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Romanistica Patavina

Romanistica Patavina

Comitato scientifico
Furio Brugnolo, Michele Cortelazzo, Ivano Paccagnella,
Gianfelice Peron, Patrizio Tucci
(Dipartimento di Studi linguistici e letterari dell’Università degli Studi
di Padova)


Comitato di lettura
Ronnie Ferguson (University of St Andrews)
Frank Lestringant (Université de Paris IV – Sorbonne)
Edgar Radtke (Universität Heidelberg)

Kazuaki Ura (Università di Tokio)
Il mito dell'Italia nella letteratura romena dell'Ottocento

Il mito dell'Italia nella letteratura romena dell'Ottocento

€ 27,00

Il volume prende le mosse dall’osservazione che nell’Ottocento molti sono gli scrittori e intellettuali romeni legati alla penisola italiana. Già dal 1808, quando il poeta Asachi salutava Roma madre del suo popolo e signora del mondo, si associava all’Italia un sistema di metafore familiari destinate a una certa diffusione nella stampa italiana di metà secolo, con Mazzini, che considerava la nazione romena una figlia perduta dell’impero romano. Se Roma, con la Colonna Traiana, era la città più presente nel mito, la Venezia romantica pervade la poesia di Alecsandri, mentre Firenze è narrata come città d’arte da Alecsandri e come culla di carbonari da Filimon. Tre sono così le coordinate cui si lega il mito: l’Italia patria degli antenati dei romeni, l’Italia museo dell’Europa da studiare, italiani e romeni alleati nella lotta contro gli imperi per l’indipendenza nazionale.   Alexandra Vranceanu Pagliardini insegna Letteratura comparata all’Università di Bucarest e ha insegnato nelle Università di Saint-Etienne e Padova. Ha studiato i rapporti testo-immagine e la letteratura dell’esilio. Ha pubblicato Les aventures de l’ekphrasis dans la fiction contemporaine (2011), Meridiani della migrazione nella letteratura romena da Ureche a Cioran (2012), ha curato Text(e)/Image. Interferences. Etudes critiques (2009), Migrazione e patologie dell’humanitas nella letteratura europea contemporanea (2012), Terra aliena. L’esilio degli intellettuali europei (2013), Rifondare la letteratura nazionale per un pubblico europeo. Da un’idea di G. Mazzini (2015). Indice e Introduzione ISBN:9788854951471 Collana: Romanistica Patavina Autrice: Alexandra Vranceanu Pagliardini Edizione 2019 Stato: Disponibile

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Nostro Novecento

Nostro Novecento

€ 24,00

L’autore raccoglie qui una serie di saggi che, scritti negli ultimi venticinque anni, riguardano scrittori di rilievo (specialmente veneti, ma non solo) del nostro Novecento appena trascorso, con maggiore attenzione per alcuni poeti in dialetto e in lingua di sicura rilevanza anche nazionale, quali Giacomo Noventa, Biagio Marin, Romano Pascutto, Andrea Zanzotto e Fernando Bandini. Non si sono tralasciati tuttavia certi robusti narratori, quali Carlo Emilio Gadda, Giovanni Comisso, Goffredo Parise ed Elio Bartolini, tutti traguardati da punti di vista caratterizzanti o da loro singole opere altamente rappresentative. Di Primo Levi si è tentata una rapida sintesi delle sue opere in prosa e una lettura più analitica della sua poesia; di Pasolini si è privilegiato il lato critico ‘corsaro’ ed ‘eretico’, forse uno dei suoi aspetti più vitali. Per Giuliano Scabia si è scelto di interpretare un suo romanzo fiabesco, per Alfonso Traina di leggere le sue liriche senili, per Lea Quaretti di sfogliare il suo giornale intimo, vera, sorprendente miniera di aneddotica letteraria. Antonio Daniele, già docente di Storia della lingua italiana in varie Università (Vienna, Padova, Cosenza), ha concluso da poco a Udine la sua attività. Nel corso degli anni si è occupato di varî argomenti letterarî e linguistici, con monografie e saggi dedicati al Petrarca, al Dondi dall’Orologio, al Tasso, al Dottori e ad altri autori, nonché a questioni di poetica e metrica del Cinquecento e di filologia dell’Ottocento (in particolare studiando il Mussafia e il Canello). Ultimamente ha pubblicato: Folengo e Ruzzante. Dodici studî sul plurilinguismo rinascimentale (Padova, 2013) e Dal centro al cerchio. L’esperienza narrativa di Luigi Meneghello (Padova, 2016). Indice Premessa ISBN:9788867878884 Collana: Romanistica Patavina 11 Autore: Antonio Daniele Edizione 2018 Stato: Disponibile

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«parole assasoné, paìe, slettrane»

«parole assasoné, paìe, slettrane»

€ 27,00

“Parole stagionate, sedimentate; parole digerite, assimilate; parole letterate, dotte” (come dice «el Morato», l’abate Giacomo Morello) per Marisa. Marisa Milani (1935-1997), allieva di Gianfranco Folena, storica della lingua italiana, della cultura e letteratura veneta, con particolare attenzione a quella pavana, ha insegnato Letteratura delle tradizioni popolari alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Padova. Oltre alle edizioni di Alvise Cornaro (Orazione per il Cardinale Marco Cornaro e Pianto per la morte del Bembo, 1981, Scritti sulla vita sobria. Elogio e lettere, 1983) e di Niccolò Zotti (Il bosco del Montello, 1981), fra i suoi libri di argomento pavano ricordiamo: Vita e lavoro contadino negli autori pavani del XVI e XVII secolo, 1996; Antiche rime venete, 1997; «El pì bel favelare del mondo». Saggi ruzzantiani, 2000; fra quelli di tradizioni popolari: Antiche pratiche di medicina popolare nei processi del S. Uffizio, Venezia, 1572-1591, 1986; Piccole storie di stregoneria nella Venezia del ’500, 1989; Massime e proverbi goldoniani, 1994; Contro le puttane. Rime venete del XVI secolo, 1994; Streghe, morti ed esseri fantastici nel Veneto, (1980) 1994. Marisa Milani, allieva di Gianfranco Folena, ha studiato i pavani, il Beolco, i pre- e post ruzantiani, dai primi autori tre-quattrocenteschi ad Alvise Cornaro, a Galileo, a Forzatè fino ai tardi imitatori settecenteschi, pubblicando testi, studi critici, glossari. La ricordiamo, a vent’anni dalla scomparsa, non tanto con un bilancio della sua eredità scientifica, quanto cercando di vedere le questioni lasciate ancora aperte; ampliando il discorso agli studi demo-antropologici, che Marisa aveva condotto sulla contemporaneità (streghe, morti, esseri fantastici nelle credenze popolari venete) come sul passato (i processi per stregoneria, le puttane e le cortigiane), con nuove riflessioni storiche sull’Inquisizione, medicina e magia popolare, teoria e storia del teatro e dell’immaginario: interessi diversi ma sempre legati fra loro dal filo della dialettalità, della “popolarità”, nel segno di rigore metodologico e acribia filologica, di interpretazione linguistica congiunta all’esegesi storica e culturale, che erano la “marca” di Marisa. È una lezione che abbiamo imparato, direttamente o «per li rami», da un maestro come Folena ma che Marisa ha coltivato con personale penetrazione, a volte con caparbia singolarità, sempre con grande acume e finezza. Indice Premessa ISBN:9788867877713 Collana: Romanistica Patavina 12 Curatore: Ivano Paccagnella Edizione: 2018 Stato: Disponibile

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Rinascimento fra il Veneto e l'Europa

Rinascimento fra il Veneto e l'Europa

€ 32,00

Venezia e il Veneto, forse più di Firenze e alla stessa stregua di Roma, instaurano precocemente una serie di relazioni storiche, filosofiche, letterarie e artistiche con la cultura umanistica e rinascimentale già di matrice latina ma poi di ambito europeo, dalla Francia all’Inghilterra, dalla Germania all’Olanda e al mondo fiammingo. L’istituzione veneziana, sintesi di democrazia, aristocrazia e monarchia, consentì di fatto la sopravvivenza della Repubblica lungo tutto il corso dell’età moderna e contribuì a rendere possibile, all’interno della compagine statale, la convivenza di etnie diverse per lingua, religione, economia, mentalità senza traumi o lacerazioni dirompenti. È il mito della “libertà veneziana”: la Serenissima appare all’Europa come «la cité sans pareille, le miracle du monde», ma soprattutto «le vray theatre de la science Politique, et de la Morale». Porsi oggi la questione della posizione di Venezia e del Veneto nel quadro della cultura europea del Rinascimento significa analizzare la complessità dei percorsi di civiltà connessi ai fenomeni di scambio e interazione tra centri statuali e politici, istituzioni scolastiche, gruppi culturali, fenomeni artistico-letterari in un contesto geografico – lo spazio compreso tra l’Europa centrale e l’area adriatica – segnato da una marcata permeabilità e mobilità.   Il Progetto strategico European and Venetian Renaissance – evere, finanziato dall’Università di Padova, ha visto coinvolte quattro grandi aree di ricerca: storia linguistica e letteraria, storia della filosofia, storia moderna, storia dell’arte. Il Convegno Rinascimento fra il Veneto e l’Europa. Questioni, metodi, percorsi, di cui si pubblicano in questo volume gli Atti, ne ha rappresentato la conclusione.   La curatrice, Elisa Gregori, ha partecipato al progetto Rinascimento veneto, rinascimento europeo occupandosi degli scambi culturali e letterari tra Francia e Italia. In questo ambito ha studiato l’autodeterminazione dei traduttori e le metafore della traduzione nei paratesti; si è occupata inoltre della traduzione e della diffusione di testi omiletici, di testi di viaggio e di autotraduzione. Come autrice ha pubblicato con Cleup l’edizione di Canzonieri italiani di autori francesi e dedicato all’interesse per l’archeologia e le rovine di François René de Chateaubriand gli studi Un virtuose des ruines. Chateaubriand au pays des antiquités et de l’archéologie (2010) e Le comiche smorfie. Avramiotti contro Chateaubriand (2012). Indice Premessa ISBN:9788867879687 Collana: Romanistica Patavina Curatrice: Elisa Gregori Edizione 2018 Stato: Disponibile

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Dal centro al cerchio

Dal centro al cerchio

€ 17,00

I saggi qui raccolti sono il frutto di una lunga fedeltà a Luigi Meneghello, iniziata più di vent’anni fa, quando la critica sull’autore era appena agli albori. Da allora ad oggi le cose sono cambiate e una schiera di estimatori e interpreti si è fatta avanti, riconoscendo allo scrittore un posto preminente (e non solo regionale, come inizialmente si poteva anche pensare) nella nostra letteratura più recente. L’opera narrativa di Meneghello viene affrontata da diversi punti di vista (secondo prospettive di lingua – e in particolare di lingua interagente con il dialetto –, di stile, di poetica implicita ed esplicita), ma sempre con l’intento precipuo di illustrarne le dinamiche sghembe e personalissime, che fanno di essa un unicum nel panorama contemporaneo italiano. Antonio Daniele insegna Storia della lingua italiana all’Università di Udine. Ha scritto volumi e saggi sulla lingua e la metrica di scrittori delle Origini e del Rinascimento, occupandosi soprattutto di Petrarca e di Tasso, ma anche dei grandi plurilinguisti del Cinquecento: Capitoli tassiani (1983); Linguaggi e metri del Cinquecento (1994); Nuovi capitoli tassiani (1998); La memoria innamorata. Indagini e letture petrarchesche (2005); Folengo e Ruzzante. Dodici studî sul plurilinguismo rinascimentale (2013). Ha curato edizioni delle Rime di Giovanni Dondi dell’Orologio (1992), dei poemi di Carlo de’ Dottori (la Galatea, 1977; l’Asino, 1987) e delle poesie in dialetto (1990) e in lingua (2003) di Romano Pascutto. Negli ultimi anni si è interessato anche di scrittori della Grande Guerra: Magnaboschi. Storie di guerra, di scrittori e d’altopiano (2006) e La guerra di Gadda (2009), nonché di poeti contemporanei, specialmente veneti, quali Noventa, Marin, Bandini e altri. Indice Premessa ISBN:9788867874996 Collana: Romanistica Patavina 7 Autore: Antonio Daniele Edizione 2016 Stato: Disponibile

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Le occasioni del testo

Le occasioni del testo

€ 27,00

Con questi saggi, che si mettono alla prova in quel particolare genere critico che è la lettura testuale, gli autori vogliono rendere omaggio agli ottant’anni di Pier Vincenzo Mengaldo: un segno di riconoscimento e di gratitudine per i tanti frutti del suo insegnamento, e insieme di condivisione di un’idea di cultura fatta di passione, generosità e tenace impegno quotidiano. I contributi qui raccolti propongono letture di singoli testi o di singole opere di poesia o di prosa, narrativa e non, che spaziano dalle origini della letteratura italiana (Giacomo da Lentini e Petrarca) al Quattro e Cinquecento (Boiardo e Sannazaro), dal Settecento (Beccaria e Fantoni) fino al Novecento inoltrato (D’Annunzio, Montale, Contini, Fenoglio, Calvino, Giudici, Benzoni, Fiori, Benedetti, Pusterla), con una sortita anche in territorio filosofico-politico. Diverse sono le prospettive, e diversi gli approcci e le sensibilità, ma l’obiettivo condiviso dagli autori è quello di restituire al testo le sue ragioni, come vuole un’idea di critica stilistica che nell’analisi e interpretazione del dato particolare si sforza di cogliere e verificare le dinamiche generali dell’opera, dell’autore, dell’epoca. Indice Presentazione ISBN:9788867876570 Collana: Romanistica Patavina 9 Curatori: Andrea Afribo, Sergio Bozzola, Arnaldo Soldani Edizione 2016 Stato: Disponibile

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«Fedeli, diligenti, chiari e dotti»

«Fedeli, diligenti, chiari e dotti»

€ 35,00

Sono qui pubblicati gli interventi al convegno svoltosi a Padova nell’ottobre del 2015, una serie di casi tratti dalle maggiori letterature nazionali, configurando un abbozzo di canone di autori tradotti (Petrarca, Commynes, Machiavelli, Ariosto, Tasso, Rabelais, Montaigne, Shakespeare, Bacon, Cervantes) ma anche una rosa di traduttori ritenuti maggiormente significativi (Dolce, Chappuys, Fischart, Urquhart, Salazar) e di generi tradotti (poesia amorosa, commedie, trattatistica economico politica, romanzo pastorale, teatro, novella picaresca), con attenzione a fenomeni nazionali (la situazione in Scozia, in Francia, in Svizzera o in Germania) o ancora a quaestiones trasversali (interventi editoriali, edizioni plurilingui, autocoscienza dei traduttori, apparati e strategie di dedica, traduzione come etica sociale della trasmissione culturale, scelte linguistiche, rifacimenti e riscritture, trattatistica sulla traduzione).   La traduzione ha un ruolo fondamentale nella storia delle trasformazioni, rimodellamenti, relazioni intertestuali che caratterizzano la cultura europea, come si costruisce fra il 1494 e il 1648. La riforma protestante muta radicalmente le forme di scrittura delle verità religiose come di quelle non teologiche. Lo sviluppo dirompente della stampa accelera la circolazione di libri e autori e al tempo stesso configura un nuovo «sistema delle lingue» entro cui vanno inquadrate le relazioni tra i diversi volgari di traduzione e l’originale, tra le diverse lingue volgari tra di loro, tra le lingue volgari di traduzione e un latino considerato però come una lingua di traduzione viva e moderna (dato che si traduce in latino e non dal latino, a volte anche tramite il latino come lingua terza). Questa complessità nuova e polimorfa rende necessario un approccio transdisciplinare alla pluralità di traduzioni e impone una radicale prospettiva europea, data l’insufficienza di un’analisi che si limiti al solo confronto tra lingue di partenza e lingua d’arrivo, privilegiando una visione plurilingue che fa emergere l’autonomia, la singolarità e la produttività culturale del testo tradotto.     In copertina: Domenico Ghirlandaio, San Girolamo nello studio, Firenze, Chiesa degli Ognissanti ISBN:9788867875955 Collana: Romanistica Patavina 8 Autore: Elisa Gregori Edizione 2016 Stato: Disponibile  

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Un mondo di parole

Un mondo di parole

€ 30,00

Gli studi qui raccolti sono stati scritti nell’arco di oltre trent’anni e riprendono alcuni dei temi più cari al loro autore, il plurilinguismo letterario, la questione della lingua e la codificazione cinquecentesca, i dialetti e la lessicografia dialettale. Il vero e più tenace filo rosso che li lega è la pluralità. Lingue, dialetti, gioco delle lingue, parodie linguistiche, mistilinguismo, plurilinguismo, ma poi ancora contaminazione, mescidanza, se non proprio la «ridda delle lingue e dei linguaggi»: sono etichette che circoscrivono bene l’oggetto di questi contributi, collocandolo al di fuori della dorsale monolinguistica e talora monocorde del cànone, in un territorio estraneo e anzi alternativo al classicismo bembesco. Si tratta sempre di itinerari nei quali sono coniugate due prospettive opposte e complementari, la visione d’insieme e l’analisi più minuta, ricostruzioni di ampio respiro diacronico e problematico, da una parte, saggi di lettura ravvicinata, accompagnati da citazioni testuali, rassegne di esempi, elenchi ragionati di parole dall’altra: l’una dimensione integrata nell’altra, senza soluzione di continuità. È qui la scommessa vincente del linguista che si propone insieme come storico della lingua e storico della letteratura. Ivano Paccagnella conclude in questo 2017 il suo insegnamento di Storia della lingua italiana. Si è occupato di plurilinguismo rinascimentale, macaronee padovane, dialetti bergamaschi e veneti, Ruzante e gli autori pavani, la trattatistica linguistica e le traduzioni nel Cinquecento, ma anche di lingua politica, soprattutto del fascismo e della Resistenza, e di lingua contemporanea (fumetti, canzone d’autore, mass media). Di recente ha pubblicato Tre sonetti fra «Morato» e «Magagnò». Giacomo Morello e Giovan Battista Maganza (Padova, 2011), Vocabolario del pavano (XIV-XVII secolo) (Padova, 2012), Tramature. Questioni di lingua nel Rinascimento fra Veneto e Toscana (Padova, 2013). Indice Presentazione ISBN:9788867877713 Collana: Romanistica Patavina 10 Autore: Ivano Paccagnella Curatori: Andrea Cecchinato, Chiara Schiavon Edizione 2017 Stato: Disponibile

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Morire di sete vicino alla fontana

Morire di sete vicino alla fontana

€ 28,00

I ventidue scritti raccolti in questo volume vertono su fenomeni letterari di varia specie, lungo uno spazio temporale compreso tra il secolo xiii e il xxi. Trattano sia temi generali, come le prime configurazioni del concetto di autore (1200-1350), come la lode strumentale della sana e lieta vita dei campi (1320-1480) e come l’ideale romantico dell’Altrove, sia argomenti specifici, dalla collezione di testi con lo stesso capoverso composti da Charles d’Orléans e dal suo cenacolo alle caratterizzazioni di Alessandro Magno tra Medioevo e Rinascimento, dall’evoluzione della poetica di Joachim Du Bellay osservata attraverso le immagini nautiche alla ricomposizione da parte di Montaigne e di Chateaubriand, nel Libro e grazie al Libro, di un’identità percepita come polimorfa, erratica nel tempo. Due capitoli si riferiscono a esercizi critici di Benedetto Croce e di Erich Auerbach sopra temi francesi, altri toccano questioni di natura teorica, in forma diretta (stato presente degli studi di teoria letteraria in Francia) e indiretta: fondamenti concettuali e metodologia dei volgarizzamenti trecenteschi, riscritture (Mallarmé), dinamiche intertestuali di natura ed epoca diversa (anche franco-italiane: Fogazzaro/Chateaubriand, Tabucchi/Baudelaire). Patrizio Tucci è professore di Letteratura francese nell’Università di Padova. I suoi interessi sono rivolti in prevalenza alla tradizione tardo medievale, ma ha dedicato studi e saggi anche a scrittori dei secoli successivi (Du Bellay, Ronsard, Montaigne, Fénelon, Chateaubriand, Baudelaire, Mallarmé, Remy de Gourmont, Montherlant, Aragon) e a temi generali (la letteratura e i naufragi, l’esotismo romantico, la rappresentazione della città nel romanzo simbolista). Nel 2006 ha insegnato come «professeur invité» alla Sorbona (Paris IV). Il suo libro più recente: Charles d’Orléans e i poeti di Blois: rondò di conversazione, Roma, Carocci, «Biblioteca Medievale», 2015. Patrizio Tucci è professore di Letteratura francese nell’Università di Padova. I suoi interessi sono rivolti in prevalenza alla tradizione tardo medievale, ma ha dedicato studi e saggi anche a scrittori dei secoli successivi (Du Bellay, Ronsard, Montaigne, Fénelon, Chateaubriand, Baudelaire, Mallarmé, Remy de Gourmont, Montherlant, Aragon) e a temi generali (la letteratura e i naufragi, l’esotismo romantico, la rappresentazione della città nel romanzo simbolista). Nel 2006 ha insegnato come «professeur invité» alla Sorbona (Paris IV). Il suo libro più recente: Charles d’Orléans e i poeti di Blois: rondò di conversazione, Roma, Carocci, «Biblioteca Medievale», 2015. Indice Presentazione ISBN:9788867873364 Collana: Romanistica Patavina Autore: Patrizio Tucci Edizione 2015 Stato: Disponibile

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