione visiva

Pensiero implicito e percezione visiva

€ 15,00

Nell’atto della percezione è forse già implicato un giudizio? Con questa domanda si apre il testo di Jacques Paliard, Pensée implicite et perception visuelle (1949), dedicato allo studio sistematico del “pensiero implicito” nella percezione. La domanda circa la «inizialità» dell’atto percettivo è interrogazione sul fenomeno originario, sul nodo fondamentale in cui cercare il «principio unitivo», ovvero la reciproca dipendenza di sensazione e di intellezione. L’Autore svolge le sue ricerche in un costante dialogo con i grandi autori della storia della filosofia. Egli sviluppa un confronto serrato con le teorie filosofiche e psicologiche relative alla natura della percezione che caratterizzarono gran parte del pensiero francese alla metà del secolo xx. In pagine dense e complesse, Paliard apre la via verso una “nuova intelligibilità” dell’evento percettivo. Jacques Paliard (1887-1953), discepolo di Maurice Blondel, professore di filosofia nelle Università di Marsiglia e di Aix-en-Provence, ha posto al centro della sua indagine il tema della coscienza. In tale ambito si è dedicato in particolare alla filosofia della percezione. Tra i testi più significativi: L’illusion de Sinsteden et le problème de l’implication perceptive (Paris 1930); La pensée et la vie. Recherche sur la logique de la perception (Paris 1951). Ilaria Malaguti (1973) è ricercatrice confermata di Storia della filosofia nell’Università degli studi di Padova. Tra le sue pubblicazioni si segnalano: Jean Brun, pensatore tragico. Per una lettura critica della modernità (Bologna 20122); Per un’«ontologia drammatica». La normativa nel pensiero di Maurice Blondel (Padova 2004); Pensare la vita. Saggio su Jacques Paliard (Padova 2009). ISBN:9788861299665 Collana: La filosofia e il suo passato 48 Autore: Jacques Paliard Curatore: Ilaria Malaguti Edizione 2012 Stato: Disponibile

Aggiungi al carrello

15,00

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello
Il lavoro storico-filosofico

Il lavoro storico-filosofico

€ 21,00

Per quanto audace e innovativa, la riflessione filosofica non può prescindere dal porsi in relazione con il suo passato, così ricco e vario. Ma una cosa è rivolgersi ai pensatori del passato per affrontare con maggiore consapevolezza un problema filosofico che ci sta a cuore, altre cosa è coglierli nella loro specificità e alterità, anziché appiattirli sulle istanze del nostro presente. È a questa seconda linea che s’ispirano i saggi e gli interventi qui raccolti, che intendono rispondere a due quesiti di fondo: che cosa significa, oggi, «fare storia della filosofia»? E a che serve riproporre un approccio rigorosamente storico alle filosofie del passato? Nel rispondere a tali quesiti emergono le potenzialità formative insite nel «lavoro» storico-filosofico, che non va ridotto a puro metodologismo. Gregorio Piaia (Belluno, 1944) è professore ordinario di Storia della filosofia all’Università di Padova ed è socio dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, dell’Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti in Padova e dell’Ateneo di Treviso. La sua attività di ricerca si è svolta essenzialmente lungo tre direttrici: a) il pensiero politico ed etico-religioso fra tardo Medioevo e Rinascimento (Marsilio da Padova, Niccolò da Cusa, Erasmo da Rotterdam, Tommaso Moro…); b) la teoria e la storia della storiografia filosofica (v. in particolare i contributi alla Storia delle storie generali della filosofia, a cura di G. Santinello [e, a partire dal vol. iv/1, di G. Piaia], Brescia-Padova-Roma 1979-2004, voll. 5 in 7 tomi); c) la cultura filosofica nel Veneto fra Sette ed Ottocento. Ha inoltre collaborato alla nuova edizione della Enciclopedia filosofica (Milano 2006, voll. 12), dirigendo la sezione dei secoli xvii-xviii. ISBN:9788861299290 Collana: La filosofia e il suo passato 47 Autore: Piaia Gregorio Edizione 2012 Stato: Disponibile

Aggiungi al carrello

21,00

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello
Uomo e persona in Luigi Stefanini

Uomo e persona in Luigi Stefanini

€ 19,00

Con il titolo Uomo e persona in Luigi Stefanini sono qui raccolti i contributi presentati al lvi Convegno di formazione alla ricerca filosofica, organizzato a Padova dal 9 all’11 settembre 2011 dal Centro studi filosofici di Gallarate. Il volume rappresenta la continuazione e il completamento del lv Convegno tenutosi egualmente a Padova nel settembre 2010 e i cui atti sono apparsi in questa stessa collana con il titolo Luigi Stefanini e l’odierna antropologia filosofica. Con la pubblicazione di questi due volumi si intende contribuire all’analisi del ricco dibattito antropologico che attraversa il Novecento e nel quale Luigi Stefanini (1891-1956) si inserì con una vivacità e duttilità sorprendentemente attuali. La ricerca di senso dell’umano, che in Stefanini culmina in una metafisica della persona, viene così a confrontarsi con alcuni degli aspetti più vivi e problematici dell’attuale discorso filosofico, mirando a cogliere e valorizzare la dimensione più profonda del nostro esistere quotidiano. Glori Cappello, già docente al Liceo classico “A. Canova” di Treviso, dal 2007 è presidente della “Fondazione Luigi Stefanini”. Ha dedicato vari saggi ai temi dell’Umanesimo europeo ed è coautrice del Corso di Filosofia (1997; II ed.: Dai presofisti ai postmoderni. Profilo storico del pensiero filosofico e scientifico, 2010). Ha inoltre pubblicato il volume Luigi Stefanini. Dalle opere e dal carteggio del suo archivio (2006). Renato Pagotto, già docente liceale di Storia e Filosofia, è membro della “Fondazione Luigi Stefanini” e al filosofo trevigiano ha dedicato numerosi saggi apparsi su riviste e volumi collettanei. È inoltre autore dei volumi Le cinque piaghe della Chiesa oggi, dopo Rosmini (2005), Brevi pensieri per vivere bene (2005) e Dialoghi filosofici (2009). ISBN:9788861299115 Collana: La filosofia e il suo passato 46 Curatori: Glori Cappello, Renato Pagotto Edizione 2012 Stato: Disponibile

Aggiungi al carrello

19,00

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello
Matematica e metafisica in Kant

Matematica e metafisica in Kant

€ 16,00

Il nucleo centrale della prima Critica è una “teoria della scienza” e, insieme e in egual misura, una “ontologia”. Oggetto della scienza newtoniana della natura è il “fenomeno”, il quale non consta che di rapporti, e la scienza di un oggetto che consiste interamente di rapporti non può essere che matematica. Ma il fenomeno non è tutta la realtà, anche se è tutto ciò che possiamo conoscere. L’essere del fenomeno non esaurisce l’ordine dell’essere, ma l’ordine dell’essere intelligibile, per il nostro pensiero, è semplicemente il “non essere” del fenomeno. La metafisica è “pensiero negativo”. L’oggetto metafisico si sottrae ad una scienza certa ed evidente, per intuizione o deduzione, che ha nella matematica il suo modello, secondo una concezione che per Kant fu propria di una tradizione di pensiero che risale a Platone e che, attraverso il neoplatonismo antico e poi, in età moderna, il razionalismo cartesiano, giunse sino a Spinoza. Il saggio discute le tesi di Kant sulla metafisica con riferimento, in particolare, alla sua interpretazione della storia della metafisica.   Giuseppe Micheli (Rovereto, 1944), ordinario di Storia della filosofia presso l’Università di Padova, si occupa soprattutto di temi attinenti la filosofia di Kant, la storia della storiografia e la filosofia anglosassone dell’Ottocento. ISBN: 9788871782782 Collana: La filosofia e il suo passato, 1 Autore: Micheli Giuseppe Edizione: 1998 Stato: disponibile

Aggiungi al carrello

16,00

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello
San Paolo e la filosofia del Novecento

San Paolo e la filosofia del Novecento

€ 16,00

«Paolo ha parlato ai suoi contemporanei come un figlio del suo tempo. Ma assai più importante di questa verità è quest’altra, che egli parla [...] a tutti gli uomini di tutti i tempi. [...] I nostri problemi, quando li intendiamo bene, sono i problemi di Paolo» (Barth). Questo vale anche, e forse più, per chi vede in Paolo «il tipo antitetico alla “buona novella”, il genio nell’odio [...] un disangelista [...] un falsario» (Nietzsche). In realtà Paolo è una delle risposte decisive dell’Occidente, è punto cruciale nell’intera vicenda storica: per questa ragione non si può fare a meno di tornare costantemente a lui. Il presente volume, dedicato alla Paulusfrage filosofica del Novecento, analizza specificamente i contributi di Nietzsche, Heidegger, Barth, Bultmann, Rosenzweig, Taubes, Badiou, Agamben e Cacciari. Contemporaneamente riprende e approfondisce alcune delle questioni centrali del pensiero di Paolo. Carlo Scilironi insegna Ermeneutica filosofica presso l’Università degli Studi di Padova. Per i tipi della Cleup ha pubblicato: Il nulla nel pensiero contemporaneo (vol. I, 2000; rist. 2003); Nichilismo, sacro e mistero (2002). ISBN:8871787544 Collana: La filosofia e il suo passato 11 Autore: Scilironi Carlo Edizione 2004 Stato: Disponibile

Aggiungi al carrello

16,00

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello
Ripartire dalla

Ripartire dalla "vita buona". La lezione aristotelica in Alasdair MacIntyre, Martha Nussbaum e Amartya Sen

€ 14,00

Questo libro sviluppa un’originale rilettura del pensiero di tre autori centrali nel dibattito contemporaneo sui temi più importanti di etica pubblica, A. MacIntyre, M. Nussbaum e A. Sen, ripercorrendone il lavoro teorico attraverso un’analisi di convergenze e diversità della loro interpretazione del pensiero aristotelico. L’indagine è condotta mettendo in rilievo quali spunti permettano a ciascun autore di declinare il concetto di “vita buona” rispettivamente secondo una versione liberal o una communitarian o, nel caso di Sen, sulla base di una prospettiva sua propria e diversa rispetto ad entrambe le posizioni. Emerge con chiarezza nel corso dell’analisi qui condotta come il ricorso alla nozione di eu zen non si presti a sostenere visioni né rigidamente “liberali” né propriamente “comunitariste”, data la sua natura intrinsecamente “poliedrica”, e dunque non inquadrabile in categorie più puntualmente definite. Per questo il pensiero dell’economista e filosofo Amartya Sen, che alla complessità dell’esperienza umana e del well being ha affidato la parte più significativa del proprio messaggio, appare il più fertile e promettente per affrontare, secondo una chiave “trasversale”, le sfide della contemporaneità. Le grandi questioni sollevate dalla globalizzazione, che Sen indaga con sensibilità totalmente scevra da astrattezze e riduzionismi, sono più facilmente comprensibili e appaiono perfino ridimensionate, se solo si evita di ricadere nelle sterili distinzioni che da un trentennio dividono filosofi e politologi. L’identità e l’appartenenza, da un lato, e la giustizia e la libertà, dall’altro, cessano, nella prospettiva presentata in questo saggio, di apparire termini antagonisti e inconciliabili, per divenire insieme, finalmente, componenti davvero indispensabili del “buon vivere”. Silvia Mocellin ha conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia presso l’Univeristà degli studi di Padova, dove svolge attualmente attività di ricerca occupandosi di questioni di etica pubblica ed di etica applicata. Tra le sue recenti pubblicazioni ricordiamo: Liberals versus communitarians: una dicotomia insuperabile? (“Verifiche”, Trento 2005) e, in corso di stampa, L’argomentazione del giudizio bioetico (curato con C. Viafora, Franco Angeli, Milano 2005). ISBN:8871787129 Collana: La filosofia e il suo passato 13 Autore: Mocellin Silvia Edizione 2006 Stato: Disponibile

Aggiungi al carrello

14,00

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello