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Romanistica Patavina

Romanistica Patavina

Comitato scientifico
Furio Brugnolo, Michele Cortelazzo, Ivano Paccagnella,
Gianfelice Peron, Patrizio Tucci
(Dipartimento di Studi linguistici e letterari dell’Università degli Studi
di Padova)


Comitato di lettura
Ronnie Ferguson (University of St Andrews)
Frank Lestringant (Université de Paris IV – Sorbonne)
Edgar Radtke (Universität Heidelberg)

Kazuaki Ura (Università di Tokio)
Il sonetto continuo

Il sonetto continuo

€ 20,00

Il sonetto nella sua lunga storia si è adattato a qualsiasi argomento, contesto e forma. Non solo simplex come l’ha definito Antonio da Tempo, ma anche rinterzato, caudato, doppio, anacreontico; non solo endecasillabi ma (anche) settenari e persino quinari. In ogni caso sempre eclettico, polimorfo, sempre riconoscibile ma sempre diverso. Questo libro racconta la storia inedita di una forma speciale, il sonetto continuo, così chiamato perché le rime dei primi versi continuano sino alla fine, ignorando pour cause la regola della variazione tra quartine e terzine, tra fronte e sirma. Da qui altre stranezze, eccezioni, virtuosismi che ne caratterizzano la lingua e lo stile, e ne decidono spesso gli argomenti, i nuclei tematici e l’organizzazione del discorso. Attraverso la lettura ravvicinata di singoli testi esemplari, alternata all’interpretazione complessiva dei dati, il libro individua varianti e invarianti, distingue filiere, evidenzia denominatori comuni, riflette criticamente su un corpus di oltre 150 sonetti raccolti in otto secoli di storia poetica nazionale, dalle prime realizzazioni duecentesche fino alla stretta contemporaneità.   Sara Moccia (Napoli, 1994) si è formata alla Sapienza di Roma e all’Università di Padova, dove attualmente svolge un dottorato di ricerca in Scienze Linguistiche, Filologiche e Letterarie. Indice Introduzione ISBN: 9788854952430 Collana: Romanistica Patavina 17 Autore: Sara Moccia Edizione 2020 Stato: Disponibile

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Studi sul Rinascimento

Studi sul Rinascimento

€ 27,00

Questa raccolta di studi di Fernando Bandini documenta un campo settoriale e specifico della sua attività di storico della lingua e della letteratura. Bandini ha dedicato alla cultura rinascimentale vicentina, alla ricostruzione di una storia letteraria e dialettale poco frequentate dalla critica, com’è quella degli epigoni di Ruzante trapiantati dagli Euganei ai Berici, mezzo secolo di fedeltà, con studi monografici essenziali e interventi analitici, magari discontinui e frammentari ma sempre acuti e raffinati. Per Bandini la storia letteraria di Vicenza inizia con il Rinascimento e con Trissino, anche se la qualità artistica che a questi manca è raggiunta dai “pavani vicentini” della sua cerchia, a partire dagli autori delle Quattro parti delle rime in lingua rustica padovana, Giovan Battista Maganza, Agostino Rava, Marco Thiene, ossia, con nomenagia pavana, Magagnò, Menon, Begotto: con un catalogo di autori che si allarga progressivamente fino a tutto il Seicento e oltre. Fernando Bandini (Vicenza, 1931-2013) è stato professore di «Filologia romanza» e poi di «Stilistica e metrica italiana» all’Università di Padova dal 1972 al 1996. È riconosciuto come uno dei grandi poeti del Novecento (In modo lampante, 1962, Per partito preso, 1965, Memoria del futuro, 1969, La mantide e la città, 1979, Santi di Dicembre, 1994, Meridiano di Greenwich, 1998, Dietro i cancelli e altrove, 2007, Quattordici poesie, 2010, Un altro inverno, 2012). Poeta in latino, è stato vincitore del Certamen poeticum Hoeufftianum di Amsterdam e del Certamen vaticanum. La sua intera opera poetica è ora raccolta in Tutte le poesie, a cura di R. Zucco, Mondadori (Oscar Baobab), Milano 2018. È stato acuto interprete letterario (Groto, Foscolo, Nievo, Leopardi, di cui ha dato un finissimo commento dei Canti riedito a più riprese dal 1975, Pascoli, i poeti simbolisti e liberty). Critico militante, ha scritto su Jahier, Moretti, Montale, Noventa, Sereni, Raboni, padre Turoldo, con particolare attenzione alla linea veneta: Valeri, Piovene, Parise, Meneghello, Comisso, Rigoni Stern, Neri Pozza. Nel 2010 è stato insignito del Premio del Presidente, nell’ambito del Premio Viareggio; nel 2012 ha vinto il Premio Librex Montale. È stato Presidente dell’Accademia Olimpica di Vicenza dal 2003 al 2011. Indice Un ricordo personale di Fernando Bandini di Gaetano Thiene, Presidente dell'Accademia Olimpica di Vicenza ISBN:9788854951259 Collana: Romanistica Patavina Autore: Fernando Bandini Edizione 2020 Stato: Disponibile

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Il mito dell'Italia nella letteratura romena dell'Ottocento

Il mito dell'Italia nella letteratura romena dell'Ottocento

€ 27,00

Il volume prende le mosse dall’osservazione che nell’Ottocento molti sono gli scrittori e intellettuali romeni legati alla penisola italiana. Già dal 1808, quando il poeta Asachi salutava Roma madre del suo popolo e signora del mondo, si associava all’Italia un sistema di metafore familiari destinate a una certa diffusione nella stampa italiana di metà secolo, con Mazzini, che considerava la nazione romena una figlia perduta dell’impero romano. Se Roma, con la Colonna Traiana, era la città più presente nel mito, la Venezia romantica pervade la poesia di Alecsandri, mentre Firenze è narrata come città d’arte da Alecsandri e come culla di carbonari da Filimon. Tre sono così le coordinate cui si lega il mito: l’Italia patria degli antenati dei romeni, l’Italia museo dell’Europa da studiare, italiani e romeni alleati nella lotta contro gli imperi per l’indipendenza nazionale.   Alexandra Vranceanu Pagliardini insegna Letteratura comparata all’Università di Bucarest e ha insegnato nelle Università di Saint-Etienne e Padova. Ha studiato i rapporti testo-immagine e la letteratura dell’esilio. Ha pubblicato Les aventures de l’ekphrasis dans la fiction contemporaine (2011), Meridiani della migrazione nella letteratura romena da Ureche a Cioran (2012), ha curato Text(e)/Image. Interferences. Etudes critiques (2009), Migrazione e patologie dell’humanitas nella letteratura europea contemporanea (2012), Terra aliena. L’esilio degli intellettuali europei (2013), Rifondare la letteratura nazionale per un pubblico europeo. Da un’idea di G. Mazzini (2015). Indice e Introduzione ISBN:9788854951471 Collana: Romanistica Patavina Autrice: Alexandra Vranceanu Pagliardini Edizione 2019 Stato: Disponibile

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Nostro Novecento

Nostro Novecento

€ 24,00

L’autore raccoglie qui una serie di saggi che, scritti negli ultimi venticinque anni, riguardano scrittori di rilievo (specialmente veneti, ma non solo) del nostro Novecento appena trascorso, con maggiore attenzione per alcuni poeti in dialetto e in lingua di sicura rilevanza anche nazionale, quali Giacomo Noventa, Biagio Marin, Romano Pascutto, Andrea Zanzotto e Fernando Bandini. Non si sono tralasciati tuttavia certi robusti narratori, quali Carlo Emilio Gadda, Giovanni Comisso, Goffredo Parise ed Elio Bartolini, tutti traguardati da punti di vista caratterizzanti o da loro singole opere altamente rappresentative. Di Primo Levi si è tentata una rapida sintesi delle sue opere in prosa e una lettura più analitica della sua poesia; di Pasolini si è privilegiato il lato critico ‘corsaro’ ed ‘eretico’, forse uno dei suoi aspetti più vitali. Per Giuliano Scabia si è scelto di interpretare un suo romanzo fiabesco, per Alfonso Traina di leggere le sue liriche senili, per Lea Quaretti di sfogliare il suo giornale intimo, vera, sorprendente miniera di aneddotica letteraria. Antonio Daniele, già docente di Storia della lingua italiana in varie Università (Vienna, Padova, Cosenza), ha concluso da poco a Udine la sua attività. Nel corso degli anni si è occupato di varî argomenti letterarî e linguistici, con monografie e saggi dedicati al Petrarca, al Dondi dall’Orologio, al Tasso, al Dottori e ad altri autori, nonché a questioni di poetica e metrica del Cinquecento e di filologia dell’Ottocento (in particolare studiando il Mussafia e il Canello). Ultimamente ha pubblicato: Folengo e Ruzzante. Dodici studî sul plurilinguismo rinascimentale (Padova, 2013) e Dal centro al cerchio. L’esperienza narrativa di Luigi Meneghello (Padova, 2016). Indice Premessa ISBN:9788867878884 Collana: Romanistica Patavina 11 Autore: Antonio Daniele Edizione 2018 Stato: Disponibile

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«parole assasoné, paìe, slettrane»

«parole assasoné, paìe, slettrane»

€ 27,00

“Parole stagionate, sedimentate; parole digerite, assimilate; parole letterate, dotte” (come dice «el Morato», l’abate Giacomo Morello) per Marisa. Marisa Milani (1935-1997), allieva di Gianfranco Folena, storica della lingua italiana, della cultura e letteratura veneta, con particolare attenzione a quella pavana, ha insegnato Letteratura delle tradizioni popolari alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Padova. Oltre alle edizioni di Alvise Cornaro (Orazione per il Cardinale Marco Cornaro e Pianto per la morte del Bembo, 1981, Scritti sulla vita sobria. Elogio e lettere, 1983) e di Niccolò Zotti (Il bosco del Montello, 1981), fra i suoi libri di argomento pavano ricordiamo: Vita e lavoro contadino negli autori pavani del XVI e XVII secolo, 1996; Antiche rime venete, 1997; «El pì bel favelare del mondo». Saggi ruzzantiani, 2000; fra quelli di tradizioni popolari: Antiche pratiche di medicina popolare nei processi del S. Uffizio, Venezia, 1572-1591, 1986; Piccole storie di stregoneria nella Venezia del ’500, 1989; Massime e proverbi goldoniani, 1994; Contro le puttane. Rime venete del XVI secolo, 1994; Streghe, morti ed esseri fantastici nel Veneto, (1980) 1994. Marisa Milani, allieva di Gianfranco Folena, ha studiato i pavani, il Beolco, i pre- e post ruzantiani, dai primi autori tre-quattrocenteschi ad Alvise Cornaro, a Galileo, a Forzatè fino ai tardi imitatori settecenteschi, pubblicando testi, studi critici, glossari. La ricordiamo, a vent’anni dalla scomparsa, non tanto con un bilancio della sua eredità scientifica, quanto cercando di vedere le questioni lasciate ancora aperte; ampliando il discorso agli studi demo-antropologici, che Marisa aveva condotto sulla contemporaneità (streghe, morti, esseri fantastici nelle credenze popolari venete) come sul passato (i processi per stregoneria, le puttane e le cortigiane), con nuove riflessioni storiche sull’Inquisizione, medicina e magia popolare, teoria e storia del teatro e dell’immaginario: interessi diversi ma sempre legati fra loro dal filo della dialettalità, della “popolarità”, nel segno di rigore metodologico e acribia filologica, di interpretazione linguistica congiunta all’esegesi storica e culturale, che erano la “marca” di Marisa. È una lezione che abbiamo imparato, direttamente o «per li rami», da un maestro come Folena ma che Marisa ha coltivato con personale penetrazione, a volte con caparbia singolarità, sempre con grande acume e finezza. Indice Premessa ISBN:9788867877713 Collana: Romanistica Patavina 12 Curatore: Ivano Paccagnella Edizione: 2018 Stato: Disponibile

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Rinascimento fra il Veneto e l'Europa

Rinascimento fra il Veneto e l'Europa

€ 32,00

Venezia e il Veneto, forse più di Firenze e alla stessa stregua di Roma, instaurano precocemente una serie di relazioni storiche, filosofiche, letterarie e artistiche con la cultura umanistica e rinascimentale già di matrice latina ma poi di ambito europeo, dalla Francia all’Inghilterra, dalla Germania all’Olanda e al mondo fiammingo. L’istituzione veneziana, sintesi di democrazia, aristocrazia e monarchia, consentì di fatto la sopravvivenza della Repubblica lungo tutto il corso dell’età moderna e contribuì a rendere possibile, all’interno della compagine statale, la convivenza di etnie diverse per lingua, religione, economia, mentalità senza traumi o lacerazioni dirompenti. È il mito della “libertà veneziana”: la Serenissima appare all’Europa come «la cité sans pareille, le miracle du monde», ma soprattutto «le vray theatre de la science Politique, et de la Morale». Porsi oggi la questione della posizione di Venezia e del Veneto nel quadro della cultura europea del Rinascimento significa analizzare la complessità dei percorsi di civiltà connessi ai fenomeni di scambio e interazione tra centri statuali e politici, istituzioni scolastiche, gruppi culturali, fenomeni artistico-letterari in un contesto geografico – lo spazio compreso tra l’Europa centrale e l’area adriatica – segnato da una marcata permeabilità e mobilità.   Il Progetto strategico European and Venetian Renaissance – evere, finanziato dall’Università di Padova, ha visto coinvolte quattro grandi aree di ricerca: storia linguistica e letteraria, storia della filosofia, storia moderna, storia dell’arte. Il Convegno Rinascimento fra il Veneto e l’Europa. Questioni, metodi, percorsi, di cui si pubblicano in questo volume gli Atti, ne ha rappresentato la conclusione.   La curatrice, Elisa Gregori, ha partecipato al progetto Rinascimento veneto, rinascimento europeo occupandosi degli scambi culturali e letterari tra Francia e Italia. In questo ambito ha studiato l’autodeterminazione dei traduttori e le metafore della traduzione nei paratesti; si è occupata inoltre della traduzione e della diffusione di testi omiletici, di testi di viaggio e di autotraduzione. Come autrice ha pubblicato con Cleup l’edizione di Canzonieri italiani di autori francesi e dedicato all’interesse per l’archeologia e le rovine di François René de Chateaubriand gli studi Un virtuose des ruines. Chateaubriand au pays des antiquités et de l’archéologie (2010) e Le comiche smorfie. Avramiotti contro Chateaubriand (2012). Indice Premessa ISBN:9788867879687 Collana: Romanistica Patavina Curatrice: Elisa Gregori Edizione 2018 Stato: Disponibile

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Dal centro al cerchio

Dal centro al cerchio

€ 17,00

I saggi qui raccolti sono il frutto di una lunga fedeltà a Luigi Meneghello, iniziata più di vent’anni fa, quando la critica sull’autore era appena agli albori. Da allora ad oggi le cose sono cambiate e una schiera di estimatori e interpreti si è fatta avanti, riconoscendo allo scrittore un posto preminente (e non solo regionale, come inizialmente si poteva anche pensare) nella nostra letteratura più recente. L’opera narrativa di Meneghello viene affrontata da diversi punti di vista (secondo prospettive di lingua – e in particolare di lingua interagente con il dialetto –, di stile, di poetica implicita ed esplicita), ma sempre con l’intento precipuo di illustrarne le dinamiche sghembe e personalissime, che fanno di essa un unicum nel panorama contemporaneo italiano. Antonio Daniele insegna Storia della lingua italiana all’Università di Udine. Ha scritto volumi e saggi sulla lingua e la metrica di scrittori delle Origini e del Rinascimento, occupandosi soprattutto di Petrarca e di Tasso, ma anche dei grandi plurilinguisti del Cinquecento: Capitoli tassiani (1983); Linguaggi e metri del Cinquecento (1994); Nuovi capitoli tassiani (1998); La memoria innamorata. Indagini e letture petrarchesche (2005); Folengo e Ruzzante. Dodici studî sul plurilinguismo rinascimentale (2013). Ha curato edizioni delle Rime di Giovanni Dondi dell’Orologio (1992), dei poemi di Carlo de’ Dottori (la Galatea, 1977; l’Asino, 1987) e delle poesie in dialetto (1990) e in lingua (2003) di Romano Pascutto. Negli ultimi anni si è interessato anche di scrittori della Grande Guerra: Magnaboschi. Storie di guerra, di scrittori e d’altopiano (2006) e La guerra di Gadda (2009), nonché di poeti contemporanei, specialmente veneti, quali Noventa, Marin, Bandini e altri. Indice Premessa ISBN:9788867874996 Collana: Romanistica Patavina 7 Autore: Antonio Daniele Edizione 2016 Stato: Disponibile

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Le occasioni del testo

Le occasioni del testo

€ 27,00

Con questi saggi, che si mettono alla prova in quel particolare genere critico che è la lettura testuale, gli autori vogliono rendere omaggio agli ottant’anni di Pier Vincenzo Mengaldo: un segno di riconoscimento e di gratitudine per i tanti frutti del suo insegnamento, e insieme di condivisione di un’idea di cultura fatta di passione, generosità e tenace impegno quotidiano. I contributi qui raccolti propongono letture di singoli testi o di singole opere di poesia o di prosa, narrativa e non, che spaziano dalle origini della letteratura italiana (Giacomo da Lentini e Petrarca) al Quattro e Cinquecento (Boiardo e Sannazaro), dal Settecento (Beccaria e Fantoni) fino al Novecento inoltrato (D’Annunzio, Montale, Contini, Fenoglio, Calvino, Giudici, Benzoni, Fiori, Benedetti, Pusterla), con una sortita anche in territorio filosofico-politico. Diverse sono le prospettive, e diversi gli approcci e le sensibilità, ma l’obiettivo condiviso dagli autori è quello di restituire al testo le sue ragioni, come vuole un’idea di critica stilistica che nell’analisi e interpretazione del dato particolare si sforza di cogliere e verificare le dinamiche generali dell’opera, dell’autore, dell’epoca. Indice Presentazione ISBN:9788867876570 Collana: Romanistica Patavina 9 Curatori: Andrea Afribo, Sergio Bozzola, Arnaldo Soldani Edizione 2016 Stato: Disponibile

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«Fedeli, diligenti, chiari e dotti»

«Fedeli, diligenti, chiari e dotti»

€ 35,00

Sono qui pubblicati gli interventi al convegno svoltosi a Padova nell’ottobre del 2015, una serie di casi tratti dalle maggiori letterature nazionali, configurando un abbozzo di canone di autori tradotti (Petrarca, Commynes, Machiavelli, Ariosto, Tasso, Rabelais, Montaigne, Shakespeare, Bacon, Cervantes) ma anche una rosa di traduttori ritenuti maggiormente significativi (Dolce, Chappuys, Fischart, Urquhart, Salazar) e di generi tradotti (poesia amorosa, commedie, trattatistica economico politica, romanzo pastorale, teatro, novella picaresca), con attenzione a fenomeni nazionali (la situazione in Scozia, in Francia, in Svizzera o in Germania) o ancora a quaestiones trasversali (interventi editoriali, edizioni plurilingui, autocoscienza dei traduttori, apparati e strategie di dedica, traduzione come etica sociale della trasmissione culturale, scelte linguistiche, rifacimenti e riscritture, trattatistica sulla traduzione).   La traduzione ha un ruolo fondamentale nella storia delle trasformazioni, rimodellamenti, relazioni intertestuali che caratterizzano la cultura europea, come si costruisce fra il 1494 e il 1648. La riforma protestante muta radicalmente le forme di scrittura delle verità religiose come di quelle non teologiche. Lo sviluppo dirompente della stampa accelera la circolazione di libri e autori e al tempo stesso configura un nuovo «sistema delle lingue» entro cui vanno inquadrate le relazioni tra i diversi volgari di traduzione e l’originale, tra le diverse lingue volgari tra di loro, tra le lingue volgari di traduzione e un latino considerato però come una lingua di traduzione viva e moderna (dato che si traduce in latino e non dal latino, a volte anche tramite il latino come lingua terza). Questa complessità nuova e polimorfa rende necessario un approccio transdisciplinare alla pluralità di traduzioni e impone una radicale prospettiva europea, data l’insufficienza di un’analisi che si limiti al solo confronto tra lingue di partenza e lingua d’arrivo, privilegiando una visione plurilingue che fa emergere l’autonomia, la singolarità e la produttività culturale del testo tradotto.     In copertina: Domenico Ghirlandaio, San Girolamo nello studio, Firenze, Chiesa degli Ognissanti ISBN:9788867875955 Collana: Romanistica Patavina 8 Autore: Elisa Gregori Edizione 2016 Stato: Disponibile  

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