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Scienze sociali

Metis 2023  - Vol. XXX  1/2023

Metis 2023 - Vol. XXX 1/2023

€ 20,00

Presentazione È con grande piacere che introduco questa prima edizione di Metis del 2023. Questo primo numero si inserisce in una versione nuova della rivista nata nel 1994 presso la casa editrice Cleup di Padova. In queste prime pagine, mi preme ringraziare Mariselda Tessarolo che l’ha fondata e diretta fino a oggi e che mi offre la possibilità di coordinarla e portarla avanti. Le riviste rappresentano per chi lavora nel mondo accademico, uno spazio di discussione, un dibattito aperto alla crescita scientifica e del pensiero critico. «Metis» per anni ha rappresentato un “laboratorio” di progettualità alimentato da studiosi nazionali e internazionali, che nel tempo hanno consolidato un rapporto continuo. È stata l’opportunità di crescita per giovani ricercatori che vi hanno contribuito con le loro competenze. In questo primo numero, esprimo il mio ringraziamento al comitato scientifico che l’ha sostenuta, ai co-direttori che si sono alternati negli anni, alla casa editrice, ai lettori e alle lettrici, che ci auguriamo possano continuare a sostenere il progetto. Io stesso, quando ero dottorando di ricerca, ho avuto modo di collaborare e crescere scientificamente dentro questo bel laboratorio. La possibilità di dirigerla che mi viene concessa, è una bella sfida ma anche il piacere di dare continuità al grande lavoro svolto da Mariselda Tessarolo. La rivista vuole dare continuità a quello scambio scientifico che è la base del lavoro di ogni studioso. Assumerà nel tempo nuovi spazi, il sottotitolo appare modificato, perché abbiamo ritenuto utile circoscrivere i temi trattati e le figure professionali coinvolte, per giungere a progetti più specifici, in un momento storico in cui l’editoria, le pubblicazioni si confrontano con nuove dinamiche organizzative. Per queste nuove proposte, ringrazio la redazione, che si è resa disponibile d’accordo con l’editore a camminare in un percorso nuovo, che però tiene conto della storicità della rivista, di chi l’ha fondata e vi ha contribuito. Le pagine che seguono sono il frutto di una miscellanea di articoli, che hanno alla base il mutamento, le trasformazioni socio-culturali che ciascun campo affronta. Il primo articolo (Centorrino e Condemi) analizza gli sviluppi recenti delle ricerche propedeutiche al Tactile Internet per indagare la coesistenza, complementare e antagonista, di connessione e contatto nella transizione al Metaverso. Presentato da Zuckerberg come un’Embodied Internet, il Metaverso sembra piuttosto configurarsi come un’Internet of Bodies. Si tratta del tassello finale di quel processo di avvolgimento tecnologico che, dopo aver coinvolto gli ambienti e gli oggetti, si rivolge ai corpi viventi: i cinque sensi vengono stimolati per favorire interazioni indistinguibili tra fisico e digitale. Il contributo traccia una genealogia delle idealizzazioni culturali che sono coprodotte e coproducono la progettazione aptica: su tutte, le equivalenze tra corpo umano e corpo robotico, che porta al tentativo di rimuovere ogni tipo di vulnerabilità dovuta al contatto, e quella tra cognizione umana e intelligenza artificiale, da cui deriva la spinta a prevedere nel dettaglio il movimento corporeo. Il secondo articolo (G. Buoncompagni) presenta uno studio quantitativo sulla copertura informativa del fenomeno dell’odio e dell’antisemitismo in Italia attraverso l’analisi dei contenuti pubblicati dai principali media nel biennio 2020-2021, gli anni della crisi pandemica. Dopo un breve inquadramento teorico, vengono analizzati e discussi i dati raccolti in merito alla comunicazione giornalistica delle nuove forme di odio antisemita in relazione al contesto socioculturale e temporale di riferimento. L’analisi effettuata considera tre principali dimensioni: – la tipologia di notizia pubblicata; – gli attori coinvolti nel processo informativo; – i macro-temi scelti all’interno dell’agenda dei media. Il terzo articolo (D. Forlenza) presenta l’analisi del fenomeno migratorio con un focus sul genere e lavoro stagionale. Il contributo analizza la condizione femminile nel lavoro stagionale, con una attenzione alle temporeras marocchine, le lavoratrici stagionali assunte per la raccolta della fragola nella provincia di Huelva, in Andalusia. Tale caso di studio risulta essere emblematico per comprendere il rapporto fra “condizione di vulnerabilità sociale”, “genere” e “migrazione”. Il quarto articolo (D. Battista) ha come tema centrale il rapporto tra politica e social media. Si propone di esplorare e introdurre l’effetto farfalla nel contesto della digitalizzazione e dei social media in politica. L’analisi si basa su una revisione della letteratura esistente e sul caso studio del sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione, che evidenzia l’interconnessione tra l’uso dei social media e gli effetti sul comportamento politico degli individui, le dinamiche elettorali, la partecipazione politica e la formazione dell’opinione pubblica. Attraverso l’applicazione di modelli teorici, vengono esplorate le dinamiche complesse che emergono dall’interazione tra digitalizzazione, social media e politica. I risultati indicano che una singola azione o evento online può innescare una serie di cambiamenti imprevedibili e di vasta portata nel panorama politico. Il quinto articolo (A. Innaccone) analizza il ruolo del comunicatore nelle chiese locali del Belpaese – muovendo dai seguenti interrogativi: chi vuole comunicare per prendersi cura deve innanzitutto prendersi cura della comunicazione. Le diocesi italiane lo fanno? In che modo? Attraverso un’indagine empirica, si analizzano alcune questioni relative alla comunicazione della chiesa attraverso una analisi sociologica che coniuga il concetto di rete inteso come rafforzamento con uffici, parrocchie, giornalisti, associazioni del terzo settore, con le dicotomie da superare (comunicazione e comunicazione sociale, cartaceo versus web) e percorsi formativi da attivare. Indice   ISBN: 9788854957046 Collana: Metis Curatore: Angelo Romeo Edizione: 2023 Stato: disponibile

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Servizio sociale e sviluppo locale

Servizio sociale e sviluppo locale

€ 18,00

In contesti impoveriti dallo spopolamento può il servizio sociale, oggi conteso tra burocratizzazione e managerialismo, riconquistare gli spazi del lavoro di comunità? Il lavoro qui presentato si inquadra nel community social work e consiste in un’esperienza formativa di action research in Sardegna. In questa cornice si sostiene l’azione trasformativa dei laboratori sociali di comunità: focus group guidati da esperti in sviluppo locale e assistenti sociali, con l’obiettivo di promuovere pratiche capacitanti nella vita quotidiana. Il volume, oltre che contribuire al dibattito sulla centralità della persona nei processi di sviluppo locale, intende definire gli strumenti dell’organizzazione sociale di comunità, utili a lavorare sul campo. Può costituire uno strumento utile, non solo per gli assistenti sociali e altri professionisti impegnati a combattere l’emorragia demografica, ma anche per la formazione di base di studenti e studentesse di servizio sociale. Daniela Pisu è assegnista di ricerca in Sociologia Generale nell’Università di Sassari. Assistente sociale specialista, mediatrice familiare, PhD in Scienze Sociali. Per dieci anni ha lavorato in servizi pubblici e privati nell’ambito della progettazione e coordinamento dei servizi alla persona. Nel 2022 ha vinto il terzo premio del concorso letterario “Faraglioni d’Ogliastra” indetto dalla Ars Artium Editrice di Tortolì con l’opera Quando decidi di restare. Storie di generi, generazioni, generatività. Ultima sua pubblicazione (con Maria Lucia Piga): Nascere (o non nascere) nelle aree interne della Sardegna. Per una regolazione del delicato equilibrio tra work life balance, denatalità e povertà educativa minorile, in “Politiche Sociali, Social Policies”, 3/2022.   Indice Introduzione Autrice: Daniela Pisu ISBN: 9788854956490 Collana: Attrazioni Sociologiche / Sociological Sights, 3 Edizione: 2023

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Metis 2022  - Vol. XXIX  1-2/2022

Metis 2022 - Vol. XXIX 1-2/2022

€ 20,00

Presentazione Anche in questo numero, come è consuetudine della rivista, vengono raccolti contributi di genere diverso che coprono un ampio spettro della comunicazione: da quella interpersonale a quella culturale passando per l’informazione giornalistica e a quella online. Il primo contributo Navigare tra le righe, Giancarlo Volpato prende spunto da una corrispondenza epistolare avvenuta tra Macchiavelli e Vettori per mettere a confronto la lettura e l’ascolto, intesi come due modi diversi di leggere. La condivisione attraverso il tempo del piacere della lettura ci accomuna con chi ci ha preceduto e che arrivano a noi attraverso la traccia scritta del loro passaggio terreno, con la quale ci oltrepassano. La scrittura allunga la nostra esistenza a tempi che noi non abbiamo vissuto e porterà ciò che scriviamo oltre il tempo della nostra esistenza materiale. I confini del tempo della vita sono passato, presente e futuro, ma, come scrive Koselleck, l’ordine può mescolarsi. La scrittura è un’invenzione sociale che permette di leggere, di ampliare gli orizzonti del sapere arricchendo i significati dell’esistenza. Ogni forma di scrittura è principalmente la manifestazione di disponibilità al dialogo tra chi legge e chi ha scritto è quello che un musicologo come Jean Molino definiva “livello neutro” della comunicazione. Al quale tutti possono accedere al di là del tempo in cui vivono. Luca Serafini indaga su Oltre il web postmoderno: ripensare il giornalismo online come metanarrazione che vede nei journalism studies l’avvento del web e l’affermazione del giornalismo online come un superamento di un paradigma normativo, riconducibile ai principi della modernità filosofica e scientifica, superamento che va verso un paradigma postmoderno incentrato sulla soggettività e il relativismo. Serafini propone una lettura alternativa a questa epistemologia del giornalismo online, secondo la quale la frammentazione delle audience in reti omofiliche, la formazione di bolle ideologiche e la crescente polarizzazione causata dagli algoritmi, rendono spesso i contenuti che circolano online una riproposizione delle metanarrazioni della modernità, che non corrispondono ai principi di equivalenza delle interpretazioni e di apertura al dialogo propri del postmodernismo. Per questi motivi, si propone una nuova definizione del giornalismo sul web: non un giornalismo postmoderno, ma un compimento in forma soggettiva dei principi alla base del paradigma moderno. Giuseppe Monteduro, Sara Nanetti e Daria Panebianco nel loro saggio Capitale culturale familiare e mobilità studentesca: il valore attribuito dagli studenti all’esperienza universitaria, trattano delle tracce lasciate dal Covid-19 che hanno portato a studiare modalità di partecipazione che altrimenti non sarebbero state considerate: il capitale sociale offerto dalla famiglia si è dimostrato utile sia per la scelta dell’area di studio sia per la modalità di fruizione e di partecipazione. L’università è stata rivalutata come luogo relazionale che comprende le relazioni con gli altri studenti e quelle con i docenti sia come spazio di formazione del ‘proprio’ sguardo sul mondo. La pandemia, nonostante tutto, ha promosso la formazione di una nuova ‘generazione’ sbilanciata in favore degli aspetti relazionali, definita da una ‘socialità ristretta’ che, tuttavia, già stava prendendo piede negli ultimi due decenni. Rachele Reschiglian presenta un lavoro dal titolo: The gendered Zero Waste Movement. A multimodal social-semiotic study nel quale viene esaminto l’impatto delle prestazioni e della rappresentazione ambientalistica online in particolare su Istagram. Il Movimento Rifiuti Zero (MRZ). La ricerca si basa sui dati apparsi su Istagram e i risultati mostrano che la creazione di significato avviene utilizzan­do il genere e la partecipazione politica come risorse semiotiche indicanti il movimento. Si rileva in definitiva che il movimento ambientalista che si presenta come fenomeno sociale multimediale è un esempio di partecipazione politica online di genere. Un’analisi netnografica sul fenomeno dell’Hate Speech nella Manosfera italiana è il titolo del lavoro presentato da Debora Pizzimenti e Fabrizia Pasciuto. Le autrici analizzano l’influenza esercitata dalle piattaforme digitali nell’incentivare e plasmare il fenomeno dell’hate speech. In particolare è stato analizzato il panorama Incel italiano del gruppo che unisce uomini che si definiscono celibi involontari e che individuano nelle donne la causa della loro solitudine. Ciò si traduce in un’espansione di hate speech e impiego di epiteti denigratori nei confronti del genere femminile. Attraverso il metodo Netnografico saranno evidenziate le narrazioni presenti in tali contesti sociali, generatori anche di un proprio vocabolario atto ad alimentare la coesione tra i suoi membri. Matilde Francisca, Davide Gherardi e Giulia Giacomelli presentano un articolo dal titolo Adolescenti e media digitali: mascolinità, sexting e pornografia nel quale indagano sul rapporto tra adolescen­ti e media digitali nella costruzione dell’identità sessuale, di genere e dei rapporti interpersonali. Dalla loro ricerca è emersa una pro­fonda differenza nel modo di rappresentarsi online sui social dettata da modelli educazionali, tendenze e legami omosociali. Emerge diversità tra ragazze e ragazzi per quanto riguarda il sexting e il consumo di materiale pornografico, differenze che, anche se non presentano una definita consapevolezza propongono una evidente differenza di genere. Travisamento culturale o egemonia? Il Codice Magliabechiano ed altre fonti storiche come modello interpretativo di Tristano Volpato analizza un caso particolare di travisamento culturale dovuto all’e­gemonia europea in America che ha coinvolto l’aspetto religioso e identitario di molte popolazioni indigene locali la cui esistenza è rilevata da studiosi che si concentrarono le regioni dell’America centrale e del sud (Messico, in particolare). Tali studiosi furono i principali incaricati di alterare i testi sacri e dare un’immagine distorta dell’identità culturale del tempo. Ne è un esempio il Codice Magliabechiano che, insieme ad altre fonti storiche, rivela la manipolazione della memoria come il modo migliore per screditare l’America Latina, riscrivendone la storia e l’identità. Junji Tsuchiya presenta un lavoro dal titolo: Sociological issues of social control and power in information sciences nel quale sottolinea il controllo sociale che passa attraverso le tecnologie dell’informazione invadendo tutte le aree della vita sociale in quanto le tecnologie stesse si caricano di un notevole potere egemonico. Osserva lo studioso che la saggezza e la conoscenza delle scienze sono sempre associate al ‘potere’. In particolare, lo sviluppo della scienza e della tecnologia moderne, pur esercitando una forte influenza sul pensiero scientifico sociale, ha affinato metodologie per un controllo più approfondito ed efficace del comportamento umano e dell’ordine sociale. La capacità di gestire e di manipolare le informazioni, sia nel mondo reale che in quello virtuale, crea un ‘potere’ politico-economico e socio-culturale sul modo di comunicare che determina e canalizza il comportamento umano, la psicologia e le relazioni sociali. Nella traiettoria storica, la capacità di controllo delle informazioni è sempre stata una fonte di potere. Il ritmo accelerato in tutti i campi tende a controllare l’ambiente sociale, della comunicazione e dei comportamenti e, in definitiva mira a gestire e controllare gli esseri umani stessi. Quanto propone Junji Tsuchiya è molto simile a quanto ha mostrato Tristano Volpato con il codice Magliabechiano nel saggio precedente. L’animo umano tende sempre a prevaricare. Indice ISBN: 9788854955998 Collana: Metis Curatori: Tessarolo Mariselda, Pier Paolo Bellini Edizione: 2022 Stato: disponibile

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Metis 2021  - Vol. XXVIII  2/2021

Metis 2021 - Vol. XXVIII 2/2021

€ 20,00

Il primo contributo di Nidia Batic, La ricerca-azione per migliorare l’efficacia della comunicazione in classe, tratta di una “ricerca azione” e porta nel campo di una ricerca empirica finalizzata al miglioramento delle pratiche comunicative in classe scolastica, soprattutto a livello di comprensione dei contenuti trasmessi dagli insegnanti e dell’attenzione e del rispetto ottenuto dagli allievi. L’ibrido giornalistico. Per una nuova axiologia della notizia dentro le logiche della piattaforma, di Ivo Stefano Germano, ci conduce ad approfondire un tema attuale della comunicazione pubblica, quello legato alla stampa quotidiana, affrontando, in particolare, la grande scossa tellurica subita dal giornalismo tradizionale con l’avvento dei social media, arrivando ad analizzare le nuove dinamiche di “polarizzazione” nell’arena pubblica. Nel contributo di Monica Pascoli Una città racconta la sua storia: Palmanova, la comunicazione viene invece analizzata nella sua dimensione “narrativa”, dimensione capace di ricostruire, simbolicamente, l’identità di luoghi che acquistano un valore aggiunto (di significato e anche economico) grazie alla “realtà aumentata” creata dalla narrazione stessa (verbale e non verbale). In continuità con queste tematiche, l’articolo successivo si focalizza sulla capacità comunicativa di costruire e validare l’“immaginario”, peculiare potenzialità umana sia a livello individuale che collettivo. Nello specifico, Rosemary Serra analizza le Rappresentazioni e immaginari degli Stati Uniti e dell’Italia dei nuovi immigrati italiani a New York. Attraverso una ricerca empirica, affronta il tema dei cosiddetti “nuovi migranti italiani”, di come, nella città di New York, Stati Uniti e Italia diventano temi di costruzioni dell’immaginario, rappresentazioni biunivoche che pescano la loro fonte creativa nell’appartenenza identitaria storica. Covid, i media non vogliono esperte. La narrazione della pandemia al femminile, di. Marco Ferrazzoli e Laura Marozzi, prende spunto dall’emergenza sanitaria per far emergere come i mezzi di informazione cartacei e di informazione online rappresentino una preziosa fonte di dati esplicativi dell’attuale divario di genere, prendendo in esame la “visibilità” delle ricercatrici. Indice ISBN: 9788854954731 Collana: Metis Curatori: Tessarolo Mariselda, Pier Paolo Bellini Edizione: 2021 Stato: disponibile

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Roma in mutamento?

Roma in mutamento?

€ 27,00

Il progetto FAMI Mi.Main si fonda sull’ideale cosmopolita, che riconosce diritti e doveri di cittadine/i del mondo, liberi di viaggiare e poi fermarsi dove, semplicemente, si vive meglio. Con questo obiettivo sono stati condivisi saperi e strategie finalizzate all’acquisizione della conoscenza e della riflessione critica, a partire dalla mappatura dei servizi attivi per i migranti di Roma Capitale – partner del progetto – e i bisogni formativi della PA, ai quali si è risposto con corsi mirati soprattutto alla comprensione delle dinamiche culturali. Il gruppo di ricerca dell’Università Roma Tre ha ideato quattro servizi innovativi: la scuola, l’orientamento al lavoro, la violenza contro le donne, la mediazione culturale. I risultati dimostrano che ogni sistema burocratico può essere rideclinato in un dialogo di attuazione di norme, nell’ottica dell’inclusione e della valorizzazione delle persone. Milena Gammaitoni è professoressa associata di Sociologia generale nell’Università Roma Tre, Dipartimento di Scienze della Formazione. Insegna Sociologia anche all’Università Jagellonica di Cracovia, Sorbonne Nouvelle di Parigi e Università di Evry. I temi di studio riguardano la questione dell’identità, la condizione sociale di artiste/i, le migrazioni, la metodologia della ricerca sociale di tipo qualitativo e complementare. Le sue pubblicazioni sono consultabili al sito www.milenagammaitoni.it.   Indice Introduzione Curatrice: Milena Gammaitoni ISBN: 9788854954489 Collana: Attrazioni Sociologiche / Sociological Sights Edizione: 2021

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Cittadinizzazione e policy migratorie nella Sicilia occidentale

Cittadinizzazione e policy migratorie nella Sicilia occidentale

€ 28,00

L’accesso ai servizi della pubblica amministrazione è spesso, per la popolazione migrante, un cercare la chiave giusta fra un numero spropositato di chiavistelli. Evidenziare come la progettazione e l’attuazione di alcuni servizi innovativi di affiancamento alla P.A. abbia di fatto favorito processi di “cittadinizzazione”, è stato lo scopo di questo volume. Preliminari a ogni processo di inclusione sono infatti gli “atti di cittadinanza” che ancorano l’universalità dei diritti umani al riconoscimento dei bisogni della persona. Il volume descrive come professionisti e ricercatori operanti presso gli uffici comunali di Palermo e Trapani, e coordinati da Ignazia Bartholini, hanno riparato fattivamente a quella incomunicabilità fra apparati amministrativi e cittadini che produce inesattezze, errori e persino infrazioni normative. Ignazia Bartholini è professore associato di Sociologia e Politiche Sociali nell’Università di Palermo. Sul piano della ricerca teorica ed empirica ha definito e declinato il concetto di violenza di prossimità, fornendo un contributo scientifico originale al dibattito internazionale. È autrice di più di cento pubblicazioni e, fra le più recenti, si segnalano “Matrimoni felici” e disequilibri di genere. Il contributo di Jessie Bernard alla sociologia contemporanea (Rubettino 2021) e The Trap of Proximity Violence (Springer 2020).     Indice Introduzione Curatrice: Ignazia Bartholini ISBN: 9788854954496 Collana: Attrazioni Sociologiche / Sociological Sights Edizione: 2021

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Metis 2021  - Vol. XXVIII  1/2021

Metis 2021 - Vol. XXVIII 1/2021

€ 20,00

Il primo articolo dal titolo Complexity of dialogues on the net è di Mariselda Tessarolo: l’ipotesi di partenza è che i dialoghi ibridi derivino dall’interconnessione e dalla co-performatività, che consentono la messa in scena di identità private e pubbliche nonché di performance on line e off line; nel secondo contributo dal titolo Nomads in the agora: an art project addressing ethnic discrimination, Raluca Levonian tratta di un aspetto particolare del museo nell’attuale società rumena che, oltre a promuovere l’apprendimento, incoraggia a diventare agenti di cambiamento sociale; il terzo articolo scritto da Antonella Pocecco, intitolato I media nella costruzione della memoria: la pluralizzazione del ricordo, esplora la rilevanza del ruolo dei mezzi di comunicazione di massa inte­si come veri ‘attivatori’ della memoria nella sfera pubblica; Il quarto contributo di Marco Ferrazzoli e Laura Marozzi dal titolo Protagonisti ed esclusi. La rappresentazione mediatica degli stakeholder nella pandemia, presenta una ricerca quali-quantitativa relativa alla presenza di alcuni soggetti sociali portatori di interessi vengono qui analizzate 18 aree tematiche relative all’informazione collegata al Covid-19 prodotte dal Corriere della Sera nelle sue testate on line e cartacea. Tristano Volpato presenta un lavoro dal titolo Mazunte: un esempio di comunicazione interculturale nel sud-ovest del Pacifico messicano. In questo lavoro viene studiato il gruppo di immigra­ti italiani che vivono nello stato di Oaxaca nel Messico, gruppo che si pone come un’eccezione rispetto ad altre comunità italiane che hanno preferito un’auto-esclusione per difendere la propria italianità. Indice ISBN: 9788854953901 Collana: Metis Curatori: Tessarolo Mariselda, Pier Paolo Bellini Edizione: 2021 Stato: disponibile

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Metis 2020  - Vol. XXVII  2/2020

Metis 2020 - Vol. XXVII 2/2020

€ 20,00

Nel primo articolo, di Giovanni Maddalena, che ha come titolo Obelisks, lines of identity, and selfies. Do indexes provide a good account for intuition? vengono messe in relazione l’indicalità di Peirce e l’intuizione di Kant che sottolineano una notevole differenza nella loro ‘visione’ della sinteticità. L’autore presenta questa relazione utilizzando l’obelisco, la linea d’identità nei grafi esistenziali di Peirce e il selfie. Il secondo contributo di un gruppo internazionale di studiosi di varie università: Elena Makarova e Agamali K. Mamedov della Lo­monosov Moscow State University, Federico Neresini e Renato Stella dell’Università di Padova, infine, Cosimo Marco Scarcelli dell’Università di Venezia, intitolato From the virtual identity to the internet of body ha lo scopo di indagare la connessione tra corpo e media digitali seguendo l’esperienza, senza precedenti, della rivoluzione dell’informazione le cui tecnologie invadono le pratiche quo­tidiane, aggredendo l’organismo sociale e contribuendo a rendere ancor più difficile la comprensione di questo tempo straordinario. Il terzo articolo, di Pier Paolo Bellini: Trascendenze quotidiane: la creatività come ‘capacità di nessi’, tratta la creatività come di una potenzialità che appartiene a tutti gli individui, applicabile a molti aspetti della vita in quanto parte integrante dell’adattamento umano ai cambiamenti. L’autore utilizza in particolar modo una chiave di lettura psico-sociologica che gli permette di rilevare le dinamiche socio-relazionali dei cambiamenti stessi. Segue il lavoro di Guerino Nuccio Bovalino dal titolo L’apocalisse virale. Nuove riconfigurazioni della relazione uomo, tecnologia e natura al tempo del Covid-19 che analizza l’attuale pandemia alla luce della duplice dimensione medica e mediologica che il termine stesso evoca. L’autore mette in rilievo la crisi del pensiero progressista e delle tecnoutopie utilizzando riferimenti della sociologia dell’immaginario e della sociologia politica. L’articolo di Luca Serafini intitolato La partecipazione polarizzata: informazione popolare e discussione democratica nella sfera pubblica digitale mette in rilievo come i linguaggi dell’informazione costituiscono un allargamento della discussione democratica dentro la sfera pubblica. Chiude il volume il contributo di Andrea Lombardinilo dal titolo ‘Presence is absence’. Communication and rhetoric in Paolo Sorrentino’s The Young Pope articolo nel quale l’autore si propone di mettere in luce la modalità comunicativa che il giovane papa, Pio xiii, protagonista del serial di Sorrentino, intende attuare con i fedeli attraverso l’assenza di immagini, di partecipazione ecc. una vera e propria ‘retorica al contrario’. Indice Presentazione ISBN: 9788854953307 Collana: Metis Curatori: Tessarolo Mariselda, Pier Paolo Bellini Edizione: 2020 Stato: Disponibile

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Metis 2020  - Vol. XXVII 1/2020

Metis 2020 - Vol. XXVII 1/2020

€ 20,00

Nel numero 1 del 2020 c’è un cambiamento nella co-direzione di Metis: il prof. Pier Paolo Bellini subentra al prof. Angelo Boccato che ha fatto parte della direzione di Metis a partire dal 2016 dandoci un importante e costante apporto nelle incombenze di vario tipo che si incontrano nel dirigere una rivista. Il prof. Pier Paolo Bellini insegna all’Università del Molise, oltre a essere nel comitato scientifico della rivista, è stato più volte tra gli  autori. In questo numero della rivista, per l’occasione presenta, su invito, un lavoro dal titolo Il “segno artistico”: una prospettiva sociologica. Si tratta di una riflessione su quella che è la specificità dell’arte e cioè la sua prevalenza polisemica, che si realizza con la ricercata pluralità di significati. Anche Ilaria Riccioni in Notes on Weber, Lukács and Adorno on Culture (Part I) si addentra nella capacità di costruire e di consolidare la realtà sociale attraverso l’istituzionalizzazione dell’arte e della cultura e lo fa seguendo le riflessioni dei tre classici della sociologia presenti nel titolo. Veronika K. Katermina nel suo articolo Political Content of Social Movements in the Context of New Media ci offre un resoconto del contenuto politico dei social media considerando gruppi che partecipano attivamente al processo di comunicazione. L’autrice studia in particolar modo le caratteristiche linguistico-discorsive del contenuto politico dei movimenti sociali. Tale linguaggio consente di vedere le nuove tendenze presenti nell’attuale spazio comunicativo dei social media. Segue, quindi, l’articolo di Rebeca Andreina Papa riguardante, ancora una volta i social media, dal titolo La relazione online al tempo dei social network, fra intimità digitali e aggressività. L’autrice indaga il fatto che con la diffusione dei social media le relazioni sembrano far prevalere interazioni profondamente intime o situazioni di odio e di violenza online e lo fa indagando le narrazioni identitarie realizzate nelle relazioni in rete. Segue l’articolo di Antonia Cava e di Marco Centorrino relativo al Social food. Esperienza del gusto e culture mediali in cui gli autori espongono uno degli argomenti più attuali, anche in sociologia della comunicazione, in cui il cibo si presenta come un elemento importante della cultura, specialmente nell’uso di linguaggi particolari che generano universi simbolici che si riflettono sia su nuovi stili di consumo, che investono l’aspetto identitario, sia sull’apertura di nuovi mercati. Chiude il numero 1 del XXVII volume Maria Rita Bartolomei con l’articolo dal titolo Il corpo parla: la verginità raccontata dagli adolescenti che porta a nostra conoscenza i risultati di una ricerca che sembra indagare un mito del passato rappresentato dal ‘mito della verginità’ che, invece, ha per molte culture umane, una forte persistenza anche nell’odierna società e mostra come, nonostante l’intrusione (organizzata) sulla corporalità e sulla personalità della donna, possa ancora sembrare un buon metodo per ‘stare assieme’ nella società. Interessante quindi leggere che cosa ne pensano i giovani di varie nazionalità su questo argomento.   ISBN: 9788854952256 Collana: Metis Curatori: Tessarolo Mariselda, Pier Paolo Bellini Edizione: 2020 Stato: Disponibile

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